sabato 20 febbraio 2016

Collaudo mute stagne made in Lecco

Questa mattina alle 9 abbiamo ritirato le nostre mute stagne. A Valmadrera si trova un piccolo laboratorio, gestito da un fanatico del windsurf, che tra le altre cose produce delle ottime mute in cordura.
Il prodotto che offrono è completamente fatto a mano e su misura secondo le dimensioni e le esigenze del cliente.
Le infinite possibilità di personalizzazione che solo un artigiano può offrire, unito ad un prezzo competitivo rispetto alle alternative di marchi noti fa si che le mute "Windcatcher" si stiano facendo apprezzare da molti amanti di parecchi sport nautici.
Dopo un paio di incontri e di scambi di opinioni col titolare e con altri kayaker abbiamo definito come dovevano essere le nostre tute.
La cerniera è posizionata dietro alle spalle, togliendo però la copertura che di solito si mette. La chiusura rimane così vista; scelta antiestetica ma abbiamo così evitato di aggiungere ulteriore spessosere sotto al giubbetto di salvataggio aumentando il confort.
Calzari in cordura sono un tutt'uno con il resto della muta; i piedi restano sicuramente al caldo e all'asciutto senza il bisogno di mettere calze e scarpette in neoprene.
A collo e polsi, ovviamente in lattice, abbiamo fatto aggiungere rivestimento in neoprene per comodità nel caso si vogliano indossare anche guanti in neoprene o cappucci.
Come colori Gloria ha scelto il nero, io ho optato per un più vivave arancio/rosso chiamato "rescue" solitamente utilizato per le tute dei velisti che tentano le traversate oceaniche con le parti più spesse nere.
Alla mia ho fatto aggiungere una cerniera per fare la pipì.

Per provarle siamo andati subito a Pescate, parcheggiato comodamente dietro al Bennet ci siamo imbarcati ed abbiamo risalito l'Adda fino a Lecco.
Poco vento e poca corrente hanno facilitato di molto la risalita rispetto alla prima volta che sono venuto qui. Il lago è piatto e costeggiamo piacevolmente il centro abitato di Lecco fino a raggiungere la statua di San Nicolò.
Andando oltre questa sponda del lago è veramente brutta dato che offre la vista solo delle strutture in cemento armato che sorreggono la strada. Giunti circa all'Orsa Maggiore attraversiamo puntando Valmadrera.
La nostra rotta incrocia un gruppo di sei grandi barche a vela che procedono lentamente di bolina.
A Nord di Valmadrera sbarchiamo per un panino e ne approfittiamo per sfilare collo e polsi dal lattice della muta.
Ripartiti costeggiamo Valmadrera e Malgrate zigzaghando tra le barche ormeggiate, ripassiamo sotto ai ponti sull'Adda e decidiamo di proseguire oltre il punto d'imbarco. Superato il ponte della statale 36 l'Adda torna ad esser lago.
Facciamo anche un veloce giro della parte alta del lago di Garlate e poi rientriamo.

In totale abbiamo pagaiato per circa 11 km. I mesi freddi sono sicuramente i migliori per girare queste zone che d'estate brulicano di motoscafi.
La muta stagna è più confortevole di quanto pensassi. Quando la si indossa dà un pò la sensazione da Gabibbo, ma poi ci si accorge subito che non impedisce minimamente i movimenti e ci si dimentica di averla addosso.
L'unico fastidio è una sensazione di costrizione data dai tubi in lattice a collo e polsi. Ma dovrebbe essere una cosa limitata alle prime uscite, poi il tutto dovrebbe lasciarsi andare e prendere la forma del proprietario.
All'interno si sta bene, meglio che nella solita giacca d'acqua. In altre uscite con la stessa temperatura e lo stesso abbigliamento (pantaloni leggeri, maglia in lycra e micropile) sotto la giacca sudavo, oggi no.

Comoda e traspirante, al primo utilizzo la Windcatcher è promossa a pieni voti.



http://www.nonsolomute.com/

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