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giovedì 11 dicembre 2025

Winter Sea Kayak Italian Event 2025

grotta di Byron

 Quest’anno il WISKIE si è fatto in grande!

L’evento è coinciso con l’aggiornamento dei tecnici FICK mare; ci siamo trovati in acqua a Portovenere venerdì 28 novembre per una giornata di confronto successiva a due incontri on-line riguardanti argomenti inerenti la formazione Pagaia Azzurra nelle discipline SK e TK.

E’ stata veramente una bellissima occasione. Ci siamo divisi in gruppi il più eterogenei possibili ed abbiamo esaminato 4 manovre discutendone i focus didattici più appropriati per i livelli 1 e 2.

Al di là degli aspetti puramente tecnici, sempre interessanti, è stato utile soprattutto il confronto con differenti approcci all’insegnamento.

Portovenere

Sabato 29 e domenica 30 c’è stato il WISKIE. Edizione da record? Non saprei, bisognerebbe consultare gli archivi storici di Luciano. Di certo 73 partecipanti non sono pochi! Partecipazione numerosa favorita anche da condizioni metro più che perfette.

Sabato la consueta navigazione del Winter Sea Kayak Italian Event. Imbarco a Le Grazie, si costeggia fino a Portovenere ed alla baia di Byron, poi Palmaria, Tino e Tinetto costeggiati a ponente; immancabile foto ricordo alla Madonnina e rientro costeggiando le isole a levante con pausa pranzo al sacco alla spiaggia dei gabbiani sulla Palmaria. Rientro a Le Grazie entro le 16:00 perchè Riccardo Balzarotti, assessore alla cultura del comune di Portovenere, ormai da qualche anno ci aspetta con un pentolone di Vin Brulè fumante ed un pezzo di focaccia.

In acqua eravamo più di 50.

Stella Maris, isola del Tinetto

isola del Tino ed il suo faro

Alpi Apuane sullo sfondo


La sera cena di fine anno all’hotel che fa da base all'evento. E qui una grossa novità.

Non eravamo all’hotel Ala Bianca. Ai nuovi di questo mondo la cosa vorrà dire poco… ma i più anziani sanno che questo è un piccolo tradimento alla memoria di Luciano, storico organizzatore del WISKIE e di moltissimi altri eventi. Il WISKIE è sempre stato all’Ala Bianca fin dalla sua prima edizione. Nel 2019 ai partecipanti è stato donato un libricino, che conservo con affetto, con la storia di questo evento. In una paginetta, intitolata proprio “ma perché sempre all’Ala Bianca?”, Luciano ha voluto ribadire che quel posto era, per lui, indissolubilmente legato al WISKIE.

Ed è stato così fino allo scorso anno, quando il WISKIE lo ha iniziato ad organizzare Luciano, ma alla fine lo abbiamo trasformato nel primo “memorial ElleBi”.

La base di quest’anno è stata scelta per evitare i continui trasferimenti in auto necessari tenendo come base l’Ala Bianca. Con un hotel a Le Grazie, letteralmente a due passi dall’imbarco e dal parcheggio che l’amministrazione comunale ci mette a disposizione, si arriva e si scarica l’auto al venerdì e poi non la si muove più fino a domenica sera quando è ora di tornare a casa.

Sembra che questa decisione abbia avuto riscontri favorevoli dalla totalità dei presenti; sono sicuro che Luciano ci perdonerà per questo piccolo dispetto.

Castello di Lerici

Il cambio della base si è portato dietro un cambio anche nella navigazione della domenica. Meta sempre le scogliere nei dintorni di Tellaro, questa volta però raggiunte da Le Grazie piuttosto che da Bocca di Magra. Abbiamo quindi attraversato il Golfo dei Poeti lungo la diga foranea fino a Santa Teresa, percorso l’insenatura di Lerici con il suo castello e ci siamo soffermati parecchio nella cala di Maramozza che offre paesaggi a tratti fiabeschi. Pausa pranzo su una spiaggia che in altre stagioni sarebbe impraticabile e rientro per la stessa strada. Siamo solo passati esternamente alla diga soffermandoci un attimo sul relitto della nave Margaret. Sono attrazioni queste che attirano l’attenzione e la curiosità di molti, ma che in me provocano una certa inquietudine. Questa volta il gruppo è stato di 36 kayaker.

cala Maramozza

il relitto della Margaret

Il WISKIE è sempre un momento particolare; l’evento che chiude l’anno. Si tirano le somme di quanto si è fatto a livello personale e – soprattutto- come associazione. A livello personale posso dire di aver fatto poco e tanto. Poco perché ho pagaiato davvero pochissimo, tanto perché è stato l’anno del corso istruttori (ma di questo parlerò più avanti…).

A livello di associazione invece è stato un anno importante, c’è stata una convenzione con la Federazione che ha ufficializzato la posizione chiave che da anni ormai Sottocosta ha nella formazione dei suoi tecnici marini. C’è stato un CAMP che è stato fantastico, anche se ha raccolto non poche critiche. Si stanno mettendo in moto dei meccanismi che – si spera – ci porteranno a migliorare alcuni aspetti che ad oggi ancora necessitano di una approfondita revisione e messa a punto.

Il 2026 si prevede un anno intenso per Sottocosta. Ci sarà da lavorare!


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2024

2022

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2017


venerdì 7 febbraio 2025

Cimento invernale 2025: memorial Peter


Si è svolto, domenica 2 febbraio, il 26° Cimento Invernale dell'Alto Lario. Storico appuntamento di Sottocosta, in collaborazione con il CK90. Primo ritrovo del nuovo anno.


