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giovedì 11 dicembre 2025

Winter Sea Kayak Italian Event 2025

grotta di Byron

 Quest’anno il WISKIE si è fatto in grande!

L’evento è coinciso con l’aggiornamento dei tecnici FICK mare; ci siamo trovati in acqua a Portovenere venerdì 28 novembre per una giornata di confronto successiva a due incontri on-line riguardanti argomenti inerenti la formazione Pagaia Azzurra nelle discipline SK e TK.

E’ stata veramente una bellissima occasione. Ci siamo divisi in gruppi il più eterogenei possibili ed abbiamo esaminato 4 manovre discutendone i focus didattici più appropriati per i livelli 1 e 2.

Al di là degli aspetti puramente tecnici, sempre interessanti, è stato utile soprattutto il confronto con differenti approcci all’insegnamento.

Portovenere

Sabato 29 e domenica 30 c’è stato il WISKIE. Edizione da record? Non saprei, bisognerebbe consultare gli archivi storici di Luciano. Di certo 73 partecipanti non sono pochi! Partecipazione numerosa favorita anche da condizioni metro più che perfette.

Sabato la consueta navigazione del Winter Sea Kayak Italian Event. Imbarco a Le Grazie, si costeggia fino a Portovenere ed alla baia di Byron, poi Palmaria, Tino e Tinetto costeggiati a ponente; immancabile foto ricordo alla Madonnina e rientro costeggiando le isole a levante con pausa pranzo al sacco alla spiaggia dei gabbiani sulla Palmaria. Rientro a Le Grazie entro le 16:00 perchè Riccardo Balzarotti, assessore alla cultura del comune di Portovenere, ormai da qualche anno ci aspetta con un pentolone di Vin Brulè fumante ed un pezzo di focaccia.

In acqua eravamo più di 50.

Stella Maris, isola del Tinetto

isola del Tino ed il suo faro

Alpi Apuane sullo sfondo


La sera cena di fine anno all’hotel che fa da base all'evento. E qui una grossa novità.

Non eravamo all’hotel Ala Bianca. Ai nuovi di questo mondo la cosa vorrà dire poco… ma i più anziani sanno che questo è un piccolo tradimento alla memoria di Luciano, storico organizzatore del WISKIE e di moltissimi altri eventi. Il WISKIE è sempre stato all’Ala Bianca fin dalla sua prima edizione. Nel 2019 ai partecipanti è stato donato un libricino, che conservo con affetto, con la storia di questo evento. In una paginetta, intitolata proprio “ma perché sempre all’Ala Bianca?”, Luciano ha voluto ribadire che quel posto era, per lui, indissolubilmente legato al WISKIE.

Ed è stato così fino allo scorso anno, quando il WISKIE lo ha iniziato ad organizzare Luciano, ma alla fine lo abbiamo trasformato nel primo “memorial ElleBi”.

La base di quest’anno è stata scelta per evitare i continui trasferimenti in auto necessari tenendo come base l’Ala Bianca. Con un hotel a Le Grazie, letteralmente a due passi dall’imbarco e dal parcheggio che l’amministrazione comunale ci mette a disposizione, si arriva e si scarica l’auto al venerdì e poi non la si muove più fino a domenica sera quando è ora di tornare a casa.

Sembra che questa decisione abbia avuto riscontri favorevoli dalla totalità dei presenti; sono sicuro che Luciano ci perdonerà per questo piccolo dispetto.

Castello di Lerici

Il cambio della base si è portato dietro un cambio anche nella navigazione della domenica. Meta sempre le scogliere nei dintorni di Tellaro, questa volta però raggiunte da Le Grazie piuttosto che da Bocca di Magra. Abbiamo quindi attraversato il Golfo dei Poeti lungo la diga foranea fino a Santa Teresa, percorso l’insenatura di Lerici con il suo castello e ci siamo soffermati parecchio nella cala di Maramozza che offre paesaggi a tratti fiabeschi. Pausa pranzo su una spiaggia che in altre stagioni sarebbe impraticabile e rientro per la stessa strada. Siamo solo passati esternamente alla diga soffermandoci un attimo sul relitto della nave Margaret. Sono attrazioni queste che attirano l’attenzione e la curiosità di molti, ma che in me provocano una certa inquietudine. Questa volta il gruppo è stato di 36 kayaker.

cala Maramozza

il relitto della Margaret

Il WISKIE è sempre un momento particolare; l’evento che chiude l’anno. Si tirano le somme di quanto si è fatto a livello personale e – soprattutto- come associazione. A livello personale posso dire di aver fatto poco e tanto. Poco perché ho pagaiato davvero pochissimo, tanto perché è stato l’anno del corso istruttori (ma di questo parlerò più avanti…).

A livello di associazione invece è stato un anno importante, c’è stata una convenzione con la Federazione che ha ufficializzato la posizione chiave che da anni ormai Sottocosta ha nella formazione dei suoi tecnici marini. C’è stato un CAMP che è stato fantastico, anche se ha raccolto non poche critiche. Si stanno mettendo in moto dei meccanismi che – si spera – ci porteranno a migliorare alcuni aspetti che ad oggi ancora necessitano di una approfondita revisione e messa a punto.

Il 2026 si prevede un anno intenso per Sottocosta. Ci sarà da lavorare!


