giovedì 21 maggio 2026

Prima discesa dell'Adda con Matteo

 


Era dalla scorsa stagione che desideravo portare Matteo in Adda, a vedere la fioritura delle ninfee e la frega delle carpe alle stoppate di Brivio.

Finalmente questa domenica ci siamo riusciti. 

Ho portato una macchina ad Imbersago e sono risalito fino a Vercurago in bici. Qui mi hanno raggiunto anche Gloria e Matteo, dopo aver portato Federico dai Nonni (troppo iperattivo lui per sopportare un’intera giornata in canoa).
Dal portone della sede ho tirato fuori la mia bellissima Swift Temagami, che non vedeva la luce da oltre un anno, e ci siamo imbarcati in un lago reso un po’ agitato dal Tivano.

Abbiamo attraversato il lago dall’ex campetto slalom fino alla spiaggia di Gueglia sottolineando l’importanza di stare ben lontani dalla diga (la speranza è che, un giorno, il nostro piccolo Teo diventi un canoista autonomo, preparato e consapevole). Una volta sbarcati abbiamo affrontato il primo portage di Matteo.

Ci siamo così divisi il materiale:

-Papà portava la canoa sulle spalle, la sacca con lo storm-cag appesa al pfd, sassola e sacca da lancio appesa alla canoa ed il materassino incastrato sotto ad una panca;

-Mamma portava le pagaie e due grosse sacche stagne con tutta l’attrezzatura, i cambi ed il cibo;

-Teo portava… la sua nuova pistola ad acqua con cui schizzare i genitori nei momenti di noia.

Durante il trasbordo non sono mancati i commenti dei passanti; da queste parti sono tutti piuttosto abituati a vedere canoisti giocare nella corrente a valle della diga, difficilmente però arrivano in misura “secondo anno di asilo”. 

Teo è molto timido; quando siamo sul lago in canoa e qualcuno lo saluta non ha modo di sfuggire allo sguardo, durante il portage ha scoperto che può infilarsi dietro al papà e nascondersi sotto la canoa. Serve solo fare attenzione alle testate!


Lago di Olginate


Ci siamo reimbarcati a valle del ponte; con la diga che rilasciava circa 120 m3/s c’è giusto un piccolo tratto di corrente moderata e si entra subito nelle calme acque del lago di Olginate, riparati anche dal Tivano che ancora soffiava nel bacino più a nord. Qui i primi incontri con famiglie di folaghe coi pulcini, mentre altri erano ancora intenti a covare nei loro nidi a pelo d’acqua. Siamo andati anche a vedere i resti delle antiche trappole dove i pescatori dei decenni e secoli scorsi tendevano le reti per catturare il pesce.

Ci siamo poi buttati nella rapidella del Lavello, il primo assaggio di acqua mossa di Matteo.

Con questo livello si formano solo un paio di  rumorose e spumeggiante raschiere in sponda sinistra, che abbiamo passato a debita distanza in un tratto di fiume tranquillo ma dalla corrente velocissima. Poi passati i ponti in arcata centrale così da restare nel flusso ed evitare turbinii sui confini delle morte che avrebbero impensierito la mamma. Con questa portata da qui in poi ci aspettava una pagaiata in un fiume che somiglia più ad un lago lungo e stretto.

Rogiolada


Abbiamo esplorato il primo laghetto in sponda sinistra e non sono mancati numerosi avvistamenti di aironi, poi nel lato esterno della prima ansa al limite della fitta vegetazione subacquea i primi pescioloni (probabilmente carpe).

Abbiamo imboccato il canale della Rogiolada, a Monte Marenzo, un passaggio stretto reso ancor più spettacolare dagli immensi cumuli di terra e radici sollevate dagli alberi crollati un paio di anni fa a causa di una forte bufera di vento. Passaggio spettacolare perchè in primavera sembra di attraversare una giungla selvaggia, ci si lascia alle spalle la -comunque incantevole- vista dei borghi sui laghi e ci si dimentica quasi di essere all’interno di un’area fortemente antropizzata ed industrializzata tra la Brianza e la Bergamasca.