Molte le cose che mi porterò nel cuore di questa edizione: la più simpatica è che un paio di settimane prima dell'evento, consultando il calendario di Sottocosta, ho scoperto di esser stato coattivamente segnato come co-organizzatore assieme a Felice. Un'eredità di Luciano che qualcuno ha deciso di affidarmi. Ho un vago sospetto sul chi possa aver avuto questa idea. Purtroppo non posso fare nomi e cognomi della persona a cui mi riferisco in quanto, trattandosi del presidente, potrei subire pesanti ritorsioni.

Poi proprio il 2 febbrario è la giornata mondiale delle zone umide, e noi la celebravamo pagaiando nella  Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola.
Un posto a me particolarmente caro perchè se dovessi indicare un momento preciso in cui mi sono innamorato del kayak direi sicuramente il 3 gennaio 2016, ovvero la prima volta che Gloria ed io -ancora più che inesperti- abbiamo pagaiato in questo posto (stendiamo solo un velo pietoso sugli standard di sicurezza di quell'uscita). Ed il panorama che ci ha regalato la Valchiavenna questa domenica è stato uguale a quella lontana giornata di ormai 9 anni fa: cime innevate e sull'acqua quei banchi di nebbia bassa che ti fanno scoprire il paesaggio a poco a poco, sottolineandone il fascino selvaggio e lasciandoti vedere al disopra un cielo azzurro che più azzurro non si può. Sarà mancata forse la vista d'insieme della corona di monti caratterizzata dal Sasso Manduino, ma la nebbia ti permette di scoprire qualcosa di nuovo ad ogni colpo di pagaia. La nebbia ti fa sentire un'esploratore, anche dietro casa tua.

Altro evento, per me davvero importantissimo. Gloria è tornata in kayak. Non ci credevo neanche quando il giorno prima ha tirato fuori la tuta stagna dall'armadio e mi ha mandato a caricare il suo kayak.
L'ultima volta che si era vista con una pagaia in mano aveva Federico nel pancione da 5 mesi alla discesa dell'Adda col CK90 nel settembre 2023. Ma a parte quello ed una o due uscite da mezz'oretta in canadese con Matteo non veniva in canoa proprio dal Cimento2023.
Mi mancava pagaiare con lei.


Poi il ricordo di Peter che quest'anno si è mescolato a quello di Luciano.

In acqua eravamo in tanti, poco più di 35. Ma in realtà eravamo molti di più. Alcuni non potevano pagaiare ma volevano comunque essere dei nostri. Qualcuno ci è venuto a salutare al porto di Gera Lario per l'imbarco mentre un nutrito gruppetto di camminatori ci ha raggiunti a piedi al tempietto di San Fedelino per la pausa pranzo. Tra questi anche Luca e Mery con i figli, poi la compagna di un altro canoista sempre con bimbi a seguito.
Sarebbe bellissimo in primavera organizzare una giornata da queste parti in canadese per famiglie. So già il programma: Ci si imbarca a Novate; si esplora il Pozzo di Riva dove i bimbi possono vedere mucche al pascolo, ninfee e pesci in frega; e poi a fare un bel pic-nic ed un pomeriggio di ozio alla cascata.



Comunque, divagazioni a parte, tutto è andato perfettamente. Neanche la Breva ha ci è venuta a disturbare. Non me la sento nemmeno più di citarlo come il raduno  dei "giorni della Merla" perchè, sebbene il calendario dica quello, sono più le volte in cui troviamo temperature miti rispetto a quelle in cui siamo sbarcati su un ramo del Mera ghiacciato.



Link all'album Flickr:

Cimento invernale 2025


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domenica 8 dicembre 2024

Winter Sea Kayak Italian Event 2024


Mare calmo, niente vento, sole e temperature primaverili. Ma che storia è questa?

È proprio il caso di dirlo: non ci sono più i WISKIE di una volta!

Il WISKIE è sempre stato un evento da veri lupi di mare con acque agitate, venti impetuosi, nuvoloni scuri che ti scaricano addosso secchiate di acqua al punto da non riuscire a tenere gli occhi aperti neanche con il più bello dei nord-ovest.

Insomma, il WISKIE era quell' evento di cui poi ti vantavi per tutto l'anno raccontando agli amici dell’eroica navigazione a cui avevi preso parte.

Insomma, ci siamo capiti… io il WISKIE con il bel tempo non l’avevo mai visto, e quest’anno il tempo è stato bellissimo.


Ho avuto modo di prendere parte solo alla giornata di sabato, facendo una toccata e fuga con partenza da casa alle 5 di mattina e rientro alle 4 della notte successiva. Follia pura, ma non potevo mancare all’evento in ricordo di Luciano.

La Madonnina del Tinetto

La mattina ci siamo ritrovati al porticciolo di Le Grazie in 57 kayaker, imbarcati per la più tradizionale delle navigazioni di chiusura dell’anno di Sottocosta: Portovenere, baia di Byron ed isole Palmaria, Tino e Tinetto. Da raccontare c’è poco, se non la bellezza del paesaggio reso ancor più evidente e godibile dalla quasi completa assenza di traffico diportistico a motore. Ci siamo soffermati allo scoglio con la Madonna appena fuori dal Tinetto, Gaudenzio ricordava un anno in cui le onde, spinte ed enfatizzate dal basso fondale, arrivavano a frangersi violentemente a livello del busto della statua. Lo ricordo bene anche io, era il 2019, Gloria ed io eravamo freschi freschi di brevetto Pagaia Azzurra SK2, ed è stata la nostra prima navigazione in condizioni da livello 3… per Gloria l'esperienza fu talmente intensa da diventare un personale standard di riferimento (ricorrente sarà la frase “se è come quell’anno al WISKIE, io non vengo”).

