lunedì 10 settembre 2018

On The Road 2018: viaggiare in kayak



Giovedì 6 settembre si è svolta a Lurago d'Erba una serata a tema.
Per l'organizzazione ho colto l'invito, ricevuto mesi fa da Giovanni Molteni (presidente della commissione Biblioteca ed organizzatore di molte iniziative culturali sul territorio) di preparare una serata canoistica da inserire in una rassegna di più incontri riguardanti viaggi e natura.


In totale sono stati sviluppati quattro eventi: il primo riguardo il kayak, il secondo escursioni sulla linea Cadorna, il terzo sul cammino di Santiago ed il quarto -meno reportagistico e più poetico- sulla filosofia della montagna.

La serata è andata tutto sommato bene. L'affluenza, come ci si poteva aspettare, non è stata paragonabile alle serate con Tatiana e Mauro ma direi che anche da questo punto di vista non ci si può lamentare.

In apertura, dopo i saluti e ringraziamenti di rito, hanno preso la parola Laura Costantini e Mirella Graglini (le due ospiti provenienti da più lontano). Ci hanno raccontato del "sorriso del mare", ovvero il primo simposio nazionale tutto femminile di kayak da mare. Poi è stata la volta di Michele Varin che con grande competenza portava la sua passione per il delta del Po. Infine MariaPaola Pirovano e Luca Martino hanno raccontato di due diversi temi: il loro viaggio di nozze negli USA e la recentissima vacanza a Lastovo.

Per incuriosire ulteriormente il pubblico all'ingresso del municipio - su un quadrato di finto prato verde-  abbiamo allestito un piccolo bivacco con il kayak di Gloria (fortuna che lei lo tiene bene, il mio è inguardabile), la tenda che solitamente usiamo per le escursioni di più giorni e qualche accessorio. In esposizione anche il bellissimo ASA 520 di Luca recentemente risistemato.
Idea azzeccatissima dato che sia prima che dopo la serata proprio davanti a questa doppia installazione ci sono state rivolte delle domande e curiosità da parte del pubblico di "non addetti ai lavori".


Per l'occasione, a partire dalla serata e per l'intera durata della rassegna di 4 incontri (indicativamente poco più di un mese) presso le sale della biblioteca del comune di Lurago d'Erba rimarrà esposta una rielaborazione della minimostra sul Lario in inverno.



OSPITI, PROGRAMMA DELLA SERATA E SITOGRAFIA
Marco Nolberti, Il kayak da mare
Una barca la cui origine si perde nella notte dei tempi oggi rappresenta un mezzo di trasporto ideale per esplorare a fondo le coste di mari, laghi e grandi fiumi nel pieno rispetto della natura. Il viaggio può durare poche ore o lunghi mesi ed offre al canoista un punto di vista ed un legame unico e profondo con gli elementi.
http://kayakerdestrepa.blogspot.com/

Luca Martino e Maria Paola Pirovano, LuMeKayak
Una coppia di giovani istruttori di kayak da mare con una grande passione per le isole della Croazia. Ci portano con il racconto e le immagini nella recentissima vacanza a Lastovo poi, indietro di qualche anno, fino al viaggio di nozze negli USA dove hanno pagaiato in diversi ambienti dal fiume Colorado all’Oceano Pacifico.
http://kayakmaryluca.blogspot.com/
 
Michele Varin, Il delta del Po
Grande conoscitore di uno degli angoli più remoti e meno conosciuti d’Italia: il delta del fiume Po. Un ambiente rigoglioso, carico di fascino e storia in cui l’uomo vive in un delicatissimo equilibrio con la natura dove i confini tra mare, fiume e terraferma variano in continuazione. Qui Michele unisce la sua passione per le esplorazioni con la pagaia a quella per la fotografia naturalistica.
http://kinmare.blogspot.com/
 
Mirella Graglini e Laura Costantini, Il sorriso del mare
Due donne attivissime durante i raduni e con un’innata capacità di fare gruppo. Due tra le ideatrici e maggiori sostenitrici del progetto “il sorriso del mare”: il primo simposio femminile nazionale di kayak da mare. Da dove nasce l’esigenza di creare un punto di riferimento tutto in rosa? Quali sono le particolarità per una donna che si avvicina a questa attività? Esistono kayak da donna? Chi ha pensato ed organizzato questo evento esclusivamente al femminile potrà sicuramente rispondere a queste ed a molte altre domande.
http://lagomaggioreseakayak.blogspot.com/ http://panthalassa-sea-kayaking.blogspot.com/

