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lunedì 22 giugno 2026

SottocostaKayakCamp - Argentario 2026


 Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp.

La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (specie i tecnici) hanno a cuore. L’Argentario, con base al camping Feniglia. Qui molti istruttori hanno preso i loro brevetti. Una località strategica; trovandosi in centro Italia viene favorita la partecipazione di tutti dal Trentino alla Puglia. Non mancano paesaggi mozzafiato lungo le sue scogliere variegate, con la Maremma alle spalle e l’unicità della laguna di Orbetello. E poi c’è il tombolo della Feniglia, con il suo spiaggione di sabbia finissima ed il fondale basso che, esposto al frequente Scirocco, offre una perfetta palestra per lanciare il proprio kayak in magnifiche sessioni di surf.
Qui si era già svolto un Camp. Fu un’edizione un po’ particolare nel 2021 in piena pandemia. Ma io lo ricordo come il primo Camp di Matteo, la prima vacanza in 3.

Non nascondo il fatto che ultimamente il mio morale è un po’ basso. Ad un certo punto, nei mesi scorsi, ho addirittura ghostato per lungo tempo le attività di Sottocosta, compresa l’organizzazione del Camp. L’idea, ad un certo punto, era quella di non partecipare.
La macchina organizzativa è andata ovviamente avanti in maniera più che brillante. Quando tutti sono utili ma nessuno è indispensabile significa che la squadra funziona veramente.
Alla fine sono risalito a bordo anche se con l’intenzione di entrare in modalità “risparmio energetico”.

Alla fine sono arrivato in Feniglia dopo le ultime settimane di messa a punto in videoconferenza con organizzatori e tecnici. Presenti anche Gloria coi bambini e la nonna per ulteriore supporto.


Grotta Azzurra

Punta Avoltore



Come sono andate in generale le attività lo si può leggere sul blog dedicato https://www.sottocostakayakcamp.it/  seguendo la categoria “Argentario 2026”.


Per quanto mi riguarda devo dire di averci messo ben tre giorni per iniziare ad entrare in uno stato mentale che somigliasse anche solo lontanamente alla “modalità camp”. Questo mi ha fatto perdere le giornate con un bello swell, quelle consdizioni che sogno la notte e che spero di trovare ogni volta che mi infilo il kayak in acqua salata.

Martedì sera mi è finalmente apparso il desiderio di andare in acqua. Solitamente sfrutto il Camp per confrontarmi con tecnici che stimo ma che ho rare opportunità di vedere al lavoro.
Ero però perfettamente consapevole di arrivare da due anni di scarsa pratica che mi hanno tolto quella disinvoltura in kayak che tanto vorrei recuperare. Per questo ho preferito giocare in casa, affiancandomi agli Enzi, per due giorni di tranquille attività didattiche a livello SK1 ed SK2. Sentirmi al sicuro con due figure con cui mi trovo molto a mio agio mi ha aiutato a riprendere un minimo di confidenza con il kayak e la pagaia assieme agli iscritti ai workshop.


E così, da un punto di vista canoistico in maniera molto soft, sono passati anche martedì e mercoledì.

Per il giovedì non ho preso impegni. Al Camp c’erano anche Mery e Luca con i figli.
Loro hanno fatto la scelta di iscriversi come tecnici non attivi, anche se poi hanno dato non poco aiuto al team in giornate in cui guide ed istruttori scarseggiavano.
Avevamo portato i kayak da bambino ed abbiamo dedicato l’intera giornata a loro.
Si sono fatti giochi con kayak e pagaie, poi  una breve navigazione a rimorchio nella baia che precede Cala Galera con Margherita e Matteo a rimorchio. Un bel trenino di 3 kayak che serpeggiava curiosando tra i gruppi impegnati ad imparare il roll.

In acqua la mattina, poi pranzo e meritata pausa pisolino, e di nuovo in acqua anche nel tardo pomeriggio.
E’ stata una giornata fantastica!


2 kayak + 2 pagaie = Katamarano

Margherita in modalità istruttrice
con un allievo molto difficle!

Trenino di kayak in navigazione!


Fun!
(foto Mery P.)



Per il venerdì, ultimo giorno di Camp, ho deciso di proporre una navigazione.
Fortunatamente ho convinto Luca Beltrame (detto IlagaLuke) a guidarla con me,  non mi sarei sentito a mio agio a gestirla da solo.

Eravamo in 10, mare calmo. Siamo andati fino a Punta Avoltore e, sulla strada del ritorno, siamo sbarcati su due minuscole spiaggette formate da piccole sfere rocciose di tutti i colori.
8nm in tutto, forse anche qualcosa meno. L’unica navigazione che ho fatto.




A parte le poche attività in acqua a cui ho preso parte sono stato piuttosto defilato. Ho giusto dato una piccola mano a gestire la parte burocratica riguardo la compilazione dei piani di navigazione da mandare in capitaneria.
Non sono stato molto socievole. Sulla strada del ritorno mi sono reso conto del fatto che tra i partecipanti c’erano molti amici che non ho neanche visto.
In compenso però con Gloria ed i bambini abbiamo fatto qualche giretto in bicicletta lungo i bellissimi sentieri interni alla Feniglia, ad Ansedonia ed attorno alla laguna di Levante. Anche alla cena finale, con la scusa di mettere i bimbi a letto, ho abbandonato il gruppo prima del dolce.


