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domenica 4 marzo 2018

Viaggiare Pagaiando, una serata di proiezioni ed una mattinata in acqua



Viaggiare pagaiando è una serata che nasce da un'idea di Marco EKO Ferrario. Una serata di “photokayaker” (come li definisce lui i canoisti che documentano più o meno minuziosamente le proprie esplorazioni con immagini, filmati, parole e quant'altro).
Ancora una volta ad ospitarci l'Opificio Zappa di Erba, stessa struttura che lo scorso anno aveva subito la prima invasione canoistica per il racconto di Tatiana e Mauro del CicladiKayakTour. Questa volta però l'evento non è stato incentrato su un singolo viaggio ma anzi la serata è stata essa stessa un “viaggio”.
Un viaggio iniziato in canoa canadese con la discesa del fiume Chuiuut in Mongolia presentata nel video e nei racconti di Lorenzo Molinari. Scesi dalla canoa fluviale siamo saliti in kayak da mare nelle gelide acque invernali del nostro amato Lario che ho avuto il piacere di mostrare in alcune mie fotografie. Poi il lago ritorna fiume e si va verso il mare facendo una sosta con Michele Varin nel delta del Po: posto di cui mi sono inaspettatamente ed intensamente innamorato due estati fa, posto che Michele conosce bene e che ha esplorato più volte. Dalla foce del Po alla Croazia la strada non è poi molta e qui sono arrivati Mery Pirovano e Luca Martino che hanno girato in lungo ed in largo parecchie isole di questa nazione ed in particolare hanno voluto raccontarci del loro periplo in trekking nautico di Vis.
L'ultima, immancabile, tappa di questo viaggio è stata ovviamente la Grecia con il racconto più atteso della serata: il PeloponnesoKayakTour di Tatiana Cappucci e Mauro Ferro... racconto che sarei stato li ad ascoltare per ore ed ore ma che purtroppo è stato interessante quanto breve.
l'atmosfera all'imbarco a Merone

La serata è stata un successo: circa 120 le persone presenti (110 contate in sala più altri che seguivano la proiezione dall'OZ cafè). L'intera serata è stata trasmessa anche in diretta Facebook sulla pagina dell'OpificioZappa.
Gloria esplora i canneti in modalità Ninja
Ma non è finita qui. In apertura di serata Marco ha lanciato l'invito ad una pagaiata per l'indomani mattina sul lago di Pusiano con ritrovo alle 10 al lido di Moiana per una gita poco impegnativa.
Ci siamo così ritrovati con Marco, Alessandro, Mery, Luca, Gloria ed io. Imbarcati poco dopo l'orario previsto in una fitta nebbia per imboccare il Lambro, fare una deviazione fino al Cavo Diotti, e poi risalire fino al lago di Alserio. Alcuni alberi caduti e un centinaio di metri che siamo stati costretti a fare a piedi trascinando i kayak nell'acqua bassa hanno reso un po' difficoltoso percorrere questo cordone ombelicale che unisce i due laghi ma alla fine siamo riusciti a sbucare ad Alserio!
Era almeno la terza volta che Gloria ed io ci provavamo ma avevamo sempre rinunciato quando c'era da fare i trasbordi.
Tratto molto poco poetico
Abbiamo fatto il periplo del lago fermandoci per una pausa in zona pescatori mentre sbucava il sole e la nebbia spariva lasciando il posto ad una bellissima giornata. Rientrati al lido di Moiana abbiamo trovato un canoista che aveva raccolto l'invito ma è arrivato tardi a bordo di una splendida piccola canadese in legno di cedro autocostruita.

Una bella serata in ottima compagnia ed una rilassante pagaiata... cosa chiedere di più?

Giusto per spoilerare un po':
Viaggiare Pagaiando è un'idea che è piaciuta un po' a tutti. Non una serata “tecnica” riservata ai canoisti ma un'evento aperto anche a semplici curiosi in cui si presentano esperienze adatte ai lupi di mare ma anche escursioni per principianti... perchè non vogliamo dare del kayak da mare l'idea di un mondo chiuso e riservato a super esperti con attrezzatura e conoscenze altissime ma far sapere a tutti che c'è spazio per divertirsi a contatto con la natura a tutti i livelli. Quindi questa serata non sarà “Viaggiare Pagaiando” ma “il primo appuntamento di Viaggiare Pagaiando”.  In futuro ci saranno altre occasioni con nuovi racconti, nuovi relatori, nuovi ospiti ma con lo stesso stile.


