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lunedì 27 aprile 2020

La pandemia del canoista

Luino - febbraio 2017


Oggiono in inverno
In molti hanno dato consigli su come un canoista potrebbe spendere del tempo durante l’isolamento forzato in casa. Si è parlato di manutenzione all’attrezzatura, letture, studi, visione di documentari, esercizio fisico in salotto, condivisione di esperienze in teleconferenza e pianificazione delle future navigazioni.
Tutte attività interessanti e stimolanti.
Io ne volgio proporre una noiosa, molto noiosa: la sistemazione dell’archivio fotografico.

Era uno dei "doveri" che rimandavo da troppo tempo, più o meno dal 2017. Ho dovuto mettere assieme 4 hard-disk ed un numero non ben precisato di schede SD (credo di averne in giro ancora qualcuna non censita nascosta in qualche zaino)… era una faccenda davvero necessaria.

Ho continuato il lavoro secondo un modello logico con cui anni fa avevo iniziato l’archivio e ne sto anche approfittando, visto che il tempo libero non manca, per aprire ogni cartella e fare pazientemente pulizia dei file che – obiettivamente – non ha senso tenere. Attualmente sono a circa metà dell’opera; la mole di immagini a cui sto lavorando in questi giorni non riguarda solo le uscite in kayak ma c’è praticamente di tutto.
Sto così liberando parecchi Gb di spazio, preziosi per chi ha una macchina che permette di avere file RAW, ed al contempo dando all’archivio un ordine che permetterà in futuro di recuperare facilmente le immagini in caso siano necessarie.
Sto anche pensando di acquistare altri hard disk o dello spazio in cloud per avere una seconda copia delle mie foto vista la non completa affidabilità di questi supporti nel lungo tempo.

Tombolo della Giannella visto dall'alto il giorno prima di fare il periplo dell'Argentario




C'è però un risvolto ad allietare questo duro compito. Aprendo le cartelle e facendo una carrellata delle singole immagini per decidere cosa tenere e cosa eliminare non è raro imbattersi in qualcosa che inizialmente non ci aveva colpito e che avevamo messo da parte.

Ecco qui, in questa pagina del blog, qualcuno di quegli scatti… con la speranza di poter tornare presto in acqua!


Avvicinamento a San Vigilio - Garda durante l'ultimo Concentrazioneskimokayak




giovedì 22 marzo 2018

Pagaia e Fotografia @ CFI



Il Circolo Fotografico di Inverigo è per me il tempio della Fotografia (quella con la F maiuscola).
In questo ambiente -in un solo anno- ho imparato molto partecipando a corsi, serate a tema, workshop e progetti fotografici. Un ambiente che è un vero punto di riferimento culturare, artistico e tecnico riguardo a tutto ciò che gira attorno alla fotografia.
Ho assistito a qualche serata con ospiti dove fotografi della zona più o meno noti sono venuti a presentare i loro lavori. Serate sempre interessanti o per l'alto contenuto tecnico o per la grande espressività artistica dell'opera; motivo per cui sono rimasto piuttosto colpito quando mi è stato chiesto di presentare in una serata la fotografia in kayak.

Pagaia e fotografia non sono certo un'accoppiata nuova. Moltissimi kayaker sono fotoamatori e molti producono immagini spettacolari sfruttando proprio il particolare punto di vista della natura che si ha da una canoa: prova di questo è che i vari social network, da quelli di massa tipo Facebook a quelli più prettamente fotografici tipo Flickr, sono pieni di gruppi dedicati a questo binomio. 

Ho passato giorni a pensare come strutturare la serata. Portare un portfolio cercando un filo conduttore (come ho fatto per la minimostra sul Lario in inverno che ho avuto modo di esporre sempre grazie al circolo) avrebbe avuto poco senso ed avevo paura potesse risultare noioso. Parlare di tecnica fotografica sarebbe stato quantomeno ridicolo.
L'introduzione di Giovanni Bartesaghi, presidende del CFI
Partendo dal presupposto che le mie immagini sono delle semplici foto-ricordo di uscite in kayak che nulla hanno di artistico e neanche hanno bisogno di particolari procedimenti per la realizzazione ho pensato ad una presentazione in cui il filo logico sarebbe stato quello dell'attrezzatura. Presentando il tipo di fotocamera utilizzata -elencandone pregi e difetti- con a seguito una piccola serie di foto scattate con quello strumento avrei avuto modo di scaglionare varie immagini di posti diversi pur mantenendo una linea guida.
All'inizio è stata doverosa una breve introduzione: due parole per spiegare cos'è il kayak da mare, da dove arriva e quali sono le enormi potenzialità di questo fantastico natante. Poi mostrando foto scattate prima con un'action cam, con una compatta, con un cellulare e con la reflex ho ripercorso a tappe la mia avventura canoistico-fotografica ed avuto modo di parlare di posti che ho esplorato in kayak e di cui mi sono innamorato, di bivacchi in spiaggia e di aneddoti legati ad alcuni raduni ed alla "vita da kayaker".
Una specie di mia personalissima evoluzione in cui col presupposto di spiegare le motivazioni che mi hanno portato a sentire l'esigenza di avere un minimo di conoscenze riguardo la composizione, una macchina fotografica di un certo livello e qualche conoscenza tecnica per poterla sfruttare al meglio sono arrivato a raccontare le motivazioni che mi hanno portato dal pozzetto del mio Prijon a bussare alle porte del circolo fotografico.