Come sempre appena dopo la chiusura del Camp ci si mette in pista per tirare le somme in vista dell’inizio dei lavori per il camp successivo. Da qui al prossimo però ci sarà anche la scadenza di mandato del Consiglio Direttivo e l’assemblea elettiva.
Vedremo quale strada ci riserverà il futuro.

 




Link ai post degli anni precedenti:

-Sottocosta Kayak Camp 2025 - Arzachena

-Sottocosta Kayak Camp 2024 - Maratea

-Sottocosta Kayak Camp 2023 - Gargano

-Sottocosta Kayak Camp 2021 - Argentario

-Sottocosta Kayak Camp 2019 - Gargano

lunedì 22 dicembre 2025

WISKIE 2025, una nota a margine

I DIRITTI NATURALI DEI BAMBINI

C'è stato un aspetto di questo WISKIE a cui forse pochi hanno dato peso, ma che per altri è stato fonte di emozione e riflessione.

Sabato abbiamo condiviso l'imbarco (a dir la verità è casa loro, per cui gli abbiamo invaso lo scivolo d'alaggio) con tre bambini che hanno preso il mare su due barchette a vela Bic O'pen.
Il mondo della vela e quello del kayak da mare si incrociano spesso; ci accomuna una visione del mare in cui al centro c'è l'ambiente e non l'uomo.
Vedere due equipaggi in cui il bimbo più grande (ad occhio un dodicenne) spiegava ai più piccoli come gestire la vela ed il timone per uscire dal porto di Le Grazie con il poco vento che c'era mi ha stimolato alcuni pensieri.
Tra le altre cose mi è tornato in mente un fogliettino di carta consegnatoci pochi giorni prima dal Punto Giochi che frequenta Federico, e che ha frequentato Matteo. Un manifesto su cui si è basato il progetto educativo di quest'anno e che riporta - tra le altre cose - il diritto a vivere il selvaggio; ascoltare il rumore del vento o dell'acqua; ammirare l'alba, il tramonto, la luna e le stelle; riconoscere i profumi offerti dalla natura;...
tutte cose banali, scontate e forse poco interessanti per gli adulti, i quali hanno costruito una società che allontana sempre più da questo.

"I diritti naturali dei bimbi" di Gianfranco Zavalloni


Forse da loro dovremmo imparare qualcosa. I bimbi abituati a vivere la natura hanno chiaro in testa un futuro che noi non riusciamo nemmeno ad immaginare. Ho invidiato loro, e soprattutto avrei voluto complimentarmi con i loro genitori.

Alla fine di questi pensieri ho scoperto che la canoa e la vela, sono solo strumenti per rimanere bambini.


Questo post è stato pubblicato "a caldo" sui miei social il giorno dopo la chiusura del WISKIE. Ma ho pensato di riportarlo anche qui... dove possa essere ripreso più facilmente anche in futuro.

giovedì 11 dicembre 2025

Winter Sea Kayak Italian Event 2025

grotta di Byron

 Quest’anno il WISKIE si è fatto in grande!

L’evento è coinciso con l’aggiornamento dei tecnici FICK mare; ci siamo trovati in acqua a Portovenere venerdì 28 novembre per una giornata di confronto successiva a due incontri on-line riguardanti argomenti inerenti la formazione Pagaia Azzurra nelle discipline SK e TK.

E’ stata veramente una bellissima occasione. Ci siamo divisi in gruppi il più eterogenei possibili ed abbiamo esaminato 4 manovre discutendone i focus didattici più appropriati per i livelli 1 e 2.

Al di là degli aspetti puramente tecnici, sempre interessanti, è stato utile soprattutto il confronto con differenti approcci all’insegnamento.

Portovenere

Sabato 29 e domenica 30 c’è stato il WISKIE. Edizione da record? Non saprei, bisognerebbe consultare gli archivi storici di Luciano. Di certo 73 partecipanti non sono pochi! Partecipazione numerosa favorita anche da condizioni metro più che perfette.

Sabato la consueta navigazione del Winter Sea Kayak Italian Event. Imbarco a Le Grazie, si costeggia fino a Portovenere ed alla baia di Byron, poi Palmaria, Tino e Tinetto costeggiati a ponente; immancabile foto ricordo alla Madonnina e rientro costeggiando le isole a levante con pausa pranzo al sacco alla spiaggia dei gabbiani sulla Palmaria. Rientro a Le Grazie entro le 16:00 perchè Riccardo Balzarotti, assessore alla cultura del comune di Portovenere, ormai da qualche anno ci aspetta con un pentolone di Vin Brulè fumante ed un pezzo di focaccia.

In acqua eravamo più di 50.

