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venerdì 7 febbraio 2025

Cimento invernale 2025: memorial Peter


Si è svolto, domenica 2 febbraio, il 26° Cimento Invernale dell'Alto Lario. Storico appuntamento di Sottocosta, in collaborazione con il CK90. Primo ritrovo del nuovo anno.


Molte le cose che mi porterò nel cuore di questa edizione: la più simpatica è che un paio di settimane prima dell'evento, consultando il calendario di Sottocosta, ho scoperto di esser stato coattivamente segnato come co-organizzatore assieme a Felice. Un'eredità di Luciano che qualcuno ha deciso di affidarmi. Ho un vago sospetto sul chi possa aver avuto questa idea. Purtroppo non posso fare nomi e cognomi della persona a cui mi riferisco in quanto, trattandosi del presidente, potrei subire pesanti ritorsioni.

Poi proprio il 2 febbrario è la giornata mondiale delle zone umide, e noi la celebravamo pagaiando nella  Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola.
Un posto a me particolarmente caro perchè se dovessi indicare un momento preciso in cui mi sono innamorato del kayak direi sicuramente il 3 gennaio 2016, ovvero la prima volta che Gloria ed io -ancora più che inesperti- abbiamo pagaiato in questo posto (stendiamo solo un velo pietoso sugli standard di sicurezza di quell'uscita). Ed il panorama che ci ha regalato la Valchiavenna questa domenica è stato uguale a quella lontana giornata di ormai 9 anni fa: cime innevate e sull'acqua quei banchi di nebbia bassa che ti fanno scoprire il paesaggio a poco a poco, sottolineandone il fascino selvaggio e lasciandoti vedere al disopra un cielo azzurro che più azzurro non si può. Sarà mancata forse la vista d'insieme della corona di monti caratterizzata dal Sasso Manduino, ma la nebbia ti permette di scoprire qualcosa di nuovo ad ogni colpo di pagaia. La nebbia ti fa sentire un'esploratore, anche dietro casa tua.

Altro evento, per me davvero importantissimo. Gloria è tornata in kayak. Non ci credevo neanche quando il giorno prima ha tirato fuori la tuta stagna dall'armadio e mi ha mandato a caricare il suo kayak.
L'ultima volta che si era vista con una pagaia in mano aveva Federico nel pancione da 5 mesi alla discesa dell'Adda col CK90 nel settembre 2023. Ma a parte quello ed una o due uscite da mezz'oretta in canadese con Matteo non veniva in canoa proprio dal Cimento2023.
Mi mancava pagaiare con lei.


Poi il ricordo di Peter che quest'anno si è mescolato a quello di Luciano.

In acqua eravamo in tanti, poco più di 35. Ma in realtà eravamo molti di più. Alcuni non potevano pagaiare ma volevano comunque essere dei nostri. Qualcuno ci è venuto a salutare al porto di Gera Lario per l'imbarco mentre un nutrito gruppetto di camminatori ci ha raggiunti a piedi al tempietto di San Fedelino per la pausa pranzo. Tra questi anche Luca e Mery con i figli, poi la compagna di un altro canoista sempre con bimbi a seguito.
Sarebbe bellissimo in primavera organizzare una giornata da queste parti in canadese per famiglie. So già il programma: Ci si imbarca a Novate; si esplora il Pozzo di Riva dove i bimbi possono vedere mucche al pascolo, ninfee e pesci in frega; e poi a fare un bel pic-nic ed un pomeriggio di ozio alla cascata.



Comunque, divagazioni a parte, tutto è andato perfettamente. Neanche la Breva ha ci è venuta a disturbare. Non me la sento nemmeno più di citarlo come il raduno  dei "giorni della Merla" perchè, sebbene il calendario dica quello, sono più le volte in cui troviamo temperature miti rispetto a quelle in cui siamo sbarcati su un ramo del Mera ghiacciato.



Link all'album Flickr:

Cimento invernale 2025


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2023

2022

2020

2019

2018

martedì 7 gennaio 2025

Roll della Befana 2025


Ieri mi sono svegliato con l' inconfondibile rumore della pioggia ed una temperatura di 4°C. Forse non il meteo perfetto per una mattinata in kayak, specie se l'idea è quella di fare qualche roll… ma le tradizioni sono tradizioni. L'anno, con gli Inuit del Lario va iniziato così (dovrei sire "su questo non ci piove", ma proprio non è il caso) il giorno dell'Epifania.

Atmosfera umidiccia


In acqua eravamo in 12, una pagaiatina rinfrescante fino al Ponte Vecchio di Lecco e poi rientro davanti alla sede Gallavesa. Si sono fatti dei roll, con la Pagaia ma soprattutto con la scopa.



 Questo è il momento che sancisce l'inizio dell'anno canoistico, è ora di mettersi all'opera per trasformare i progetti per il nuovo anno in realtà. O almeno queste sono le intenzioni.

