sabato 8 settembre 2018

Turisti a Krk

La spiaggia segreta tra Pinezici e Glavotok

L'isola di Krk ci ha accolto, dopo un viaggio notturno, con un meteo alquanto minaccioso.
Siamo arrivati al Kamp Marta in tarda mattinata; le previsioni davano pioggia a partire dalla sera ed inoltre quello successivo al nostro arrivo è stato il primo giorno di Bora, vento terribile che quando arriva spazza queste terre per tre giorni.
Il campeggio di Marta,  interamente a conduzione familiare, è piccolo ed accogliente: una decina di piazzole  con degli ulivi e pochi altri spazi, servizi moderni, tutto sempre perfettamente pulito ed in ordine. Si trova in un paese minuscolo di nome Skrpčići tra le colline a poco meno di 2km dal mare. Marta all'arrivo racconta che il campeggio è stato aperto dai genitori nel 1986, a darle una mano il marito ed i figli giovanissimi che curano il piccolo servizio caffetteria interno dove si può bere qualcosa o acquistare i prodotti fatti in casa dalla famiglia (uova fresche, prosciutto, pancetta, olio extravergine e grappe oltre che ritirare il pane che su richiesta arriva ogni giorno dal forno del paese). Vista la cura degli spazi e la gentilezza e disponibilità del personale non sorprende che sia stato premiato tra i micro-campeggi migliori di tutta la Croazia!

Dopo aver montato la tenda ed allestito il campo abbiamo passato la prima notte sotto intensi temporali e forte vento. La pioggia è durata anche per tutto il giorno successivo durante il quale abbiamo fatto qualche giro sull'isola visitando il paese di Dobrinj, la grotta di Biseujika, il paese di Vrbinik -famoso per il vino- ed infine ci siamo persi passeggiando  tra sentieri nei boschi dell'entroterra sotto la pioggia alla ricerca di un antico villaggio abbandonato (che non abbiamo trovato).

Faro Manganel, poco prima di Glavotok
Il terzo giorno finalmente è arrivato il sole anche se la bora restava fissa oltre i 20 kts sul lato opposto al nostro. Siamo entrati in acqua in kayak nel vicinissimo porticciolo del paese di Pinezići ed abbiamo iniziato la navigazione verso nord. La costa è bassa, tutta a rocce accuminate e taglienti, a pochi metri dall'acqua scoppia un'infinita e rigogliosa pineta piena di tutte le piante tipiche della macchia, ci sono molte di piccole baiette dentro le quali si trova quasi sempre almeno una spiaggia di ciottoli. Dopo una breve sosta su una microspiaggia abbiamo proseguito sino al borgo di Glavotok da dove si apre la vista verso la città di Fiume ed - assieme ad essa - anche l'apertuta verso i quadranti di provenienza della Bora; l'ultimo tratto è stato un po' movimentato tra vento ed onda. Abbiamo invertito la rotta per dirigerci verso una spiaggia che avevamo addocchiato durante il viaggio di andata. In posizione riparata sul lato di una baia risulta quasi invisibile passando già solo a poche decine di metri dalla costa ed inoltre per raggiungerla è necessario fare lo slalom tra alcuni massi semisommersi che di fatto la rendono inaccessibile a gommoni e motoscafi. Il luogo perfetto per una lunga sosta.

La spiaggia a due piani che ci ha ospitato per due giorni

Quarto giorno, imbarco sempre a Pinezići, questa volta direzione sud. Navigazione breve sino alla profonda baia di Valbisca dove mi sarei aspettato un porticciolo ed un borgo di pescatori ma invece c'è solo la strada che arriva, sperduta nel nulla, e finisce sul grosso molo con la rampa di accesso ai traghetti per Cres e Rab; una stazione di rifornimento ed un chiosco sono le uniche altre cose che si trovano qui. Inversione di rotta e lunghissima sosta su una microspiaggia poche centinaia di metri prima dell'ingresso alla baia del porto. Una spiaggia a due piani: piano zero con ciottoli, sole e mare in cui ci stanno giusto giusto i due kayak e due teli; piano superiore una pineta infinita con ombra, fresco ed un buonissimo profumo di liquirizia e pino.
Alla ricerca di fresco tra i pini
Durante la mattinata mi sono divertito un poco in acqua a ribaltarmi, girare il kayak e risalire col paddle-float mentre Gloria mi guardava minacciosa da riva; poi mi sono definitivamente trasferito in pineta ad oziare.

