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giovedì 2 aprile 2026

Istruttore Sea Kayak

Santa Teresa, sempre uno spettacolo

E’ uscita la delibera numero 042/26 - elenco delibere 331, con la quale la Federazione Italiana Canoa Kayak mi ha nominato Istruttore (2° livello SnAQ) di Sea Kayak .

Il corso si è svolto lo scorso anno, con esami sostenuti in Ottobre a Lerici.
E’ un segnavia della mia crescita su cui stavo lavorando da qualche anno… insomma, un traguardo lungamente desiderato che richiederebbe grandi festeggiamenti.

In realtà, a parte l’ovvia soddisfazione legata al riconoscimento della qualifica, mi tocca ammettere di non essere soddisfatto del percorso che ha portato al risultato.

Come salta subito all'occhio anche solo guardando questo blog, si nota che il 2025 è stato un anno caratterizzato da una quasi completa inattività. Ciò mi ha portato ad affrontare questo percorso dedicandoci solo una piccola percentuale delle energie e dell’attenzione che avrebbe meritato. Del corso e, soprattutto, dell’esame la cosa che più ricordo è quella sensazione spiacevole di essere arrugginito, di aver perso gran parte della sensibilità e della memoria motoria. Durante la sessione di test in acqua pre esame mi sono ritrovato a vedermi fallire in manovre e tecniche che l’anno prima eseguivo con grande disinvoltura.
Ad esempio all'esame, non so come, sono riuscito a fare l’appoggio alto da entrambi i lati anche se a destra era una di quelle tecniche che nelle pochissime volte in cui ho pagaiato nei mesi precedenti non ero più in grado di gestire.
Decisamente meglio è andata la parte teorica, specie quella legata alla navigazione ed al carteggio; ma questo perchè - come avevo spiegato nel post relativo al corso Coastal Planning & Navigation - sono particolarmente affezionato a questa materia per motivi non inerenti al mondo del kayak.

Il corso istruttori FICK è sempre un momento molto sentito ed importante nella comunità di Sottocosta; cosa che contribuisce ad amplificare ansie e preoccupazioni dei partecipanti.
E' doveroso quindi, oltre che rivolgere gli ovvi ringraziamenti ai formatori, menzionare anche altre figure. In particolare nel mio caso un grosso grazie a Gli Enzi per il supporto ricevuto tra le varie sessioni e durante la preparazione della tesina.
Un gigantesco grazie (questo credo condiviso da tutti i partecipanti) a Fabio Capecchi la cui presenza, vicinanza ed empatia è stata preziosa sia durante i weekend preparatori sia -sopratutto- durante i due intensissimi giorni di esame.

Mi sarebbe piaciuto considerare questo come un momento di passaggio nel percorso che avevo immaginato e pianificato per questi anni… però temo non sarà così. Anche qui l’indice di questo blog parla chiaro. Siamo ormai ad aprile e questo è il primo post dell’anno. Significa che, canoisticamente parlando, nulla di rilevante è successo. Se escludiamo un paio (ed intento un paio nella maniera più letterale possibile) di fugaci uscite sul lago praticamente non tocco una pagaia dal WISKIE di novembre dello scorso anno.


Per cui questa nomina assume un peso ben diverso da quello che speravo; non un traguardo intermedio da oltrepassare in fase di crociera ma un momento in cui la necessità è fermarsi per rivedere i piani. 


foto di gruppo, neo istruttori e formatori






giovedì 29 giugno 2023

Sottocosta KayakCamp - Gargano 2023

Nautiraid Nook


Quello appena concluso è stato il Camp dei passaggi di consegna. Primo evento importante con Giorgio Racca alla presidenza di Sottocosta mentre Giorgio Nesca, dopo 12 anni, finalmente si è calato nel ruolo di canoista (lo conosco da 8 anni ed stata solo la seconda volta che lo vedevo pagaiare!).