Stella Maris, isola del Tinetto

isola del Tino ed il suo faro

Alpi Apuane sullo sfondo


La sera cena di fine anno all’hotel che fa da base all'evento. E qui una grossa novità.

Non eravamo all’hotel Ala Bianca. Ai nuovi di questo mondo la cosa vorrà dire poco… ma i più anziani sanno che questo è un piccolo tradimento alla memoria di Luciano, storico organizzatore del WISKIE e di moltissimi altri eventi. Il WISKIE è sempre stato all’Ala Bianca fin dalla sua prima edizione. Nel 2019 ai partecipanti è stato donato un libricino, che conservo con affetto, con la storia di questo evento. In una paginetta, intitolata proprio “ma perché sempre all’Ala Bianca?”, Luciano ha voluto ribadire che quel posto era, per lui, indissolubilmente legato al WISKIE.

Ed è stato così fino allo scorso anno, quando il WISKIE lo ha iniziato ad organizzare Luciano, ma alla fine lo abbiamo trasformato nel primo “memorial ElleBi”.

La base di quest’anno è stata scelta per evitare i continui trasferimenti in auto necessari tenendo come base l’Ala Bianca. Con un hotel a Le Grazie, letteralmente a due passi dall’imbarco e dal parcheggio che l’amministrazione comunale ci mette a disposizione, si arriva e si scarica l’auto al venerdì e poi non la si muove più fino a domenica sera quando è ora di tornare a casa.

Sembra che questa decisione abbia avuto riscontri favorevoli dalla totalità dei presenti; sono sicuro che Luciano ci perdonerà per questo piccolo dispetto.

Castello di Lerici

Il cambio della base si è portato dietro un cambio anche nella navigazione della domenica. Meta sempre le scogliere nei dintorni di Tellaro, questa volta però raggiunte da Le Grazie piuttosto che da Bocca di Magra. Abbiamo quindi attraversato il Golfo dei Poeti lungo la diga foranea fino a Santa Teresa, percorso l’insenatura di Lerici con il suo castello e ci siamo soffermati parecchio nella cala di Maramozza che offre paesaggi a tratti fiabeschi. Pausa pranzo su una spiaggia che in altre stagioni sarebbe impraticabile e rientro per la stessa strada. Siamo solo passati esternamente alla diga soffermandoci un attimo sul relitto della nave Margaret. Sono attrazioni queste che attirano l’attenzione e la curiosità di molti, ma che in me provocano una certa inquietudine. Questa volta il gruppo è stato di 36 kayaker.

cala Maramozza

il relitto della Margaret

Il WISKIE è sempre un momento particolare; l’evento che chiude l’anno. Si tirano le somme di quanto si è fatto a livello personale e – soprattutto- come associazione. A livello personale posso dire di aver fatto poco e tanto. Poco perché ho pagaiato davvero pochissimo, tanto perché è stato l’anno del corso istruttori (ma di questo parlerò più avanti…).

A livello di associazione invece è stato un anno importante, c’è stata una convenzione con la Federazione che ha ufficializzato la posizione chiave che da anni ormai Sottocosta ha nella formazione dei suoi tecnici marini. C’è stato un CAMP che è stato fantastico, anche se ha raccolto non poche critiche. Si stanno mettendo in moto dei meccanismi che – si spera – ci porteranno a migliorare alcuni aspetti che ad oggi ancora necessitano di una approfondita revisione e messa a punto.

Il 2026 si prevede un anno intenso per Sottocosta. Ci sarà da lavorare!


LINK AI POST DEGLI ANNI PRECEDENTI:


2024

2022

2019

2017


sabato 28 giugno 2025

SottocostaKayakCamp - Arzachena 2025


 La scorsa settimana c'è stato il SottocostaKayakCamp 2025. 

Dopo il “botto” dello scorso anno, con i suoi 170 partecipanti, eravamo ben consci che ritornare ad una versione più classica (più “fatta in casa tra amici”) avrebbe significato raccogliere un numero di adesioni minori. Non è mancata qualche lamentela da parte di qualcuno che avrebbe voluto un “Maratea bis”.

Pochi sanno quanto è costato il Camp di Maratea in termini di tempo dedicatogli dagli organizzatori a partire da ottobre degli anni precedenti. I più attenti invece, dopo aver visionato i bilanci dell’associazione, si saranno accorti di quanto è costato anche in termini economici con grandi esborsi fatti soprattutto sul lato comunicazione.

Il SottocostaKayakCamp 2025 poi è stato in Sardegna, solo da li erano arrivate proposte.

Ed anche questo non ha favorito le partecipazioni, anche se devo dire alla fine che - escluso Maratea- i numeri del Camp si sono sempre assestati tra le 100 e le 120 persone “in continente”, considerando la scelta della Sardegna e della località in costa Smeralda con villaggio a 4 stelle non proprio economicissimo, a mio avviso non ci si può lamentare degli 88 partecipanti.