Da dove partire? Oggi cominciamo a mettere le mani sulle Prospector sociali; l'idea è di montare gli airbag così da avere un'altra canadese -oltre la mia Pocket Canyon- con cui divertirsi in diga (e magari su qualche altro fiume).
Chissà se questo 2025 sarà l' anno del corso istruttori Sea Kayak, o se sarà un anno tutto dedicato alla canadese.
Staremo a vedere.

Riccardo, come sempre in modalità festa!



lavori sulle NovaCraft Prospector SP3

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lunedì 6 febbraio 2023

Cimento invernale 2023: Memorial Peter



Il cimento invernale 2023 è stato dedicato alla memoria di Peter: un amico che solo l’anno scorso ha pagaiato con noi alla 23esima edizione di questo evento, felice di inaugurare il suo nuovo kayak e che una brutta malattia ci ha portato via nel mese di novembre.

Un’edizione vissuta comunque con allegria perchè, come ha ricordato Felice durante il briefing, Peter era una persona solare. E lo è stato anche durante le ultime fasi della malattia quando con il sorriso ci mandava sulla chat del CK90 le foto dall’ospedale.

trova la capra

Come da tradizione Sottocosta, che con questo storico incontro annualmente apre le attività nazionali, propone una due giorni in alto Lario.

Gloria ed io abbiamo però dovuto saltare la giornata di sabato. Poco male, comunque con il vento che superava gli 80km/h anche chi era presente non è che abbia combinato un gran che.

Per la domenica invece a Gera Lario eravamo in 47 pagaiatori (in 46 canoe data la presenza di un k2) con meteo che prometteva buone temperature ed una leggera brezza in rinforzo nel pomeriggio.



Meta ambita ovviamente il tempietto di San Fedelino.

Il sole splendeva in cielo, la temperatura attorno agli 8°C di prima mattina ed a superare i 10 poco dopo permetteva un più che ottimo acclimatamento con le tute stagne.
L’acqua decisamente freddina come consuetudine in queste zone ma si sa, questo incontro è per chi ama e vuole celebrare l’acqua fredda ed il paesaggio invernale… per tutti gli altri ci si saluta ad ottobre sul Garda e poi ci si rivede a primavera inoltrata dopo molteplici sbeffeggiamenti per essersi persi la stagione più magica per godersi i laghi prealpini.


La navigazione di andata è andata via liscia, senza neanche una bava di vento.
Se la manifestazione si fosse conclusa con la sosta pranzo sarei andato a reclamare all'organizzazione.
“cimento invernale un corno”: un cimento non lo è stato per nulla; una breve pagaiata tra lago e fiume in condizioni da piscina. Invernale? con queste temperature?
“Chiamatela sguazzatina in acqua fredda” sarebbe stata la mia protesta!
E come i pensionati del si stava meglio quando si stava peggio avrei raccontato a tutti le incredibili avventure dell'incontro 2019: con le sponde ghiacciate e le raffiche di vento che sollevavano l’acqua e ti strappavano la pagaia dalla mano. "Quello si che è stato un vero Cimento Invernale!".

Ma la meteorologia generale non conosce l’orografia del Lario; qui la brezza pomeridiana in rinforzo si chiama Breva… e non è un vento con cui ci si può permettere di scherzare.
D'altronde all'imbarco i vecchietti del posto, intenti a bere il bianchino alle 9 di mattina, ci avevano allertati. Uno di loto ci ha anche dato dei matti mentre se ne andava dal porto con fare contrariato.
Anche Gloria se lo aspettava; in questo posto abbiamo molti bellissimi ricordi di giornate passate in acqua, in ogni stagione; ma quasi sempre nel pomeriggio la Breva ci ha fatto visita. E spesso con lei è una lotta dura ed impari.



Tra noi anche un canoista irlandese; zona di Sea kayakers duri e puri, abituati a lunghe navigazione in mari difficili e frugali bivacchi in spiaggia. Chissà cosa avrà pensato di noi canoisti italiani, che pagaiano un paio di orette scarse in un laghetto e se ne stanno in spiaggia a riempirsi di salumi, dolci fatti in casa e liquori tradizionali.
Welcome Irish friend, this is the Italian way!

Ma lo potevamo solo intuire, il bello doveva ancora arrivare;
Dalla spiaggetta di San Fedelino, mentre pranzavamo, il promontorio di Albonico ci riparava ed all'apparenza tutto era ancora più che tranquillo. Solo i più attenti osservatori ed i pagaiatori con maggior esperienza volgevano lo sguardo verso Verceia, intenti a tenere d'occhio l'acqua che in centro lago era già imbiancata dalle cosiddette ochette.

