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sabato 4 settembre 2021

La flotta si espande #2

 



Penso di aver escogitato un metodo perfetto per costringere la vostra moglie a regalarvi un kayak.

 

E' più facile di quanto si possa pensare, basta seguire questi semplici passi:

1- compratele un kayak nuovo, adatto alle sue esigenze e con cui si trovi bene;

2- usatelo in continuazione, promettendo di stare attenti a preservarne l'integrità;

3- ogni tanto arrivate a casa costernato confessando di aver fatto involontariamente qualche piccolo graffietto sullo scafo.


Ad un certo punto, dopo aver esaminato centimetro per centimetro il suo kayak ed aver constatato la presenza di più di una piccola abrasione non ne potrà più di vedervi deturpare il suo gioiellino e si ritroverà con le spalle al muro.
Si convincerà da sola, l'unico modo di interrompere questo scempio è prendere al bambinone una canoa nuova tutta sua da riempire di sfrisi!

Scherzi a parte, da mesi e mesi ormai ero bersaglio di molte battutine al CK90. Mi si accusava di aver regalato il Pace17 a Gloria con il solo scopo di usarlo io. Più di una volta si è insinuato anche il dubbio che la gravidanza sia stata architettata a puntino per costringerla parecchi mesi lontano dalla sua nuova canoa.

Ancor più sono stato deriso lo scorso sabato quando mi sono presentato ad una sessione di esercizi a bordo del mio buon vecchio Prijon. "Da quando ha rotto la pagaia non glielo fa neanche più vedere il Pace!" era il commento generale.

 

L'altro giorno mi è arrivato un inaspettato messaggio da Guido Grugnola. Diceva:

"Ciao, ho qui un Tiderace XCEED pronto per il CAMP che aspetta di essere ritirato da te!"

 Sorpresona davvero inaspettata... probabilmente l'idea di passare un'intera settimana tra le rocce dell'Argentario col Pace causava a Gloria crampi notturni.

Sono sicuro sarà per me un ottimo compagno di moltissime escursioni. Anche se spero che ogni tanto qualche uscitina col Pace mi verrà ancora concessa.

Per il Camp non avrò la mia groenlandese ma potrò sfoggiare un kayak nuovo di pacca!

 

l'arrivo al CK90

 A ritirare il kayak da Tuilik abbiamo portato anche il piccolo Matteo. Giusto per iniziare a fargli assimilare la voglia di pagaiare!

Matteo nello spettacolare salone di Tuilik




martedì 2 giugno 2020

La flotta si espande


SPOILER: si, è un Tiderace Pace 17 G-core


Due cose erano assolutamente imprescindibili riguardo l'acquisto del nuovo kayak:

1- non avrei preso un kayak alla cieca, senza averlo provato possibilmente in situazioni diverse;
2- doveva essere una barca Made in Italy.

E così eccoci qui, oggi, con un Tiderace Pace 17 (costruzione G-core) che ci aspetta nella sede del CK90.  Kayak inglese in cui nè Gloria nè io abbiamo mai avuto modo di infilarci il sedere.
La coerenza con sè stessi prima di tutto.


E' bastata una sera, un post su Instagram di Tuilik che annunciava uno sconto su due kayak in giacenza (di quelli costruiti prima dell'accordo Tiderace - Nelo), per convincermi a mandare all'aria tutti i miei buoni propositi.
Ordinato al volo -ormai tre mesi fa- e ritirato ieri da Felice assieme ai nuovi arrivi del CK90 dato che sono ancora in quarantena.

Le premesse sono ideali. Avendo i nostri cari Prijon Touryak 470LV (che ci teniamo stretti stretti) cercavamo qualcosa di più veloce e più tecnico ma ugualmente sicuro e comodo come pozzetto.
Riguardo le performance sembra evidente che nessuno possa mettere in discussione quelle del Pace17, che è indubbiamente il punto di riferimento per le spedizioni ed i tour veloci pur consentendo una buona agilità.
Sul pozzetto mi sono sentito di rischiare. Le altre due barche di questa casa che ho pagaiato (il Vortex e l' Xplore-M) si sono rivelati molto comodi ed il Pace-17 con i suoi 405l di volume -di cui una generosa porzione a prua- non vedo come possa essere da meno.

