martedì 3 maggio 2022

mini-trekking a San Fedelino


 Dascio - San Fedelino; San Fedelino - Pozzo di Riva - Dascio. Fa un po’ sorridere chiamare “tekking nautico” una navigazione che si fa solitamente in giornata, senza fretta e prendendosi il tempo di una lunga pausa pranzo. Però avevamo voglia di un bel bivacco libero prima che il lago diventi invivibile a causa dell'invasione di diportisti. Dovevamo essere in quattro ma, complice un rinvio di qualche settimana causa maltempo, alla fine siamo rimasti solo Luca ed io. 

La breve distanza percorsa è stata anche a causa delle tempistiche. Non potevamo partire da Vercurago prima delle 14:30 di sabato. A quell’ora però sono arrivati in sede alcuni amici dotati di prosecco e ci siamo dovuti unire ai festeggiamenti (anche se nessuno ha capito cosa stessimo festeggiando). L'indomani poi volevamo rientrare nel primo pomeriggio, domenica 1° Maggio era una data più che a rischio di mega ingorgo sulla SS36.


Comunque sia una volta raggiunta Dascio le operazioni di stivaggio dell’attrezzatura nei kayak hanno richiesto più tempo di quanto ce ne sia voluto poi per raggiungere la spiaggia di San Fedelino.

Il meteo prevedeva pioggia; quindi la dotazione è stata ancora pienamente invernale con ampia scorta di cambi asciutti. E’ stata la prima volta in cui ho riempito i gavoni dell’Xceed e mentre lo caricavo non ho potuto fare a meno di pensare a quanto siano comodi gli ampi boccaporti del Prijon, più che perfetti in un kayak da turismo tranquillo. Sono però passato ad una barca da mare vera e propria, un purosangue… e quindi ci si deve giocoforza adattare ai tappi in plastica. 

Cena in preparazione
Pagaiare lungo la costa occidentale del Lago di Mezzola è sempre piacevole, questo tratto offre sempre uno spettacolo mozzafiato e merita di essere percorso con calma per gustarsi ogni dettaglio. Lo sbarco è stato sulla  spiaggia che con acqua bassa si forma nell'insenatura nord-ovest del bacino (dove c’è il moletto).
L’orario era precisamente quello dell’aperitivo; occorreva quindi tagliare il salame ed aprire la prima bottiglia di vino della serata.

Sistemati i kayak è stata la volta della cena - di due portate - dopodichè all’imbrunire abbiamo montato il campo con le tende. Mentre mangiavamo abbiamo ricevuto la gradita visita di un beccaccino, un raro avvistamento.


Argomento di conversazione principale della serata sono stati progetti canoistici futuri. Quel giorno -tra l'altro- Felice è andato a ritirare le nuove canadesi in dotazione al CK90 le quali hanno catalizzato un po’ i nostri pensieri.

il campo all'alba

La notte è passata tranquilla. Della pioggia attesa non si è visto nulla. La mattina, alzati all’alba come prevede il galateo del bivacco, abbiamo con estrema calma smontato il campo e fatto colazione. Non poteva certo mancare una visita al tempietto di San Fedelino che abbiamo raggiunto a piedi; siamo scesi anche nel letto del fiume Mera che abbiamo trovato ancora più ritirato rispetto a quando siamo venuti qui, l'ultima volta, per il cimento ad inizio febbraio. Da allora ad oggi non ci sono state precipitazioni degne di nota e quindi non è stata una gran sorpresa. Il fiume si è ridotto ad una larghezza di circa 5 metri e nel punto più profondo l’acqua non superava i 50cm.

Il letto del Mera

Tornati ai kayak ci siamo imbarcati e diretti nel Pozzo di Riva. L’ultimo tratto di canale è stato percorso a fatica con frequenti insabbiamenti però anche questo livello idrico anomalo offre i suoi spettacoli: sotto le nostre chiglie vedevamo girare un gran quantitativo di grosse carpe che percorrevano i labirinti formati dalle radici delle ninfee (crediamo siano state carpe, non siamo pescatori) ed alcuni banchi formati da centinaia di piccoli pesciolini argentati lunghi 2-3cm che saltavano all'unisono fuori dall'acqua. Per qualche minuto è come fossi tornato nel delta del Po.