Gloria, che già dalla partenza a Gera aveva sollevato qualche piccolo dubbio sull'evoluzione del meteo, ha iniziato a preoccuparsi.
Fino alla cascata nessuna fatica ma poi, doppiata anche quella punta, la Breva ha iniziato a picchiarci in faccia ad una velocità costantemente superiore ai 16 kts (dati rilevati dalla stazione meteo CML di Gera Lario).

L'ultimo tratto del lago di Mezz'ora, il laghetto di Dascio ed il tratto di Mera che conduce al Lario sono solo stati percorsi decisamente lentamente. Sono zone in cui non fa in tempo a creare onda ed il vento, pur ostinato, era perfettamente frontale quindi quantomeno non richiedeva sforzi in continue correzioni. Si faceva solo il triplo della fatica.        

Da un certo punto di vista si può dire sia stato addirittura utile: le energie richieste in più hanno magari mandato a pari il bilancio calorico dell'escursione tra quanto bruciato pagaiando e quanto ingerito nel solito gozzovigliare a San Fedelino.

La mia splendida moglie nel suo splendido kayak in un posto davvero magico

Però il vero cimento è arrivato in ultimo, verso la foce della Mera ed in quel breve tratto di lago fino al porto di Gera.
Circa un miglio o poco più con la Breva a livelli degni della sua nomea (massima velocità 23,6 kts attorno alle 17, poco dopo il nostro arrivo) e qui certo l'acqua non resta piatta. Col fondale basso a cui siamo ormai abituati da un paio di anni si è creata una bella ondina ripida,  frequente e con alcuni frangenti.
Come non succedeva da parecchio, da prima della gravidanza, Gloria si è lamentata. Del vento, delle onde ed anche del kayak! Il Pace sarà anche più filante, più bello, più tecnico… ma il Prijon decisamente più sicuro.
Lo ammetto, mi mancavano queste lamentele! Oh quanto mi sono mancate!
E come mi sono mancati quegli sguardi fulminanti di quanto ti ritrovi con un sorriso da ebete tra gli spruzzi a saltare sui frangenti e lei ti maledice per non averla lasciata a casa a guardare il derby!


Alla fine abbiamo avuto tutto. Una pagaiata rilassante in una cornice che lascia sempre a bocca aperta, la gioia del condividere un ricco banchetto ricordando un caro amico ed alla fine abbiamo avuto anche il nostro piccolo cimento.
In quelle ultimissime due miglia c'è chi si è divertito come un bimbo e chi ha sperimentato condizioni fuori dalla propria confort-zone nella massima sicurezza di un gruppo ricco di istruttori e canoisti esperti. Quale miglior modo per festeggiare in acqua i giorni della merla?



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2022

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2019

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sabato 7 gennaio 2023

Pagaiata della Befana 2023

 


Le tradizioni sono rispettate: anche quest'anno, prima di mettersi a tavola per l'ultimo pranzo delle festività, al CK90 si è svolta la tradizionale pagaiata della Befana.


Dalle sedi a Lecco e ritorno con - a chiusura - il roll con la scopa di saggina.
In acqua eravamo in 10 ma al Ponte Vecchio abbiamo trovato tre kayaker dell' Oggiono Kayak Team che - imbarcati a Parè - erano diretti al lago di Olginate.
Una volta tornati di fronte alla sede Gallavesa in tre ci siamo cimentati nel roll rituale. Per me è stata la prima volta!

L'acqua non era proprio freddissima, ed anche la temperatura dell'aria era mitigata dall'assenza di vento e dalla copertura di nubi che ha impedito anche durante la notte di scendere sotto agli 8-10°C.
In acqua, oltre a noi, si potevano vedere solo altri kayaker in allenamento (agonisti di Canottieri Lecco e CK Rivabella) e qualche barca da canottaggio.
In questa stagione il Lario è davvero il nostro giardino dell'Eden!

 



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2020

domenica 6 novembre 2022

Proviamo la Lucia (se l'è bèll ul batell)


Vado un fuori dal seminato; off-topic come si suol dire sul web.

Questo è un un blog che ha la parola kayak nel titolo ma si sta andando un po' fuori strada; pare che ultimamente ci si stia instradando più verso la canadese, ma pur sempre di pagaia si parla. Non cambio nome solo perchè "canoeistdestrepa" suona proprio male.


Oggi però andiamo decisamente oltre con una rapida puntata in quella del remo:
E' capitata l'occasione di fare un giro su una Lucia; e vuoi non approfittarne?


Piccola digressione per chi non è della zona:

La Lucia è un'imbarcazione tipica lariana che prende il nome dal famoso personaggio de "i promessi sposi"; nel racconto gli innamorati fuggirono sulle acque del lago a bordo di una barca; negli anni 1960 uscì un film basato sul romanzo del Manzoni nel quale venne impiegato un "batell": barca da pesca e trasporto tradizionale del lago di Como che poi, in seguito al successo mediatico della pellicola, prese appunto il nome di Lucia divenendo oltretutto simbolo distintivo del Lario.