LINK AI POST DEGLI ANNI PRECEDENTI:


2024

2022

2019

2017


domenica 8 dicembre 2024

Winter Sea Kayak Italian Event 2024


Mare calmo, niente vento, sole e temperature primaverili. Ma che storia è questa?

È proprio il caso di dirlo: non ci sono più i WISKIE di una volta!

Il WISKIE è sempre stato un evento da veri lupi di mare con acque agitate, venti impetuosi, nuvoloni scuri che ti scaricano addosso secchiate di acqua al punto da non riuscire a tenere gli occhi aperti neanche con il più bello dei nord-ovest.

Insomma, il WISKIE era quell' evento di cui poi ti vantavi per tutto l'anno raccontando agli amici dell’eroica navigazione a cui avevi preso parte.

Insomma, ci siamo capiti… io il WISKIE con il bel tempo non l’avevo mai visto, e quest’anno il tempo è stato bellissimo.


Ho avuto modo di prendere parte solo alla giornata di sabato, facendo una toccata e fuga con partenza da casa alle 5 di mattina e rientro alle 4 della notte successiva. Follia pura, ma non potevo mancare all’evento in ricordo di Luciano.

La Madonnina del Tinetto

La mattina ci siamo ritrovati al porticciolo di Le Grazie in 57 kayaker, imbarcati per la più tradizionale delle navigazioni di chiusura dell’anno di Sottocosta: Portovenere, baia di Byron ed isole Palmaria, Tino e Tinetto. Da raccontare c’è poco, se non la bellezza del paesaggio reso ancor più evidente e godibile dalla quasi completa assenza di traffico diportistico a motore. Ci siamo soffermati allo scoglio con la Madonna appena fuori dal Tinetto, Gaudenzio ricordava un anno in cui le onde, spinte ed enfatizzate dal basso fondale, arrivavano a frangersi violentemente a livello del busto della statua. Lo ricordo bene anche io, era il 2019, Gloria ed io eravamo freschi freschi di brevetto Pagaia Azzurra SK2, ed è stata la nostra prima navigazione in condizioni da livello 3… per Gloria l'esperienza fu talmente intensa da diventare un personale standard di riferimento (ricorrente sarà la frase “se è come quell’anno al WISKIE, io non vengo”).

Pausa pranzo sulla solita spiaggia in Palmaria, con rientro anticipato alle 15:00 in quanto a Le Grazie un rappresentante di Portovenerecultura ci aspettava con vin brulè e focaccia.

Paolo sotto al Faro del Tino

Prima della cena, momento cardine del WISKIE, altri due sono stati gli impegni: l'assemblea straordinaria dei soci volta ad eleggere il nuovo consigliere in sostituzione di Luciano ed un momento di incontro e scambio di idee tra i non pochi tecnici presenti.


La cena è stata occasione per ricordare ufficialmente Luciano, non è mancato nemmeno il solito tavolone su cui consultare parte del suo archivio fotografico e di documenti riguardanti gli incontri di Sottocosta (ho scoperto che nel 1992 Franco Soana aveva prenotato una singola… chissà cosa aveva da nascondere). Immagini venivano proiettate su una grande parete e facevano da sottofondo alle chiacchiere ed ai ricordi… ma, come sempre e mai come quest’anno, la cena dei WISKIE è il momento in cui si tirano le somme dell’ultimo anno ma è anche occasione di guardare avanti e progettare il prossimo anno.

Se nella riunione coi tecnici si è discusso di formazione ed aggiornamenti, con i soci la domanda principale era una: ma il SottocostaKayakCamp 2025?  

L'invasione del canale della Palmaria

Dopo cena mi sono messo in macchina e, superato il passo della Cisa, mi ero lasciato alle spalle il bel tempo del levante ligure per infilarmi in quei fitti banchi di nebbia che ormai si vedono solo nella bassa padana.

L’indomani mi sono mangiato le unghie vedendo le foto sui social e su WhatsApp del gruppo navigare un mare cristallino in un’altra giornata di tempo splendido.


Il WISKIE, con i suoi rituali, è una di quelle tradizioni a cui Luciano ci aveva abituati. Bisogna portarla avanti.



Link ai post degli anni precedenti:

2022

2019

2017

martedì 3 ottobre 2023

In solitaria tra Sestri Levante e Deiva Marina

Sestri Levante - Baia del Silenzio

Nei giorni scorsi ho acquistato da Tuilik una pagaia che avevo in mente da tempo: una Werner Shuna. Ho poi avuto modo anche di montare sull’Xceed la bussola della Silva che Gloria mi aveva regalato lo scorso compleanno, ormai quasi un’anno fa.
Ho pensato fosse necessario inaugurare la nuova attrezzatura in acqua salata.
Lo so, è una scusa poco convincente, la verità è che semplicemente avevo voglia di sentire l’odore del mare.

La scorsa settimana avevo ferie, così ne ho approfittato! L’idea iniziale era quella di una navigazione attorno al promontorio di Portofino ma, avendo deciso oggi per domani, non sono riuscito ad organizzarmi né con la  ricerca di un punto di imbarco né nel recuperare una carta (necessaria, specie considerando che c’è di mezzo una AMP di tipo A).