Cambio di guardia anche al coordinamento dei tecnici: il mitico Enrico Armanasco  ha ceduto questa cruciale figura ad una vulcanica Roberta Mandelli, la quale ha saputo gestire gli incontri con il suo solito fare allegro e gioioso.
Roberta ed i due presidenti

La regia del tutto invece è rimasta saldamente nelle mani di Luciano che, sebbene assente a causa di un recente intervento oculistico, non ha comunque rinunciato al ruolo di organizzatore che da sempre lo contraddistingue. Praticamente il suo compito lo ha svolto in smart working!

Poco più di 100 le presenze tra i kayaker (più una ventina di accompagnatori) ed anche qui molte le novità. Parecchie facce nuove ed, udite udite, anche giovani! Non ho statistiche alla mano ma – a naso- direi che oltre ad una abbassamento dell’età media vi è stato anche un cospicuo aumento delle quote rosa.

Statistiche ufficiali invece riportano un altro dato: solitamente la regione con il maggior numero di presenze è la Lombardia ma quest’anno tale primato è andato al Lazio. Le malelingue diranno che siano stati facilitati da una partecipazione dei soci del CK90 di Vercurago un po’ sottotono (nooo, non ce la siamo presa…) ma la realtà è che il merito di questo risultato va attribuito a Pietro ed Alex che attorno alla capitale hanno tirato su un gruppo mica male.
Anche i marchigiani si sono presentati in forze, altra regione che nelle ultime stagioni è cresciuta molto ed in cui si sta formando un bel gruppo.

Dell’apertura del Camp ho già parlato in un articolo dedicato scritto praticamente in diretta: un bell’aperitivo in pineta a base di prodotti tipici pugliesi ha fatto seguito ai consueti discorsi.
Poco fuori dalla Grotta Sfondata

Io ho vissuto questo camp in maniera un po’ soft, partecipando ad attività brevi che mi consentissero di passare a mezzogiorno qualche oretta con Matteo e Gloria; ho quindi rinunciato alle belle navigazioni lunghe ed alle giornate di intenso training proposte da Pietro.
Praticamente non sono mai andato più lontano di San Felice, solo 2 miglia scarse dalla Baia di Campi.

La domenica ho fatto due uscite di ambientamento; abbiamo pensato di passare così l’intera giornata (senza proporre attività specifiche) perchè - visto che vi erano molti partecipanti sconosciuti ai tecnici- così avevamo modo di vederci in acqua, osservare le capacità di ognuno oltre che verificare l’attrezzatura.
Le vere e proprie attività sono iniziate il lunedì: in mattinata ho affiancato Emanuele di Sull’acqua mentre teneva una splendida lezione di esercizi a tema equilibrio; nel pomeriggio con Yannik ho seguito un corso di tecniche di pagaiata tradizionale groenlandese.
Grotta dei due occhi


Martedì ho rotto la regola che mi ero autoimposto di non frequentare al Camp tecnici del CK90. Avendo la fortuna di averli a portata di mano a casa, in queste situazioni preferisco di gran lunga seguire quelli che incontro più raramente così da apprendere ed osservare chi ha approcci differenti.  Quel giorno però tutti prevedevano di stare fuori da mattina a sera mentre Gli Enzi avevano due distinte attività brevi la mattina ed il pomeriggio. Ovviamente non mi è dispiaciuto; stare in acqua con Enzo e Roberta è sempre costruttivo e ci siamo focalizzati sul salvataggio a T prima di pranzo mentre abbiamo ripassato alcune manovre del programma SK2 nel pomeriggio.

Mercoledì relax con una brevissima pagaiata mattutina per la baia a curiosare tra un paio di gruppi al lavoro mentre al pomeriggio mi sono dedicato alla nobile arte del pisolino con Matteo.

Giovedì ho seguito un altro corso di tecniche di pagaiata groenlandese con Yannik esplorando una particolare tecnica impiegata dagli inuit controvento.