6 settembre 2018 ore 21
Comune di Lurago d'Erba
Via Roma 56 (ingresso da piazza Giovanni XXIII)
On The Road 2018 è una rassegna dedicata al viaggio che, nell'arco di quattro incontri, ci condurrà "a zonzo" sull'acqua, nella storia, a piedi e in montagna.

sabato 8 settembre 2018

CanoaRaduno Iseo 2018



Tornando dalla settimana sull'isola di Krk l'idea era quella di fermarsi direttamente ad Iseo... ed in un certo senso così è stato. Siamo arrivati a Sassabanek il venerdì sera sotto un'incessante diluvio.
Inbarco grigio, ma con entusiasmo
Montata la tenda tentando di bagnare il meno possibile abbiamo resistito solo poche ore prima di constatare che entrava acqua da tutte le parti, sia dal tetto che dal catino. A nulla è valso il mio tentativo di aggiungere un telo tra l'interno e l'esterno della tenda nella parte superiore dato che nel prato in cui eravamo l'acqua ormai era alta qualche cm e di sicuro nulla avrei potuto fare per fermare l'ingresso da sotto.
Verso le 22 ho dato definitivamente per morta la vecchia tenda; smontata e buttata letteralmente in auto ci siamo messi in viaggio, completamente fradici, per tornare a casa.
La tenda che in settimana aveva resistito a qualche forte temporale croato non è riuscita a ripararci dal maltempo lombardo.

Durante il viaggio di ritorno Gloria al telefono messaggiava con due sue colleghe che avrebbero dovuto raggiungerci il giorno successivo mentre io guidavo e mi mangiavo le unghie per non essermi fermato due giorni in più a Krk dato che il meteo per l'intero finesettimana ad Iseo prevedeva solo abbondanti piogge.
Abbiamo valutato tutte le possibili alternative: dall'arrivare a casa, prendere l'altra tenda e tornare subito (ma sarebbe stato impossibile sia per l'orario sia perché vestiti e sacchi a pelo erano zuppi) al rinunciare completamente al raduno.
Alla fine la soluzione più logica sembrava la migliore: passare a casa la giornata di sabato sistemando le attrezzature da kayak e da campeggio, cambiare i vestiti e tenere d'occhio le previsioni. In caso di temporali la domenica avremmo rinunciato ma se ci fosse stata solo pioggia saremmo andati alla pagaiata della domenica partendo la mattina prestissimo.
La notte ci ha rigenerati e la voglia di partecipare alla serata con lo spiedo era tanta. Il campeggio ci ha concesso in via eccezionale una casa mobile così nel pomeriggio siamo passati a prendere le due colleghe di Gloria e ci siamo diretti nuovamente ad Iseo.
Siamo arrivati che il gruppo di canoisti era già rientrato dall'escursione del sabato, giusto il tempo di sistemarci e poi via alla tanto attesa cena.

L'indomani siamo finalmente tornati in acqua, io e Gloria con l'attrezzatura ancora piena di salsedine mentre le sue colleghe Francesca e Giulia a bordo degli Oasis della locale associazione erano alla loro primissima esperienza in kayak.
Il giro è stato tagliato a causa del meteo e la passeggiata al santuario in cima a Monte Isola annullata per i sentieri troppo fangosi e scivolosi.
Raggiunto il solito prato con gli ulivi per la colazione ci siamo poi divisi tra chi proseguiva il periplo dell'isola mentre noi abbiamo optato per un rientro anticipato. Praticamente tutta l'escursione è stata fatta sotto la pioggia.
Peschiera Maraglio
Al rientro abbiamo subito un po' di vento e qualche treno di onde che all'inizio mi sono divertito a surfare poi, nel tentativo di agganciarne una ho clamorosamente mancato un appoggio e sono finito a testa in giù. Mi sono tenuto al kayak di Gloria che, come potevo immaginare, mi stava dicendo dolci parole mentre lo staff della barca appoggio svuotava il mio prima di zatterarmi per consentirmi di rientrare.

Vento, onde e pioggia non hanno scoraggiato Giulia e Francesca che viaggiavano bene portando a termine con successo una navigazione decisamente impegnativa per essere al loro battesimo dell'acqua; si sono comportate addirittura meglio di alcuni neofiti che avevano partecipato ad un corso base durante l'estate. L'unico ad esser finito a bagno nel giro dei principianti sono stato io!
Il tutto si è concluso con il pranzo finale a base di pasta, salame, formaggio e tanti saluti al prossimo anno con la speranza che questa giornata di tempo non proprio ideale non abbia tolto ai tanti che in questa occasione si sono avvicinati al kayak la voglia di pagaiare.