Ho così ripiegato per andare a Riva Trigoso, dove sono sicuro di trovare parcheggio comodo letteralmente sul mare. O almeno così pensavo; per fortuna sono partito alle 5:00 ed alle 8:00 ero in posto, perché il parcheggio direttamente sulla spiaggia della Rena è stato tutto convertito in stalli per moto.
Lungo la strada ci sono 8 posti a disco orario (max 4 ore), una decina scarsi di posti a pagamento (a pagamento fino al 30/9 ed io sono andato - ovviamente- il 29/9) ed -incredibilmente- altri parcheggi per moto. Mi viene il vago sospetto che il Sindaco di Sestri Levante sia un appassionato motociclista.


giardini di roccia - Punta Manara

Mi imbarco con la spiaggia ancora deserta ed i chioschi chiusi, punto ad Ovest. Subito dopo il golfo di Riva Trigoso c’è Punta Manara che, da questo lato, offre costa verticale e splendidi giardini di roccia in cui è piacevole zigzagare.

Proprio sulla punta noto, alta su una roccia che si staglia a picco sul mare, un’edicola votiva e - come vedo una scala a pioli in ferro - decido di volerla raggiungere.
Sbarco direttamente sulla scogliera facendo uno di quegli atterraggi che con “il kayak bello” proprio bisognerebbe evitare. Mi arrampico sulle rocce e raggiungo la scala, il corrimano è completamente divelto e pericolante ma la scala in sé sembra solida e ben ancorata. Faccio una visita lampo, temo l’arrivo improvviso di qualche onda e di vedere il kayak prendere il largo da solo; ho dimenticato di assicurarlo alle rocce.

Sbarco a Punta Manara e la sua edicola votiva

L’edicola ospita un quadretto con il volto della Madonna sovrastata da una targa ad invocarne la protezione:

In mezzo ai pericoli, alle angosce, alle incertezze, alle tentazioni, leva lo sguardo alla stella del mare, invoca Maria in tuo soccorso.

 

Non so a quali tentazioni si riferisca, ma quella di una scaletta a pioli per inerpicarsi su una splendida scogliera per me è stata troppo forte.

Quando è stato il momento di reimbarcarsi sono arrivati 5 minuti di onde grosse causate dal passaggio di navi. Ho dovuto attendere un po’ prima di riuscire a tornare in acqua in sicurezza e senza fracassare il carbonio dell’Xceed.

il mio bellissimo kayak

Singolare il fatto che in tutte le navigazioni con kayak in composito c’è sempre un momento in cui capita di pensare “se avessi qui il mio Prijon…”. E' un pensiero stupido tanto quanto quello del tizio in Ferrari che si lamenta dello scarso bagagliaio, l'Xceed in acqua è davvero fantastico.

Percorso il lato di ponente di Punta Manara si arriva a Sestri, nella Baia del Silenzio; la più suggestiva delle due che caratterizzano la piccola penisola.

Superata punta Sestri ho dato una sbirciata alla Baia delle Favole. Prima di fare dietro front ho osservato verso ovest: il promontorio di Portofino era ben visibile, dopo circa 10nm di costa bassa. Sarà per la prossima volta.

Tornato a Riva Trigoso ho fatto un lungo taglione del golfo per proseguire la navigazione ad est del punto di partenza. Da qui fino a Deiva Marina ho pagaiato lungo la famosa " strada delle gallerie", oggi percorribile in macchina a senso alternato ma un tempo ferrovia, un percorso scavato nella roccia caratterizzato da numerosi tunnel stretti ed alti.

La costa da Riva Trigoso a Moneglia è veramente affascinante; si nota in maniera evidente la stratificazione delle rocce, a tratti è perfettamente verticale e perpendicolare alla linea di costa. La scogliera in questi punti prende a somigliare ad un gigantesco libro che si sta lentamente sfogliando in mare.

costa tra Moneglia e Riva Trigoso

In altri tratti questa specie di millefoglie rocciosa è disposta parallelamente al mare formando delle pareti piane ben uniformi.


Grotta Moneglia

Tra queste stratificazioni verticali si apre una piccola grotta, un tunnel stretto con una luce finale dalla quale si può sbirciare nell’insenatura successiva.

Si resta incantati pensando a quanti milioni di anni ci siano voluti a creare tutto questo. Guardando in acqua ci si accorge poi che il processo geologico è ancora in corso. Si notano sommersi blocchi squadrati di roccia: pezzettini di queste pagine di Pietra cadute in mare a causa dei fenomeni di erosione a cui tutta la Liguria è notoriamente soggetta.

Mi sono fermato per il pranzo al sacco su una spiaggetta di ciottoloni in cui ci eravamo fermati con Gloria mentre giravamo da queste parti nel 2016.
Eravamo due fidanzatini alle nostre prime esperienze in kayak, la primissima al mare se escludiamo il corso Foundation a Lerici. Ricordo con piacere quell'esperienza.

Poco dopo il punto in cui ho sostato vi è Moneglia, incastonata in una lunga insenatura, con spiagge sabbiose protette da barriere frangiflutti.

Muraglioni distrutti

Da qui a Deiva la costa diventa meno interessante; più che falesie rocciose è fatta di terra, ma non per questo smette di essere ripida. Qui sono più che mai evidenti i segni lasciati dal mare quando decide di volersi mangiare la costa. L'uomo tenta di rallentare questo processo, vi sono dei grossi e spessi muraglioni di contenimento in sasso e cemento, sembrano aver subito dei terribili bombardamenti ma sono stati vittima solo della potenza del mare.