Pausa pranzo sulla solita spiaggia in Palmaria, con rientro anticipato alle 15:00 in quanto a Le Grazie un rappresentante di Portovenerecultura ci aspettava con vin brulè e focaccia.

Paolo sotto al Faro del Tino

Prima della cena, momento cardine del WISKIE, altri due sono stati gli impegni: l'assemblea straordinaria dei soci volta ad eleggere il nuovo consigliere in sostituzione di Luciano ed un momento di incontro e scambio di idee tra i non pochi tecnici presenti.


La cena è stata occasione per ricordare ufficialmente Luciano, non è mancato nemmeno il solito tavolone su cui consultare parte del suo archivio fotografico e di documenti riguardanti gli incontri di Sottocosta (ho scoperto che nel 1992 Franco Soana aveva prenotato una singola… chissà cosa aveva da nascondere). Immagini venivano proiettate su una grande parete e facevano da sottofondo alle chiacchiere ed ai ricordi… ma, come sempre e mai come quest’anno, la cena dei WISKIE è il momento in cui si tirano le somme dell’ultimo anno ma è anche occasione di guardare avanti e progettare il prossimo anno.

Se nella riunione coi tecnici si è discusso di formazione ed aggiornamenti, con i soci la domanda principale era una: ma il SottocostaKayakCamp 2025?  

L'invasione del canale della Palmaria

Dopo cena mi sono messo in macchina e, superato il passo della Cisa, mi ero lasciato alle spalle il bel tempo del levante ligure per infilarmi in quei fitti banchi di nebbia che ormai si vedono solo nella bassa padana.

L’indomani mi sono mangiato le unghie vedendo le foto sui social e su WhatsApp del gruppo navigare un mare cristallino in un’altra giornata di tempo splendido.


Il WISKIE, con i suoi rituali, è una di quelle tradizioni a cui Luciano ci aveva abituati. Bisogna portarla avanti.



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sabato 13 gennaio 2024

Roll della Befana 2024



Ci sono alcune peculiarità che contraddistinguono noi "inuit del Lario", braccio marino del CK90. Una di queste è una tradizione legata al giorno dell'Epifania.

Non c'è bisogno nemmeno di organizzare la cosa, tanto ormai si sa, non si scappa. Semplicemente - la sera del 5- qualcuno ha chiesto: "domani, per il roll, a che ora?". Ore 9 in sede, 9.30 in acqua così da essere come sempre a casa per il pranzo.
Alla fine eravamo 11, pagaiatina fino al Ponte Vecchio di Lecco e poi di ritorno davanti alla sede Gallavesa dove anche Monica del bar Melting Pot (locale frequentatissimo dai noi canoisti) e Luciano Belloni ci aspettavano in spiaggia per assistere a questa nostra usanza.

Dopo qualche roll di riscaldamento, ehmm... volevo dire... di raffreddamento, abbiamo sfoderato le scope di saggina per dare il via alle danze. Ben in 8 abbiamo eseguito la manovra con la scopa, tutti con successo. Parrebbe sia un record, mai così in tanti!

E' il nostro modo di concludere il periodo di pausa per le festività natalizie. Dopo il roll con la scopa ci si comincia a preparare per tutte le attivita: l'imminente cimento invernale in collaborazione con Sottocosta, il corso di roll in piscina, la ripresa delle attività all'asciutto,... di fatto è una specie di rito di apertura del nuovo anno per l'associazione.

foto Ellebi


Cosa mi resta da dire? Ah si, del meteo. C'è stata qualche goccia di pioggia, ma tanto ci saremmo bagnati comunque. E si, faceva freddo.



Link al video di Felice e Simona:

https://fb.watch/pyIGb-SoKc/



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2020

lunedì 6 febbraio 2023

Cimento invernale 2023: Memorial Peter



Il cimento invernale 2023 è stato dedicato alla memoria di Peter: un amico che solo l’anno scorso ha pagaiato con noi alla 23esima edizione di questo evento, felice di inaugurare il suo nuovo kayak e che una brutta malattia ci ha portato via nel mese di novembre.

Un’edizione vissuta comunque con allegria perchè, come ha ricordato Felice durante il briefing, Peter era una persona solare. E lo è stato anche durante le ultime fasi della malattia quando con il sorriso ci mandava sulla chat del CK90 le foto dall’ospedale.

trova la capra

Come da tradizione Sottocosta, che con questo storico incontro annualmente apre le attività nazionali, propone una due giorni in alto Lario.

Gloria ed io abbiamo però dovuto saltare la giornata di sabato. Poco male, comunque con il vento che superava gli 80km/h anche chi era presente non è che abbia combinato un gran che.

Per la domenica invece a Gera Lario eravamo in 47 pagaiatori (in 46 canoe data la presenza di un k2) con meteo che prometteva buone temperature ed una leggera brezza in rinforzo nel pomeriggio.



Meta ambita ovviamente il tempietto di San Fedelino.

Il sole splendeva in cielo, la temperatura attorno agli 8°C di prima mattina ed a superare i 10 poco dopo permetteva un più che ottimo acclimatamento con le tute stagne.
L’acqua decisamente freddina come consuetudine in queste zone ma si sa, questo incontro è per chi ama e vuole celebrare l’acqua fredda ed il paesaggio invernale… per tutti gli altri ci si saluta ad ottobre sul Garda e poi ci si rivede a primavera inoltrata dopo molteplici sbeffeggiamenti per essersi persi la stagione più magica per godersi i laghi prealpini.


