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mercoledì 25 agosto 2021

Un roll finito male

 



Da qualche tempo ho preso il vizio di andare nel tardo pomeriggio al CK90 con lo scopo di passare un paio d'ore in acqua a fare roll, appoggi o altri giochi che mi consentano di combattere la calura estiva nelle fresche acque del Lario.

Ieri sera ho incontrato Paolo che assieme a Felice era impegnato in un corso alle nuove leve del sodalizio e mi ha concesso un giro prova sul suo NDK Explorer nuovo di pacca. Successivamente, tornati di fronte alla sede Gallavesa  ho ripreso le mie solite pirolette col Pace.

Al terzo roll, dopo aver passato qualche secondo a rilassarmi in appoggio alto il patatrac. Si è spezzata di netto la mia cara Avatak Terranova. L'ho sentita sfibrasi proprio all'altezza del palmo della mano.

Storia triste... mi toccherà andare al camp di Sottocosta  con un'europea.

venerdì 24 agosto 2018

portapagaia "made in nonna"



L'accessorio che ci voleva per togliere le pagaie dalla fastidiosa posizione in mezzo ai sedili quando si viaggia in auto.
Due portapagaie in tessuto resistente per proteggerle dai segni delle cinghie a cricchetto necessarie per assicurarle alle barre portatutto sul tetto dell'auto.

Richieste alla mia sarta di fiducia martedì ed ultimate oggi, giusto in tempo per partire per l'isola di Krk e, sulla strada del ritorno, partecipare al canoaraduno di Iseo.


Due sacche su misura: una per la mia groenlandese ed una per l'europea di Gloria!




martedì 23 agosto 2016

Manutenzione pagaia groenlandese

Lo so, solitamente è un'operazione che si fa dopo anni e anni di utilizzo ma il mio talento di far danni è noto ed io, previdente, avevo chiesto a Sergio di Avatak come "mettere le mani" sulla pagaia in caso di necessità.

Eh si, la mia bella Avatak è rimasta segnata da traumi subito al suo battesimo; alla prima uscita a Moneglia con un piccolo incidente in grotta e poi l'uso scellerato che ne ho fatto sul delta del Po sicuramente non le ha giovato.
In particolare il primo evento ha lasciato degli evidenti "morsi" ed il secondo ha avuto un'effetto abrasivo sulla finitura del dorso delle pale con, in alcuni punti, dei pezzi in cui il legno sembrava ingrigito ed opacizzato (segno che la vernice protettiva era del tutto stata rimossa).

Così, per non rischiare che -seppur in piccoli punti- l'acqua arrivasse ad intaccare il legno ho deciso di intervenire in maniera prematura rispetto alle previsioni.


Dopo l'ultima gita al lago di Pusiano ho approfittato del sole di agosto per lasciare qualche giorno la pagaia ad asciugare sul balcone... giusto per esser sicuro che se anche qualche molecola d'acqua è riuscita ad impregnare il legno sia evaporata prima di intervenire.

Ieri ho scartavetrato tutta la superficie con carta vetrata grana 180 ed ho poi rimosso accuratamente tutta la polvere con aria compressa seguita da una passata di panno asciutto.
Disposta poi la pagaia su due cavalletti appoggiandola sulle protezioni in vetroresina ho dato la prima mano di finitura satinata per esterni ed ho atteso fino ad oggi per dare la seconda, ed ultima, mano di vernice.

Ora avrà
qualche giorno di riposo per una completa asciugatura... ma non troppi: sabato si va al raduno sul Sebino e non ho la minima intenzione di lasciarla a casa!

domenica 5 giugno 2016

La mia nuova pagaia

La pagaia è lo strumento con il quale si imprime  movimento ad una piccola imbarcazione.

Uno strumento tanto efficiente quanto sterile se pensiamo ad una pagaia “europea” o “moderna” costruita in carbonio ed altri materiali compositi ultra-moderni ed in cui lo studio che c'è dietro le sue forme è stato fine e curato quanto lo è quello di un'automobile da corsa.

All'estremo opposto troviamo le groenlandesi in legno. Non sono state studiate da ingegneri al pc ne tanto meno sono fatte in laboratori che lavorano materiali degni di una ditta aerospaziale. La loro forma è stata sviluppata dagli inuit in secoli (o forse millenni) di utilizzo in mare; loro le costruivano con i tronchi ed i rami che il mare gli donava, legni che arrivavano da chissà dove e che venivano sapientemente intagliati e lavorati a mano con strumenti semplici. Ognuno ha le sue preferenze, sia sulla tipologia che sui materiali, ma nessuno è immune al fascino di un bell'oggetto in legno fatto a mano.
Se non siete inuit ma siete europei, e magari avete la fortuna di abitare vicino ad un bravo artigiano del legno appassionato di kayak, potete concedervi un gran lusso: avere come pagaia un bell'oggetto;

una vera e propria piccola opera d'arte come può esserlo solo il frutto del lavoro e della passione di un piccolo artigiano che ama il suo lavoro.

Domenica siamo stati in una valle del varesotto, a casa di Sergio. Lui produce le pagaie a marchio Avatak. Gloria aveva deciso di regalarmi una sua creazione e mi ha detto di scegliere quella che volevo.
Sergio si definisce falegname ma in realtà il suo lavoro è qualcosa di più:
Con le diverse essenze si diverte a giocare per ottenere risultati diversi in termini di flessibilità e robustezza. Le Avatak sono costruite con ben 11 inserti di legni diversi avendo cura di utilizzare legni leggeri e flessibili per le parti centrali e legni più duri e resistenti per quelle più soggette ad urti ed usura. Gli accostamenti cromatici tra le varie essenze sono quasi sempre azzeccati al punto da far invidia al lavoro di un'ebanista; c'è da meravigliarsi del fatto che molti le vogliano verniciate in nero.

Dopo aver maneggiato qualche pagaia ed averne viste e toccate altrettante in vari stadi di lavorazione mi sono innamorato di quella dalla forma più semplice (che lui chiama “Terranova”)  che riposava su due cavalletti assieme ad altre sue simili dopo aver ricevuto l'ultima mano di protettivo trasparente. E' stato un piacere anche ascoltare le caratteristiche delle varie essenze utilizzate:
Abete rosso per l'anima che corre per tutta la lunghezza, Cedro rosso  e DiFou per le pale , Teak per il manico. La mia Terranova è lunga 234cm e pesa 947g.
Per ora riposa infilata nel pozzetto del kayak...ma come il proprietario non vede l'ora di andare in acqua!

http://www.avatakpagaie.com

SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...