Il pozzo di Riva ci ha donato un paio di incontri con il martinpescatore ma non sono ovviamente mancati innumerevoli avvistamenti di parecchi esemplari di avifauna più consueta (svassi, folaghe, aironi cenerini e bianchi, cigni …).


Al rientro verso il lago di Mezzola abbiamo fatto qualche metro uscendo dai kayak e trainandoli nell'acqua alta 5cm perché non riuscivamo a trovare il passaggio che avevamo sfruttato all'andata; passaggio che comunque non superava i 15cm di profondità.

Il rientro è stato sempre costeggiando la maestosa scogliera ovest, siamo passati indisturbati di fianco ad un becco che si faceva i fatti suoi in riva al lago.  Alla cascata siamo scesi per il pranzo ed alle 14 eravamo già in auto sulla via del ritorno.

Nella sede Canneto del CK90 ho approfittato del sole e del vento per stendere la tenda ad asciugare dall'umidità della notte; mentre aspettavo è arrivato Felice che ha fatto il primo varo della NovaCraft Prospector 15 in SP3… chissà che la prossima bivaccata non sia in canadese!


Altre immagini nell'album FLICKR: BIVACCATA 1 MAGGIO 2022





domenica 13 febbraio 2022

Avvicinamento alla canadese

Luca ed io tra i moli in zona Canneto

 


Chi mi conosce lo sa, quando mi "parte la scimmia" poi è impossibile fermarmi. Ormai è da qualche mese che sono fissato con la canoa canadese.


L'arrivo di Matteo ha fatto si che mi interessassi ad un qualche tipo di canoa con cui potessi portare un bambino piccolo.
Inizialmente ho guardato cosa offre il mercato dei sit-on-top da due posti ma poi ho pensato che non me la sarei mai sentita di andare in giro con qualcosa di simile; sarei finito solo a spendere soldi per un ingombrante pezzo di plastica buono solo ad occupare spazio in garage.
La canoa canadese a pala singola è una barca che ha un grande fascino sia storico che culturale forse addirittura maggiore rispetto al kayak ed ha il pregio di essere adatta alle gite di famiglia. Ho quindi iniziato ad approfondire l'argomento ed a documentarmi.


Al CK90 c'è qualche praticante di canadese agonistica (slalom e discesa) ma non è certo il target che avevo come riferimento; Felice e Corrado invece hanno qualche esperienza nel settore turistico ed ho cominciato a stressarli. Nel frattempo ho fatto proseliti trovando e fomentando altri Inuit del Lario con la stessa curiosità.

Ieri con Luca abbiamo preso in prestito la canoa di Felice ad Ado (una Exo Augh 460) per fare i primi esperimenti con la pagaia a pala singola e devo dire che entrambi siamo rimasti piacevolmente colpiti.
Si temeva che una volta a bordo avessimo la sensazione di non essere sul tipo di natante che facesse per noi ma in breve tempo ci siamo fatti ulteriormente stregare dal fascino di questo tipo di canoe ed una volta sbarcati eravamo più che mai convinti di voler proseguire su questa strada immaginando fantastiche gite sui laghetti minori con bimbi a seguito.

Abbiamo provato principalmente l'andatura in tandem invertendoci di posto per vedere come andava sia in punta che in coda; qualche esperimento lo abbiamo fatto anche in singolo... dove -come era immaginabile- abbiamo trovato i problemi maggiori.

Ma non ci facciamo certo scoraggiare. Questo è stato solo il primo, piccolissimo, passo!

dei due chi se l'è cavata meglio in solo è sicuramente Luca







martedì 8 febbraio 2022

Cimento invernale 2022

 

Lo scorso fine settimana si è svolto in alto Lario il 23° cimento invernale organizzato da Sottocosta in collaborazione con il CK90.