La navigazione di andata è andata via liscia, senza neanche una bava di vento.
Se la manifestazione si fosse conclusa con la sosta pranzo sarei andato a reclamare all'organizzazione.
“cimento invernale un corno”: un cimento non lo è stato per nulla; una breve pagaiata tra lago e fiume in condizioni da piscina. Invernale? con queste temperature?
“Chiamatela sguazzatina in acqua fredda” sarebbe stata la mia protesta!
E come i pensionati del si stava meglio quando si stava peggio avrei raccontato a tutti le incredibili avventure dell'incontro 2019: con le sponde ghiacciate e le raffiche di vento che sollevavano l’acqua e ti strappavano la pagaia dalla mano. "Quello si che è stato un vero Cimento Invernale!".

Ma la meteorologia generale non conosce l’orografia del Lario; qui la brezza pomeridiana in rinforzo si chiama Breva… e non è un vento con cui ci si può permettere di scherzare.
D'altronde all'imbarco i vecchietti del posto, intenti a bere il bianchino alle 9 di mattina, ci avevano allertati. Uno di loto ci ha anche dato dei matti mentre se ne andava dal porto con fare contrariato.
Anche Gloria se lo aspettava; in questo posto abbiamo molti bellissimi ricordi di giornate passate in acqua, in ogni stagione; ma quasi sempre nel pomeriggio la Breva ci ha fatto visita. E spesso con lei è una lotta dura ed impari.



Tra noi anche un canoista irlandese; zona di Sea kayakers duri e puri, abituati a lunghe navigazione in mari difficili e frugali bivacchi in spiaggia. Chissà cosa avrà pensato di noi canoisti italiani, che pagaiano un paio di orette scarse in un laghetto e se ne stanno in spiaggia a riempirsi di salumi, dolci fatti in casa e liquori tradizionali.
Welcome Irish friend, this is the Italian way!

Ma lo potevamo solo intuire, il bello doveva ancora arrivare;
Dalla spiaggetta di San Fedelino, mentre pranzavamo, il promontorio di Albonico ci riparava ed all'apparenza tutto era ancora più che tranquillo. Solo i più attenti osservatori ed i pagaiatori con maggior esperienza volgevano lo sguardo verso Verceia, intenti a tenere d'occhio l'acqua che in centro lago era già imbiancata dalle cosiddette ochette.

Gloria, che già dalla partenza a Gera aveva sollevato qualche piccolo dubbio sull'evoluzione del meteo, ha iniziato a preoccuparsi.
Fino alla cascata nessuna fatica ma poi, doppiata anche quella punta, la Breva ha iniziato a picchiarci in faccia ad una velocità costantemente superiore ai 16 kts (dati rilevati dalla stazione meteo CML di Gera Lario).

L'ultimo tratto del lago di Mezz'ora, il laghetto di Dascio ed il tratto di Mera che conduce al Lario sono solo stati percorsi decisamente lentamente. Sono zone in cui non fa in tempo a creare onda ed il vento, pur ostinato, era perfettamente frontale quindi quantomeno non richiedeva sforzi in continue correzioni. Si faceva solo il triplo della fatica.        

Da un certo punto di vista si può dire sia stato addirittura utile: le energie richieste in più hanno magari mandato a pari il bilancio calorico dell'escursione tra quanto bruciato pagaiando e quanto ingerito nel solito gozzovigliare a San Fedelino.

La mia splendida moglie nel suo splendido kayak in un posto davvero magico

Però il vero cimento è arrivato in ultimo, verso la foce della Mera ed in quel breve tratto di lago fino al porto di Gera.
Circa un miglio o poco più con la Breva a livelli degni della sua nomea (massima velocità 23,6 kts attorno alle 17, poco dopo il nostro arrivo) e qui certo l'acqua non resta piatta. Col fondale basso a cui siamo ormai abituati da un paio di anni si è creata una bella ondina ripida,  frequente e con alcuni frangenti.
Come non succedeva da parecchio, da prima della gravidanza, Gloria si è lamentata. Del vento, delle onde ed anche del kayak! Il Pace sarà anche più filante, più bello, più tecnico… ma il Prijon decisamente più sicuro.
Lo ammetto, mi mancavano queste lamentele! Oh quanto mi sono mancate!
E come mi sono mancati quegli sguardi fulminanti di quanto ti ritrovi con un sorriso da ebete tra gli spruzzi a saltare sui frangenti e lei ti maledice per non averla lasciata a casa a guardare il derby!


Alla fine abbiamo avuto tutto. Una pagaiata rilassante in una cornice che lascia sempre a bocca aperta, la gioia del condividere un ricco banchetto ricordando un caro amico ed alla fine abbiamo avuto anche il nostro piccolo cimento.
In quelle ultimissime due miglia c'è chi si è divertito come un bimbo e chi ha sperimentato condizioni fuori dalla propria confort-zone nella massima sicurezza di un gruppo ricco di istruttori e canoisti esperti. Quale miglior modo per festeggiare in acqua i giorni della merla?



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lunedì 5 dicembre 2022

Winter Sea Kayak Italian Event 2022

Cosa dire su questo WISKIE? che nulla è andato come previsto... perché il mare è imprevedibile ed i bambini lo sono ancora di più!

Venerdì pomeriggio siamo partiti con Gloria e Matteo alla volta del Golfo dei Poeti, felici di poter partecipare tutti a questo tradizionale incontro che ogni anno chiude le attività di Sottocosta con due belle navigazioni in mare ed una cena "cerimonale".
Io avevo intenzione di pagaiare solo il sabato mentre Gloria avrebbe fatto la mamma a tempo pieno e non sarebbe mai scesa in acqua; la domenica dovevamo salutare i partecipanti all'imbarco per poi rientrare a casa. Ma del WISKIE ciò che più conta è la cena, momento di incontro con amici di tutta Italia. 