Fidatevi: li in fondo, anche se non si vede, c'è Alserio

Link utili:


Blog personale di Marco Ferrario:




Blog del PeloponnesoKayakTour:

Blog di Michele Varin:
http://kinmare.blogspot.it/

Blog di Luca e Mery:

Video della diretta Facebook:















domenica 24 luglio 2016

una settimana nel delta del Po


Imbarco - Sacca degli Scardovari, porticciolo zona Busa del Morto
Come descrivere il delta? Il delta è luogo di lotta, è teatro di una guerra infinita e senza tregua tra fiume e mare.
case galleggianti - Po delle Tolle
Il fiume trasporta sabbia e detriti che formano nuove terre che tendono a prolungare la Pianura Padana. Il mare, con le sua mareggiate, tenta più volte al giorno di riprendersi gli spazi che le nuove spiagge gli stanno portando via.
Scanni, bonelli, barene, lagune e sacche sono formazioni particolarissime che si trovano solo qui. Come se non bastassero queste due grandi forze della natura a plasmare questo territorio ci si è messo anche l'uomo che vuole strappare al fiume terre da coltivare ed acqua per irrigare e vuole sfruttare le ricche acque in cui lavorare e pescare. E non si pensi di sottovalutare il lavoro dell'uomo nel modellare quello che oggi è il delta. Pagaiando, camminando e girando in macchina si ha la falsa impressione di essere in un ambiente molto naturale e plasmato dal fiume e dal mare ma in realtà la presenza umana è ovunque: argini in roccia (pietre trasportate fin qui da molto lontano) che sono nascosti dalla rigogliosa vegetazione, canali dragati in continuazione per consentire il passaggio delle barche di pescatori, enormi idrovore che svuotano i campi dall'acqua dopo le piogge che ingrossano il fiume sono solo alcuni degli indizi che fanno intuire la presenza dell'uomo ovunque si posi lo sguardo.
Questa lotta a tre è però una battaglia anomala: pare che tutti ne escano, in qualche modo, vincitori.
uno dei tanti canali interni al bonello del Bacucco
Il fiume forma nuove spiagge di finissima sabbia che il mare sommerge in continuo e ricopre di tappeti di conchiglie; le acque si mischiano formando paludi e sacche di acqua salmastra in cui prosperano pesci e molluschi.
La vegetazione è molto varia ed abbondante, le acque sono popolate al punto che pagaiando si vedono in continuo pesci che saltano letteralmente fuori dall'acqua ed arrivano a volte a sbattere sui ponti dei kayak oppure passano velocemente sotto le chiglie sollevando dal fondo nuvole di sabbia; in aria è pieno di volatiti, alcuni fissi ed altri di passaggio.
E l'uomo ha infinite distese di campi da coltivare ed acque dolci e salate particolarmente pescose ed ideali per gli allevamenti ittici.
In realtà l'uomo qualche piccola battaglia l'ha persa, ma con se stesso: testimonianza ne sono i ruderi semi-sommersi che si vedono in tenuta Daccò ed in Punta del Polesine. Silos e magazzini costruiti nel secondo dopoguerra quando qui si coltivava il riso. Ora ci si può girare in kayak anche con la bassa marea perché tra gli anni '60 e '70 è finito tutto sott'acqua quando, a causa dell'estrazione di metano, il terreno è sprofondato di un paio di metri.