Il batell nacque secoli prima del Manzoni ed era una barca da lavoro a remi su cui si poteva anche armare una vela. Usata originariamente per il trasporto leggero di merci e per la pesca (il "navet" era una barca simile ma con adattamenti specifici per la pesca); in secoli più recenti venne riadattata per il trasporto passeggeri sia in attività puramente diportistiche sia come supporto alle operazioni di imbarco/sbarco dei passeggeri dai piroscafi in località prive di pontili. 

Oggi sebbene le Lucie siano usate solo a scopo ricreativo / commemorativo e siano state snaturate anche nella costruzione (oggi sono spesso in vetroresina e talvolta motorizzate) non perdono nulla del loro fascino riuscendo sempre a catalizzare lo sguardo tanto dei turisti quanto dei locali.

Vi è da aggiungere che la Lucia costituisce anche una categoria di voga in piedi catalogata tra le barche tradizionali dalla Federazione Italiana Canottaggio Sedile Fisso per cui vengono organizzate vere e proprie regate e competizioni tra le varie società delle province di Como e Lecco. 

 



Sabato tramite conoscenze in comune con alcuni canoisti ho avuto il piacere e l'onore di essere ospite -assieme ad un gruppetto di amici- del "Gruppo Manzoniano Lucie" a Rivabella: un'ASD che ha come scopo principale la diffusione della cultura storica del "batell" e di tutte le altre barche tipiche lariane (purtroppo per la maggiore scomparse).

E' stato un pomeriggio ventoso e con il lago pieno di "ochette" per cui la crociera in Lucia ed i nostri tentativi di improvvisarci vogatori sono stati tanto brevi quanto goffi. Comunque tra i soci di questa ASD abbiamo trovato chi ci ha intrattenuto con interessantissimi cenni storici sulle barche e navi che solcavano il Lario in antichità ed in tempi più recenti (grossomodo fino al secondo dopoguerra); due istruttori ci hanno poi accompagnato in acqua nonostante le condizioni non certo facili per dei principianti.

Spero che si instauri un legame saldo e duraturo tra noi canoisti ed i vogatori. I punti in comune non sono pochi: entrambi viviamo il lago in ogni stagione e con mezzi silenziosi, affascinanti e non inquinanti. Il "Gruppo Manzoniano Lucie" poi è più puntato alla crociera rilassata che all'agonismo e come noi turisti della pagaia accompagnano sempre i loro incontri sportivi con momenti di convivialità (cosa c'è di meglio di una merenda o un aperitivo sull'acqua o in riva al lago?).

Per noi canoisti è stato un momento di grande stimolo culturale. Viviamo sul lago con natanti la cui storia è fortemente legata alle tradizioni di antichi popoli d'oltre oceano ma ci siamo scoperti ignoranti nei riguardi della secolare tradizione delle barche di casa che purtroppo stanno scomparendo.

Ci hanno proposto di tornare... ed ovviamente non mancheremo!











giovedì 2 giugno 2022

Matteo in canoa!


Oggi, all'età di 10 mesi (quasi 11, quindi direi un bimbo quasi grande), abbiamo portato Matteo in canoa.

La canadese è davvero perfetta per le gite in famiglia; abbiamo usato una NovaCraft Prospector 16 e dopo aver fatto indossare a Matteo il suo bellissimo PFD dalle simpaticissime sembianze di pesce pagliaccio ci siamo imbarcati di fronte alla sede canneto del CK90.



Per prima cosa c'era da capire come è fatta una canoa.
Una ciuciatina al giogo è stata quindi d'obbligo. 


Siamo stati in acqua poco meno di mezz'ora durante la quale Matteo si è mostrato come sempre molto curioso ed attento a ciò che lo circonda. Ci sono stati anche degli attimi di grande stupore quando con la pagaia il papà sollevava schizzi d'acqua, nel vedere delle folaghe nascondersi tra i canneti ed anche quando siamo passati vicino alle barche ormeggiate ai pontili.
Alla fine, al momento di sbarcare, ha anche voluto prende in mano l'oliva della pagaia. Direi che promette bene!








martedì 3 maggio 2022

mini-trekking a San Fedelino


 Dascio - San Fedelino; San Fedelino - Pozzo di Riva - Dascio. Fa un po’ sorridere chiamare “tekking nautico” una navigazione che si fa solitamente in giornata, senza fretta e prendendosi il tempo di una lunga pausa pranzo. Però avevamo voglia di un bel bivacco libero prima che il lago diventi invivibile a causa dell'invasione di diportisti. Dovevamo essere in quattro ma, complice un rinvio di qualche settimana causa maltempo, alla fine siamo rimasti solo Luca ed io. 