Già da subito purtroppo si intuiva che non tutto sarebbe poi andato secondo i piani: molte le defezioni, la maggior parte a causa del meteo incerto.


Un luogo sempre affascinante

Venerdì sera dopo la pizzata in albergo Matteo non era in forma splendida, ha mangiato poco ed appena saliti in camera non è stato bene. La mattina successiva però sembrava essersi completamente ripreso quindi mi sono presentato all'imbarco speranzoso di poter proseguire secondo i piani.
Il meteo dava scirocco fino a 20Kts, cielo completamente coperto con pioggia, onda attorno al metro. La temperatura del mare superiore rispetto alle medie di questo periodo.

In acqua eravamo 25, Luciano ci seguiva da terra e ci ha salutati dopo il consueto briefing al porto di Le Grazie.
Viste le condizioni ci siamo diretti verso il porto di Portovenere dove saremmo dovuti ripararci mentre un ristretto gruppo andava in perlustrazione oltre la Palmaria per verificare le reali condizioni in atto.
Il primo problema però si è verificato poco fuori la diga foranea della Spezia, tra la terraferma e l'isola. Un punto delicato dove il vento si incanala tra le alture aumentando di velocità e l'onda si fa confusa con quella principale proveniente dal mare aperto e quelle riflesse dalle coste, nella stessa zona in cui, durante il WISKIE 2019, Gloria aveva avuto un brutto attacco di mal di mare.
Fatto sta che uno si è ribaltato (non si dice chi, ma si tratta di un kayaker di grande esperienza - sottolineando il fatto che capita anche ai migliori); io ero il più vicino e mi sono subito portato in posizione per un salvataggio a T.
Il forte vento rendeva il tutto difficoltoso e, prima di aver svuotato il kayak, l'uomo in mare ha perso la presa ed è rimasto alla deriva mentre io ed il suo kayak ci allontanavamo velocemente spinti dalle incessanti raffiche.
Sono quindi intervenuti altri canoisiti: qualcuno ha dato soccorso al canoista "disperso" mentre Jesse mi ha agganciato con il traino lungo per non farmi scarrocciare ulteriormente mentre io mi occupavo di svuotare e zatterare la canoa vuota. E' arrivato anche Ale DB che si è occupato di fare ulteriore sicurezza a me mentre stabilizzavo il kayak soccorso durante il delicato momento della risalita.
E' stato il mio primo salvataggio in situazioni complesse (almeno per i miei standard) e devo dire che ha richiesto decisamente più tempo e più energie rispetto a quando capita di dover "tirare su" qualche principiante sbadatamente finito a bagno in acque tranquille.

Al riparo a Portovenere

Comunque arrivati al riparo nel porticciolo di Portovenere qualcuno è andato fuori a vedere le condizioni... io nel frattempo ho fatto un paio di roll: l'acqua era ancora abbastanza calda e sotto la muta stagna avevo un pile di troppo e stavo iniziando a soffrire il caldo.

Non ci aspettavamo grosse sorprese, con il vento e lo swell di scirocco il lato ad ovest delle isole doveva giocoforza essere tranquillo, ed effettivamente il mare era piatto.
Ma dove volete si trovasse il centro della bassa pressione che causava la pioggerella? proprio li! Dietro il promontorio di Portovenere il cielo non era più grigio ma nero, ed una simpatica cella temporalesca ha ben pensato di scaricare un forte acquazzone (cosa che non ci ha disturbato) ed un paio di fulmini sul mare sono caduti a pochissima distanza da noi. Difficile stimare quanto fossero lontani ma fulmine e tuono sono stati perfettamente simultanei quindi il messaggio era chiarissimo.
Abbiamo girato i kayak e siamo rientrati a Le Grazie dopo si e no due ore di pagaiata.
Pur se breve è stata comunque una navigazione da ricordare sia perchè ci ha ricordato che durante la gestione degli incidenti non va sempre tutto liscio sia per la variabilità ed incertezza del meteo.
Nel pomeriggio poi il vento è calato ed il temporale svanito... ma eravamo già sbarcati. Comunque la scelta precauzionale di interrompere l'escursione è stata ampiamente condivisa da tutti: meglio stare a terra sognando il mare piuttosto che trovasi in mare pregando di arrivare a terra.

Gli imprevisti non finiscono qui: la sera poi abbiamo dovuto abbandonare la cena durante gli antipasti. Matteo non è stato bene nuovamente e gli è salita la febbre alta. Abbiamo così deciso di fare le valige e metterlo in macchina appena addormentato così da fargli affrontare il viaggio di notte senza che se ne accorgesse. Scelta saggia in quanto l'indomani la temperatura non ha voluto saperne di scendere sotto i 39° neanche con la Tachipirina ed è stato insofferente tutto il giorno. Avrebbe sicuramente penato nel dover affrontare ore di viaggio in quelle condizioni.







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martedì 8 febbraio 2022

Cimento invernale 2022

 

Lo scorso fine settimana si è svolto in alto Lario il 23° cimento invernale organizzato da Sottocosta in collaborazione con il CK90.