Come è andato giorno per giorno lo si può leggere sul blog dedicato all’evento, selezionando il tag “ARZACHENA 2025”

Dal mio punto di vista devo dire di non aver concluso molto. Vado, per un motivo o per l’altro, sempre più lontano dal vivere il Camp intensamente come nella mia prima partecipazione del 2019. E questo un po’ mi dispiace. Mi dispiace non poter sfruttare tutte quelle possibilità di crescita che solo il Camp mette a disposizione; così come mi dispiace macinare km ed ore di viaggio per navigare poco lasciando gran parte delle coste nel raggio d’azione delle attività da me inesplorate. Ed in più, come ulteriore aggravante, da laghèe quando mi capita di andare al mare vivo con sofferenza ogni minuto che passo fuori dal kayak con lo sconforto tipico delle occasioni sprecate…


Ma sono tornato a casa con soddisfazioni sotto altri punti di vista.

Matteo è andato per la prima volta in kayak!

Il prossimo mese compirà 4 anni ed è ormai un veterano del SottocostaKayakCamp, con già 3 presenze a curriculum. C’era all’Argentario 2021, aveva compiuto 2 mesi di vita il giorno prima della partenza; poi al Gargano 2023… ma non ha mai voluto usare il kayak, sebbene sia abituato ad uscire sul lago in canoa canadese.

Questa volta ha voluto uscire dalla confort-zone dello stare sulla stessa barca (canoa canadese) con papà e provare l’esperienza del kayak da mare.

Diciamo che c’è stato bisogno di girarci attorno un po’. Prima di partire l’ho portato a Vercurago con la scusa di caricare il mio kayak; abbiamo contemplato un po’ i kayakkini da bimbo, constatando quanto era bello e del tutto simile a quello di papà. Alla fine ha chiesto lui di caricarlo.

Anche arrivati in Sardegna, la settimana prima del Camp, sono passati giorni prima che chiedesse di metterlo in acqua. Ma una volta fatto il primo passo è stato tutto in discesa.

Il primo approccio è stato in acqua con mamma e papà in piedi di fianco a riva. Un kayak usato a mo' di ciambella.


Al secondo tentativo, dopo qualche giorno, abbiamo osato decisamente di più: il giro della baia con la marina di Isuledda. Sicuramente a molto è anche servito vedere i figli di Giovanni pagaiare con disinvoltura. A rimorchio siamo arrivati alla punta con gli scogli che delimitano la baia, e ci siamo avvicinati a curiosare tra gli scafi di alcune barche a vela ancorate in rada.

Sono arrivati anche alcuni treni di onde causate dal passaggio di barconi turistici, Matteo non ha mostrato il minimo disagio. Tornato in spiaggia ha raccontato il tutto alla mamma con la tipica esagerazione dei vecchi lupi di mare: così quelle ondine sono diventate addirittura GIGANTESCHE!!!

Sono riuscito a fare anche un bel video come ricordo:


Venerdì, ultimo giorno, grande navigazione. Sempre a rimorchio siamo partiti in direzione Cannigione, usciti dalla baia lunga traversata di 300m per raggiungere l’isolotto dei fichi d’india. Ci siamo anche fermati per lasciar passare un battello carico di turisti; agli occhi di Matteo, piccolo nel suo minuscolo kayak da mare, sembrava una grande nave. Raggiunta l’isola ci siamo zatterati lateralmente ed - in silenzio (per quanto possibile con un bimbo euforico)- ne abbiamo effettuato il periplo. Abbiamo ammirato i pulli dei gabbiani intenti nelle prime prove di volo e visto  la famosa scultura moderna dedicata a San Giovanni Battista (patrono di Cannigione), scivolando su un’acqua trasparente che lasciava vedere nel basso fondo dei bellissimi prati di posidonia.

Vista la situazione di assoluta tranquillità e la positività di Matteo, per il rientro sulla costa abbiamo fatto una traversata meno diretta, puntando la spiaggia di La Conia per goderci anche il pezzettino di scogliera che la separava dalla nostra baietta.

Alla fine abbiamo percorso ben 1 miglio nautico. Sembrerà una navigazione banale… ma è stata la più impegnativa ed emozionante spedizione che abbia mai guidato (e pagaiato)!
Rientrati in spiaggia anche Federico ha provato a sedersi nel pozzetto con il kayak in acqua. E' rimasto un po' perplesso... ma tendenzialmente se vede Matteo fare qualcosa, lui lo deve imitare.




Per il resto durante il camp ho preso parte ad una bella uscita di gruppo, con tutti i partecipanti, al primo giorno. Abbiamo deciso di aprire così questa edizione, in maniera un po’ anomala. Le ragioni sono spiegate nel blog del primo giorno.

Nel secondo e terzo giorno ho assistito alcuni istruttori in uscite didattiche di mezza giornata, nelle acque riparate del golfo di Cannigione.

Ho preso parte solo ad una vera navigazione nella giornata di giovedì: verso Capo d’Orso, poi la Maddalena ed infine risalendo il versante nord di Caprera fino a cala Napoletana.  Nel viaggio di rientro sono andato fuori di testa nell’attraversare i giardini di roccia tra Cala Garibaldi ed il ponte. Un ambiente davvero incredibile, accessibile solo in canoa. Il mare diventa una piscina con il fondo bianco da cui escono delle conformazioni di granito rosa che talvolta sembrano piante preistoriche, talvolta animali, talvolta giganteschi mostri marini pietrificati.