La breve distanza percorsa è stata anche a causa delle tempistiche. Non potevamo partire da Vercurago prima delle 14:30 di sabato. A quell’ora però sono arrivati in sede alcuni amici dotati di prosecco e ci siamo dovuti unire ai festeggiamenti (anche se nessuno ha capito cosa stessimo festeggiando). L'indomani poi volevamo rientrare nel primo pomeriggio, domenica 1° Maggio era una data più che a rischio di mega ingorgo sulla SS36.


Comunque sia una volta raggiunta Dascio le operazioni di stivaggio dell’attrezzatura nei kayak hanno richiesto più tempo di quanto ce ne sia voluto poi per raggiungere la spiaggia di San Fedelino.

Il meteo prevedeva pioggia; quindi la dotazione è stata ancora pienamente invernale con ampia scorta di cambi asciutti. E’ stata la prima volta in cui ho riempito i gavoni dell’Xceed e mentre lo caricavo non ho potuto fare a meno di pensare a quanto siano comodi gli ampi boccaporti del Prijon, più che perfetti in un kayak da turismo tranquillo. Sono però passato ad una barca da mare vera e propria, un purosangue… e quindi ci si deve giocoforza adattare ai tappi in plastica. 

Cena in preparazione
Pagaiare lungo la costa occidentale del Lago di Mezzola è sempre piacevole, questo tratto offre sempre uno spettacolo mozzafiato e merita di essere percorso con calma per gustarsi ogni dettaglio. Lo sbarco è stato sulla  spiaggia che con acqua bassa si forma nell'insenatura nord-ovest del bacino (dove c’è il moletto).
L’orario era precisamente quello dell’aperitivo; occorreva quindi tagliare il salame ed aprire la prima bottiglia di vino della serata.

Sistemati i kayak è stata la volta della cena - di due portate - dopodichè all’imbrunire abbiamo montato il campo con le tende. Mentre mangiavamo abbiamo ricevuto la gradita visita di un beccaccino, un raro avvistamento.


Argomento di conversazione principale della serata sono stati progetti canoistici futuri. Quel giorno -tra l'altro- Felice è andato a ritirare le nuove canadesi in dotazione al CK90 le quali hanno catalizzato un po’ i nostri pensieri.

il campo all'alba

La notte è passata tranquilla. Della pioggia attesa non si è visto nulla. La mattina, alzati all’alba come prevede il galateo del bivacco, abbiamo con estrema calma smontato il campo e fatto colazione. Non poteva certo mancare una visita al tempietto di San Fedelino che abbiamo raggiunto a piedi; siamo scesi anche nel letto del fiume Mera che abbiamo trovato ancora più ritirato rispetto a quando siamo venuti qui, l'ultima volta, per il cimento ad inizio febbraio. Da allora ad oggi non ci sono state precipitazioni degne di nota e quindi non è stata una gran sorpresa. Il fiume si è ridotto ad una larghezza di circa 5 metri e nel punto più profondo l’acqua non superava i 50cm.

Il letto del Mera

Tornati ai kayak ci siamo imbarcati e diretti nel Pozzo di Riva. L’ultimo tratto di canale è stato percorso a fatica con frequenti insabbiamenti però anche questo livello idrico anomalo offre i suoi spettacoli: sotto le nostre chiglie vedevamo girare un gran quantitativo di grosse carpe che percorrevano i labirinti formati dalle radici delle ninfee (crediamo siano state carpe, non siamo pescatori) ed alcuni banchi formati da centinaia di piccoli pesciolini argentati lunghi 2-3cm che saltavano all'unisono fuori dall'acqua. Per qualche minuto è come fossi tornato nel delta del Po.

Il pozzo di Riva ci ha donato un paio di incontri con il martinpescatore ma non sono ovviamente mancati innumerevoli avvistamenti di parecchi esemplari di avifauna più consueta (svassi, folaghe, aironi cenerini e bianchi, cigni …).


Al rientro verso il lago di Mezzola abbiamo fatto qualche metro uscendo dai kayak e trainandoli nell'acqua alta 5cm perché non riuscivamo a trovare il passaggio che avevamo sfruttato all'andata; passaggio che comunque non superava i 15cm di profondità.

Il rientro è stato sempre costeggiando la maestosa scogliera ovest, siamo passati indisturbati di fianco ad un becco che si faceva i fatti suoi in riva al lago.  Alla cascata siamo scesi per il pranzo ed alle 14 eravamo già in auto sulla via del ritorno.

Nella sede Canneto del CK90 ho approfittato del sole e del vento per stendere la tenda ad asciugare dall'umidità della notte; mentre aspettavo è arrivato Felice che ha fatto il primo varo della NovaCraft Prospector 15 in SP3… chissà che la prossima bivaccata non sia in canadese!


Altre immagini nell'album FLICKR: BIVACCATA 1 MAGGIO 2022





domenica 13 febbraio 2022

Avvicinamento alla canadese

Luca ed io tra i moli in zona Canneto

 


Chi mi conosce lo sa, quando mi "parte la scimmia" poi è impossibile fermarmi. Ormai è da qualche mese che sono fissato con la canoa canadese.