Evento della durata, per questo anno, di due giorni.
Il sabato ci siamo ritrovati in 20 al porto di Gera Lario; presente anche Gloria che -escludendo un paio di uscitine davvero brevi- era alla sua prima escursione dopo la gravidanza. Ringraziamo i nonni che hanno fatto da baby-sitter per l'intera giornata.
Il giro è stato un anello nella parte più settentrionale del lago, con discesa fino a Gravedona dove abbiamo attraversato su Piona. All'interno del laghetto, nell'unico tratto al sole, siamo sbarcati per la pausa pranzo.
Qui ho provato un grande disagio... mangiavo un panino mentre guardavo un gruppo di marchigiani grigliare arrosticini e preparare la polenta sui fornelletti. Mi sono sentito un po' ferito nell'orgoglio... toccherà organizzarsi per recuperare questo smacco il prossimo anno.
Siamo rientrati passando per Colico ed il Pian di Spagna, attraversando le foci dell'Adda e del Mera.

foschia mattutina che si dirada

Il meteo è stato perfetto, già al momento dell'imbarco la foschia si era quasi del tutto diradata ed il cielo è rimasto sempre limpido. Temperatura più che gradevole per "i giorni della merla".
Giusto durante la traversata abbiamo subito una bava di vento, l'acqua piatta come l'olio.




L'indomani mattina sono tornato da solo a Gera Lario mentre Gloria ha preferito restare a casa a fare la Mamma. La compagnia comunque non è mancata; i ragazzi del CK90 sono arrivati in forze con ben due carrelli ed, a conti fatti, in acqua eravamo 49.
La destinazione non poteva che essere la più classica e tradizionale del cimento: San Fedelino.
Sono stato davvero dispiaciuto dell'assenza di Gloria. Il lago di Mezzola è il nostro posto preferito; le acque in cui ci siamo innamorati del kayak e - tra pandemia e gravidanza - non veniamo qui da davvero troppo tempo.
Pausa pranzo come sempre contornata da numerosi brindisi e non è mancata la visita, con foto di rito, al tempietto.
Anche per questa giornata il meteo è stato più che buono anche se abbiamo visto il sole per poco. Le nuvole ci hanno tenuto all'ombra durante quasi tutta la giornata e la temperatura è stata leggermente più invernale rispetto al giorno precedente.

risalendo il Mera

Una due giorni davvero bella, ci si è ritrovati con amici che non si vedeva da tempo ed ho avuto modo di conoscere volti nuovi. La cornice dell'alto Lario e del lago di Mezzola in inverno poi è sempre garanzia di piacevoli uscite.

Santa Maria del Tiglio - Gravedona 




Altre immagini nell'album FLICKR: Cimento Invernale 2022

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lunedì 20 dicembre 2021

L'ultimo plenilunio del 2021

 

Quando mi è stato detto che si voleva organizzare una breve uscita in notturna per salutare l'ultima luna piena dell'anno ho subito pensato fosse una meravigliosa idea. Adoro le navigazioni notturne e questa esperienza in pieno inverno mancava proprio al mio curriculum.

alcuni kayak "addobbati"

Sabato ci siamo così imbarcati in 7 dalla sede canneto del CK90 con le ultimissime luci del giorno; non avevamo grandi progetti... l'idea iniziale era addirittura quella di arrivare al Ponte Vecchio e fare li un piccolo aperitivo galleggiante. Poi, strada facendo, abbiamo pensato che potevamo raggiungere Lecco e fermarci di fronte al lungolago addobbato con le luci natalizie.

Mentre eravamo dalle parti del Bione abbiamo assistito al sorgere della luna piena che è spuntata da dietro le guglie più meridionali del Resegone. Il nostro satellite ci ha poi fatto compagnia per tutta la serata.

Proprio di fronte a Piazza Cermenati abbiamo zatterato i 7 kayak e brindato con prosecco ed un'ottima bottiglia di vov fatto in casa da Elisa. 
Qualcuno storcerà il naso ma pare che l'aperitivo a base di vov diventerà di gran tendenza!

E' stata una notturna un po' particolare; più che notturna è stata una navigazione al buio dato che per le 21.00 i kayak erano già all'asciutto sulla rastrelliera ed i canoisti in un pub con le gambe sotto al tavolo e la pinta in mano. D'altronde si sa che le giornate invernali sono molto corte per cui si può pagaiare al buio anche prima di cena.

Non sarà l'ultima pagaiata del 2021 ma a tavola, come si fa sempre negli ultimi giorni dell'anno, si tirano un po' le somme e si discute dei progetti futuri. Tutti i presenti sapevano già che negli ultimi mesi mi è nato un forte interesse (per ora squisitamente teorico) riguardo la canoa canadese turistica; dato che alcuni condividono questa curiosità e che Ado e Felice si sono detti disponibili a darci due dritte si è prospettata la possibilità, per il 2022, di cimentarsi anche con la pagaia a pala singola.


lo zatterone per l'aperitivo



Il centro di Lecco ed il Ponte Vecchio



venerdì 18 dicembre 2020

la fine del secondo lockdown

 

Sono passati più di due mesi da quando sono riuscito a fare l'ultima pagaiata prima che fossimo sopraffatti dalla seconda ondata della pandemia. E quell'ultima uscita non fu neanche degna di nota dato che, in quel pomeriggio di inizio settembre, ho pagaiato gran poco: giusto un'oretta a fare roll e lunghi bagni per testare che tutta l'attrezzatura invernale fosse in ordine. Trovate delle infiltrazioni nella muta stagna (portata a riparare) e poi via, tutto nell'armadio fino ad oggi.