il canale -chiuso verso il mare- che dal Bacucco porta verso il faro di Goro


Qual'è il modo migliore per visitare questo poso? Secondo me esattamente come abbiamo fatto noi. Con un kayak o una canoa non troppo lunga, lentamente e senza troppe pianificazioni, che tanto qui sono tanto difficili quanto inutili.
La cartina è indispensabile, pena la certezza di perdersi. Ma non sperate che l'ambiente sia esattamente come è disegnato. Qui tutto cambia ogni anno, ad ogni stagione e ad ogni mareggiata; anche i pescatori locali si trovano spesso delle sorprese. Uno di loro ci ha detto di abbandonare l'idea di arrivare al faro di Goro dal Po di Gnocca senza uscire in mare, l'ampio canale è scomparso la scorsa stagione nel giro di due mesi, per non contare i labirinti di canneti con passaggi talmente stretti che sarebbero impossibili da rappresentare in mappa ad una scala utile.
Questo è l'ambiente ideale dei nostri Touryak, sono abbastanza lunghi da consentire una discreta velocità di crociera con poca fatica ma abbastanza corti da permetterci di esplorare anche questi stretti passaggi con la possibilità di girarsi quando si trova il percorso improvvisamente sbarrato.
Molto utile anche il grafico delle maree a portata di mano per calcolare il momento giusto per girovagare nelle zone di acqua bassa entrando quando la marea è bassa e comincia a crescere.
Dimenticatevi i soliti discorsi che con kayak si va ovunque senza la paura di arenarsi, qui non è raro ritrovarsi insabbiati mentre si esplora un allagamento e fa parte del bello di questo ambiente. Se avete a casa una pagaia vecchia e malconcia è l'occasione giusta per spolverarla: la si usa spesso in maniera impropria come bastone spingendosi sul fondo o contro le taglienti rocce di alcuni argini.

campo sulla spiaggia di Bonelli Levante

Abbiamo fatto 6 giorni di cui 5 in kayak ed uno di riposo.
Il primo giorno abbiamo esplorato la sacca degli Scardovari, con non poca fatica dato il forte vento era molto mosso anche l'interno della sacca. Un pescatore ci ha poi riferito che in mare aperto c'erano 2 m di onda. Abbiamo dormito e cenato in agriturismo.
Ruderi in tenuta Daccò
Il secondo e terzo giorno abbiamo esplorato l'allagamento in Bonelli Levante, la ex tenuta Daccò, il tratto finale del Po delle Tolle e la Busa del Bastimento; abbiamo pernottato in spiaggia sullo scanno di Bonelli dove abbiamo raccolto conchiglie, ossi di seppia e due particolarissimi pezzi di legno.

Rientrati in agriturismo la sera del terzo giorno ci siamo lavati, sistemati e diretti in una trattoria slowfood a Santa Giulia per una cena a base di pesce della sacca degli Scardovari.
Il giorno successivo ci siamo recati nuovamente a S. Giulia, attraversato il ponte di chiatte, percorso l'argine per circa 3 km verso il mare fino a raggiungere uno scivolo da cui ci siamo imbarcati nel Po di Gnocca che abbiano disceso fino al bonello del Bacucco che abbiamo esplorato a lungo in parte guidati da un gentilissimo pescatore locale. Abbiamo pagaiato anche nella punta del Polesine prima di rientrare nel Bacucco e sbarcare “da dietro” sulla spiaggia dei Gabbiani dove abbiamo mangiato qualcosa e ci siamo riposati prima di ripartire per percorrere il Po della Gnocchetta ed il canale che porta verso il faro di Goro. Anche qui ci siamo dedicati alla raccolta delle conchiglie.

Dopo un'altra notte in agriturismo ci siamo spostati in auto molto a Nord fino a Rosolina Mare.
Qui l'ambiente è molto diverso, le spiagge non sono selvagge ed in generale il posto ha un carattere ed una vocazione molto molto più improntata sul turismo tanto che a tratti ricorda la riviera romagnola. Dopo un giorno di riposo in campeggio mi sono imbarcato da solo ed ho pagaiato verso sud costeggiando tutta la spiaggia di Rosolina e quella dell'isola di Albarella.
barca in palude Pozzantini
A Sud dell'isola sono entrato tra due dighe nella foce del Po di Levante. Questo passaggio merita molta attenzione. La marea cresceva ed all'ingresso del canale l'acqua era decisamente turbolenta anche grazie al fatto che è un punto piuttosto trafficato anche da navi di discrete dimensioni.