Venerdì ho fatto il ripetente nel corso di Yannik, nel pomeriggio si è alzata un pochino di onda così mi sono aggregato a Pietro che stava facendo la barba alle scogliere poco a nord di Cala Campi.

Venerdì sera è stata anche la chiusura ufficiale dell’evento con la cena ufficiale.


Esercizi di appoggio alto 


Tra le novità vi è da segnalare un’iniziativa molto apprezzata proposta da Patrizia che, tutte le sere, proponeva una sessione di esercizi di pilates, stretching, yoga e ginnastica posturale. Quarantacinque minuti di puro dolore.
Quando questo sport era quasi esclusivamente maschile dopo una giornata in canoa il rituale di defaticamento consisteva nell’infilarsi nel primo bar a tracannare birra… adesso che le donne hanno preso il sopravvento ti ritrovi su un tappetino a fare addominali, la posizione dell’albero, strane cose con delle palline da tennis,... 

Scherzi a parte, dobbiamo veramente ringraziare di cuore Patrizia per averci messo a disposizione la sua professionalità ed il suo impegno. Sono esercizi molto utili sopratutto a chi, come me, ha grossi problemi di postura e di flessibilità che, oltre a  ripercuotersi sulla vita di tutti i giorni, vanno anche ad ostacolare la tecnica canoistica. Vorrei tanto avere la costanza di praticare questi tipi di ginnastica con continuità perché i benefici si vedono fin dalle prime sedute.

Altra cosa gradita è stata la possibilità di provare il Nook di Nautiraid, kayak nel più puro stile greenland con la costruzione "skin" on frame -ovviamente smontabile- tipica di questo marchio.
Yannik ne sta portando un prototipo in giro per l'Europa.
Io ho evitato di farci un giro; trovo le soluzioni offerte da questa azienda davvero interessanti e si sa che chi ha "la scimmia facile" deve evitare certe tentazioni. Ci vorrebbe il tempo libero di un pensionato e lo stipendio da pilota di Formula1.

Per quanto riguarda il meteo siamo stati fortunati e sfortunati allo stesso tempo. 
Per tutta la settimana è stato bello: senza vento ed acqua piatta praticamente sempre. Chi si è fatto 1000km con la speranza di pagaiare al mare si è ritrovato praticamente in piscina. Solo il primo e l’ultimo giorno si è visto un pizzico di moto ondoso anche se piccolo e scoordinato, effetto diretto dei venti.
La qualità dell’acqua purtroppo ha sofferto dei temporali della settimana precedente e praticamente si è ripulita dai detriti solo l’ultimissimo giorno, dove abbiamo iniziato a vedere quel trasparente cristallino che ricordavamo dal 2019.


In conclusione è stato un bel Camp, anche se organizzato al volo a cavallo di un radicale cambio del direttivo. Una settimana che ha rappresentato a pieno questo storico momento di Sottocosta dove sia la “vecchia” che la “nuova” gestione hanno concorso all’organizzazione ed alla buona riuscita dell’evento.

Come sempre quando un camp si chiude già cominciano a girare idee e proposte per l’anno successivo. Dove saremo per il Camp 2024?

sabato 20 maggio 2023

Tecnico di Base multidisciplina

Corso pratico all'idroscalo


Finalmente, con delibera n° 120/23 , elenco 305 del 16/05/2023 la Federazione Italiana Canoa Kayak mi ha nominato Tecnico di Base multidisciplina.

Il corso è andato via liscio; la formazione teorica on line è di ottimo livello, tenuta per la maggiore dal prof. Rodolfo Vastola (direttore del Centro Studi FICK e docente alla facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Salerno). Sulla parte pratica sono usciti un po' i limiti di questa tipologia di corso trasversale a tutte le discipline, accentuati dal gran numero di partecipanti. Una giornata all'idroscalo divisa in due: la mattina con Ezio Caldognetto, Direttore Tecnico della nazionale giovanile di acqua piatte ed al pomeriggio con il nostro Felice Farina che ha portato in questo corso popolato al 90% da agonisti anche la dimensione della canoa turistica parlando di sicurezza in mare e fiume.