Appena usciti da questo canale, più a valle, in sponda destra il comune di Airuno ha ben pensato di costruire una piccola area pic-nic con parco giochi che si è rivelata perfetta per la pausa pranzo. Lo sbarco non è dei più comodi, ma non si può avere tutto! Un panino, due giri sullo scivolo, qualche minuto in altalena e poi di nuovo in Adda.

Giusto in questo tratto abbiamo subito un po’ di vento frontale che ci ha costretti a rimettere le giacche d’acqua.

Obiettivo la ricerca di un passaggio segreto per accedere da Nord alle famose “Stoppate” di Brivio. Vera meta di questa giornata.

le Stoppate

le Stoppate



Come sempre ci siamo infilati prima in un canale che credevamo essere quello giusto, ma che non portava da nessuna parte. Poi, come sempre, quando avevamo perso la speranza ed eravamo convinti di averlo superato senza averlo visto ecco un piccolo varco tra la vegetazione ed i canneti. E’ lui!

Anche qui è sempre uno spettacolo arrivare da un passaggio stretto, con la vegetazione che ti arriva in faccia e vedersi aprire improvvisamente le paludi di Brivio, scivolare sulle ninfee e guardare a nord la corona del Resegone e delle Grigne, ad est le impervie colline di Bisone (il terrazzo sull’Adda) e tutt’intorno un’esplosione di vita. Il freddo delle scorse settimane però ha un po’ rallentato la primavera. Pensavamo di vedere le ninfee al loro massimo splendore ma  non erano ancora sbocciate. Abbiamo però visto dei pesci saltare, due splendide morette tabaccate (raro avvistamento), aironi a non finire, folaghe e due rapaci che ci tenevano d’occhio planando ad alta quota mentre invadevamo il loro terreno di caccia.

Ci siamo promessi di ritornare, con un percorso accorciato, tra qualche settimana così da vedere la fioritura al suo apice.

Brivio

Un’ulteriore sosta sul lungofiume di Brivio, invaso da bancarelle di street food. Matteo iniziava a soffrire le ore trascorse in uno spazio confinato sotto al sole. E’ stato una mezz’oretta con l’acqua - ancora fredda- alle ginocchia a giocare con la pistola ad acqua.

L’ultimo tratto, dopo il passaggio sotto al ponte di Brivio offre meno divagazioni.

Fortunatamente gli amici del GEB Brivio ci avevano informato, la sera prima, che il canale del Toffo era libero da ingombri, così abbiamo potuto distrarre Matteo ancora un po’ con lo stretto passaggio sotto la chiusa che lo alimenta e l’avventuroso percorso nel bosco, che sfocia in un altro laghetto segreto separato dall’Adda da un ponte ciclopedonale che abbiamo scoperto essersi parzialmente insabbiato a causa di una recente frana.


Tornati in Adda abbiamo evitato l’esplorazione dei tre isolotti ed abbiamo pagaiato spediti fino alla meta: Imbersago, raggiunta giusto in tempo per ammirare il traghetto di Leonardo attraversare il fiume.

Matteo ha fatto esplicita richiesta di tornare un’altra volta, magari in bici, ed attraversare il fiume su quella strana imbarcazione.


Tornati in sede, come è sua abitudine, Matteo ha dato indicazione di mettere la canoa sul prato e si è diligentemente messo a pulirla con la spugna mentre noi sistemavamo il resto dell’attrezzatura. Così tutto sarà pronto per la prossima avventura!


Video della discesa su YouTube:






giovedì 2 aprile 2026

Istruttore Sea Kayak

Santa Teresa, sempre uno spettacolo

E’ uscita la delibera numero 042/26 - elenco delibere 331, con la quale la Federazione Italiana Canoa Kayak mi ha nominato Istruttore (2° livello SnAQ) di Sea Kayak .

Il corso si è svolto lo scorso anno, con esami sostenuti in Ottobre a Lerici.
E’ un segnavia della mia crescita su cui stavo lavorando da qualche anno… insomma, un traguardo lungamente desiderato che richiederebbe grandi festeggiamenti.

In realtà, a parte l’ovvia soddisfazione legata al riconoscimento della qualifica, mi tocca ammettere di non essere soddisfatto del percorso che ha portato al risultato.