Ad aver potuto scegliere avrei puntato sulla versione S, forse più adatta considerando che il maggior utilizzatore sarà probabilmente Gloria e che verrà impiegato al 99% in uscite di un giorno con carico molto leggero. Ma non ho saputo resistere alla tentazione dell'offerta.
Un kayak veloce, nato col timone ed - a quanto dicono i suoi utilizzatori - anche molto stabile... praticamente Gloria non avrà più scuse per dare bidone ai vari raduni ed escursioni.
Sulla carta, comunque, non vi sembrano essere grandi differenze fra le due taglie che presentano una differenza di volume quantificata in 30l e con minime variazioni di dimensione: la lunghezza dello scafo resta la medesima e la larghezza varia solo di 5mm (53cm contro 52,5). Non saprei se anche in altezza ci sia qualche millimetro di limatura...ma comunque non mi sembra un gran stravolgimento e con la taglia standard si avrebbe solo da guadagnare in spazio per le gambe ed i piedi. Al limite avrà bisogno di un carico extra di materiale per esprimersi al meglio.

L'unica cosa che mi fa rosicare è che ai raduni resterò l'unico col tozzo e cicciottoso plasticone, e dalle retrovie arrancherò come sempre guardando però avanti Gloria, nel gruppo di testa, con un filantissimo kayak da 5 metri e 22. Ecco a cosa serve la cima traino!
Inutile che ve lo dica, conto già di fare qualche incursione nella sede del CK90 ed impossessarmene per qualche mezza giornata!  ...e sono sicuro che entrambi ci troveremo molto, molto bene!

Tra l'altro questo 2020, nonostante i 3 mesi di forzata interruzione delle pagaiate, è stato un anno di grandi cambiamenti dal punto di vista dell'attrezzatura:
Ho preso un nuovo PFD della Kokatat, sempre da Tuilik, dato che il mio comincia a mostrare qualche segno di usura; solo un problema estetico, è ancora tutto perfettamente in ordine (mentre quello di Gloria sembra uscito ieri dal negozio, chissa perchè) ma anche li mi sono fatto attirare da un'offerta su un modello che ha una conformazione della parte posteriore molto alta, il che risulta più comodo con il pozzetto del Touryak che ha una mastra e un poggiaschiena particolarmente ingombranti.

Ho preso al volo anche una pagaia completamente in carbonio della WaveDesign (questa si Made in Italy). E' la versione più grande di quella che ha Gloria e spero che sia il pretesto, finalmente, per imparare ad usare come si deve l'europea.

Adesso cosa ci manca? ah si... tornare finalemente liberi e mettere tutto in acqua!


Gli amici del CK90 ce lo conserveranno ancora impacchettato fino a che potremo pagaiarci, spero prestissimo!!!

venerdì 8 aprile 2016

Corso Foundation - Lerici

Un fine-settimana magnifico quello appena trascorso. Un corso di kayak ci voleva proprio per acquisire una tecnica di pagaiata efficace ed efficiente, imparare manovre base per la gestione e la manovra del kayak e le basi dei salvataggi assistiti.
Già dalle premesse si intuiva che sarebbe stato un successo:
L'istruttore è il famoso Guido di Tuilik; kayaker marino dall'indubbia esperienza ed ottimo maestro.
La location semplicemente spettacolare; la Scuola di mare Santa Teresa (nel comune di Lerici) è una delle due basi nautiche di Tuilik. C'è poco da dire, dubito che si possa trovare in Liguria un altro posto così. La struttura è letteralmente incastonata nel golfo dei Poeti, appena all'interno del varco di levante del porto di La Spezia. La vista dalla stanza è spettacolare; la scuola dispone di una piccola baia naturale in cui una barca a vela e quattro kayak lunghi più di 5m possono liberamente esercitarsi sulle manovre senza darsi fastidio.
Anche il meteo è stato clemente. Poche nuvole, giusto qualche cirro per non farci soffrire troppo il caldo ed un mare che è stato clemente e si è adeguato alla nostra preparazione.