Arrivato a Deiva Marina sono sbarcato in spiaggia per godermi un lungo momento di relax, fare un bel bagno ed una piccola merenda prima di riprendere a navigare verso il punto di partenza. 


Il posto da cui sono partito era proprio di fronte allo Scoglio dell’Asseu, il punto di interesse più instagrammato di questo tratto di costa. La mattina c’era una bellissima luce, morbida e calda; perfetta per il classico scatto bucolico. Potevo non fotografarlo?
E infatti non l’ho fatto.
Al pomeriggio - al contrario- il sole era alto sul mare, con una luce forte. A questo punto potevo solo  scegliere se fotografarne la silhouette in controluce oppure optare per un pessimo scatto con la Fincantieri come sfondo. Potevo anche optare per evitare questa fotografia.
Ovviamente ho fatto la scelta peggiore.

Scoglio dell'Asseu - Riva Trigoso (Sestri Levante)

Alle 16:30 ero già in auto, pronto per rientrare a casa.


Ho trovato una giornata fantastica; mare piatto, con una leggerissima e piacevole brezza di terra la mattina e di mare al pomeriggio.

Le spiagge si sono un po’ riempite dopo mezzogiorno ma si vede che la stagione turistica è ormai finita. In acqua pochissimi diportisti (molto tranquilli, probabilmente locali), qualche vela, dei pescherecci e molti canoisti di tutti i tipi (kayak da pesca, kayak da mare, surfski ed anche una canadese).


Stare in mare da solo, in una giornata del genere, è veramente un’esperienza rigenerante. Se devo essere sincero al lago in solitaria non mi sento mai completamente a mio agio; con il mare, pur vivendolo rarissime volte all’anno ed avendone ancora poca esperienza, trovo al contrario una grande sintonia.

Se è vero che in compagnia apprezzo il mare un po’ mosso, per avere quel pizzico di adrenalina di cui si sente la mancanza al lago, è altrettanto vero che in solitaria queste giornate di bonaccia sono un vero e proprio dono.

Dovrei fare più spesso queste piacevoli scorribande.

un altro tratto di costa caratteristico - Moneglia



lunedì 5 dicembre 2022

Winter Sea Kayak Italian Event 2022

Cosa dire su questo WISKIE? che nulla è andato come previsto... perché il mare è imprevedibile ed i bambini lo sono ancora di più!

Venerdì pomeriggio siamo partiti con Gloria e Matteo alla volta del Golfo dei Poeti, felici di poter partecipare tutti a questo tradizionale incontro che ogni anno chiude le attività di Sottocosta con due belle navigazioni in mare ed una cena "cerimonale".
Io avevo intenzione di pagaiare solo il sabato mentre Gloria avrebbe fatto la mamma a tempo pieno e non sarebbe mai scesa in acqua; la domenica dovevamo salutare i partecipanti all'imbarco per poi rientrare a casa. Ma del WISKIE ciò che più conta è la cena, momento di incontro con amici di tutta Italia. 

Già da subito purtroppo si intuiva che non tutto sarebbe poi andato secondo i piani: molte le defezioni, la maggior parte a causa del meteo incerto.


Un luogo sempre affascinante

Venerdì sera dopo la pizzata in albergo Matteo non era in forma splendida, ha mangiato poco ed appena saliti in camera non è stato bene. La mattina successiva però sembrava essersi completamente ripreso quindi mi sono presentato all'imbarco speranzoso di poter proseguire secondo i piani.
Il meteo dava scirocco fino a 20Kts, cielo completamente coperto con pioggia, onda attorno al metro. La temperatura del mare superiore rispetto alle medie di questo periodo.

In acqua eravamo 25, Luciano ci seguiva da terra e ci ha salutati dopo il consueto briefing al porto di Le Grazie.
Viste le condizioni ci siamo diretti verso il porto di Portovenere dove saremmo dovuti ripararci mentre un ristretto gruppo andava in perlustrazione oltre la Palmaria per verificare le reali condizioni in atto.
Il primo problema però si è verificato poco fuori la diga foranea della Spezia, tra la terraferma e l'isola. Un punto delicato dove il vento si incanala tra le alture aumentando di velocità e l'onda si fa confusa con quella principale proveniente dal mare aperto e quelle riflesse dalle coste, nella stessa zona in cui, durante il WISKIE 2019, Gloria aveva avuto un brutto attacco di mal di mare.
Fatto sta che uno si è ribaltato (non si dice chi, ma si tratta di un kayaker di grande esperienza - sottolineando il fatto che capita anche ai migliori); io ero il più vicino e mi sono subito portato in posizione per un salvataggio a T.
Il forte vento rendeva il tutto difficoltoso e, prima di aver svuotato il kayak, l'uomo in mare ha perso la presa ed è rimasto alla deriva mentre io ed il suo kayak ci allontanavamo velocemente spinti dalle incessanti raffiche.
Sono quindi intervenuti altri canoisiti: qualcuno ha dato soccorso al canoista "disperso" mentre Jesse mi ha agganciato con il traino lungo per non farmi scarrocciare ulteriormente mentre io mi occupavo di svuotare e zatterare la canoa vuota. E' arrivato anche Ale DB che si è occupato di fare ulteriore sicurezza a me mentre stabilizzavo il kayak soccorso durante il delicato momento della risalita.
E' stato il mio primo salvataggio in situazioni complesse (almeno per i miei standard) e devo dire che ha richiesto decisamente più tempo e più energie rispetto a quando capita di dover "tirare su" qualche principiante sbadatamente finito a bagno in acque tranquille.