Il mio tirocinio poi è stato veramente multidisciplinare dato che si è svolto in kayak da mare ad un raduno di Sottocosta ed al CK90 con il corso di roll in piscina oltre che in affiancamento all'allenatore Marco Arlati durante le uscite della squadra agonistica di discesa e slalom.


Anche la mia futura attività da tecnico sarà multidisciplinare: oltre al Sea Kayak e Touring Kayak nel mondo del turismo non sarebbe male iniziare a ragionare più seriamente attorno alla canoa canadese. Sebbene sia una disciplina codificata dall'EPP (Open Canoe) nulla ancora è stato recepito ed attivato dalla FICK anche se... SPOILER SPOILER SPOILER voci di corridoio... dicono che la bozza del programma Pagaia Azzurra per i primi due livelli di canadese sia già in lavorazione. 

 

Non ho assolutamente nessuna velleità corsaiola; ma già nella scorsa stagione avevo iniziato a seguire l'allenatore Marco Arlati nelle sue uscite con la squadra agonistica giovanile e l'ho trovata un'attività tanto stimolante quanto utile per migliorare come pagaiatore. Così si è pensato di inserire anche queste uscite, che avrei fatto comunque, nel monte ore di tirocinio.
In realtà, più che altro, che mi diverte parecchio è lo slalom. La discesa decisamente meno anche se è l'attività principale del club.
Pur da "non praticante" e da fantoziano esordiente totale continuerò a partecipare agli allenamenti di slalom e discesa in qualità di tecnico dove sicuramente non potrò di certo insegnare qualcosa che non so ma posso forse essere di aiuto nella gestione della sicurezza del gruppo; imparando a mia volta la pratica di queste discipline.


Parlando con gli altri partecipanti all'idroscalo credo di non esagerare nel supporre di essere tra i pochi - forse l'unico di questo corso- ad aver fatto un percorso formativo veramente multidisciplinare inserendo ben 4 specialità diverse (2 turistiche e 2 agonistiche) in tirocinio ed a presentare una relazione firmata da 2 maestri di kayak da mare ed 1 allenatore agonista di acqua bianca.
E questo, che è un regalo prezioso che mi ha fatto il CK90, per me è un gran vanto.



mercoledì 22 settembre 2021

Sottocosta KayakCamp - Argentario 2021

Porto Ercole


Il Camp del 2021 è stato davvero molto particolare. Lo è stato per tutti ed a maggior ragione per me.
Innanzitutto la pandemia lo ha reso per forza di cose "diverso" a partire dalla data di svolgimento. Inoltre per rispettare i dovuti distanziamenti sono un po' mancati i momenti di grande aggregazione serale (quelli che oggi chiamiamo "assembramenti"); non si è quindi svolta neanche la cena ufficiale.
Dal mio punto di vista ho vissuto il Camp in una maniera decisamente più moderata rispetto all'edizione 2019 in cui praticamente mancava davvero poco a che mi spuntassero le branchie per quanto tempo passassi in acqua. E' stata la prima vacanza con il piccolo Matteo che, a soli due mesi compiuti il giorno prima della partenza, credo sia il più piccolo partecipante ad un Camp (ho chiesto alla segreteria di fare le opportune verifiche per la successiva convalida del record); per cui mi sono goduto un po' anche l'aria ricca di salsedine in veste di papà mentre Gloria faceva la mamma h24 ed il mare purtroppo si può dire che non l'ha neanche visto.