Tornare in canoa è stato davvero piacevole. Mi sono imbarcato a metà mattina ed ho pigramente pagaiato fino a Lecco con un Tivano teso che rendeva l'aria pungente. In Adda la corrente era abbastanza intensa; o forse sono solo io che ho perso l'abitudine di pagaiare ed avevo l'impressione di fare troppa fatica per risalire quel tratto di fiume che separa il lago di Garlate dal bacino principale del Lario. Dalle parti di Pescarenico, mentre ero in sponda sinistra, ho avvistato un martin pescatore che -complice la risalita controvento - si è fatto avvicinare più del solito.  Sebbene l'avifauna sia sempre abbondante e variegata sui nostri laghi l'incontro col "martino" non è poi tanto frequente ed è quindi sempre una gran gioia avvistare un'esemplare di questo variopinto uccellino!

Una veloce puntata alla statua di San Nicolò ed al lungolago di Lecco e poi subito in rientro verso la base di partenza.
Un paio di ore rilassanti... giusto per rimettere il sedere in kayak dopo parecchio tempo ed anche per testare -finalmente- la nuova macchina fotografica che mi ha regalato Gloria per il compleanno: una splendida Olympus TG-6, la mia prima fotocamera stagna!









lunedì 3 febbraio 2020

Cimento invernale 2020




Si parla da anni di SlowFood, SlowWine, SlowSmoke... e da oggi anche di SlowKayak!

Non ci sarebbe modo migliore per definire il 22° Cimento Invernale dell'alto Lario.
Acqua piatta, assenza di vento, temperatura fin troppo mite per i giorni della merla, lago deserto, una bella compagnia di amici, il solito ben di Dio che esce dai gavoni durante le soste  e due navigazioni: la prima caratterizzata da ville e borghi mentre la seconda dalla natura selvaggia della costa ovest del lago di Mezzola, circondati dal panorama mozzafiato della corona di monti che lo sovrastano. Il tutto percorso ad un'andatura lenta, molto lenta.

Villa La Gaeta

Quest'anno è stato per noi il primo cimento di due giorni, come si faceva "una volta".
Sbarco a Varenna
Sabato mattina il ritrovo è stato a Dervio, in 22 ci siamo imbarcati sulla sponda sud, protetti dal Tivano che ci ha fatto compagnia solo per i primi minuti di traversata mentre lasciavamo la sponda lecchese per raggiungere quella comasca ai piedi del castello di Santa Maria Rezzonico. Di li in poi, sebbene il cielo sia stato sempre completamente coperto non abbiamo più visto nè un alito di vento nè il minimo movimento di acqua.
Ci siamo messi a costeggiare in direzione Sud; punto di interesse indubbio di questo tratto di costa la maestosa Villa la Gaeta che merita qualche minuto di contemplazione, poi fino a Menaggio la strada è breve.
Da Menaggio a Varenna la traversata è lunga e noiosa, circa 1,8nm. Però tra un'occhiata a destra per ammirare la punta spartivento di Bellagio ed i Corni di Canzo sullo sfondo ed una chiacchierata tra amici tenendo sempre sotto controllo il traghetto che percorreva più o meno la nostra rotta (unica altra presenza che abbiamo trovato sul lago oltre ad un cabinato che veleggiava pigramente) è passata in fretta ed a Varenna siamo sbarcati poco a sud rispetto all'imbarcadero per la pausa pranzo.
Il rientro a Dervio è andato via liscio come il resto della navigazione.
Percorse in totale 11nm, solo un miglio in più rispetto a quanto previsto dall'organizzatore che questa volta, strano ma vero, ha correttamente misurato il percorso sulla carta.

L'indomani la classica del Cimento: ritrovo al porto di Gera Lario, risalita del Mera e giro in senso antiorario del lago di Mezzola con sosta sulla spiaggia a sud di San Fedelino. Visita al tempietto, di cui Luciano anche quest'anno custodiva la chiave, e poi rientro lungo l'impervia sponda occidentale.
Meteo ottimale con sole, acqua piatta e completa assenza di vento per un percorso di 10nm tonde (incredibile!). In acqua eravamo ben 49!

Sotto la scogliera, al sole. Sullo sfondo il Legnone


Il raduno del cimento, oltre che aprire come sempre le attività dell'anno di Sottocosta è stata anche occasione di iniziare i festeggiamenti dei 30 anni di fondazione del CK90, club che condivide con Luciano l'organizzazione di questo evento.


Link ai post degli anni precedenti:
2019
2018





Avvicinamento a Varenna


Sosta a sud di San Fedelino



venerdì 6 dicembre 2019

Winter Sea Kayak Italian Event 2019



Questo 2019 è stato per noi un anno particolare dal punto di vista canoistico. Siamo stati presenti a tutte le più importanti "Bellonate" iniziando da un Cimento invernale destinato a diventare leggenda;  per la prima volta abbiamo partecipato al Sottocosta Kayak Camp, esperienza intensa che ci ha portato a fare grandissimi progressi tecnici di cui siamo veramente felici; anche alla tradizionale notturna sull'alto Lario ci siamo guadagnati il bollino di presenza nonostante il meteo estremo abbia annullato l'evento.
Inoltre io ho preso parte anche al raduno sul ramo di Como ed a una navigazione del Concentrazioneskimokayak sul Garda.
Potevamo quindi mancare all'incontro di chiusura di questo 2019?