Al riparo a Portovenere

Comunque arrivati al riparo nel porticciolo di Portovenere qualcuno è andato fuori a vedere le condizioni... io nel frattempo ho fatto un paio di roll: l'acqua era ancora abbastanza calda e sotto la muta stagna avevo un pile di troppo e stavo iniziando a soffrire il caldo.

Non ci aspettavamo grosse sorprese, con il vento e lo swell di scirocco il lato ad ovest delle isole doveva giocoforza essere tranquillo, ed effettivamente il mare era piatto.
Ma dove volete si trovasse il centro della bassa pressione che causava la pioggerella? proprio li! Dietro il promontorio di Portovenere il cielo non era più grigio ma nero, ed una simpatica cella temporalesca ha ben pensato di scaricare un forte acquazzone (cosa che non ci ha disturbato) ed un paio di fulmini sul mare sono caduti a pochissima distanza da noi. Difficile stimare quanto fossero lontani ma fulmine e tuono sono stati perfettamente simultanei quindi il messaggio era chiarissimo.
Abbiamo girato i kayak e siamo rientrati a Le Grazie dopo si e no due ore di pagaiata.
Pur se breve è stata comunque una navigazione da ricordare sia perchè ci ha ricordato che durante la gestione degli incidenti non va sempre tutto liscio sia per la variabilità ed incertezza del meteo.
Nel pomeriggio poi il vento è calato ed il temporale svanito... ma eravamo già sbarcati. Comunque la scelta precauzionale di interrompere l'escursione è stata ampiamente condivisa da tutti: meglio stare a terra sognando il mare piuttosto che trovasi in mare pregando di arrivare a terra.

Gli imprevisti non finiscono qui: la sera poi abbiamo dovuto abbandonare la cena durante gli antipasti. Matteo non è stato bene nuovamente e gli è salita la febbre alta. Abbiamo così deciso di fare le valige e metterlo in macchina appena addormentato così da fargli affrontare il viaggio di notte senza che se ne accorgesse. Scelta saggia in quanto l'indomani la temperatura non ha voluto saperne di scendere sotto i 39° neanche con la Tachipirina ed è stato insofferente tutto il giorno. Avrebbe sicuramente penato nel dover affrontare ore di viaggio in quelle condizioni.







Link ai post degli anni precedenti:

venerdì 6 dicembre 2019

Winter Sea Kayak Italian Event 2019



Questo 2019 è stato per noi un anno particolare dal punto di vista canoistico. Siamo stati presenti a tutte le più importanti "Bellonate" iniziando da un Cimento invernale destinato a diventare leggenda;  per la prima volta abbiamo partecipato al Sottocosta Kayak Camp, esperienza intensa che ci ha portato a fare grandissimi progressi tecnici di cui siamo veramente felici; anche alla tradizionale notturna sull'alto Lario ci siamo guadagnati il bollino di presenza nonostante il meteo estremo abbia annullato l'evento.
Inoltre io ho preso parte anche al raduno sul ramo di Como ed a una navigazione del Concentrazioneskimokayak sul Garda.
Potevamo quindi mancare all'incontro di chiusura di questo 2019?




Siamo partiti venerdì nel pomeriggio coi kayak sull'auto destinazione Golfo dei Poeti. Le previsioni meteo non erano rassicuranti: niente vento ma mare grosso per il sabato ed al contrario per la domenica acqua più tranquilla però con forte vento e temporali dal pomeriggio. Ma del WISKIE ciò che conta è la cena del sabato sera, vera cerimonia in cui si tirano le somme dei 12 mesi precedenti e si spettegola sulle attività dell'anno successivo.
Unica variazione che Gloria ed io ci siamo concessi rispetto all'organizzazione ufficiale riguarda l'alloggio: abbiamo scelto di stare alla Scuola di Mare Santa Teresa di Lerici, luogo per cui ho una cotta adolescenziale, raggiungendo il resto del gruppo all'hotel di riferimento solo per le cene.
Dopo una notte rigenerante in una splendida stanza con vista sul golfo de La Spezia ci siamo trovati con gli altri al porto di Le Grazie. Imbarcati dopo il briefing nella tranquilla baia eravamo consapevoli che la calma piatta era solo grazie alla posizione ridossata; sul lato esposto il mare era tutt'altro che tranquillo.
Usciti dalla diga foranea ed imboccato il canale che separa la Palmaria dalla terraferma riuscivamo già a vedere, in fondo, gli alti spruzzi bianchi delle onde che si frangevano contro le rocce.
Radunati nel porticciolo di Portovenere abbiamo atteso il ritorno di Enrico che era andato in avanscoperta oltre Punta S. Pietro. "Impegnativo ma fattibile per tutti" è stato il suo verdetto, una rapida organizzazione e via nel canale verso il mare aperto. A Gloria non è stata data alternativa nonostante abbia timidamente tentato di trovare una maniera per defilarsi.
Tra la punta di Portovenere e l'estremo della Palmaria vi era un gran da fare a causa della lavatrice creata delle onde di ritorno riflesse dalle due coste; come pianificato siamo usciti dritti verso il mare aperto di qualche centinaio di metri dove l'effetto delle riflesse svaniva e rimaneva solo il su e giù dato da un'onda che da bollettino era di 1,2 metri.
Siamo restati in fondo al gruppo con Mimmo e Luciano a farci da baby sitter e devo dire che i nostri cicciottosi Prijon di cui spesso mi lamento hanno fatto egregiamente il loro lavoro non concedendoci neanche un momento di incertezza!
Raggiunta l'estremità opposta dell'isola abbiamo virato verso il versante riparato dove siamo sbarcati su una spiaggia per la pausa pranzo. Tornati in kayak dopo la sosta nuovamente rotta sul lato esposto, in acqua mossa, per il periplo di Tino e Tinetto. Impressionante vedere le onde che frangevano letteralmente addosso alla caratteristica statua della Madonna. Rispetto alla mattina siamo stati più vicino a costa per cui nonostante l'onda fosse leggermente inferiore in altezza è stata una navigazione maggiormente movimentata in quanto pagaiavamo in pieno effetto anche delle onde riflesse; il che ha fatto tornare un pesante mal di mare a Gloria. Una volta riguadagnate le calme acque interne abbiamo sfruttato qualche minuto di traino da parte di uno dei ragazzi di Portofino fino a che non si è ripresa del tutto ed abbiamo, come al solito, terminato la navigazione nelle retrovie.