L'arrivo di Matteo ha fatto si che mi interessassi ad un qualche tipo di canoa con cui potessi portare un bambino piccolo.
Inizialmente ho guardato cosa offre il mercato dei sit-on-top da due posti ma poi ho pensato che non me la sarei mai sentita di andare in giro con qualcosa di simile; sarei finito solo a spendere soldi per un ingombrante pezzo di plastica buono solo ad occupare spazio in garage.
La canoa canadese a pala singola è una barca che ha un grande fascino sia storico che culturale forse addirittura maggiore rispetto al kayak ed ha il pregio di essere adatta alle gite di famiglia. Ho quindi iniziato ad approfondire l'argomento ed a documentarmi.


Al CK90 c'è qualche praticante di canadese agonistica (slalom e discesa) ma non è certo il target che avevo come riferimento; Felice e Corrado invece hanno qualche esperienza nel settore turistico ed ho cominciato a stressarli. Nel frattempo ho fatto proseliti trovando e fomentando altri Inuit del Lario con la stessa curiosità.

Ieri con Luca abbiamo preso in prestito la canoa di Felice ad Ado (una Exo Augh 460) per fare i primi esperimenti con la pagaia a pala singola e devo dire che entrambi siamo rimasti piacevolmente colpiti.
Si temeva che una volta a bordo avessimo la sensazione di non essere sul tipo di natante che facesse per noi ma in breve tempo ci siamo fatti ulteriormente stregare dal fascino di questo tipo di canoe ed una volta sbarcati eravamo più che mai convinti di voler proseguire su questa strada immaginando fantastiche gite sui laghetti minori con bimbi a seguito.

Abbiamo provato principalmente l'andatura in tandem invertendoci di posto per vedere come andava sia in punta che in coda; qualche esperimento lo abbiamo fatto anche in singolo... dove -come era immaginabile- abbiamo trovato i problemi maggiori.

Ma non ci facciamo certo scoraggiare. Questo è stato solo il primo, piccolissimo, passo!

dei due chi se l'è cavata meglio in solo è sicuramente Luca







martedì 8 febbraio 2022

Cimento invernale 2022

 

Lo scorso fine settimana si è svolto in alto Lario il 23° cimento invernale organizzato da Sottocosta in collaborazione con il CK90.

Evento della durata, per questo anno, di due giorni.
Il sabato ci siamo ritrovati in 20 al porto di Gera Lario; presente anche Gloria che -escludendo un paio di uscitine davvero brevi- era alla sua prima escursione dopo la gravidanza. Ringraziamo i nonni che hanno fatto da baby-sitter per l'intera giornata.
Il giro è stato un anello nella parte più settentrionale del lago, con discesa fino a Gravedona dove abbiamo attraversato su Piona. All'interno del laghetto, nell'unico tratto al sole, siamo sbarcati per la pausa pranzo.
Qui ho provato un grande disagio... mangiavo un panino mentre guardavo un gruppo di marchigiani grigliare arrosticini e preparare la polenta sui fornelletti. Mi sono sentito un po' ferito nell'orgoglio... toccherà organizzarsi per recuperare questo smacco il prossimo anno.
Siamo rientrati passando per Colico ed il Pian di Spagna, attraversando le foci dell'Adda e del Mera.

foschia mattutina che si dirada

Il meteo è stato perfetto, già al momento dell'imbarco la foschia si era quasi del tutto diradata ed il cielo è rimasto sempre limpido. Temperatura più che gradevole per "i giorni della merla".
Giusto durante la traversata abbiamo subito una bava di vento, l'acqua piatta come l'olio.




L'indomani mattina sono tornato da solo a Gera Lario mentre Gloria ha preferito restare a casa a fare la Mamma. La compagnia comunque non è mancata; i ragazzi del CK90 sono arrivati in forze con ben due carrelli ed, a conti fatti, in acqua eravamo 49.
La destinazione non poteva che essere la più classica e tradizionale del cimento: San Fedelino.
Sono stato davvero dispiaciuto dell'assenza di Gloria. Il lago di Mezzola è il nostro posto preferito; le acque in cui ci siamo innamorati del kayak e - tra pandemia e gravidanza - non veniamo qui da davvero troppo tempo.
Pausa pranzo come sempre contornata da numerosi brindisi e non è mancata la visita, con foto di rito, al tempietto.
Anche per questa giornata il meteo è stato più che buono anche se abbiamo visto il sole per poco. Le nuvole ci hanno tenuto all'ombra durante quasi tutta la giornata e la temperatura è stata leggermente più invernale rispetto al giorno precedente.

risalendo il Mera

Una due giorni davvero bella, ci si è ritrovati con amici che non si vedeva da tempo ed ho avuto modo di conoscere volti nuovi. La cornice dell'alto Lario e del lago di Mezzola in inverno poi è sempre garanzia di piacevoli uscite.

