domenica 28 luglio 2019

Lario: questa notturna non s'ha da fare

Ci deve essere qualche strana forza negativa attorno alla classica notturna di Sottocosta sul Lario. Storico evento organizzato da Luciano che regolarmente dal 2016 mi vede tra gli iscritti e che, di fatto, non sono mai riuscito a fare.
Ogni anno è sempre peggio.
Se nel 2016 avevamo fatto un bel giretto - sebbene di molto accorciato rispetto al previsto a causa del vento - arrivando quantomeno sotto a Dervio, nel 2017 ci siamo limitati al periplo in serata del lago di Piona dato che le previsioni annunciavano temporali in tarda serata ed i forti tuoni che udivamo ne erano la più palese conferma.
Lo scorso anno, il 2018, neanche abbiamo scaricato i kayak dalle macchine ma quantomeno eravamo un bel gruppone di amici seduti attorno ad un tavolo; in realtà dopo cena mentre io ero sulla strada del ritorno qualcuno è uscito giusto per bagnare l'attrezzatura.
Quest'anno il disastro. Allerta meteo ai massimi livelli, la Provincia che sui quotidiani on-line dirama avvisi e raccomandazioni riguardo al sostare sotto agli alberi oppure ai pericoli delle bombe d'acqua. 
Unici presenti sono stati Luis (col suo surfski che svettava sul tetto dell'auto) ed, ovviamente, Luciano. Gloria ed io li abbiamo raggiunti per la cena a el Logasch perchè la tradizione così vuole: se non si pagaia bisogna far andare la forchetta.
Così tra pizzoccheri, sciatt e bresaola - anche senza aver portato i kayak - possiamo dire che noi alla notturna c'eravamo!



Link ai post degli anni precedenti:

Anno 2018
Anno 2017
Anno 2016


martedì 2 luglio 2019

Sottocosta KayakCamp - Gargano 2019


Il primo camp non si scorda mai! Il più grande evento nazionale di kayak da mare, organizzato da Sottocosta, si è svolto quest’anno al Gargano con base a Cala Campi in Vieste.
Sono partito con la ferma intenzione di fare molte navigazioni lunghe, di quelle da circa 16nm ( 30km) che impegnano tutta la giornata, lasciando in secondo piano le uscite didattiche. Avevo la sensazione di sprecare un’opportunità impegnando tempo ed energie in un corso che avrei potuto fare a due passi da casa sacrificando e riducendo le attività  “esplorative” di questa splendida costa; ma alla fine non è andata proprio così.
Di navigazione lunga ne abbiamo fatta solo una, tra l’altro l’ultimo giorno quando non erano previste uscite programmate. Una volta in acqua abbiamo sentito subito -la prima mattinata- il fermento nato dal confronto di esperienze con numerosissimi altri pagaiatori e dalla grande disponibiltà degli istruttori intuendo immediatamente che ci sarebbero state ottime possibilità di crescita… e così è stato.



recupero di una rete da pesca con galleggianti e piombi


Arrivati al Gargano sabato in tarda mattinata ci siamo dedicati al riposo, meritato dopo il lunghissimo viaggio, ed a prendere contatti con gli altri partecipanti.
In tutto saremmo stati 93, la regione con più presenze proprio la Lombardia con ben 33 partecipanti. Oltre che da tutta Italia presenze anche da Svizzera e Francia.
La domenica con Gloria abbiamo fatto, da soli, la prima uscita in kayak: giusto il giro della baia. Uscita breve dato che vento ed onda - come di consueto- spazientivano Gloria che sbuffava e si lamentava… mai avrei immaginato il grande cambiamento che ci sarebbe stato di lì a pochissimi giorni. Il pomeriggio l’abbiamo impiegato facendo un rapido giro a Vieste per visitarla e fare un po’ di spesa. In serata apertura ufficiale del Camp con i consueti discorsi, briefing, illustrazione delle attività ed un apericena in pineta tutti assieme. Ogni giorno prevedeva più attività, alcune che impegnavano da mattina a sera, altre solo mezza giornata; ogni uscita aveva un limite massimo di partecipanti variabile ma che comunque non avrebbe mai superato le 15 barche istruttori/guide compresi. Siamo stati anche muniti di sacchetti per raccogliere la spazzatura che avremmo trovato in mare.