Rientro ancora più grigio


Link ai post degli scorsi anni:

canoaraduno-Iseo2017

canoaraduno-Iseo2016


Turisti a Krk

La spiaggia segreta tra Pinezici e Glavotok

L'isola di Krk ci ha accolto, dopo un viaggio notturno, con un meteo alquanto minaccioso.
Siamo arrivati al Kamp Marta in tarda mattinata; le previsioni davano pioggia a partire dalla sera ed inoltre quello successivo al nostro arrivo è stato il primo giorno di Bora, vento terribile che quando arriva spazza queste terre per tre giorni.
Il campeggio di Marta,  interamente a conduzione familiare, è piccolo ed accogliente: una decina di piazzole  con degli ulivi e pochi altri spazi, servizi moderni, tutto sempre perfettamente pulito ed in ordine. Si trova in un paese minuscolo di nome Skrpčići tra le colline a poco meno di 2km dal mare. Marta all'arrivo racconta che il campeggio è stato aperto dai genitori nel 1986, a darle una mano il marito ed i figli giovanissimi che curano il piccolo servizio caffetteria interno dove si può bere qualcosa o acquistare i prodotti fatti in casa dalla famiglia (uova fresche, prosciutto, pancetta, olio extravergine e grappe oltre che ritirare il pane che su richiesta arriva ogni giorno dal forno del paese). Vista la cura degli spazi e la gentilezza e disponibilità del personale non sorprende che sia stato premiato tra i micro-campeggi migliori di tutta la Croazia!

Dopo aver montato la tenda ed allestito il campo abbiamo passato la prima notte sotto intensi temporali e forte vento. La pioggia è durata anche per tutto il giorno successivo durante il quale abbiamo fatto qualche giro sull'isola visitando il paese di Dobrinj, la grotta di Biseujika, il paese di Vrbinik -famoso per il vino- ed infine ci siamo persi passeggiando  tra sentieri nei boschi dell'entroterra sotto la pioggia alla ricerca di un antico villaggio abbandonato (che non abbiamo trovato).

Faro Manganel, poco prima di Glavotok
Il terzo giorno finalmente è arrivato il sole anche se la bora restava fissa oltre i 20 kts sul lato opposto al nostro. Siamo entrati in acqua in kayak nel vicinissimo porticciolo del paese di Pinezići ed abbiamo iniziato la navigazione verso nord. La costa è bassa, tutta a rocce accuminate e taglienti, a pochi metri dall'acqua scoppia un'infinita e rigogliosa pineta piena di tutte le piante tipiche della macchia, ci sono molte di piccole baiette dentro le quali si trova quasi sempre almeno una spiaggia di ciottoli. Dopo una breve sosta su una microspiaggia abbiamo proseguito sino al borgo di Glavotok da dove si apre la vista verso la città di Fiume ed - assieme ad essa - anche l'apertuta verso i quadranti di provenienza della Bora; l'ultimo tratto è stato un po' movimentato tra vento ed onda. Abbiamo invertito la rotta per dirigerci verso una spiaggia che avevamo addocchiato durante il viaggio di andata. In posizione riparata sul lato di una baia risulta quasi invisibile passando già solo a poche decine di metri dalla costa ed inoltre per raggiungerla è necessario fare lo slalom tra alcuni massi semisommersi che di fatto la rendono inaccessibile a gommoni e motoscafi. Il luogo perfetto per una lunga sosta.

La spiaggia a due piani che ci ha ospitato per due giorni

Quarto giorno, imbarco sempre a Pinezići, questa volta direzione sud. Navigazione breve sino alla profonda baia di Valbisca dove mi sarei aspettato un porticciolo ed un borgo di pescatori ma invece c'è solo la strada che arriva, sperduta nel nulla, e finisce sul grosso molo con la rampa di accesso ai traghetti per Cres e Rab; una stazione di rifornimento ed un chiosco sono le uniche altre cose che si trovano qui. Inversione di rotta e lunghissima sosta su una microspiaggia poche centinaia di metri prima dell'ingresso alla baia del porto. Una spiaggia a due piani: piano zero con ciottoli, sole e mare in cui ci stanno giusto giusto i due kayak e due teli; piano superiore una pineta infinita con ombra, fresco ed un buonissimo profumo di liquirizia e pino.
Alla ricerca di fresco tra i pini
Durante la mattinata mi sono divertito un poco in acqua a ribaltarmi, girare il kayak e risalire col paddle-float mentre Gloria mi guardava minacciosa da riva; poi mi sono definitivamente trasferito in pineta ad oziare.