Come salta subito all'occhio anche solo guardando questo blog, si nota che il 2025 è stato un anno caratterizzato da una quasi completa inattività. Ciò mi ha portato ad affrontare questo percorso dedicandoci solo una piccola percentuale delle energie e dell’attenzione che avrebbe meritato. Del corso e, soprattutto, dell’esame la cosa che più ricordo è quella sensazione spiacevole di essere arrugginito, di aver perso gran parte della sensibilità e della memoria motoria. Durante la sessione di test in acqua pre esame mi sono ritrovato a vedermi fallire in manovre e tecniche che l’anno prima eseguivo con grande disinvoltura.
Ad esempio all'esame, non so come, sono riuscito a fare l’appoggio alto da entrambi i lati anche se a destra era una di quelle tecniche che nelle pochissime volte in cui ho pagaiato nei mesi precedenti non ero più in grado di gestire.
Decisamente meglio è andata la parte teorica, specie quella legata alla navigazione ed al carteggio; ma questo perchè - come avevo spiegato nel post relativo al corso Coastal Planning & Navigation - sono particolarmente affezionato a questa materia per motivi non inerenti al mondo del kayak.

Il corso istruttori FICK è sempre un momento molto sentito ed importante nella comunità di Sottocosta; cosa che contribuisce ad amplificare ansie e preoccupazioni dei partecipanti.
E' doveroso quindi, oltre che rivolgere gli ovvi ringraziamenti ai formatori, menzionare anche altre figure. In particolare nel mio caso un grosso grazie a Gli Enzi per il supporto ricevuto tra le varie sessioni e durante la preparazione della tesina.
Un gigantesco grazie (questo credo condiviso da tutti i partecipanti) a Fabio Capecchi la cui presenza, vicinanza ed empatia è stata preziosa sia durante i weekend preparatori sia -sopratutto- durante i due intensissimi giorni di esame.

Mi sarebbe piaciuto considerare questo come un momento di passaggio nel percorso che avevo immaginato e pianificato per questi anni… però temo non sarà così. Anche qui l’indice di questo blog parla chiaro. Siamo ormai ad aprile e questo è il primo post dell’anno. Significa che, canoisticamente parlando, nulla di rilevante è successo. Se escludiamo un paio (ed intento un paio nella maniera più letterale possibile) di fugaci uscite sul lago praticamente non tocco una pagaia dal WISKIE di novembre dello scorso anno.


Per cui questa nomina assume un peso ben diverso da quello che speravo; non un traguardo intermedio da oltrepassare in fase di crociera ma un momento in cui la necessità è fermarsi per rivedere i piani. 


foto di gruppo, neo istruttori e formatori






lunedì 22 dicembre 2025

WISKIE 2025, una nota a margine

I DIRITTI NATURALI DEI BAMBINI

C'è stato un aspetto di questo WISKIE a cui forse pochi hanno dato peso, ma che per altri è stato fonte di emozione e riflessione.

Sabato abbiamo condiviso l'imbarco (a dir la verità è casa loro, per cui gli abbiamo invaso lo scivolo d'alaggio) con tre bambini che hanno preso il mare su due barchette a vela Bic O'pen.
Il mondo della vela e quello del kayak da mare si incrociano spesso; ci accomuna una visione del mare in cui al centro c'è l'ambiente e non l'uomo.
Vedere due equipaggi in cui il bimbo più grande (ad occhio un dodicenne) spiegava ai più piccoli come gestire la vela ed il timone per uscire dal porto di Le Grazie con il poco vento che c'era mi ha stimolato alcuni pensieri.
Tra le altre cose mi è tornato in mente un fogliettino di carta consegnatoci pochi giorni prima dal Punto Giochi che frequenta Federico, e che ha frequentato Matteo. Un manifesto su cui si è basato il progetto educativo di quest'anno e che riporta - tra le altre cose - il diritto a vivere il selvaggio; ascoltare il rumore del vento o dell'acqua; ammirare l'alba, il tramonto, la luna e le stelle; riconoscere i profumi offerti dalla natura;...
tutte cose banali, scontate e forse poco interessanti per gli adulti, i quali hanno costruito una società che allontana sempre più da questo.