All'interno della laguna l'acqua è piatta ma ci sono comunque delle strane correnti. Ho superato il porto del Circolo Nautico di Albarella e raggiunto Porto Levante stando vicino all'argine zigzagando tra i pali degli allevamenti e parecchi anziani del posto che se ne stavano chini nell'acqua armati di secchi intenti a pescare telline (stando fuori dalle vie segnate dalle briccole l'acuqa arriva al ginocchio). Dopo aver fatto un bel giro nella Sacca Cavallari ho imboccato il canale a sinistra del porto di Albarella per entrare nelle tranquille Paludi Pozzantini e Casonetto. Rientrato in mare a Porto Calieri sono tornato al campeggio per l'ora di pranzo.
Al pomeriggio siamo andati a visitare il Giardino Botanico Litoraneo del Veneto. Un'interessantissima passeggiata di due ore in cui si ha modo di apprezzare la differente vegetazione in questi delicati ambienti. Si segue un percorso che porta dalla pineta al mare e si osserva l'evoluzione della vegetazione sulle varie dune man mano che ci si avvicina alla spiaggia. Alcune deviazioni permettono anche di visitare gli habitat di acqua dolce ed acqua salmastra e portano fino ad un punto di osservazione nella laguna.

Dopo un'ulteriore notte in campeggio siamo rientrati a casa; abbiamo esplorato solo una piccolissima parte del delta, e ci ha lasciato un'impressione decisamente positiva. Un posto stupendo fatto di delicati equilibri tra grandi forze della natura, questo ambiente sembra fatto per essere visitato in kayak o in canoa. Torneremo sicuramente, in altri posti, su altre spiagge, su altri rami del fiume e magari in un'altra stagione ma il delta merita sicuramente di essere girato in kayak.



ruderi magazzino del riso - allagamento Punta del Polesine










passaggio vicino ad un gavitello per valutare la direzione della corrente



Giardino Botanico Litoraneo del Veneto
passeggiata rilassante ed interessante

martedì 19 luglio 2016

Gente del Delta


Si è ormai concluso il nostro quarto giorno sul delta del Po; staremo in zona ancora un paio di giorni ma approfitto del Wi-Fi dell'agriturismo per parlare della gente che vive sul delta ed, in particolare, di come si ponga nei confronti di due turisti che si divertono a scorrazzare per canali e lagune in kayak.
Dimenticate le "ostilità" dei nostri laghi dove, se anche passi a 100 m dalla riva, il pescatore della domenica ti maledice a gran voce; dimenticatevi anche della poca educazione dei diportisti del lago che ti sfrecciano accanto coi loro grossi motoscafi.
Qui tutti ti salutano. Dal pascatore sulle case galleggianti a quello sulle barche, gli operai che lavorano sulle chiatte con gli escavatori, gli anziani che portano i nipoti in barca...tutti ti fanno almeno un cenno con la mano, molti si soffermano a scambiare due parole, danno consigli su quali canali prendere ed in quali spiagge fermarsi.
Oggi in auto abbiamo chiesto informazioni su dove potersi imbarcare nel Po di Gnocca. Un pescatore di vongole ci ha indicato uno scivolo sull'argine, poi lo abbiamo ritrovato in acqua con la sua barca a motore e ci ha accompagnato e guidato nel labirinto di canneti e laghetti nella zona del Bacucco, ci ha fatto sbarcare in un punto nascosto dell bonello ed in spiaggia si è fermato non poco a raccontarci aneddoti sulla zona.
Anche i diportisti sono molto educati; quando ci passano a fianco rallentano fin quasi alla nostra velocità, salutano come tutti e poi ridanno tutta manetta quando le loro onde non ci posso più infastidire.
Da noi il lago è uno svago per chiunque: c'è chi ci va a pesca, chi in barca,  chi in motoscafo,... ma tutti si sentono liberi di comportarsi come più gli piace senza preoccuparsi del fatto che magari qualcuno vuole vivere il lago in maniera diversa dalla sua.
Qui, chi vive SUL delta vive DEL delta; eppure tutti rispettano tutti.
Gran bel posto per pagaiare.

SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...