Evento della durata, per questo anno, di due giorni.
Il sabato ci siamo ritrovati in 20 al porto di Gera Lario; presente anche Gloria che -escludendo un paio di uscitine davvero brevi- era alla sua prima escursione dopo la gravidanza. Ringraziamo i nonni che hanno fatto da baby-sitter per l'intera giornata.
Il giro è stato un anello nella parte più settentrionale del lago, con discesa fino a Gravedona dove abbiamo attraversato su Piona. All'interno del laghetto, nell'unico tratto al sole, siamo sbarcati per la pausa pranzo.
Qui ho provato un grande disagio... mangiavo un panino mentre guardavo un gruppo di marchigiani grigliare arrosticini e preparare la polenta sui fornelletti. Mi sono sentito un po' ferito nell'orgoglio... toccherà organizzarsi per recuperare questo smacco il prossimo anno.
Siamo rientrati passando per Colico ed il Pian di Spagna, attraversando le foci dell'Adda e del Mera.

foschia mattutina che si dirada

Il meteo è stato perfetto, già al momento dell'imbarco la foschia si era quasi del tutto diradata ed il cielo è rimasto sempre limpido. Temperatura più che gradevole per "i giorni della merla".
Giusto durante la traversata abbiamo subito una bava di vento, l'acqua piatta come l'olio.




L'indomani mattina sono tornato da solo a Gera Lario mentre Gloria ha preferito restare a casa a fare la Mamma. La compagnia comunque non è mancata; i ragazzi del CK90 sono arrivati in forze con ben due carrelli ed, a conti fatti, in acqua eravamo 49.
La destinazione non poteva che essere la più classica e tradizionale del cimento: San Fedelino.
Sono stato davvero dispiaciuto dell'assenza di Gloria. Il lago di Mezzola è il nostro posto preferito; le acque in cui ci siamo innamorati del kayak e - tra pandemia e gravidanza - non veniamo qui da davvero troppo tempo.
Pausa pranzo come sempre contornata da numerosi brindisi e non è mancata la visita, con foto di rito, al tempietto.
Anche per questa giornata il meteo è stato più che buono anche se abbiamo visto il sole per poco. Le nuvole ci hanno tenuto all'ombra durante quasi tutta la giornata e la temperatura è stata leggermente più invernale rispetto al giorno precedente.

risalendo il Mera

Una due giorni davvero bella, ci si è ritrovati con amici che non si vedeva da tempo ed ho avuto modo di conoscere volti nuovi. La cornice dell'alto Lario e del lago di Mezzola in inverno poi è sempre garanzia di piacevoli uscite.

Santa Maria del Tiglio - Gravedona 




Altre immagini nell'album FLICKR: Cimento Invernale 2022

Link ai post degli anni precedenti:









lunedì 20 dicembre 2021

L'ultimo plenilunio del 2021

 

Quando mi è stato detto che si voleva organizzare una breve uscita in notturna per salutare l'ultima luna piena dell'anno ho subito pensato fosse una meravigliosa idea. Adoro le navigazioni notturne e questa esperienza in pieno inverno mancava proprio al mio curriculum.

alcuni kayak "addobbati"

Sabato ci siamo così imbarcati in 7 dalla sede canneto del CK90 con le ultimissime luci del giorno; non avevamo grandi progetti... l'idea iniziale era addirittura quella di arrivare al Ponte Vecchio e fare li un piccolo aperitivo galleggiante. Poi, strada facendo, abbiamo pensato che potevamo raggiungere Lecco e fermarci di fronte al lungolago addobbato con le luci natalizie.

Mentre eravamo dalle parti del Bione abbiamo assistito al sorgere della luna piena che è spuntata da dietro le guglie più meridionali del Resegone. Il nostro satellite ci ha poi fatto compagnia per tutta la serata.