In realtà avrei voluto andare con Felice ai Monaci, sono partito da casa convinto di andarci. Al CK90 ne avevamo già parlato e studiato la carta nautica. Sarebbero state più di 21nm; io però non ero in vena di fare così tanta strada, mi sento fuori allenamento a causa del fatto che nell’ultimo anno per me avere la pagaia in mano è purtroppo evento raro. Questa navigazione a Cala Garibaldi, guidata da Attila e Gaudenzio sarebbe stata attorno alle 16nm. E me le sono godute tutte senza troppa fatica.



Il Camp si è concluso con la consueta cena accompagnata dalla classica malinconia che si sperimenta quando qualcosa di molto bello finisce. Il camp è sempre un’occasione speciale, anche solo per potersi incontrare con tanti amici sparsi per tutta Italia con cui si ha raramente possibilità di stare assieme. Sono davvero felice di aver pagaiato con Gaudenzio, Attila, Giovanni, Alex; di aver trovato in acqua Yannick… mi dispiace davvero di non aver potuto seguire Pietro nella sua missione dedicata a Pagaia Azzurra e nella sua tradizionale navigazione all’alba. Speriamo, in un futuro non troppo lontano, di poter recuperare.


Link all'album su Flickr:

ph: Luca Porcheddu - Azen Kayak






venerdì 7 febbraio 2025

Cimento invernale 2025: memorial Peter


Si è svolto, domenica 2 febbraio, il 26° Cimento Invernale dell'Alto Lario. Storico appuntamento di Sottocosta, in collaborazione con il CK90. Primo ritrovo del nuovo anno.


Molte le cose che mi porterò nel cuore di questa edizione: la più simpatica è che un paio di settimane prima dell'evento, consultando il calendario di Sottocosta, ho scoperto di esser stato coattivamente segnato come co-organizzatore assieme a Felice. Un'eredità di Luciano che qualcuno ha deciso di affidarmi. Ho un vago sospetto sul chi possa aver avuto questa idea. Purtroppo non posso fare nomi e cognomi della persona a cui mi riferisco in quanto, trattandosi del presidente, potrei subire pesanti ritorsioni.

Poi proprio il 2 febbrario è la giornata mondiale delle zone umide, e noi la celebravamo pagaiando nella  Riserva Naturale Pian di Spagna e Lago di Mezzola.
Un posto a me particolarmente caro perchè se dovessi indicare un momento preciso in cui mi sono innamorato del kayak direi sicuramente il 3 gennaio 2016, ovvero la prima volta che Gloria ed io -ancora più che inesperti- abbiamo pagaiato in questo posto (stendiamo solo un velo pietoso sugli standard di sicurezza di quell'uscita). Ed il panorama che ci ha regalato la Valchiavenna questa domenica è stato uguale a quella lontana giornata di ormai 9 anni fa: cime innevate e sull'acqua quei banchi di nebbia bassa che ti fanno scoprire il paesaggio a poco a poco, sottolineandone il fascino selvaggio e lasciandoti vedere al disopra un cielo azzurro che più azzurro non si può. Sarà mancata forse la vista d'insieme della corona di monti caratterizzata dal Sasso Manduino, ma la nebbia ti permette di scoprire qualcosa di nuovo ad ogni colpo di pagaia. La nebbia ti fa sentire un'esploratore, anche dietro casa tua.

Altro evento, per me davvero importantissimo. Gloria è tornata in kayak. Non ci credevo neanche quando il giorno prima ha tirato fuori la tuta stagna dall'armadio e mi ha mandato a caricare il suo kayak.
L'ultima volta che si era vista con una pagaia in mano aveva Federico nel pancione da 5 mesi alla discesa dell'Adda col CK90 nel settembre 2023. Ma a parte quello ed una o due uscite da mezz'oretta in canadese con Matteo non veniva in canoa proprio dal Cimento2023.
Mi mancava pagaiare con lei.


Poi il ricordo di Peter che quest'anno si è mescolato a quello di Luciano.

In acqua eravamo in tanti, poco più di 35. Ma in realtà eravamo molti di più. Alcuni non potevano pagaiare ma volevano comunque essere dei nostri. Qualcuno ci è venuto a salutare al porto di Gera Lario per l'imbarco mentre un nutrito gruppetto di camminatori ci ha raggiunti a piedi al tempietto di San Fedelino per la pausa pranzo. Tra questi anche Luca e Mery con i figli, poi la compagna di un altro canoista sempre con bimbi a seguito.
Sarebbe bellissimo in primavera organizzare una giornata da queste parti in canadese per famiglie. So già il programma: Ci si imbarca a Novate; si esplora il Pozzo di Riva dove i bimbi possono vedere mucche al pascolo, ninfee e pesci in frega; e poi a fare un bel pic-nic ed un pomeriggio di ozio alla cascata.