"I diritti naturali dei bimbi" di Gianfranco Zavalloni


Forse da loro dovremmo imparare qualcosa. I bimbi abituati a vivere la natura hanno chiaro in testa un futuro che noi non riusciamo nemmeno ad immaginare. Ho invidiato loro, e soprattutto avrei voluto complimentarmi con i loro genitori.

Alla fine di questi pensieri ho scoperto che la canoa e la vela, sono solo strumenti per rimanere bambini.


Questo post è stato pubblicato "a caldo" sui miei social il giorno dopo la chiusura del WISKIE. Ma ho pensato di riportarlo anche qui... dove possa essere ripreso più facilmente anche in futuro.

giovedì 11 dicembre 2025

Winter Sea Kayak Italian Event 2025

grotta di Byron

 Quest’anno il WISKIE si è fatto in grande!

L’evento è coinciso con l’aggiornamento dei tecnici FICK mare; ci siamo trovati in acqua a Portovenere venerdì 28 novembre per una giornata di confronto successiva a due incontri on-line riguardanti argomenti inerenti la formazione Pagaia Azzurra nelle discipline SK e TK.

E’ stata veramente una bellissima occasione. Ci siamo divisi in gruppi il più eterogenei possibili ed abbiamo esaminato 4 manovre discutendone i focus didattici più appropriati per i livelli 1 e 2.

Al di là degli aspetti puramente tecnici, sempre interessanti, è stato utile soprattutto il confronto con differenti approcci all’insegnamento.

Portovenere

Sabato 29 e domenica 30 c’è stato il WISKIE. Edizione da record? Non saprei, bisognerebbe consultare gli archivi storici di Luciano. Di certo 73 partecipanti non sono pochi! Partecipazione numerosa favorita anche da condizioni metro più che perfette.

Sabato la consueta navigazione del Winter Sea Kayak Italian Event. Imbarco a Le Grazie, si costeggia fino a Portovenere ed alla baia di Byron, poi Palmaria, Tino e Tinetto costeggiati a ponente; immancabile foto ricordo alla Madonnina e rientro costeggiando le isole a levante con pausa pranzo al sacco alla spiaggia dei gabbiani sulla Palmaria. Rientro a Le Grazie entro le 16:00 perchè Riccardo Balzarotti, assessore alla cultura del comune di Portovenere, ormai da qualche anno ci aspetta con un pentolone di Vin Brulè fumante ed un pezzo di focaccia.

In acqua eravamo più di 50.

Stella Maris, isola del Tinetto

isola del Tino ed il suo faro

Alpi Apuane sullo sfondo


La sera cena di fine anno all’hotel che fa da base all'evento. E qui una grossa novità.

Non eravamo all’hotel Ala Bianca. Ai nuovi di questo mondo la cosa vorrà dire poco… ma i più anziani sanno che questo è un piccolo tradimento alla memoria di Luciano, storico organizzatore del WISKIE e di moltissimi altri eventi. Il WISKIE è sempre stato all’Ala Bianca fin dalla sua prima edizione. Nel 2019 ai partecipanti è stato donato un libricino, che conservo con affetto, con la storia di questo evento. In una paginetta, intitolata proprio “ma perché sempre all’Ala Bianca?”, Luciano ha voluto ribadire che quel posto era, per lui, indissolubilmente legato al WISKIE.

Ed è stato così fino allo scorso anno, quando il WISKIE lo ha iniziato ad organizzare Luciano, ma alla fine lo abbiamo trasformato nel primo “memorial ElleBi”.

La base di quest’anno è stata scelta per evitare i continui trasferimenti in auto necessari tenendo come base l’Ala Bianca. Con un hotel a Le Grazie, letteralmente a due passi dall’imbarco e dal parcheggio che l’amministrazione comunale ci mette a disposizione, si arriva e si scarica l’auto al venerdì e poi non la si muove più fino a domenica sera quando è ora di tornare a casa.

Sembra che questa decisione abbia avuto riscontri favorevoli dalla totalità dei presenti; sono sicuro che Luciano ci perdonerà per questo piccolo dispetto.