Proprio di fronte a Piazza Cermenati abbiamo zatterato i 7 kayak e brindato con prosecco ed un'ottima bottiglia di vov fatto in casa da Elisa. 
Qualcuno storcerà il naso ma pare che l'aperitivo a base di vov diventerà di gran tendenza!

E' stata una notturna un po' particolare; più che notturna è stata una navigazione al buio dato che per le 21.00 i kayak erano già all'asciutto sulla rastrelliera ed i canoisti in un pub con le gambe sotto al tavolo e la pinta in mano. D'altronde si sa che le giornate invernali sono molto corte per cui si può pagaiare al buio anche prima di cena.

Non sarà l'ultima pagaiata del 2021 ma a tavola, come si fa sempre negli ultimi giorni dell'anno, si tirano un po' le somme e si discute dei progetti futuri. Tutti i presenti sapevano già che negli ultimi mesi mi è nato un forte interesse (per ora squisitamente teorico) riguardo la canoa canadese turistica; dato che alcuni condividono questa curiosità e che Ado e Felice si sono detti disponibili a darci due dritte si è prospettata la possibilità, per il 2022, di cimentarsi anche con la pagaia a pala singola.


lo zatterone per l'aperitivo



Il centro di Lecco ed il Ponte Vecchio



lunedì 6 dicembre 2021

qualcuno ha detto vento?

Sveglia alle 7:00; la temperatura fuori è di 1,5°C sotto lo zero, il meteo da venti fino a 20kts in centro lago. Proprio ieri pensavo al fatto che ormai son due anni che non mi capita una di quelle durissime navigazioni invernali. Direi che oggi i presupposti ci sono tutti.

Passo dalla sede canneto del CK90 dove trovo Luca, carichiamo i kayak… Ci facciamo chiamare “inuit del Lario” ed oggi sarà occasione di dimostrare alle divinità degli antichi popoli artici che non ci fregiamo del loro nome senza esserne degni.


Parcheggiamo a Riva di Gittana dove troviamo e Miriam - di Lierna- e Max - di Como -.

C’è un bel Tivano teso e freddo e le onde si frangono rumorose sulla spiaggetta di ciottoli; il lago è pieno di “ochette”: riccioli bianchi nel lago che denotano acqua agitata a causa del vento forte (in mare si chiamerebbe “mare vivo” ma al lago non credo sia un termine corretto… noi diciamo semplicemente “è pieno di ochette”).

l'unico altro natante che abbiamo visto 

Ci si imbarca dopo il controllo dell’attrezzatura alle 10 passate e nel tempo necessario ad allacciare il paraspruzzi il vento mi ha già spostato verso sud di oltre 20 metri.

E’ subito chiaro che dobbiamo rivedere i piani. L’idea era di scendere a Fiumelatte ed attraversare su Bellagio; ma se il Tivano ci fa un brutto scherzo e non molla a metà giornata come suo solito ci sarà impossibile rientrare. Non vogliamo scherzate coi venti del Lario, decidiamo quindi di fare prua nord per passare Bellano e raggiungere Dervio. In caso di peggioramento il rientro sarà così in sottovento.

Provo a suggerire al gruppo che stando ridossati sottocosta saremmo decisamente più riparati ma gli altri non sono di quell'idea… se deve essere una navigazione ventosa allora che ci picchi in faccia con tutta la sua forza! Una rotta più riparata sarebbe come barare!

Puntiamo dritti sulla penisola di Dervio e via, il Tivano non molla un secondo ed ogni tanto arriva anche qualche treno di onde belle ripide, di quelle che ti trovi con la prua del kayak in aria e -non appena le superi col pozzetto- ricade pesante in acqua sollevando schizzi ovunque.

Wet-navigation: una goduria in piena estate, un po' meno piacevole in inverno.

L’Xceed si comporta davvero bene, sto ancora prendendo confidenza con questo kayak ed è stata la prima navigazione con vento forte. Solo per un breve tratto, al traverso di Bellano, stufo di dover tenere una correzione continua, ho messo giù mezzo skeg. Ero un po’ dubbioso sul fatto che fosse la taglia giusta per me dato che il volume è generoso e temevo mi creasse complicazioni maggiori proprio in caso di forte vento.