Siamo partiti venerdì nel pomeriggio coi kayak sull'auto destinazione Golfo dei Poeti. Le previsioni meteo non erano rassicuranti: niente vento ma mare grosso per il sabato ed al contrario per la domenica acqua più tranquilla però con forte vento e temporali dal pomeriggio. Ma del WISKIE ciò che conta è la cena del sabato sera, vera cerimonia in cui si tirano le somme dei 12 mesi precedenti e si spettegola sulle attività dell'anno successivo.
Unica variazione che Gloria ed io ci siamo concessi rispetto all'organizzazione ufficiale riguarda l'alloggio: abbiamo scelto di stare alla Scuola di Mare Santa Teresa di Lerici, luogo per cui ho una cotta adolescenziale, raggiungendo il resto del gruppo all'hotel di riferimento solo per le cene.
Dopo una notte rigenerante in una splendida stanza con vista sul golfo de La Spezia ci siamo trovati con gli altri al porto di Le Grazie. Imbarcati dopo il briefing nella tranquilla baia eravamo consapevoli che la calma piatta era solo grazie alla posizione ridossata; sul lato esposto il mare era tutt'altro che tranquillo.
Usciti dalla diga foranea ed imboccato il canale che separa la Palmaria dalla terraferma riuscivamo già a vedere, in fondo, gli alti spruzzi bianchi delle onde che si frangevano contro le rocce.
Radunati nel porticciolo di Portovenere abbiamo atteso il ritorno di Enrico che era andato in avanscoperta oltre Punta S. Pietro. "Impegnativo ma fattibile per tutti" è stato il suo verdetto, una rapida organizzazione e via nel canale verso il mare aperto. A Gloria non è stata data alternativa nonostante abbia timidamente tentato di trovare una maniera per defilarsi.
Tra la punta di Portovenere e l'estremo della Palmaria vi era un gran da fare a causa della lavatrice creata delle onde di ritorno riflesse dalle due coste; come pianificato siamo usciti dritti verso il mare aperto di qualche centinaio di metri dove l'effetto delle riflesse svaniva e rimaneva solo il su e giù dato da un'onda che da bollettino era di 1,2 metri.
Siamo restati in fondo al gruppo con Mimmo e Luciano a farci da baby sitter e devo dire che i nostri cicciottosi Prijon di cui spesso mi lamento hanno fatto egregiamente il loro lavoro non concedendoci neanche un momento di incertezza!
Raggiunta l'estremità opposta dell'isola abbiamo virato verso il versante riparato dove siamo sbarcati su una spiaggia per la pausa pranzo. Tornati in kayak dopo la sosta nuovamente rotta sul lato esposto, in acqua mossa, per il periplo di Tino e Tinetto. Impressionante vedere le onde che frangevano letteralmente addosso alla caratteristica statua della Madonna. Rispetto alla mattina siamo stati più vicino a costa per cui nonostante l'onda fosse leggermente inferiore in altezza è stata una navigazione maggiormente movimentata in quanto pagaiavamo in pieno effetto anche delle onde riflesse; il che ha fatto tornare un pesante mal di mare a Gloria. Una volta riguadagnate le calme acque interne abbiamo sfruttato qualche minuto di traino da parte di uno dei ragazzi di Portofino fino a che non si è ripresa del tutto ed abbiamo, come al solito, terminato la navigazione nelle retrovie.

La cena è stata caratterizzata dagli abituali riti e discorsi. Gradevolissima sorpresa è stata la consegna ad ogni partecipante di un libricino con la storia del WISKIE, mentre Gloria ha ricevuto da Luciano e Mimmo una rosa - forse anche questa una piccola tradizione per le ragazze che affrontano per la prima volta il mare grosso ad un raduno.

L'indomani era il giorno della tratta Marinella di Sarzana - Tellaro e ritorno.
All'imbarco eravamo pochi (circa 20 contro i 53 del giorno precedente) ed anche Gloria ha rinunciato. Visto il meteo si è optato per un giro veloce che si concludesse entro 3-4 ore senza nessuna pausa.
Tagliato il golfo -poco interessante fino a Punta Bianca- e di li navigazione sottocosta in direzione Tellaro fino a che ad un certo punto, vedendo il vento rinforzare, abbiamo fatto dietro-front.
Lentamente con sia vento che mare contro abbiamo fatto ritorno al punto di partenza dove lo sbarco è stato in una divertente zona di surf. Vista la mia agilità da ippopotamo ho optato per stappare ed estrarre le gambe a qualche metro da riva così' da potermi ritrovare in piedi col kayak ancora perpendicolare alla riva prima che l'arrivo del frangente successivo tentasse di centrifugare canoa e canoista.
L'unica foto, all'interno di Le Grazie

Il bilancio è a mio avviso assolutamente positivo. Della pizzata "pre raduno" di venerdì e dalla cena ufficiale di sabato si può solo parlar bene dato che è sempre piacevole sedersi ad un tavolo con altri canoisti che arrivano da tutta Italia, dalla Svizzera o dalla Francia. Durante l'escursione di sabato mi sono divertito davvero molto tra le onde (sospetto che su questo punto Gloria non sia d'accordo) ed anche la domenica quantomeno siamo riusciti, seppur brevemente, a fare un giretto in acqua. Gloria è andata, con la fidanzata di Michele, a fare un giro a Portovenere lasciandoci senza auto, senza cellulare, abbandonati su una spiaggia con la muta stagna. Sono tornate poco prima che chiamassimo il telefono azzurro dal bar della spiaggia, giusto in tempo per andare in trattoria con gli amici del CK90 per un veloce pranzo prima del viaggio di rientro. Ed infine sono stato veramente felice di tornare alla Scuola di Mare Santa Teresa, luogo che da solo varrebbe tutto il viaggio.

PS: non ho fatto foto per ovvi motivi. O impugnavo la pagaia o spippolavo la reflex. Bisogna meditare ad una acquisto adatto a finire sott'acqua.

Link ai post degli anni precedenti:
2017








SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...