Castello di Lerici

Il cambio della base si è portato dietro un cambio anche nella navigazione della domenica. Meta sempre le scogliere nei dintorni di Tellaro, questa volta però raggiunte da Le Grazie piuttosto che da Bocca di Magra. Abbiamo quindi attraversato il Golfo dei Poeti lungo la diga foranea fino a Santa Teresa, percorso l’insenatura di Lerici con il suo castello e ci siamo soffermati parecchio nella cala di Maramozza che offre paesaggi a tratti fiabeschi. Pausa pranzo su una spiaggia che in altre stagioni sarebbe impraticabile e rientro per la stessa strada. Siamo solo passati esternamente alla diga soffermandoci un attimo sul relitto della nave Margaret. Sono attrazioni queste che attirano l’attenzione e la curiosità di molti, ma che in me provocano una certa inquietudine. Questa volta il gruppo è stato di 36 kayaker.

cala Maramozza

il relitto della Margaret

Il WISKIE è sempre un momento particolare; l’evento che chiude l’anno. Si tirano le somme di quanto si è fatto a livello personale e – soprattutto- come associazione. A livello personale posso dire di aver fatto poco e tanto. Poco perché ho pagaiato davvero pochissimo, tanto perché è stato l’anno del corso istruttori (ma di questo parlerò più avanti…).

A livello di associazione invece è stato un anno importante, c’è stata una convenzione con la Federazione che ha ufficializzato la posizione chiave che da anni ormai Sottocosta ha nella formazione dei suoi tecnici marini. C’è stato un CAMP che è stato fantastico, anche se ha raccolto non poche critiche. Si stanno mettendo in moto dei meccanismi che – si spera – ci porteranno a migliorare alcuni aspetti che ad oggi ancora necessitano di una approfondita revisione e messa a punto.

Il 2026 si prevede un anno intenso per Sottocosta. Ci sarà da lavorare!


LINK AI POST DEGLI ANNI PRECEDENTI:


2024

2022

2019

2017


lunedì 3 novembre 2025

Tarantasio Canoe Marathon 2025, la nascita di una nuova tradizione


Ok, l’evento denominato “Tarantasio Canoe Marathon” non esiste. Però è già il secondo anno che in questo periodo di primi freddi Simona e Nicola invitano alcuni amici per una discesa dell' Adda da Lodi a Pizzighettone. Ed allora, visto che si è già pianificato di ripetere anche nel 2026, perché non considerarlo un appuntamento fisso?

Anni addietro, in primavera, esisteva effettivamente una Canoe Marathon da Lodi a Pizzighettone. L'idea di dedicare la rinascita ufficiosa di questo evento al drago Tarantasio (che si dice dimorasse proprio a Lodi) è stata di Paolo: presente ad entrambe le discese e neo eletto presidente del CRCL - Circolo Ricreativo Canoistico Lodigiano.

Idea quanto mai azzeccata considerato che ci siamo trovati all'imbarco in una grigia e piovosa mattina successiva alla notte di Halloween!

In acqua 3 equipaggi: due canoe canadesi ed un kayak, tutti tandem.

Questa volta i livelli idrometrici di circa 140 m3/s ci hanno consentito un imbarco direttamente dalla sede del CRCL. Ciò ci ha permesso di percorrere un breve tratto in più rispetto allo scorso anno, con la rapidella sotto allo stupendo ponte in mattoni rossi subito dopo il quale siamo sbarcati per trasbordare lo sbarramento. Ebbene sì, c’è anche un portage!

Simbolico anche il luogo del trasbordo. Proprio all' Isolotto Achili, luogo dove tradizionalmente si dice che il drago Tarantasio sia stato ucciso e sepolto dal capostipite della dinastia Visconti. Da qui l' adozione del famoso biscione come simbolo della famiglia. Il trasbordo è necessario, forse la furia assassina del drago oggi trova sfogo nel salto artificiale che circonda l'isola. Un vero pericolo mortale da cui stare alla larga.

Per il pranzo avevamo pensato di sfruttare il caratteristico rifugio dell'anno scorso. Non siamo però riusciti a sbarcare a causa del livello troppo basso e della sponda troppo ripida. Ci siamo accontentati di una spiaggetta di ciottoli all'interno dell' ansa successiva.