A casa guardo i dati registrati dalla stazione meteo di Dervio Lago (grazie CML). L’anemometro fino quasi alle 11:00 non è mai sceso sotto ai 30 km/h e per le ore successive è sempre stato nei dintorni dei 20.

Sbarchiamo a Dervio alla foce del Varrone che sono le 11:40; presto fatto il conto: meno di 1,5kts di velocità. Mettendoci la stessa energia senza vento saremmo stati abbondantemente oltre i 3kts.

Durante la pausa il Tivano perde di forza ed il Lario inizia a mostrare il suo lato più placido. Rientriamo sottocosta ed entriamo anche nel porto vecchio di Bellano. Avrei voluto provare il comportamento dell’Xceed con lo stesso vento ed onda del mattino in poppa, dove forse vi sarebbe qualche grattacapo in più... avrò sicuramente l’occasione.

Sbarchiamo alle 14:30. Breve ma una gran pagaiata per iniziare questa stagione invernale.







mercoledì 22 settembre 2021

Sottocosta KayakCamp - Argentario 2021

Porto Ercole


Il Camp del 2021 è stato davvero molto particolare. Lo è stato per tutti ed a maggior ragione per me.
Innanzitutto la pandemia lo ha reso per forza di cose "diverso" a partire dalla data di svolgimento. Inoltre per rispettare i dovuti distanziamenti sono un po' mancati i momenti di grande aggregazione serale (quelli che oggi chiamiamo "assembramenti"); non si è quindi svolta neanche la cena ufficiale.
Dal mio punto di vista ho vissuto il Camp in una maniera decisamente più moderata rispetto all'edizione 2019 in cui praticamente mancava davvero poco a che mi spuntassero le branchie per quanto tempo passassi in acqua. E' stata la prima vacanza con il piccolo Matteo che, a soli due mesi compiuti il giorno prima della partenza, credo sia il più piccolo partecipante ad un Camp (ho chiesto alla segreteria di fare le opportune verifiche per la successiva convalida del record); per cui mi sono goduto un po' anche l'aria ricca di salsedine in veste di papà mentre Gloria faceva la mamma h24 ed il mare purtroppo si può dire che non l'ha neanche visto.

 


 
Per i primi giorni il meteo è stato fin troppo estivo e l'acqua  di fronte alla Feniglia piatta. Ho effettuato il primo varo del mio nuovo Xceed, primo kayak della nostra flotta a non essere inaugurato in acque brianzole, concentrandomi in brevi sessioni di didattica su alcune tecniche di roll tradizionale. Ho approfittato della pazienza e conoscenza di Alex, istruttore romano, che ha tentato di insegnarmi la il roll continuo in avanti.
Primo contatto con il mare
Praticamente ho il vizio, a questi eventi, di attaccarmi come una sanguisuga a qualche tecnico del centro-sud Italia. Nel 2019 è toccato a Pietro, questa volta ad Alex. Non che disdegni le capacità dei formatori lombardi ma, non solo nel mondo del kayak, ho sempre trovato molto utile vedere come lavorano gli istruttori delle altre parti; perciò, appena capita l'occasione, ne approfitto.

 
 
L'ultima sessione di prove, sia con l'avataq che con la pagaia, si è conclusa indegnamente con un mio KO tecnico dato che proprio non ne potevo più.
Non ero tanto provato a livello fisico ma demoralizzato dal fatto di non riusciere a replicare l'esecuzione di una manovra che -non so proprio spiegarmi come- mi è riuscita al primo tentativo e poi mai più. Forse solo un classico caso di botta di fortuna del principiante.
Abbiamo quindi staccato la spina dirigendoci all'Isolotto per effettuarne il periplo; pur breve ma è stata la prima navigazione dell'Xceed.
 