Non mi posso definire un fotoamatore nel senso stretto ma più un "fotoamatore di seconda mano" visto che non mi interessa la fotografia in quanto tale ma sono arrivato in questo mondo sentendo l'esigenza di aumentare la qualità delle immagini che scattavo; perché fondamentalmente per me uno scatto è ben riuscito quando riesce a trasmettere le emozioni che ha sentito chi l'ha prodotto, la fotografia è per me un mezzo di comunicazione e non il fine ultimo.
Spero quindi in questa serata di essere riuscito a trasmettere la bellezza dell'esplorare posti vicini e lontani impugnando una pagaia... e magari anche un qualsiasi tipo di macchina fotografica.

L'immagine di chiusura: i saluti mandati al Circolo dal periplo dell'Argentario 

Link alle pagine del Circolo Fotografico Inverigo:
SITO WEB
INSTAGRAM
FLICKR


EDIT

L'articolo uscito sul Giornale di Erba in seguito a questa serata:

Giornale di Erba, Sabato 31/03/2018


venerdì 10 novembre 2017

Invernali sul Lario - MiniMostra fotografica ad Inverigo (CO)



Qualche mese fa mi sono avvicinato alla fotografia spinto principalmente dall'insoddisfazione che avevo ed ho tutt'ora riguardando le foto scattate in kayak, in montagna o nei viaggi.
Sono entrato così nel Circolo Fotografico di Inverigo dove ho trovato un ambiente amichevole oltre che una culla ideale per sviluppare tecnica ed occhio.

I soci del circolo spesso espongono i loro lavori in alcuni locali della zona (bar, biblioteche, sale civiche comunali,...) che si prestano ad ospitare temporaneamente delle stampe sulle proprie pareti.
Credo che in quell'associazione di fotoamatori non siano  troppo consci delle mie capacità tecniche e doti artistiche, tant'è che qualche settimana fa mi è stato chiesto se avessi del materiale da proporre.
Non ho la bacchetta magica per improvvisarmi artista ed inventarmi un portfolio degno di tale nome ma posso tentare di mostrare quanto sia meraviglioso esplorare laghi e mari a bordo di un kayak.

Inizialmente ho pensato di prendere come tema il delta del Po: luogo di cui mi sono innamorato durante il trekking di sei giorni la scorsa estate ma tra le cui foto non ho trovato praticamente nulla di esponibile. Ho solo uno scatto buono di quella settimana, tra l'altro fatto da Gloria. Spero di riuscire a tornare parecchie volte in quell'angolino di Italia ignorato da molti e di accumulare materiale buono nel caso in cui, tra qualche anno, abbia ancora l'opportunità di raccontare con immagini il mondo del kayak.

Ho ripiegato quindi su un altro tema: "Pagaiando sul freddo Lario". Una raccolta di immagini scattate sul Lago di Como e sui laghetti limitrofi in autunno inoltrato od inverno (tra Novembre e Gennaio).
Spero di riuscire a trasmettere a chi vedrà queste 10 stampe in formato 30x20 una minima parte delle emozioni che si provano in kayak.

Questo il testo che ho lasciato a descrizione delle foto:

"Quando l’estate è solo un ricordo e le giornate diventano sempre più corte e fredde il lago si svuota dai diportisti e turisti che lo invadono nella bella stagione.

L’autunno e l’inverno sono le stagioni in cui il Lario è più affascinante.

Nelle primissime ore della mattina si naviga in un’atmosfera surreale, spesso avvolti dalla nebbia che confonde i punti di riferimento. Sembra di scivolare sull’acqua sospesi in un mondo magico a metà strada tra il fiabesco e lo spettrale.