 


 
Per i primi giorni il meteo è stato fin troppo estivo e l'acqua  di fronte alla Feniglia piatta. Ho effettuato il primo varo del mio nuovo Xceed, primo kayak della nostra flotta a non essere inaugurato in acque brianzole, concentrandomi in brevi sessioni di didattica su alcune tecniche di roll tradizionale. Ho approfittato della pazienza e conoscenza di Alex, istruttore romano, che ha tentato di insegnarmi la il roll continuo in avanti.
Primo contatto con il mare
Praticamente ho il vizio, a questi eventi, di attaccarmi come una sanguisuga a qualche tecnico del centro-sud Italia. Nel 2019 è toccato a Pietro, questa volta ad Alex. Non che disdegni le capacità dei formatori lombardi ma, non solo nel mondo del kayak, ho sempre trovato molto utile vedere come lavorano gli istruttori delle altre parti; perciò, appena capita l'occasione, ne approfitto.

 
 
L'ultima sessione di prove, sia con l'avataq che con la pagaia, si è conclusa indegnamente con un mio KO tecnico dato che proprio non ne potevo più.
Non ero tanto provato a livello fisico ma demoralizzato dal fatto di non riusciere a replicare l'esecuzione di una manovra che -non so proprio spiegarmi come- mi è riuscita al primo tentativo e poi mai più. Forse solo un classico caso di botta di fortuna del principiante.
Abbiamo quindi staccato la spina dirigendoci all'Isolotto per effettuarne il periplo; pur breve ma è stata la prima navigazione dell'Xceed.
 
 
Poco dopo una sessione di surf
 
 
Nei due giorni successivi vi è stato un brusco cambiamento delle condizioni meteo; con lo scirocco si è formato un bel mare che, diretto proprio sul bassissimo fondale sabbioso della Feniglia, creava un'interessante onda frangente... ed un paio di uscite a fare il matto nel surf non vuoi farle? Il primo giorno, nel tardo pomeriggio, eravamo in acqua solo io ed il Rusco. Imbarcati quando il gruppo della didattica SK2 a tema imbarco e sbarco con onda aveva già liberato la zona di surf praticamente avevamo campo libero lungo tutta la spiaggia.
Sono stato ribaltato da un frangente ma il roll con il mio nuovo kayak è stato davvero facile anche in queste condizioni. L'indomani mattina uscita fotocopia con un gruppetto di romani; anche qui due ribaltamenti seguiti da due roll. Non mi sono mai bagnato le gambe; una grande soddisfazione!
Nel pomeriggio di venerdì, con sommo dispiacere, il mare si è calmato e siamo andati a fare shopping ad Orbetello.
Ultima pagaiata il sabato mattina, una breve navigazione fino alla grotta azzurra in cui non siamo potuti entrare a causa del mare troppo agitato. Rientrato con il primo gruppo con l'idea di approfittare un po' ancora dei frangenti ma il mare era girato verso i quadranti settentrionali quindi - da cala Galera in poi- era calma piatta. Non mi restava che sistemare l'attrezzatura in attesa del giro di saluti con l'arrivederci -si spera- 
al WISKIE!



imbarco dalla Feniglia










venerdì 8 aprile 2016

Corso Foundation - Lerici

Un fine-settimana magnifico quello appena trascorso. Un corso di kayak ci voleva proprio per acquisire una tecnica di pagaiata efficace ed efficiente, imparare manovre base per la gestione e la manovra del kayak e le basi dei salvataggi assistiti.
Già dalle premesse si intuiva che sarebbe stato un successo:
L'istruttore è il famoso Guido di Tuilik; kayaker marino dall'indubbia esperienza ed ottimo maestro.
La location semplicemente spettacolare; la Scuola di mare Santa Teresa (nel comune di Lerici) è una delle due basi nautiche di Tuilik. C'è poco da dire, dubito che si possa trovare in Liguria un altro posto così. La struttura è letteralmente incastonata nel golfo dei Poeti, appena all'interno del varco di levante del porto di La Spezia. La vista dalla stanza è spettacolare; la scuola dispone di una piccola baia naturale in cui una barca a vela e quattro kayak lunghi più di 5m possono liberamente esercitarsi sulle manovre senza darsi fastidio.
Anche il meteo è stato clemente. Poche nuvole, giusto qualche cirro per non farci soffrire troppo il caldo ed un mare che è stato clemente e si è adeguato alla nostra preparazione.