La cena è stata caratterizzata dagli abituali riti e discorsi. Gradevolissima sorpresa è stata la consegna ad ogni partecipante di un libricino con la storia del WISKIE, mentre Gloria ha ricevuto da Luciano e Mimmo una rosa - forse anche questa una piccola tradizione per le ragazze che affrontano per la prima volta il mare grosso ad un raduno.

L'indomani era il giorno della tratta Marinella di Sarzana - Tellaro e ritorno.
All'imbarco eravamo pochi (circa 20 contro i 53 del giorno precedente) ed anche Gloria ha rinunciato. Visto il meteo si è optato per un giro veloce che si concludesse entro 3-4 ore senza nessuna pausa.
Tagliato il golfo -poco interessante fino a Punta Bianca- e di li navigazione sottocosta in direzione Tellaro fino a che ad un certo punto, vedendo il vento rinforzare, abbiamo fatto dietro-front.
Lentamente con sia vento che mare contro abbiamo fatto ritorno al punto di partenza dove lo sbarco è stato in una divertente zona di surf. Vista la mia agilità da ippopotamo ho optato per stappare ed estrarre le gambe a qualche metro da riva così' da potermi ritrovare in piedi col kayak ancora perpendicolare alla riva prima che l'arrivo del frangente successivo tentasse di centrifugare canoa e canoista.
L'unica foto, all'interno di Le Grazie

Il bilancio è a mio avviso assolutamente positivo. Della pizzata "pre raduno" di venerdì e dalla cena ufficiale di sabato si può solo parlar bene dato che è sempre piacevole sedersi ad un tavolo con altri canoisti che arrivano da tutta Italia, dalla Svizzera o dalla Francia. Durante l'escursione di sabato mi sono divertito davvero molto tra le onde (sospetto che su questo punto Gloria non sia d'accordo) ed anche la domenica quantomeno siamo riusciti, seppur brevemente, a fare un giretto in acqua. Gloria è andata, con la fidanzata di Michele, a fare un giro a Portovenere lasciandoci senza auto, senza cellulare, abbandonati su una spiaggia con la muta stagna. Sono tornate poco prima che chiamassimo il telefono azzurro dal bar della spiaggia, giusto in tempo per andare in trattoria con gli amici del CK90 per un veloce pranzo prima del viaggio di rientro. Ed infine sono stato veramente felice di tornare alla Scuola di Mare Santa Teresa, luogo che da solo varrebbe tutto il viaggio.

PS: non ho fatto foto per ovvi motivi. O impugnavo la pagaia o spippolavo la reflex. Bisogna meditare ad una acquisto adatto a finire sott'acqua.

Link ai post degli anni precedenti:
2017








martedì 22 maggio 2018

ponente ligure con Winterkayak

Passando la punta di Bergeggi verso Noli

Una splendida due giorni organizzata dall'associazione Winterkayak e condivisa da Sottocosta nelle acque liguri ci ha attirato lo scorso finesettimana a Bergeggi.

Winterkayak è una giovane ASD con base ai bagni Stella Maris di Bergeggi (SV) che si pone come obiettivo quello di diffondere la cultura del kayak da mare presentandola come attività adatta a tutti non solo ai super-tecnici ma comunque fornisce a chi si avvicina ai suoi corsi entry-level ed alle sue escursioni guidate in sit-on-top delle basi solide riguardo sicurezza ed attrezzatura per cercare di togliere dal mare quegli "pseudo-canoisti improvvisati" che troppo spesso si vedono in giro allo sbaraglio senza conoscenze, competenze ed attrezzature adeguate per affrontare in sicurezza e serenità un'uscita in kayak: una visione ed una mission a mio avviso quanto mai azzeccata.

Oltretutto il nome dell'associazione richiama la volontà di diffondere l'uso del kayak anche in inverno, quando molti ripongono l'attrezzatura in garage; anche su questo punto della filosofia di Winterkayak mi trovo assolutamente d'accordo...