 
Poco dopo una sessione di surf
 
 
Nei due giorni successivi vi è stato un brusco cambiamento delle condizioni meteo; con lo scirocco si è formato un bel mare che, diretto proprio sul bassissimo fondale sabbioso della Feniglia, creava un'interessante onda frangente... ed un paio di uscite a fare il matto nel surf non vuoi farle? Il primo giorno, nel tardo pomeriggio, eravamo in acqua solo io ed il Rusco. Imbarcati quando il gruppo della didattica SK2 a tema imbarco e sbarco con onda aveva già liberato la zona di surf praticamente avevamo campo libero lungo tutta la spiaggia.
Sono stato ribaltato da un frangente ma il roll con il mio nuovo kayak è stato davvero facile anche in queste condizioni. L'indomani mattina uscita fotocopia con un gruppetto di romani; anche qui due ribaltamenti seguiti da due roll. Non mi sono mai bagnato le gambe; una grande soddisfazione!
Nel pomeriggio di venerdì, con sommo dispiacere, il mare si è calmato e siamo andati a fare shopping ad Orbetello.
Ultima pagaiata il sabato mattina, una breve navigazione fino alla grotta azzurra in cui non siamo potuti entrare a causa del mare troppo agitato. Rientrato con il primo gruppo con l'idea di approfittare un po' ancora dei frangenti ma il mare era girato verso i quadranti settentrionali quindi - da cala Galera in poi- era calma piatta. Non mi restava che sistemare l'attrezzatura in attesa del giro di saluti con l'arrivederci -si spera- 
al WISKIE!



imbarco dalla Feniglia










sabato 4 settembre 2021

La flotta si espande #2

 



Penso di aver escogitato un metodo perfetto per costringere la vostra moglie a regalarvi un kayak.

 

E' più facile di quanto si possa pensare, basta seguire questi semplici passi:

1- compratele un kayak nuovo, adatto alle sue esigenze e con cui si trovi bene;

2- usatelo in continuazione, promettendo di stare attenti a preservarne l'integrità;

3- ogni tanto arrivate a casa costernato confessando di aver fatto involontariamente qualche piccolo graffietto sullo scafo.


Ad un certo punto, dopo aver esaminato centimetro per centimetro il suo kayak ed aver constatato la presenza di più di una piccola abrasione non ne potrà più di vedervi deturpare il suo gioiellino e si ritroverà con le spalle al muro.
Si convincerà da sola, l'unico modo di interrompere questo scempio è prendere al bambinone una canoa nuova tutta sua da riempire di sfrisi!

Scherzi a parte, da mesi e mesi ormai ero bersaglio di molte battutine al CK90. Mi si accusava di aver regalato il Pace17 a Gloria con il solo scopo di usarlo io. Più di una volta si è insinuato anche il dubbio che la gravidanza sia stata architettata a puntino per costringerla parecchi mesi lontano dalla sua nuova canoa.

Ancor più sono stato deriso lo scorso sabato quando mi sono presentato ad una sessione di esercizi a bordo del mio buon vecchio Prijon. "Da quando ha rotto la pagaia non glielo fa neanche più vedere il Pace!" era il commento generale.

 

L'altro giorno mi è arrivato un inaspettato messaggio da Guido Grugnola. Diceva:

"Ciao, ho qui un Tiderace XCEED pronto per il CAMP che aspetta di essere ritirato da te!"

 Sorpresona davvero inaspettata... probabilmente l'idea di passare un'intera settimana tra le rocce dell'Argentario col Pace causava a Gloria crampi notturni.

Sono sicuro sarà per me un ottimo compagno di moltissime escursioni. Anche se spero che ogni tanto qualche uscitina col Pace mi verrà ancora concessa.

Per il Camp non avrò la mia groenlandese ma potrò sfoggiare un kayak nuovo di pacca!

 

l'arrivo al CK90

 A ritirare il kayak da Tuilik abbiamo portato anche il piccolo Matteo. Giusto per iniziare a fargli assimilare la voglia di pagaiare!