martedì 19 aprile 2016

Il Garda da Manerba con Sottocosta

Avvicinamento all'Isola del Garda

Questa domenica abbiamo, per la prima volta, partecipato ad uno dei raduni di Sottocosta.

Stando alla descrizione dell'evento si proponeva come giornata adatta ai principianti.
Imbarco
Il ritrovo è stato a Porto Torchio di Manerba del Garda.
Ci ha rassicurato vedere che non c'erano solo performanti kayak da mare in composito ma anche qualcuno con barche in polietilene sotto ai 5m.
Alla fine si diceva che fossimo in poco meno di 50, una gran bell'ondata di kayak!
Dopo il briefing, tenuto dal mitico Luciano, ci siamo imbarcati e diretti verso l'Isola dei Conigli.
I primi momenti in acqua sono stati di ambientamento: dopo un intenso fine settimana a fare il corso foundation sui Tiderace con la pagaia groenlandese tornare sui nostri Prijon, corti e con una minor stabilità direzionale, è stato un piccolo trauma. Superato questo nuovo primo impatto si è subito notato che il corso ha dato buoni frutti in termini di maggior naturalezza e disinvoltura nella gestione del kayak. Anche la grande maneggevolezza dei nostri Prijon si è rivelata utile in quanto non siamo abituati a pagaiare in un gruppo fitto.
Raggiunta l'isola con i suoi scogli abbiamo puntato a Nord, tagliando il golfo per raggiungere subito Isola del Garda con la sua imponente e spettacolare villa. Dinnanzi a questa struttura ci siamo fermati qualche minuto facendo un gruppo stretto zatterandoci a vicenda per ascoltare le informazioni che ci venivano date da un kayaker-cicerone locale riguardo aspetti storici ed artistici sull'isola e la struttura che ospita.
Abbiamo deciso di circumnavigare l'intera isola in senso orario stando molto vicini alla costa per riuscire a vedere bene le piante fiorite; incredibile il profumo che si sentiva.
La fame cominciava a farsi sentire per cui ci siamo allungati nel golfo di Salò dove siamo sbarcati per il pranzo al sacco... incredibile quello che è uscito dai gavoni!
A quanto pare questa associazione sportiva prende seriamente la pausa pranzo come momento di condivisione ed amicizia; davvero un bel gruppo!
La sosta purtroppo è durata giusto il tempo di mangiare e bere. Una sottile pioggerella ci ha fatto risalire in kayak al volo per cercare di tornare prima di un temporale che era previsto per il tardo pomeriggio. Il rientro da Salò è stato costeggiando nuovamente Portese fino a doppiare punta san Fermo per rientrare poi nel golfo di Manerba che questa volta abbiamo percorso stando sottocosta fino al punto di imbarco.

Il bilancio finale è senza dubbio positivo nonostante il meteo (sempre coperto, e con qualche goccia d'acqua ogni tanto che però non disturbava). E' stata una giornata per noi piena di “prime volte”:
Prima uscita con Sottocosta ASD;
Prima pagaiata in un gruppo decisamente numeroso;
Prima volta sul Benaco;
Prima volta in kayak dopo il corso;
Primo viaggio autostradale coi kayak sul tetto.


Grazie a Luciano Belloni ed alle altre guide ed istruttori che hanno organizzato l'uscita e garantito la sicurezza di tutti, grazie a tutti i partecipanti per la compagnia!



venerdì 8 aprile 2016

Corso Foundation - Lerici

Un fine-settimana magnifico quello appena trascorso. Un corso di kayak ci voleva proprio per acquisire una tecnica di pagaiata efficace ed efficiente, imparare manovre base per la gestione e la manovra del kayak e le basi dei salvataggi assistiti.
Già dalle premesse si intuiva che sarebbe stato un successo:
L'istruttore è il famoso Guido di Tuilik; kayaker marino dall'indubbia esperienza ed ottimo maestro.
La location semplicemente spettacolare; la Scuola di mare Santa Teresa (nel comune di Lerici) è una delle due basi nautiche di Tuilik. C'è poco da dire, dubito che si possa trovare in Liguria un altro posto così. La struttura è letteralmente incastonata nel golfo dei Poeti, appena all'interno del varco di levante del porto di La Spezia. La vista dalla stanza è spettacolare; la scuola dispone di una piccola baia naturale in cui una barca a vela e quattro kayak lunghi più di 5m possono liberamente esercitarsi sulle manovre senza darsi fastidio.
Anche il meteo è stato clemente. Poche nuvole, giusto qualche cirro per non farci soffrire troppo il caldo ed un mare che è stato clemente e si è adeguato alla nostra preparazione.