Comunque, divagazioni a parte, tutto è andato perfettamente. Neanche la Breva ha ci è venuta a disturbare. Non me la sento nemmeno più di citarlo come il raduno  dei "giorni della Merla" perchè, sebbene il calendario dica quello, sono più le volte in cui troviamo temperature miti rispetto a quelle in cui siamo sbarcati su un ramo del Mera ghiacciato.



Link all'album Flickr:

Cimento invernale 2025


Link agli articoli delle edizioni precedenti:

2023

2022

2020

2019

2018

domenica 8 dicembre 2024

Winter Sea Kayak Italian Event 2024


Mare calmo, niente vento, sole e temperature primaverili. Ma che storia è questa?

È proprio il caso di dirlo: non ci sono più i WISKIE di una volta!

Il WISKIE è sempre stato un evento da veri lupi di mare con acque agitate, venti impetuosi, nuvoloni scuri che ti scaricano addosso secchiate di acqua al punto da non riuscire a tenere gli occhi aperti neanche con il più bello dei nord-ovest.

Insomma, il WISKIE era quell' evento di cui poi ti vantavi per tutto l'anno raccontando agli amici dell’eroica navigazione a cui avevi preso parte.

Insomma, ci siamo capiti… io il WISKIE con il bel tempo non l’avevo mai visto, e quest’anno il tempo è stato bellissimo.


Ho avuto modo di prendere parte solo alla giornata di sabato, facendo una toccata e fuga con partenza da casa alle 5 di mattina e rientro alle 4 della notte successiva. Follia pura, ma non potevo mancare all’evento in ricordo di Luciano.

La Madonnina del Tinetto

La mattina ci siamo ritrovati al porticciolo di Le Grazie in 57 kayaker, imbarcati per la più tradizionale delle navigazioni di chiusura dell’anno di Sottocosta: Portovenere, baia di Byron ed isole Palmaria, Tino e Tinetto. Da raccontare c’è poco, se non la bellezza del paesaggio reso ancor più evidente e godibile dalla quasi completa assenza di traffico diportistico a motore. Ci siamo soffermati allo scoglio con la Madonna appena fuori dal Tinetto, Gaudenzio ricordava un anno in cui le onde, spinte ed enfatizzate dal basso fondale, arrivavano a frangersi violentemente a livello del busto della statua. Lo ricordo bene anche io, era il 2019, Gloria ed io eravamo freschi freschi di brevetto Pagaia Azzurra SK2, ed è stata la nostra prima navigazione in condizioni da livello 3… per Gloria l'esperienza fu talmente intensa da diventare un personale standard di riferimento (ricorrente sarà la frase “se è come quell’anno al WISKIE, io non vengo”).

Pausa pranzo sulla solita spiaggia in Palmaria, con rientro anticipato alle 15:00 in quanto a Le Grazie un rappresentante di Portovenerecultura ci aspettava con vin brulè e focaccia.

Paolo sotto al Faro del Tino

Prima della cena, momento cardine del WISKIE, altri due sono stati gli impegni: l'assemblea straordinaria dei soci volta ad eleggere il nuovo consigliere in sostituzione di Luciano ed un momento di incontro e scambio di idee tra i non pochi tecnici presenti.


La cena è stata occasione per ricordare ufficialmente Luciano, non è mancato nemmeno il solito tavolone su cui consultare parte del suo archivio fotografico e di documenti riguardanti gli incontri di Sottocosta (ho scoperto che nel 1992 Franco Soana aveva prenotato una singola… chissà cosa aveva da nascondere). Immagini venivano proiettate su una grande parete e facevano da sottofondo alle chiacchiere ed ai ricordi… ma, come sempre e mai come quest’anno, la cena dei WISKIE è il momento in cui si tirano le somme dell’ultimo anno ma è anche occasione di guardare avanti e progettare il prossimo anno.

Se nella riunione coi tecnici si è discusso di formazione ed aggiornamenti, con i soci la domanda principale era una: ma il SottocostaKayakCamp 2025?  

L'invasione del canale della Palmaria

Dopo cena mi sono messo in macchina e, superato il passo della Cisa, mi ero lasciato alle spalle il bel tempo del levante ligure per infilarmi in quei fitti banchi di nebbia che ormai si vedono solo nella bassa padana.

L’indomani mi sono mangiato le unghie vedendo le foto sui social e su WhatsApp del gruppo navigare un mare cristallino in un’altra giornata di tempo splendido.


Il WISKIE, con i suoi rituali, è una di quelle tradizioni a cui Luciano ci aveva abituati. Bisogna portarla avanti.



Link ai post degli anni precedenti:

2022

2019

2017

giovedì 7 novembre 2024

Concentrazioneskimokayak 2024


Anche quest'anno si è svolto il Concentrazioneskimokayak, storico incontro autunnale degli amici di Sottocosta sulla sponda veronese del lago di Garda, giunto ormai alla 23^ edizione.