Quinto giorno, teoricamente primo senza Bora. Ci siamo portati a sud dell'isola, a Baška con l'intento di imbarcarci per esplorare le spettacolari scogliere e baie di Mala Luka e  Vela Luka. Però sulla  grossa spiaggia di Baška  frangevano le onde e soffiava il vento. Il mio indicatore personale della scala di Beaufort se ne stava di fianco al kayak con addosso giubbetto e para spruzzi, rivolta verso il mare scuoteva la testa farfugliando qualcosa contro l'affidabilità delle previsioni. Quando la spiaggia ha cominciato ad affollarsi abbiamo ricaricato tutto in macchina per tornare a Pinezići e puntare dritto la spiaggetta del giorno precedente. Montata l'amaca in pineta ho passato la giornata coltivando la nobile arte del pisolino mentre Gloria rosolava al sole ben felice di essere tornata sul lato sottovento.
Gloria racconta l'incontro con un mega-riccio
Anche in questa occasione per combattere un po' il caldo sono entrato in acqua per qualche gioco col kayak ed inaspettatamente anche Gloria è arrivata a provare. Abbiamo provato vicino a riva nell'acqua alta circa 2 metri rientri con paddle-float, salvataggi a T ed inaspettatamente anche il "tutti in acqua" risolto in maniera poco professionale tornando a riva tirando i kayak.


Il sesto giorno è stato anche l'ultimo utile per pagaiare. Avevamo ormai abbandonato l'idea di affacciarci su altri lati dell'isola così, di prima mattina, eravamo nuovamente a Pinezići. Rotta sud e con un grande sprint abbiamo attraversato la baia di Valbisca mentre il traghetto per Cres era ancora ormeggiato in attesa della prima corsa. Abbiamo esplorato parecchi piccoli golfi con acqua bassa perdendoci a guardare il fondale ricco di stelle marine, ricci ed altre creature.
Il dietro-front lo abbiamo fatto poco dopo una grossa doppia baia che sulla carta nautica si chiama Luka Sveti Juraj. Un golfo pieno zeppo di yacht e grandi vele ancorate e che al suo fondo, invisibile passando dal mare, nasconde una piccola perla: un minuscolo porticciolo di pescatori "fatto in casa" costituito da una piccola diga frangiflutti dalla forma irregolare costruita gettando in mare alla bell'emeglio sassi presi dalla costa. Al suo interno qualche piccola ed umile barca ed a riva un gazebo realizzato legando tronchi spiaggiati sotto il quale, alla rinfusa, erano riposti pochi strumenti per la manutenzione delle barche e per cucinare il pescato.  La spiaggetta su cui avremmo passato il resto della giornata era questa volta poco ad est di Valbisca. Per pranzo abbiamo cucinato zucchine e salsicce ai ferri, io ho passato ore ed ore sull'amaca al fresco della pineta. La sera, dopo una lauta e squisita grigliata di pesce nella trattoria di fronte alla chiesetta di Skrpčići siamo rientrati in campeggio ed ho voluto provare la grappa ai fichi di Marta. A causa di un fraintendimento causato dal mio inglese poco chiaro me ne ha portate due, e di taglia XXL... ma era talmente buona che mi sono pentito di non averne presa una bottiglia da portare a casa.


Breve sosta prima di invertire la rotta

L'ultima spiaggia che abbiamo occupato in questa vacanza

Cediamo il passo al traghetto per Cres


Abbiamo lasciato l'isola il settimo giorno quando la mattina abbiamo smontato la tenda bagnata da una inattesa pioggia e con un cielo grigio e minaccioso. Krk ci ha dato l'arrivederci allo stesso modo con cui ci aveva accolto. Di rientro unica sosta in Slovenia per il pranzo in uno dei molti locali che arrostiscono la porchetta sulla brace a lato della strada... ma la destinazione non era casa. Davanti a noi, stando ai piani, ci aspettavano i due giorni ad Iseo per l'imperdibile canoaraduno; Ma questa è un'altra storia...



Altre immagini nell'album FLICKR: KRK 2018

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