Il venerdì sera siamo andati in pizzeria per cenare con chi era già arrivato e per conoscere meglio Angelo e Costantino, gli ideatori di questa scuola coi quali abbiamo piacevolmente discusso a lungo. Ci hanno spiegato bene i principi su cui si basa la loro organizzazione e cosa voglia dire andare a proporre il kayak da mare ai turisti che vengono a trascorrere le vacanze da queste parti. Nonostante siano due canoisti di lunga data ed abbiano la fortuna di essere in kayak praticamente tutti i giorni conservano ancora la passione e l'entusiasmo di chi per la prima volta entra in un pozzetto e comincia ad esplorare il mare.



briefing con caffè e focaccia
La mattina seguente ci siamo ritrovati tutti ai bagni Stella Maris dove, dopo esserci preparati ed aver assistito al briefing, ci siamo imbarcati per percorrere l'itinerario Bergeggi-Varigotti e ritorno. Punti di interesse sarebbero state le scogliere, grotte e falesie di Punta Noli e Punta Crena.


Il meteo è stato perfetto: un leggerissimo vento che non disturbava minimamente la navigazione ma ci ha aiutato parecchio a non soffrire il caldo; mare piatto piatto... ma talmente piatto che Gloria non è riuscita a trovare scuse per non imbarcarsi.


La navigazione è stata tranquillissima; Costantino ed Angelo ci hanno fatto da cicerone spiegandoci aspetti storici e naturalistici del territorio così che anche i taglioni al largo delle spiagge attrezzate non hanno annoiato troppo.
L'andatura è stata veramente moderata a riprova che l'idea che mi ero fatto durante il WISKIE è corretta: la pretesa di spararsi uscite di 30km tutti di un colpo a velocità di crociera è abitudine esclusiva dei kayaker da lago. Qui ci si prende continue pause per entrare in una grotta, guardare una torre sulla costa o ammirare le mille sfumature di azzurro che prende il mare nelle piccole insenature tra le alte scogliere che si buttano a picco nel mare. Unico sbarco, per il pranzo al sacco, a Varigotti.

Lungimirante, viste le previsioni meteo per il giorno successivo, è stata l'idea presa sulla strada del ritorno di deviare dall'itinerario previsto per circumnavigare l'isola di Bergeggi anche se sarebbe stato parte del programma di domenica.


le boe dell'Area Marina Protetta tipo A
Girando attorno all'isolotto si può stare sottocosta circa per metà del perimetro - verso costa - mentre il lato che da verso il mare aperto è Area Marina Protetta di tipo A quindi l'accesso è severamente proibito anche in canoa. Questo lato lo  abbiamo percorso esternamente rispetto alle boe gialle che delimitano l'area a protezione integrale a circa 100-150m dalla costa.


Anche con questa deviazione comunque siamo riusciti a non sforare le distanze previste per questa tappa che erano 11nm -20 km- percorse in circa 4h e 20' di navigazione.


 in fila indiana nei cunicoli tra gli scogli








In acqua eravamo in 13; ad eccezione dei 3 canoisti locali tutti lombardi (quasi tutti brianzoli).

Rientrati giusto il tempo di una doccia e via di nuovo a in spiaggia per un aperitivo in terrazza tirando l'ora di sedersi al tavolo per un'ottima cena di pesce, il tutto sempre a Stella Maris.

La notte, come previsto, è arrivato il forte vento che ha di fatto impedito di imbarcarci per la tappa di domenica. Da programma l'uscita si doveva sviluppare nella stessa direzione del giorno precedente ma leggermente accorciata (circa 8nm) soffermandoci più attentamente su tutta l'area marina protetta col promontorio di Bergeggi - e relativa grotta -, giro dell'isola e sbarco a Noli per una visita guidata alla torre.

Ci siamo comunque portati a Noli in auto per una passeggiata e visitando con la guida sia l'antico borgo sul mare sia il Castello di Monte Ursino e relative mura. Come quando siamo stati costretti dal vento a stare a terra durante il WISKIE abbiamo optato per coprire a piedi una piccola parte del percorso previsto in kayak riuscendo anche ad apprezzare da terra come il vento si comporta su questo tratto di costa osservando le raffiche a Bergeggi, la calma piatta a ridosso di Spotorno e le forti raffiche nei pressi di capo Noli (e qui Angelo e Costantino, grandi conoscitori di questo tratto di costa sono stati più precisi di un portolano).

Special guest di fine raduno Wisky: il gabbiano da guardia del foodtruck di Stefania, di fatto anche lei parte dello staff ha curato la logistica dell'evento anche se non ha potuto abbandonare il furgoncino da cui fa panini per seguirci durante le due giornate. Un po' di porchetta era assolutamente necessaria prima di tornare a Stella Maris per caricare i kayak e mettersi in viaggio verso casa.

Il bilancio finale di questa due giorni è senza dubbio positivo nonostante abbiamo ancora una volta dovuto rinunciare ad una giornata in mare. Questa cosa un po' mi perseguita e forse è Nettuno che si vendica così per aver passato anni ed anni a non sopportare il mare.

L'invito rivolto allo staff di Winterkayak è stato ovviamente quello di venirci a trovare sul Lario, ovviamente in un periodo molto winter, magari per il prossimo Cimento Invernale.