Si trattava di uno dei tanti raduni organizzati negli anni da Luciano, ed è stato questo il primo incontro dopo la sua morte.
Gli Enzi, che non hanno voluto lasciare cadere questa bella tradizione, si sono occupati di dare continuità all'evento prendendosi cura tanto della parte logistica quanto della conduzione delle due navigazioni.

Base dell' evento il solito, ben attrezzato, camping Du Parc in Lazise.


l'invasione del porto vecchio di Lazise

La mattina di sabato 26 ottobre ci siamo presentati all' imbarco in una quindicina circa, sotto un cielo grigio che minacciava pioggia, per il più classico degli itinerari che ormai contraddistingue il concentrazioneskimokayak: Lazise, Bardolino, Garda, Punta San Vigilio e… ricerca del Pal del Vó! Non potevamo proprio rinunciare a questa “caccia al tesoro” tanto cara a Luciano.

al pal del Vò

Unica sosta con sbarco poco a nord di Garda.

La navigazione è stata estremamente tranquilla; lago piatto, neanche una bava di vento, traffico praticamente inesistente, temperatura tutto sommato gradevole e della pioggia che ci aspettavamo si è vista solo qualche sporadica gocciolina.

Punta San Vigilio

Una menzione particolare a Roberta che ha salvato un gabbiano ferito ed intrappolato in una lenza, avvistato dal gruppo penzolare stremato dalla prua di una barca a vela ormeggiata ad una boa.

l'inaspettato passeggero temporaneo

La sera ci siamo ritrovati tutti al ristorante per una cena in compagnia. Occasione sempre gradita di scambiare quattro chiacchiere non solo con i pagaiatori ma anche con gli accompagnatori. A catalizzare l' attenzione generale (specie del dopocena, quando Gli Enzi tirano fuori dal camper la loro vasta riserva di amari) i vari metodi insetticidi e repellenti sperimentati da Riccardo e Marina nei loro molti viaggi.


L' indomani mattina ci siamo ritrovati nuovamente sulla spiaggia esterna al campeggio, un gruppetto leggermente ristretto rispetto al giorno precedente. Questa volta navigazione verso sud con meta Peschiera del Garda. 

Al briefing si è presentato a sorpresa Checcobalanza, anche se impossibilitato a pagaiare. Ha comunque voluto essere presente per ricordare Luciano ed omaggiarci di un adesivo commemorativo.

il ponte di Porta Brescia

Dal campeggio a Peschiera la pagaiata è monotona, senza una buona compagnia di amici con cui parlare sarebbe una vera noia.

Peschiera, al contrario, è una vera perla. Abbiamo navigato tutti e quattro i canali che la attraversano e circondano le sue mura ricche di storia. 

Siamo tornati abbastanza presto, così da riuscire a sistemare e caricare l’attrezzatura ed addirittura fare un rapido aperitivo di chiusura prima di partire in tempo per evitare le immancabili code all' orario di chiusura dei parchi divertimento.

Il meteo è stato anche meglio del giorno precedente con assenza completa di precipitazioni e perfino qualche occhiata di sole.

Piroscafo Zanardelli

Noto sempre, in termini di abbigliamento, che questo è il raduno più vario di tutti.  Alcuni con la stagna, altri con il neoprene da mezza stagione e chi addirittura in calzoncini e giacca d’acqua leggera. Io ero in tuta stagna ed alla fine sono stato contento della scelta, ti rendi conto però di quanto la temperatura sia una percezione personale in quanto io così vestito stavo bene, mentre i turisti tedeschi di tutte le età (dai bambini alle nonnine) erano in costume a fare il bagno già alle 7 di mattina.

Sono stato davvero felice nel constatare che qualcuno ha deciso di prendersi l'impegno, non da poco, di portare avanti l'organizzazione di questi incontri. Incontri che sono si occasione per rivedere vecchi amici ma anche, come spesso accade, di fare nuove conoscenze. Grazie ad Enzo e Roberta, agli amici di Sottocosta ed... arrivederci al WISKIE!

Link agli articoli degli anni precedenti:

Concentrazioneskimokayak 2023

Concentrazioneskimokayak 2022

Concentrazioneskimokayak 2019

Concentrazioneskimokayak 2016







martedì 16 luglio 2024

Idro e Ledro "attenti a quei due" 2024

L'incontro sui laghi di Idro e Ledro è ormai diventato un appuntamento consolidato nel calendario di Sottocosta.


Un bel fine settimana a godere della fresca aria del Trentino giusto un paio di settimane dopo esser stati in qualche caldissima località per il Sottocosta Kayak Camp.

Quest'anno sono andato con la famiglia al completo.
Ovviamente non potevo pensare di abbandonare Gloria in spiaggia con i due bambini, per cui non abbiamo preso parte ufficialmente all'evento ma eravamo presenti giusto per la compagnia.

Però il richiamo dell'acqua è forte... ed ho pensato che abbandonare in spiaggia Gloria con solo uno dei due bimbi forse si poteva fare. Perfetto; Federico sarebbe stato con la mamma mentre io e Matteo ci saremmo goduti qualche simpatico giretto in canoa canadese!
Certo, presentarsi ad un raduno di kayak da mare in canadese è coerente come andare ad un track day per supercar con un autoarticolato.
Motivo per cui non abbiamo neanche fatto l'iscrizione all'evento, ma solo prenotato per cena; il vero cuore del raduno.