Santa Maria del Tiglio - Gravedona 




Altre immagini nell'album FLICKR: Cimento Invernale 2022

Link ai post degli anni precedenti:









lunedì 20 dicembre 2021

L'ultimo plenilunio del 2021

 

Quando mi è stato detto che si voleva organizzare una breve uscita in notturna per salutare l'ultima luna piena dell'anno ho subito pensato fosse una meravigliosa idea. Adoro le navigazioni notturne e questa esperienza in pieno inverno mancava proprio al mio curriculum.

alcuni kayak "addobbati"

Sabato ci siamo così imbarcati in 7 dalla sede canneto del CK90 con le ultimissime luci del giorno; non avevamo grandi progetti... l'idea iniziale era addirittura quella di arrivare al Ponte Vecchio e fare li un piccolo aperitivo galleggiante. Poi, strada facendo, abbiamo pensato che potevamo raggiungere Lecco e fermarci di fronte al lungolago addobbato con le luci natalizie.

Mentre eravamo dalle parti del Bione abbiamo assistito al sorgere della luna piena che è spuntata da dietro le guglie più meridionali del Resegone. Il nostro satellite ci ha poi fatto compagnia per tutta la serata.

Proprio di fronte a Piazza Cermenati abbiamo zatterato i 7 kayak e brindato con prosecco ed un'ottima bottiglia di vov fatto in casa da Elisa. 
Qualcuno storcerà il naso ma pare che l'aperitivo a base di vov diventerà di gran tendenza!

E' stata una notturna un po' particolare; più che notturna è stata una navigazione al buio dato che per le 21.00 i kayak erano già all'asciutto sulla rastrelliera ed i canoisti in un pub con le gambe sotto al tavolo e la pinta in mano. D'altronde si sa che le giornate invernali sono molto corte per cui si può pagaiare al buio anche prima di cena.

Non sarà l'ultima pagaiata del 2021 ma a tavola, come si fa sempre negli ultimi giorni dell'anno, si tirano un po' le somme e si discute dei progetti futuri. Tutti i presenti sapevano già che negli ultimi mesi mi è nato un forte interesse (per ora squisitamente teorico) riguardo la canoa canadese turistica; dato che alcuni condividono questa curiosità e che Ado e Felice si sono detti disponibili a darci due dritte si è prospettata la possibilità, per il 2022, di cimentarsi anche con la pagaia a pala singola.


lo zatterone per l'aperitivo



Il centro di Lecco ed il Ponte Vecchio



lunedì 6 dicembre 2021

qualcuno ha detto vento?

Sveglia alle 7:00; la temperatura fuori è di 1,5°C sotto lo zero, il meteo da venti fino a 20kts in centro lago. Proprio ieri pensavo al fatto che ormai son due anni che non mi capita una di quelle durissime navigazioni invernali. Direi che oggi i presupposti ci sono tutti.

Passo dalla sede canneto del CK90 dove trovo Luca, carichiamo i kayak… Ci facciamo chiamare “inuit del Lario” ed oggi sarà occasione di dimostrare alle divinità degli antichi popoli artici che non ci fregiamo del loro nome senza esserne degni.


Parcheggiamo a Riva di Gittana dove troviamo e Miriam - di Lierna- e Max - di Como -.

C’è un bel Tivano teso e freddo e le onde si frangono rumorose sulla spiaggetta di ciottoli; il lago è pieno di “ochette”: riccioli bianchi nel lago che denotano acqua agitata a causa del vento forte (in mare si chiamerebbe “mare vivo” ma al lago non credo sia un termine corretto… noi diciamo semplicemente “è pieno di ochette”).

l'unico altro natante che abbiamo visto 

Ci si imbarca dopo il controllo dell’attrezzatura alle 10 passate e nel tempo necessario ad allacciare il paraspruzzi il vento mi ha già spostato verso sud di oltre 20 metri.

E’ subito chiaro che dobbiamo rivedere i piani. L’idea era di scendere a Fiumelatte ed attraversare su Bellagio; ma se il Tivano ci fa un brutto scherzo e non molla a metà giornata come suo solito ci sarà impossibile rientrare. Non vogliamo scherzate coi venti del Lario, decidiamo quindi di fare prua nord per passare Bellano e raggiungere Dervio. In caso di peggioramento il rientro sarà così in sottovento.

Provo a suggerire al gruppo che stando ridossati sottocosta saremmo decisamente più riparati ma gli altri non sono di quell'idea… se deve essere una navigazione ventosa allora che ci picchi in faccia con tutta la sua forza! Una rotta più riparata sarebbe come barare!

Puntiamo dritti sulla penisola di Dervio e via, il Tivano non molla un secondo ed ogni tanto arriva anche qualche treno di onde belle ripide, di quelle che ti trovi con la prua del kayak in aria e -non appena le superi col pozzetto- ricade pesante in acqua sollevando schizzi ovunque.