 

Per il lunedì mattina Gloria ed io ci siamo iscritti ad una navigazione breve, di sole 6nm totali, verso Pugnochiuso. Il viaggio di andata è stato lento, con mare piatto e senza vento; neanche a dirlo siamo entrati in ogni grotta ed in ogni pertugio in cui fisicamente ci si potesse infilare in kayak, solo Gloria era restia e per la maggior parte stava fuori, a qualche metro dalla scogliera ad aspettare. Passati oltre Pugnochiuso ci siamo dilungati fino ad esplorare anche l’insenatura successiva - Baia della Pergola - prima di fare dietro front per tornare su una spiaggia a poche centinaia di metri per una veloce merenda al sacco. Il viaggio di ritorno l’abbiamo fatto senza dilungarci in attività esplorative anche perchè siamo stati parecchio rallentati da un ostinato vento contrario (dal quale tentavamo di ripararci allargandoci in ogni golfo al posto che fare i taglioni diretti che avevamo previsto) e dal mare che ha iniziato a creare onda. Ovviamente Gloria non era felice del meteo ma tentava, educatamente, di nascondere il suo stato d'animo.
Rientrati a Cala Campi in ritardo rispetto al previsto abbiamo avuto solo poco più di un’oretta di riposo e ristoro prima di imbarcarci nuovamente per raggiungere la prima baia a sud - Cala della Sanguinara - e dedicare il pomeriggio alla didattica in acqua. Gloria si è aggregata al gruppo di Felice per perfezionare la tecnica dell’appoggio basso mentre io ho conosciuto Pietro - valido istruttore romano - col quale, assieme ad un piccolo gruppo che si sarebbe poi consolidato nei giorni successivi, abbiamo iniziato un intenso addestramento su salvataggi ed autosalvataggi.

Martedì senza kayak: visita organizzata alle isole Tremiti. Autobus fino a Vieste porto, traghetto fino a San Nicola, visita guidata alla parte storica dell’isola, tour in motoscafo con sbarco su San Domino, rientro a San Nicola per l’ultimo traghetto disponibile. Tutto molto bello… specie l’ascoltare il chiaccherio generale sulla via del ritorno riguardo al tornarci in kayak, magari fuori stagione!

Mercoledì nuovamente in acqua. In mattinata navigazione breve (le solite 6nm) verso nord fino a Porto Nuovo, proprio all’inizio del lungo spiaggione che arriva a Vieste città. Vento assente e mare piatto. Anche questa volta all’andata abbiamo scrutato da vicino palmo a palmo ogni apertura ed ogni centimetro di falesia, sosta rigenerante nella Baia di San Felice (proprio prima dell’omonimo e spettacolare arco naturale) e ritorno  dritto, velocissimo. Tanto per far capire quanto era interessante la costa e quanto ci dilungavamo nella sua esplorazione basta pensare che da Cala Campi a Porto Nuovo ci abbiamo impiegato circa 4 ore, per la tratta di rientro siamo stati abbondantemente sotto l’ora.
Nel pomeriggio con Felice nella solita “baietta degli esercizi” didattica di ripasso delle manovre previste nel corso Pagaia Azzurra SK2; anche se non eravamo del tutto convinti di iscriverci all’esame.
La sera spettacolare uscita notturna organizzata da Luciano, unica attività senza limite di partecipanti ed anzi, come ha scritto qualcuno su un bigliettino apparso in bacheca, addirittuara “obbligatoria”. Saremo stati una settantina: con gli strarlight assicurati alle prue dei kayak, il cielo stellato con qualche lievissima velatura, mare piatto ed una luna piena e rossa che è sorta a metà escursione. Abbiamo fatto il giro della baia, il periplo dello scoglio e dell’isolotto di fronte e poi ci siamo allungati verso nord fino al trabucco in Testa del Gargano, infilati nel tunnel naturale che ci passa sotto e sbucati quindi nella baia successiva. Invertita la rotta nel viaggio di ritorno abbiamo esplorato le due grotte maggiori, compresa la splendida Sfondata Grande. Un’esperienza davvero unica e suggestiva.

Giovedì Gloria ed io abbiamo intrapreso strade diverse. Io con Pietro, Yannick e relativo gruppo siamo tornati sulla spiaggia prima del meraviglioso arco di San Felice. Il viaggio l’abbiamo fatto pagaiando in formazione di fila stretta lungocosta ed in riga attraversando gli stretti o i “corridoi” delle motonavi. Nella baia ci siamo scatenati fino quasi a sera con appoggio alto, salvataggio a T, salvataggio di lato, salvataggi tradizionali, eschimo assistito com la prua o la pagaia di un compagno, eschimo col paddle-float, rientro ed eschimo col paddle-float, traini corti ed a contatto durante le operazioni di soccorso ad un kayaker in difficoltà. Gloria invece si è aggregata a Gli Enzi che, anche loro in direzione San Felice, con la scusa del “giretto turistico” sottocosta hanno alternato l’esplorazione delle grotte ad esercizi di acquaticità culminati con il prendere grande confidenza con l’uscita bagnata ed il successivo classico salvataggio a T.
La sera del giovedì è stata anche quella della cena sociale di Sottocosta, seconda per numero ed importanza solo a quella del WiSKIE.