Siamo arrivati a Ledro con la nostra bellissima Swift sul tetto. Questa canoa è con noi ormai da due anni ed è stato il suo primo viaggio fuori dalle acque di casa da quando sono andato a ritirarla in Carinzia.
Una nota simpatica è stata il giorno prima della partenza; vado a fare rifornimento con la macchina già carica ed al distributore si ferma un tizio, ex canoista, appositamente per guardarla da vicino. Mi racconta della sua vecchia Old Town, poi mi stringe la mano dicendomi "complimenti, è raro in Italia vedere una barca così bella!".
Qualche intenditore dalle mie parti c'è; decenni fa sul Lago di Pusiano vi era una scuola di canoa canadese (si chiamava "il canneto") che ha avuto anche l'onore di ospitare Backy Mason.


Appena arrivati a Ledro una grande sorpresa: Caterina e Marco si sono presentati con un mega regalo per Matteo! Una pagaia per canadese a coda di lontra personalizzata con il nome sull'oliva e disegni di medusa e cavalluccio marino sulla pala.
E' stato il primo regalo ricevuto da Matteo per il suo 3° compleanno, festeggiato la settimana successiva. Chi conosce la storia di questo raduno, e del suo nome, ha ipotizzato che in futuro questo evento sarà forse da rinominare in "attenti a quei 3".

La parte meno bella della giornata è stata il meteo: il cielo era scuro e soffiava un bel vento. Nulla di preoccupante in kayak da mare... ma per una canadese da 17'6" dal bordo libero abbondante non è il massimo, specie se condotta da solo.


Così, mentre gli altri partivano per il periplo del lago, noi siamo rimasti in zona spiaggia. Ci siamo avvicinati alla cascata (artificiale) formata dal torrente Massangla proprio dove si getta nel lago; qui abbiamo ripescato una palla alla deriva e poi siamo subito sbarcati per giocare un po' nell'acqua. Matteo è rimasto a lungo a mollo nonostante il lago freddino ed il vento.
Ecco, se c'è un talento innato in questo bambino è proprio quello di scovare ogni minima opportunità per prendere un bel raffreddore!

La sera cena a base di pesce di lago a Baitoni. Ricordo due anni fà, Matteo aveva appena un anno e mangiò un gran quantitativo di pasta con il persico e filetto di salmerino. Quest'anno solo pasta in bianco.

Non è mancata la torta per gli 87 anni di Luciano a fine serata.

Per la notte siamo stati da Giorgio ed Ines.
Per sdebitarsi dell'ospitalità Matteo si è esibito in un gran concerto di tosse durato dal tramonto all' alba.

L'indomani mattina ritrovo sulla spiaggia di Baitoni, meteo perfetto previsto fino a mezzogiorno.
Tradizionale temporale pomeridiano annunciato dopo pranzo. La nostra idea è comunque quella di mangiare al locale e poi partire subito.
Scelta dell' orario azzeccatissima in quanto sono riuscito a dover caricare la canoa sotto al diluvio universale e ad onorare, anche quest'anno,  un'altra tradizione di questo raduno: ovvero l'oretta fermo in coda per incidente sulla provinciale che percorre la Valsabbia.  Tutti gli anni la stessa storia; non c'è modo di evitarlo.
Ragazzi io ve lo dico, l'anno prossimo o mi portate in elicottero, o io non vengo.

Comunque in acqua siamo stati al seguito del gruppo per il primo tratto della navigazione all'interno del biotopo del lago d'Idro e risalendo la foce del Chiese fino allo stramazzo sotto al ponte pedonale.
Le abbondanti piogge degli ultimi periodi hanno assicurato una discreta correntina con una bella vena d'acqua che correva veloce proprio al centro del canale e due tranquille e molto ampie morte ai lati; abbiamo approfittato per fare un paio di traghetti.
Qui abbiamo salutato il gruppo di kayaker; loro proseguivano mentre noi siamo rientrati per fare un po' di vita da spiaggia.

Andiamo?

Per Matteo è stato un evento importante: la prima volta in canoa fuori dal lago di Garlate. La cornice è stata fantastica; con acqua pulita, una bella compagnia ed un meteo tutto sommato buono.
In Trentino ci sono dei laghetti troppo piccoli per il kayak da mare in cui mi piacerebbe pagaiare con la canadese; quest'anno -tra l'altro- di acqua ne abbiamo in abbondanza per cui sarebbe stata la stagione giusta.
Mi viene in mente che Marco e Caterina vanno anche in canadese, e un paio di altri amici al CK90 potrebbero aggregarsi con piacere... Chissà che questo raduno non possa per un anno diventare multidisciplina.
La canadese, tra i suoi pregi, ha quello di costringere il canoista ad affinare alcune tecniche... Anche il più irriducibile dei lupi di mare ne trarrebbe un grande vantaggio.









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