Wet-navigation: una goduria in piena estate, un po' meno piacevole in inverno.

L’Xceed si comporta davvero bene, sto ancora prendendo confidenza con questo kayak ed è stata la prima navigazione con vento forte. Solo per un breve tratto, al traverso di Bellano, stufo di dover tenere una correzione continua, ho messo giù mezzo skeg. Ero un po’ dubbioso sul fatto che fosse la taglia giusta per me dato che il volume è generoso e temevo mi creasse complicazioni maggiori proprio in caso di forte vento.

A casa guardo i dati registrati dalla stazione meteo di Dervio Lago (grazie CML). L’anemometro fino quasi alle 11:00 non è mai sceso sotto ai 30 km/h e per le ore successive è sempre stato nei dintorni dei 20.

Sbarchiamo a Dervio alla foce del Varrone che sono le 11:40; presto fatto il conto: meno di 1,5kts di velocità. Mettendoci la stessa energia senza vento saremmo stati abbondantemente oltre i 3kts.

Durante la pausa il Tivano perde di forza ed il Lario inizia a mostrare il suo lato più placido. Rientriamo sottocosta ed entriamo anche nel porto vecchio di Bellano. Avrei voluto provare il comportamento dell’Xceed con lo stesso vento ed onda del mattino in poppa, dove forse vi sarebbe qualche grattacapo in più... avrò sicuramente l’occasione.

Sbarchiamo alle 14:30. Breve ma una gran pagaiata per iniziare questa stagione invernale.







domenica 25 luglio 2021

Notturna al CK90

Una "Lucia" illuminata

 

 Una pagaiata notturna al Ck90.
In 29 tra Inuit del Lario "anziani", nuove leve del sodalizio e qualche ospite - tra cui graditissima la presenza di Luciano- ci siamo imbarcati con le ultime luci del giorno.
Partenza ufficiale dalla sede Gallavesa lo scopo era pagaiare un paio d'ore effettuando il periplo del lago di Garlate.

ultimi chiarori appena dopo l'imbarco
 

 Allestiti i kayak con i tradizionali starlight colorati e stabilita la numerazione di sicurezza siamo partiti risalendo la costa orientale fino a ponte della SS36 dove abbiamo attraversato sulla sponda opposta.

Enzo nelle tenebre
Qui, appena volto lo sguardo a sud, ci siamo fermati per ammirare il sorgere della luna piena da dietro i monti che separano la provincia di Lecco dalle prime valli bergamasche.

 Abbiamo pagaiato in pieno relax godendoci il fresco della notte che ci ha confortato dopo giorni di caldo torrido.

Rientrati alle rispettive sedi ci siamo poi trovati tutti al canneto dove Gli Enzi, ogranizzatori dell'evento, hanno offerto un rinfresco per festeggiare l'acquisto di un camper che - ne sono certo - si vedrà spesso e volentieri ai raduni di Sottocosta.






 

 

venerdì 18 dicembre 2020

la fine del secondo lockdown

 

Sono passati più di due mesi da quando sono riuscito a fare l'ultima pagaiata prima che fossimo sopraffatti dalla seconda ondata della pandemia. E quell'ultima uscita non fu neanche degna di nota dato che, in quel pomeriggio di inizio settembre, ho pagaiato gran poco: giusto un'oretta a fare roll e lunghi bagni per testare che tutta l'attrezzatura invernale fosse in ordine. Trovate delle infiltrazioni nella muta stagna (portata a riparare) e poi via, tutto nell'armadio fino ad oggi.

Tornare in canoa è stato davvero piacevole. Mi sono imbarcato a metà mattina ed ho pigramente pagaiato fino a Lecco con un Tivano teso che rendeva l'aria pungente. In Adda la corrente era abbastanza intensa; o forse sono solo io che ho perso l'abitudine di pagaiare ed avevo l'impressione di fare troppa fatica per risalire quel tratto di fiume che separa il lago di Garlate dal bacino principale del Lario. Dalle parti di Pescarenico, mentre ero in sponda sinistra, ho avvistato un martin pescatore che -complice la risalita controvento - si è fatto avvicinare più del solito.  Sebbene l'avifauna sia sempre abbondante e variegata sui nostri laghi l'incontro col "martino" non è poi tanto frequente ed è quindi sempre una gran gioia avvistare un'esemplare di questo variopinto uccellino!

Una veloce puntata alla statua di San Nicolò ed al lungolago di Lecco e poi subito in rientro verso la base di partenza.
Un paio di ore rilassanti... giusto per rimettere il sedere in kayak dopo parecchio tempo ed anche per testare -finalmente- la nuova macchina fotografica che mi ha regalato Gloria per il compleanno: una splendida Olympus TG-6, la mia prima fotocamera stagna!









SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...