Poi, quando il tiepido sole dirada la foschia tutto il paesaggio appare più nitido, si può godere della vista dei monti innevati, degli alberi che prima si colorano delle calde tinte autunnali e nei mesi più freddi si spogliano completamente lasciando solo una fitta trama di rami da cui quasi dubiti possa di nuovo risorgere la vita a primavera.

Si incrocia la rotta solo di pochi pescatori, pochissimi traghetti, qualche velista e pochi altri canoisti.
Il silenzio regna sovrano, l’acqua è quasi sempre piatta come se anche lei partecipasse al generale torpore che la circonda.
L’intimo legame tra uomo ed elementi che solo un kayaker conosce in questa atmosfera viene esaltato al massimo.
In queste giornate la sera arriva presto, assieme al freddo pungente accentuato dalla Breva. La stessa poesia dei primi raggi di sole la si può ritrovare al tramonto in un ciclico alternarsi di giorni e mesi fino a che questa specie di letargo cesserà con l’arrivo della primavera; il calore farà esplodere la natura di nuova vita ed il lago tornerà a ripopolarsi di fiori, animali e turisti chiassosi.
Noi saremo comunque qui, a pagaiare sul lago in ogni sua fase ed in ogni stagione.
Sarà ugualmente bello, il Lario regala sempre forti emozioni, ma solo chi osa esplorarlo e viverlo anche nei suoi giorni più freddi ne conosce a fondo la magia."

Ho inserito anche un collage di piccole foto formato 10x10 in stile vecchie istantanee dal titolo "Fibra di carbonio e ghiaccio" che vuole essere una specie di reportage o backstage di questo progetto: una scattata ai due Prijon Touryak adagiati sulla spiaggia del tempietto di S. Fedelino ricoperta di neve a ed alcune foto di dettagli di kayak ed attrezzatura ricoperti da ghiaccio e brina.
Questa la descrizione che si trova su questa composizione:
"Il kayak da mare è uno sport adatto a tutti. In una giornata estiva dal meteo perfetto, scegliendo un percorso non impegnativo e privo di pericoli, anche chi è alle primissime esperienze può facilmente ricavare grandi soddisfazioni da una pagaiata.D'inverno però è bene imbarcarsi solo se si ha un po' di esperienza, pianificare con cura le escursioni più lunghe ed articolate oltre che essere ben equipaggiati; specialmente quando si esce in solitaria e non si può contare sull'aiuto del gruppo in caso di imprevisti.Anche in pieno inverno - con temperature notturne che scendono ben sotto lo zero - è possibile trovare un ristretto gruppo di folli che affrontano piccoli "trekking nautici". Caricare nei gavoni tenda e viveri per passare due o più giorni completamente immersi nella natura è la quintessenza del kayak escursionistico. Bisogna solo fare i conti con parecchi strati di abbigliamento tecnico, cibo e bevande ridotti a ghiaccioli e le mute stagne che la mattina saranno congelate."

Sono ben consapevole che questa mia piccola raccolta, ottenuta spulciando gli archivi delle foto di escursioni vecchie di un anno o due, sia creata da immagini con delle pecche sia dal punto di vista tecnico che compositivo e comunicativo.
Mentre i soci del Circolo Fotografico di Inverigo partecipano a concorsi ottenendo spesso ottimi risultati io, di fatto, posso solo proporre una selezione di foto ricordo di gite al lago.
Con queste stampe non spero certo di far restare a bocca aperta nessun appassionato di fotografia; il mio obiettivo è quello di catturare per qualche istante lo sguardo di chi passa dal bar nella speranza di fargli pensare "ma che bello deve essere andare in canoa!".

La MiniMostra è stata allestita oggi presso il Bar Cooperativa di Eleonora Colombo, via Luigi Cadorna 6 - Inverigo (CO) e rimarrà visibile per circa un mese.


Link alle pagine del Circolo Fotografico Inverigo:
FLICKR


EDIT giu2018: La minimostra, con qualche piccola modifica grazie agli scatti dell'ultimo inverno, sarà esposta sabato 23 giugno dalle 18.30 alle 24.00 a Cremnago di Inverigo nel contesto della manifestazione "Calici sotto le stelle".
Oltre alle mie foto si potranno vedere anche minimostre di altri soci del Circolo Fotografico Inverigo:
Elio Pozzoli, Giovanni Bartesaghi, Lino Fratter e Pierluigi Pagliardi.

EDIT set2018: Una rielaborazione della minimostra rimarrà esposta per oltre un mese presso la biblioteca del comune di Lurago d'Erba in occasione della rassegna si serate dal titolo "ON THE ROAD 2018" che abbiamo avuto il piacere di aprire giovedì 6 settebre parlando appunto di kayak.

SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...