Il corso si chiama “foundation” e rappresenta la base del kayak da mare.
Il venerdì ci siamo limitati alle presentazioni ed al controllo dell'attrezzatura (tutta messa adisposizione da Tuilik). Abbiamo dato uno sguardo alla carta nautica della zona e fatto una chiacchierata sulle norme di comportamento in prossimità di porti e navi. La sera, dopo un'abbondante cena, siamo usciti al buio per osservare le luci del porto e delle navi, per capirne il significato, la portata e valutare la distanza delle segnalazioni rapportandole sulla cartina. E' stato molto interessante anche se per questo livello di corso non sono previste navigazioni notturne.

Il sabato abbiamo lavorato sulla propulsione e sulle manovre (pagaiata circolare, 360, appoggio basso, spostamenti laterali e timone di poppa).
Purtroppo poco dopo mezzogiorno Gloria è rientrata alla scuola a causa di un po' di mal di mare (capita quando ci si concentra sulle manovre).
Abbiamo percorso poca strada, rimanendo appena fuori dalla diga foranea della Spezia. Poi nel pomeriggio ci siamo allungati oltre l'abitato di Lerici mettendo in pratica quello che abbiamo imparato divertendoci anche in stretti passaggi tra gli scogli.

Al rientro abbiamo provato anche il salvataggio a T sia nel ruolo di uomo in mare sia nel ruolo di soccorritore... e devo dire che, al contrario delle aspettative, è stata la manovra più facile del corso, o almeno così sembra in acque calme.
La scoperta più grande della giornata è stata la pagaia groenlandese, che non ho più lasciato, trovo dia un feeling più naturale e rilassato.


Per la domenica ci hanno raggiunto anche due amici del CK90 (i famosi Inuit del Lario). Felice, altro validissimo istruttore, e Pietro che doveva conseguire la certificazione PagaiaAzzurra di 3° livello il quale ha predisposto e guidato la navigazione che ci ha impegnato tutto il giorno.
Partiti dalla scuola abbiamo attraversato il varco di levante, costeggiato all'interno la lunga diga foranea ed attraversato anche il varco di ponente (che è quello più grande da cui passa il traffico commerciale). Raggiunta finalmente la costa ovest del golfo dei Poeti abbiamo proseguito lungo le strutture militari fino ad imboccare il canale che separa Palmaria dalla costa per poi arrivare a Portovenere. Doppiata la punta con la famosa chiesa di S. Pietro abbiamo esplorato l'insenatura dietro la rocca e proseguito per qualche miglio lungo la scogliera in direzione Cinque Terre alternando tratti con andatura “da spedizione” in fila indiana molto stretta ad altri in cui riprendevamo gli esercizi del giorno precedente. Verso le 11 abbiamo invertito la rotta ed abbiamo circumnavigato Palmaria; Sulla sponda est dell'isola ci siamo fermati su una spiaggia per il pranzo al sacco e per recuperare energie. Da li abbiamo nuovamente attraversato il canale per tornare in direzione di Spezia. Prima di attraversare il varco abbiamo lasciato uscire una portacontainers e per il rientro a scuola siamo passati dallo scoglio con i ruderi della torre Scola all'esterno della diga soffermandoci un attimo sopra al relitto semi-sommerso della nave Margaret.
Prima di passare nuovamente dal varco di levante, dopo questa navigazione stimata in circa 16 miglia, Guido ha chiuso il corso. Ci restava solo da lavare e sistemare l'attrezzatura, fare una doccia veloce e salutarsi con la promessa di tornare tutti assieme in mare.

Link utili:




Photo by Felice e Guido

SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...