C'è stato anche un piacevole imprevisto. Complice qualche ritardo ed il cielo completamente coperto è finita che è diventato buio prima del previsto, e noi eravamo una decina di chilometri indietro sulla tabella di marcia.

La cosa è stata piacevole perché ormai ci eravamo lasciati alle spalle il tratto di acqua più turbolenta, ci restavano da percorrere una quindicina di chilometri di fiume placido, ed ovviamente tutti eravamo attrezzati per una eventuale navigazione notturna (Nicola Orsini è un po' come me, abbondante di dotazioni ed accessori... ed invita i suoi compagni di avventura a fare altrettanto).

Anzi, Nicola V. aveva anche portato una zucca di halloween da lui intagliata, subito posizionata in punta sulla nostra canoa. 

Avvistamenti spettrali, foto Paolo Cottini


Allora sbarco ci siamo dati quindi appuntamento per il 2026, nel sabato più vicino ad Halloween, con la seconda edizione della Tarantasio Canoe Marathon.


Grazie agli amici del Centro Ricreativo Canoistico Lodigiano per l’ospitalità!

Selfie con zucca

Video della discesa:



Link alla discesa dello scorso anno:
Lodi - Pizzighettone 2024

 

lunedì 6 ottobre 2025

10 anni


Sono passati 10 anni.

Era esattamente il 6 ottobre 2015 quando, nello storico negozio Tuttocanoa di Milano Gloria ed io ordinavamo i nostri due Prijon Touryak.
Li siamo andati a ritirare il 10, messi sull'auto con il mitico sig. Speroni ed il suo assistente che ci aiutavano e ci davano i primi -fondamentali- consigli riguardo il loro trasporto in sicurezza (come posizionarli e legarli, come mettere il cartello,...).

Il ritiro dei kayak da Tuttocanoa


L'indomani, il giorno 11 ottobre 2015 eravamo a Bosisio per il primo varo su quel lago di Pusiano che ha visto i primi colpi di pagaia sia nostri, sia di tanti altri canoisti locali.

Ecco qualche immagine di quel primissimo giorno in canoa:







Abbiamo fatto molte uscite su quel lago nell'autunno 2015 prima di osare finalmente ad avventurarci sul Lario.
Qui una foto rappresentativa del momento, dove spavaldamente esibisco un paraspruzzi indossato al contrario:

Modello Giuditta
Paraspruzzi ovviamente messo senza sapere perchè, e solo sul Lario. La logica era: lago piccolo, niente paraspruzzi... lago grosso, meglio metterlo. 
Come si stappa da sottosopra? Bho!

Comunque fu una splendida navigazione in un caldo autunno, con partenza da Moregge e destinazione Pescallo.
Di quella giornata ricordo una fantastica merenda con vista sul promontorio di Bellagio; ma anche una navigazione di rientro in cui sono arrivato allo stremo dopo numerose soste e sbarchi causati da crampi ad un gluteo, e quasi incapace di sollevare la pagaia (questo io, Gloria aveva una una pagaia in allumino e plastica molto più pesante della mia e non ha mostrato segni di fatica).

una pausa lussuosa


Un momento veramente importante è arrivato il 3 gennaio 2016. Una uscita folle sul lago di Mezzola, senza attrezzatura adeguata per l'inverno e senza la minima preparazione.

Quella mattina ho scattato la foto che h messo anche all'inizio di questo articolo.  Un posto bellissimo, una mattinata da fiaba con la nebbiolina sul lago ed i monti innevati, una pace incredibile. Gloria navigava tranquilla verso nord ed io la seguivo.
Non sono mai più riuscito a scattare un'immagine che la eguagliasse per bellezza e per le emozioni che mi ricorda ogni volta che la vedo. Li ho deciso che volevo essere un canoista e non un pagaiatore occasionale. 

Il rientro però è stato abbastanza rocambolesco, con un vento  (Breva) davvero tosto per due kayaker improvvisati... altro motivo per cui considero proprio questa navigazione come l'inizio di tutto. Li abbiamo capito che se volevamo fare qualcosa di più dei soliti giretti sul lago di Pusiano dovevamo essere ben attrezzati ed altrettanto ben preparati. Nei giorni successivi siamo andati prima a comprare due tute stagne, poi da Tuilik a prendere accordi per un corso che avremmo poi fatto in aprile a Lerici.