Prime volte di questo evento:

-Primo raduno in acqua salata per Gloria
-Prima pagaiata in un'area marina protetta




 
 




 









Link Winterkayak ASD:


martedì 5 dicembre 2017

Winter Sea Kayak Italian Event 2017



Sono partito con poche speranze, preoccupato sia pechè dubitavo di essere un pagaiatore all'altezza di poter affrontare un raduno in acqua salata sia per le pessime condizioni meteo previste.
Sono arrivato in Liguria venerdì sera dopo una giornata lavorativa, aggregato ad un gruppo di altri 3 canoisti (Alessandro, Lino e Stefano) con cui ho condiviso un appartamento un po' anomalo ad Ameglia mentre il grosso del gruppo alloggiava in un albergo poco distante.
L'indomani mattina il programma prevedeva l'imbarco alle ore 9.00 dal porticciolo di Le Grazie per un giro tra Portovenere, Palmaria, Tino e Tinetto. Al ritrovo ci siamo presentati tutti, ma nessuno aveva la minima intenzione di uscire in mare dato che l'annunciato vento di terra superava i 40km/h.
Si è quindi optato per un giro a piedi. Da Le Grazie a Portovenere la strada non è poi tanta così abbiamo imboccato una mulattiera per scavalcare la collina che divide le due località per coprire a piedi una piccola parte del percorso che avremmo voluto fare in acqua. E' stata una buona occasione per visitare sia la rocca che la famosa chiesetta di San Pietro oltre che le viottole di Le Grazie e la città di La Spezia.
La sera una grande cena a base di pesce tutti assieme; più di 70 appassionati di kayak da mare provenienti da tutta Italia e non solo: anche Svizzera e Francia avevano la loro rappresentanza.
A fine serata  non è mancato il momento del discorso di chiusura dell'anno di attività di Sottocosta tradizionalmente tenuto in rima da Luciano.

Imbarco - Marinella di Sarzana
Domenica mattina ci siamo risvegliati con un meteo perfetto. Al ritrovo -sulla spiaggia di Marinella di Sarzana- eravamo in 42, tutti con una gran voglia di entrare in mare.
Abbiamo pagaiato in maniera rilassata, ci si poteva prendere in continuazione una pausa per fare una foto oppure per mettersi a giocare con le onde in mezzo agli scogli. La pancia del mio Prijon ha fatto conoscenza con più di una roccia semisommersa!
Abbiamo sfilato di fronte al caratteristico borgo marinaro di Tellaro per poi sbarcare su una spiaggia nel golfo tra Punta di Mezzana e Punta di Maramozza mentre alcuni hanno saltato la pausa pranzo per tirare dritto fino Lerici.
Dopo aver mangiato qualcosa (col solito ben di Dio uscito dai gavoni di tutti), in attesa del ritorno di chi ha voluto prolungare la navigazione, seguendo l'esempio degli istruttori che giravano armati di sacchetti portarifiuti ogni kayaker ha raccolto dalla spiaggia almeno un pezzo di plastica. Il canoista passa  sull'acqua senza disturbare, senza inquinare e dove si ferma lascia la spiaggia più pulita di quanto l'ha trovata.
Siamo rientrati sempre molto sottocosta, alcuni filando via dritti a qualche decina di metri dagli scogli, altri come me cercavano di infilarsi in ogni anfratto magari aspettando l'onda giusta per passare sopra ad un masso a pelo d'acqua.
La navigazione si è conclusa con monta tranquillità dato che nonostante la presenza di molti noti "lupi di mare" il passo è stato sempre adatto a tutti: anche chi aveva meno esperienza e barche non proprio performanti non ha mai sentito il fiato sul collo.

Tellaro
Al contrario di quanto mi aspettavo ho trovato questo raduno molto meno impegnativo rispetto a quelli fatti in lago. C'è però da considerare un fatto: la navigazione di sabato  sarebbe stata più lunga ed impegnativa rispetto a quella di domenica programmata per essere affrontata da un gruppo di pagaiatori già provato dalle fatiche in mare ed a tavola del giorno precededente.
Counque l'andatura è stata veramente moderata; oltretutto se al lago mi sento spesso una mosca bianca con il mio cicciottoso Touryak in un gruppo di filantissime barche marine qui c'erano parecchi kayak in polietilene anche poco performanti (Lino, a bordo di un modestissimo Oasis 390, ha dato prova di essere un gran pagaiatore. Io con quel kayak avrei alzato bandiera bianca a metà percorso). Il gruppo si è adeguato ad un'andatura comoda per tutti e nessuno si è sentito limitato.

Inutile dire, come sempre, che è stata una bella occasione sia per ritrovare persone con cui già avevo fatto amicizia sia per creare nuovi contatti in rubrica. In particolare mi ha fatto piacere reincontrare Guido e Felice che sebbene siano anche loro lombardi (Felice addirittura Lecchese) non avevo praticamente più rivisto dal corso Foundation, fatto tra l'altro proprio in queste acque.
Ormai, sebbene non conosca ancora tutti, ho ben capito che l'ambiente del kayak da mare è composto da bella gente.

Rientro a Sarzana col bianco delle cave di Marmo che si confonde con la neve


Prime volte di questo evento:
-primo raduno in acqua salata;
-prima volta con 2 kayak sul tetto della Fabia (i 2 Prijon non ci stanno ma l'Isel di Alessandro essendo più stretto c'è stato giusto giusto).




SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...