Il corso si chiama “foundation” e rappresenta la base del kayak da mare.
Il venerdì ci siamo limitati alle presentazioni ed al controllo dell'attrezzatura (tutta messa adisposizione da Tuilik). Abbiamo dato uno sguardo alla carta nautica della zona e fatto una chiacchierata sulle norme di comportamento in prossimità di porti e navi. La sera, dopo un'abbondante cena, siamo usciti al buio per osservare le luci del porto e delle navi, per capirne il significato, la portata e valutare la distanza delle segnalazioni rapportandole sulla cartina. E' stato molto interessante anche se per questo livello di corso non sono previste navigazioni notturne.

Il sabato abbiamo lavorato sulla propulsione e sulle manovre (pagaiata circolare, 360, appoggio basso, spostamenti laterali e timone di poppa).
Purtroppo poco dopo mezzogiorno Gloria è rientrata alla scuola a causa di un po' di mal di mare (capita quando ci si concentra sulle manovre).
Abbiamo percorso poca strada, rimanendo appena fuori dalla diga foranea della Spezia. Poi nel pomeriggio ci siamo allungati oltre l'abitato di Lerici mettendo in pratica quello che abbiamo imparato divertendoci anche in stretti passaggi tra gli scogli.

Al rientro abbiamo provato anche il salvataggio a T sia nel ruolo di uomo in mare sia nel ruolo di soccorritore... e devo dire che, al contrario delle aspettative, è stata la manovra più facile del corso, o almeno così sembra in acque calme.
La scoperta più grande della giornata è stata la pagaia groenlandese, che non ho più lasciato, trovo dia un feeling più naturale e rilassato.


Per la domenica ci hanno raggiunto anche due amici del CK90 (i famosi Inuit del Lario). Felice, altro validissimo istruttore, e Pietro che doveva conseguire la certificazione PagaiaAzzurra di 3° livello il quale ha predisposto e guidato la navigazione che ci ha impegnato tutto il giorno.
Partiti dalla scuola abbiamo attraversato il varco di levante, costeggiato all'interno la lunga diga foranea ed attraversato anche il varco di ponente (che è quello più grande da cui passa il traffico commerciale). Raggiunta finalmente la costa ovest del golfo dei Poeti abbiamo proseguito lungo le strutture militari fino ad imboccare il canale che separa Palmaria dalla costa per poi arrivare a Portovenere. Doppiata la punta con la famosa chiesa di S. Pietro abbiamo esplorato l'insenatura dietro la rocca e proseguito per qualche miglio lungo la scogliera in direzione Cinque Terre alternando tratti con andatura “da spedizione” in fila indiana molto stretta ad altri in cui riprendevamo gli esercizi del giorno precedente. Verso le 11 abbiamo invertito la rotta ed abbiamo circumnavigato Palmaria; Sulla sponda est dell'isola ci siamo fermati su una spiaggia per il pranzo al sacco e per recuperare energie. Da li abbiamo nuovamente attraversato il canale per tornare in direzione di Spezia. Prima di attraversare il varco abbiamo lasciato uscire una portacontainers e per il rientro a scuola siamo passati dallo scoglio con i ruderi della torre Scola all'esterno della diga soffermandoci un attimo sopra al relitto semi-sommerso della nave Margaret.
Prima di passare nuovamente dal varco di levante, dopo questa navigazione stimata in circa 16 miglia, Guido ha chiuso il corso. Ci restava solo da lavare e sistemare l'attrezzatura, fare una doccia veloce e salutarsi con la promessa di tornare tutti assieme in mare.

Link utili:




Photo by Felice e Guido

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