Sempre in aprile il nostro primo raduno con Sottocosta, sul Garda. 

Era l'inizio di un qualcosa che non è finito neancora adesso, a 10 anni di distanza.
Anzi; ogni obiettivo raggiunto, ogni "brevetto" ed ogni "qualifica" presa altro non è che la porta di accesso verso nuovi orizzonti e nuove ambizioni. Ogni persona conosciuta ed ogni navigazione fatta non sono altro che il pretesto per pianificare nuovi incontri, nuove navigazioni. 

Ricordo con piacere quei primi mesi, quelle goffe esperienze dove ogni colpo di pagaia era una grande scoperta.

L'idea delle due canoe per farsi dei tranquilli giretti sul lago tra fidanzati ci è sfuggita di mano.
(anche la storia dei fidanzati ci è sfuggita di mano,... adesso siamo sposati e con due figli... ma questo è un'altro discorso) 

Oggi sono qui, in quella Sottocosta che allora vedevo come un miraggio: la grande associazione nazionale che unisce i migliori kayaker marini italiani in cui sono, con Gloria, entrato timidamente grazie all'aiuto di Luciano. Oggi in quella grande realtà sono fiero di ricoprire un ruolo da dirigente.
Una grande emozione il momento delle elezioni a Bologna, un grande impegno che cerco di svolgere al meglio.

E quanto alla voglia di imparare, anche quella non è mai passata; si è solo affiancata alla voglia di trasmettere quanto ho appreso fino ad ora. Proprio in questo periodo sono alle prese con le fasi conclusive del corso Istruttori Sea Kayak della Federazione Italiana Canoa Kayak. Un percorso lungo tre anni che culminerà con due giorni di esame tra due settimane. Speriamo vada bene. E se andrà bene, speriamo sia solo un nuovo inizio.

Oltre alla famiglia di Sottocosta sono stato accolto anche dal CK90 di Vercurago. Un ambiente fantastico e ricco di fermento. Dove oltre alle attività in kayak da mare si possono fare esperienze di discesa, slalom, kayak fluviale... ed è un attimo che ti scatta la scintilla per la canoa canadese... un mondo nuovo, ricco di stimoli diversi. Nuovi amici da conoscere, nuove cose da imparare, competenze che si mescolano,...

Con la pagaia in mano è così. Ad ogni scoperta, nuovi orizzonti verso cui navigare: di mete da sognare, cose da imparare, progetti da mettere in cantiere (ed ovviamente, nuove canoe da comprare :D ).


domenica 10 agosto 2025

Federico in Canoa!


Finalmente anche Federico ha provato la canoa!

Oggi al CK90 è stata giornata con molti bimbi: i figli di Luca e Mery, i nipotini del Rusco e noi.

Nel tardo pomeriggio abbiamo messo in acqua la NovaCraft Prospector 16, la stessa della prima volta di Matteo.
Ci siamo imbarcati tutti e quattro, con la mamma seduta al contrario per curare Federico.Siamo andati oltre i pontili, dove Margherita (5 anni) giocava in acqua con un unicorno gonfiabile a rimorchio del Valley di suo papà.
Non siamo andati oltre; Matteo aveva solo 10 mesi la prima volta che l’abbiamo portato in canoa, Federico ne ha già 18. Speravo di riuscire a fare qualcosa in più, ed invece si è spazientito dopo pochi minuti. Diciamo che si è rivelato meno interessato di quanto lo era il suo fratellone  durante le sue prime esperienze.
Mamma e Federico sono quindi sbarcati quasi subito, con Matteo invece siamo stati in acqua ancora un po’ a guardare i pesciolini e le folaghe.

Non è stata in realtà una prima assoluta: già durante il Camp di quest’anno Federico aveva provato a stare seduto nel kayak. Però li era stato usato come se fosse un gioco da spiaggia… diciamo un materassino in materiale composito.

Oggi abbiamo fatto i canoisti!

Prima discesa dell'Adda con Matteo

  Era dalla scorsa stagione che desideravo portare Matteo in Adda, a vedere la fioritura delle ninfee e la frega delle carpe alle stoppate d...