Venerdì, ultima giornata di attività organizzate. Io sempre nel gruppo di Pietro e Yannick verso San Felice dove ci siamo esercitati dalle 9.30 alle 16.30 con solo una breve pausa per il pranzo al sacco mentre Gloria in mattinata ha ripassato con Felice le tecniche SK2.
Alle 17.00 in poco più di una decina circa abbiamo navigato in fila stretta sino a Cala della Sanguinara per l’esame della Certificaznone Nazionale Pagaia Azzurra SK2. Dopo aver mostrato agli esaminatori tutte le manovre previste ed aver effettuato un salvataggio nel ruolo di vittima, uno nel ruolo di soccorritore ed un autosalvataggio siamo rientrati sempre in formazione stretta stando molto sottocosta, attaccati alle falesie, dimonstrando la capacità di mantere il proprio kayak in rotta ed in andatura anche con il mare che aveva formato un po' di onda che si confondeva tra diretta e riflessa creando una situazione di dinamicità che richiedeva continue correzioni e variazioni di assetto mentre l'istruttore alla testa del gruppo -appositamente- variava in continuazione direzione e velocità. In serata, dopo il debriefing degli esaminatori, ci è stato comunicato l'esito - per noi positivo - e che avremmo potuto quindi procedere con la richiesta del brevetto alla FICK! Abbiamo appreso con gioia questa notizia; fondamentale, oltre al lavoro di questi intensi giorni, è stato anche il corso Foundation che avevamo fatto, ormai qualche anno fa, a Lerici nella splendida Scuola di Mare Santa Teresa. Esperienza che fu breve ma fondamentale per gettare le basi di tutto quello che abbiamo poi imparato sullo stare in kayak negli anni successivi e consolidato durante questi giorni.

Per il sabato - ultimo giorno di questa intensa ed emozionante esperienza - non erano previste attività, a parte una navigazione di 12nm all’alba con partenza alle 3.00 a cui avrei con piacere preso parte se non fossi stato così provato dai due giorni precedenti. Ci siamo quindi accordati con Felice (resosi gentilmente disponibile a farci da balia), i nostri compagni di bungalow (Fabrizia ed Oliver) e Francesco per una navigazione in direzione nord fino alla Baia delle Zagare. Prevista la partenza in tarda mattinata per avere qualche ora di sonno in più e navigazione abbastanza spedita fino a Pugnochiuso dato che fin lì avevamo già passato in rassegna tutto nei giorni precedenti. Ho pagaiato in maniera stanca, rallentando il gruppo fino a Cala della Pergola, convinto di arrivare ad un certo punto, sbarcare su una spiaggia molto prima della meta ed aspettare gli altri sulla rotta di ritrono dato che proprio faticavo nel tentativo di spingere avanti il kayak che mi sembrava avere il freno a mano tirato. Mi sono rinvigorito solo dalle parti di Vignanotica, inebriato dalla bellezza delle grotte di questo tratto di costa per me nuovo e dalla maestosa imponenza delle bianchissime falesie a picco sul mare. Ci siamo fermati per il pranzo al sacco in Cala della Pipa, poco oltre i famosi faraglioni che delimitano a nord la Baia delle Zagare.
Nel viaggio di ritorno, nonostante il mare non proprio piatto - ma neanche eccessivamente mosso da infastidire- abbiamo comunque ripassato tutti i punti e le grotte di maggior interesse fino a Cala Campi...riuscendo anche a scoprire “nuove” grotte che si aprivano dietro a fessure a cui non avevamo dato molto conto.
Ma la cosa più incredibile è stata tornare a pagaiare con Gloria, dato che da tre giorni facevamo attività separate. L’avevo lasciata nelle mani di Felice e Gli Enzi che evitava le grotte, stava sempre ad una certa distanza dagli scogli, si lamentava e preoccupava se il mare non era liscio come l’olio; adesso tra le onde sorrideva, pagaiava spedita a velocità di crociera, era la prima ad entrare in grotta sempre alla testa del gruppo e stava sottocosta a guardare gli scogli e le insenature manovrando con maestria e naturalezza anche quando arrivavano le fastidiose grandi onde causate dai barconi che sfrecciavano facendo la spola carichi di turisti. Un cambiamento radicale ed incredibile!

Come ultimissima attività, mentre il resto del gruppo rientrava, con Felice e Gloria ci siamo fermati in Cala della Sanguinara, infondo a questa insenatura stretta e curva vi è una minuscola spiaggia irraggiungibile da terra ed invisibile dal mare. Abbiamo raccolto quanta più plastica ci era possibile trasportare coi nostri tre kayak.
Avremmo avuto da raccogliere per giorni e da riempire interi containers dato che, esposta al vento che spinge in questo imbuto naturale tutta la plastica che c’è in mare e, per questioni orografiche, ignorata dai turisti (quindi anche dalle attività di pulizia stagionali) era veramente impossibile in mezz’oretta fare qualcosa in grado anche solo di cambiare il colpo d’occhio di questo piccolo angolo di paradiso ridotto ad una discarica; ma ci sembrava romantica e doverosa l’idea di concludere quest’avventura tentando di ridare decoro alla baia che ci aveva che ci aveva ospitati per l’esame e parte dell’addestramento finale SK2.



La plastica raccolta... gavoni pieni ed il resto legato in coperta



LINK CON LE FOTO NELL'ALBUM FLICKR: KAYAK CAMP 2019 GARGANO