Quinto giorno, teoricamente primo senza Bora. Ci siamo portati a sud dell'isola, a Baška con l'intento di imbarcarci per esplorare le spettacolari scogliere e baie di Mala Luka e  Vela Luka. Però sulla  grossa spiaggia di Baška  frangevano le onde e soffiava il vento. Il mio indicatore personale della scala di Beaufort se ne stava di fianco al kayak con addosso giubbetto e para spruzzi, rivolta verso il mare scuoteva la testa farfugliando qualcosa contro l'affidabilità delle previsioni. Quando la spiaggia ha cominciato ad affollarsi abbiamo ricaricato tutto in macchina per tornare a Pinezići e puntare dritto la spiaggetta del giorno precedente. Montata l'amaca in pineta ho passato la giornata coltivando la nobile arte del pisolino mentre Gloria rosolava al sole ben felice di essere tornata sul lato sottovento.
Gloria racconta l'incontro con un mega-riccio
Anche in questa occasione per combattere un po' il caldo sono entrato in acqua per qualche gioco col kayak ed inaspettatamente anche Gloria è arrivata a provare. Abbiamo provato vicino a riva nell'acqua alta circa 2 metri rientri con paddle-float, salvataggi a T ed inaspettatamente anche il "tutti in acqua" risolto in maniera poco professionale tornando a riva tirando i kayak.


Il sesto giorno è stato anche l'ultimo utile per pagaiare. Avevamo ormai abbandonato l'idea di affacciarci su altri lati dell'isola così, di prima mattina, eravamo nuovamente a Pinezići. Rotta sud e con un grande sprint abbiamo attraversato la baia di Valbisca mentre il traghetto per Cres era ancora ormeggiato in attesa della prima corsa. Abbiamo esplorato parecchi piccoli golfi con acqua bassa perdendoci a guardare il fondale ricco di stelle marine, ricci ed altre creature.
Il dietro-front lo abbiamo fatto poco dopo una grossa doppia baia che sulla carta nautica si chiama Luka Sveti Juraj. Un golfo pieno zeppo di yacht e grandi vele ancorate e che al suo fondo, invisibile passando dal mare, nasconde una piccola perla: un minuscolo porticciolo di pescatori "fatto in casa" costituito da una piccola diga frangiflutti dalla forma irregolare costruita gettando in mare alla bell'emeglio sassi presi dalla costa. Al suo interno qualche piccola ed umile barca ed a riva un gazebo realizzato legando tronchi spiaggiati sotto il quale, alla rinfusa, erano riposti pochi strumenti per la manutenzione delle barche e per cucinare il pescato.  La spiaggetta su cui avremmo passato il resto della giornata era questa volta poco ad est di Valbisca. Per pranzo abbiamo cucinato zucchine e salsicce ai ferri, io ho passato ore ed ore sull'amaca al fresco della pineta. La sera, dopo una lauta e squisita grigliata di pesce nella trattoria di fronte alla chiesetta di Skrpčići siamo rientrati in campeggio ed ho voluto provare la grappa ai fichi di Marta. A causa di un fraintendimento causato dal mio inglese poco chiaro me ne ha portate due, e di taglia XXL... ma era talmente buona che mi sono pentito di non averne presa una bottiglia da portare a casa.


Breve sosta prima di invertire la rotta

L'ultima spiaggia che abbiamo occupato in questa vacanza

Cediamo il passo al traghetto per Cres


Abbiamo lasciato l'isola il settimo giorno quando la mattina abbiamo smontato la tenda bagnata da una inattesa pioggia e con un cielo grigio e minaccioso. Krk ci ha dato l'arrivederci allo stesso modo con cui ci aveva accolto. Di rientro unica sosta in Slovenia per il pranzo in uno dei molti locali che arrostiscono la porchetta sulla brace a lato della strada... ma la destinazione non era casa. Davanti a noi, stando ai piani, ci aspettavano i due giorni ad Iseo per l'imperdibile canoaraduno; Ma questa è un'altra storia...



Altre immagini nell'album FLICKR: KRK 2018