Il corso si chiama “foundation” e rappresenta la base del kayak da mare.
Il venerdì ci siamo limitati alle presentazioni ed al controllo dell'attrezzatura (tutta messa adisposizione da Tuilik). Abbiamo dato uno sguardo alla carta nautica della zona e fatto una chiacchierata sulle norme di comportamento in prossimità di porti e navi. La sera, dopo un'abbondante cena, siamo usciti al buio per osservare le luci del porto e delle navi, per capirne il significato, la portata e valutare la distanza delle segnalazioni rapportandole sulla cartina. E' stato molto interessante anche se per questo livello di corso non sono previste navigazioni notturne.

Il sabato abbiamo lavorato sulla propulsione e sulle manovre (pagaiata circolare, 360, appoggio basso, spostamenti laterali e timone di poppa).
Purtroppo poco dopo mezzogiorno Gloria è rientrata alla scuola a causa di un po' di mal di mare (capita quando ci si concentra sulle manovre).
Abbiamo percorso poca strada, rimanendo appena fuori dalla diga foranea della Spezia. Poi nel pomeriggio ci siamo allungati oltre l'abitato di Lerici mettendo in pratica quello che abbiamo imparato divertendoci anche in stretti passaggi tra gli scogli.

Al rientro abbiamo provato anche il salvataggio a T sia nel ruolo di uomo in mare sia nel ruolo di soccorritore... e devo dire che, al contrario delle aspettative, è stata la manovra più facile del corso, o almeno così sembra in acque calme.
La scoperta più grande della giornata è stata la pagaia groenlandese, che non ho più lasciato, trovo dia un feeling più naturale e rilassato.


Per la domenica ci hanno raggiunto anche due amici del CK90 (i famosi Inuit del Lario). Felice, altro validissimo istruttore, e Pietro che doveva conseguire la certificazione PagaiaAzzurra di 3° livello il quale ha predisposto e guidato la navigazione che ci ha impegnato tutto il giorno.
Partiti dalla scuola abbiamo attraversato il varco di levante, costeggiato all'interno la lunga diga foranea ed attraversato anche il varco di ponente (che è quello più grande da cui passa il traffico commerciale). Raggiunta finalmente la costa ovest del golfo dei Poeti abbiamo proseguito lungo le strutture militari fino ad imboccare il canale che separa Palmaria dalla costa per poi arrivare a Portovenere. Doppiata la punta con la famosa chiesa di S. Pietro abbiamo esplorato l'insenatura dietro la rocca e proseguito per qualche miglio lungo la scogliera in direzione Cinque Terre alternando tratti con andatura “da spedizione” in fila indiana molto stretta ad altri in cui riprendevamo gli esercizi del giorno precedente. Verso le 11 abbiamo invertito la rotta ed abbiamo circumnavigato Palmaria; Sulla sponda est dell'isola ci siamo fermati su una spiaggia per il pranzo al sacco e per recuperare energie. Da li abbiamo nuovamente attraversato il canale per tornare in direzione di Spezia. Prima di attraversare il varco abbiamo lasciato uscire una portacontainers e per il rientro a scuola siamo passati dallo scoglio con i ruderi della torre Scola all'esterno della diga soffermandoci un attimo sopra al relitto semi-sommerso della nave Margaret.
Prima di passare nuovamente dal varco di levante, dopo questa navigazione stimata in circa 16 miglia, Guido ha chiuso il corso. Ci restava solo da lavare e sistemare l'attrezzatura, fare una doccia veloce e salutarsi con la promessa di tornare tutti assieme in mare.

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Photo by Felice e Guido