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lunedì 22 giugno 2026

SottocostaKayakCamp - Argentario 2026


 Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp.

La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (specie i tecnici) hanno a cuore. L’Argentario, con base al camping Feniglia. Qui molti istruttori hanno preso i loro brevetti. Una località strategica; trovandosi in centro Italia viene favorita la partecipazione di tutti dal Trentino alla Puglia. Non mancano paesaggi mozzafiato lungo le sue scogliere variegate, con la Maremma alle spalle e l’unicità della laguna di Orbetello. E poi c’è il tombolo della Feniglia, con il suo spiaggione di sabbia finissima ed il fondale basso che, esposto al frequente Scirocco, offre una perfetta palestra per lanciare il proprio kayak in magnifiche sessioni di surf.
Qui si era già svolto un Camp. Fu un’edizione un po’ particolare nel 2021 in piena pandemia. Ma io lo ricordo come il primo Camp di Matteo, la prima vacanza in 3.

Non nascondo il fatto che ultimamente il mio morale è un po’ basso. Ad un certo punto, nei mesi scorsi, ho addirittura ghostato per lungo tempo le attività di Sottocosta, compresa l’organizzazione del Camp. L’idea, ad un certo punto, era quella di non partecipare.
La macchina organizzativa è andata ovviamente avanti in maniera più che brillante. Quando tutti sono utili ma nessuno è indispensabile significa che la squadra funziona veramente.
Alla fine sono risalito a bordo anche se con l’intenzione di entrare in modalità “risparmio energetico”.

Alla fine sono arrivato in Feniglia dopo le ultime settimane di messa a punto in videoconferenza con organizzatori e tecnici. Presenti anche Gloria coi bambini e la nonna per ulteriore supporto.


Grotta Azzurra

Punta Avoltore



Come sono andate in generale le attività lo si può leggere sul blog dedicato https://www.sottocostakayakcamp.it/  seguendo la categoria “Argentario 2026”.


Per quanto mi riguarda devo dire di averci messo ben tre giorni per iniziare ad entrare in uno stato mentale che somigliasse anche solo lontanamente alla “modalità camp”. Questo mi ha fatto perdere le giornate con un bello swell, quelle consdizioni che sogno la notte e che spero di trovare ogni volta che mi infilo il kayak in acqua salata.

Martedì sera mi è finalmente apparso il desiderio di andare in acqua. Solitamente sfrutto il Camp per confrontarmi con tecnici che stimo ma che ho rare opportunità di vedere al lavoro.
Ero però perfettamente consapevole di arrivare da due anni di scarsa pratica che mi hanno tolto quella disinvoltura in kayak che tanto vorrei recuperare. Per questo ho preferito giocare in casa, affiancandomi agli Enzi, per due giorni di tranquille attività didattiche a livello SK1 ed SK2. Sentirmi al sicuro con due figure con cui mi trovo molto a mio agio mi ha aiutato a riprendere un minimo di confidenza con il kayak e la pagaia assieme agli iscritti ai workshop.


E così, da un punto di vista canoistico in maniera molto soft, sono passati anche martedì e mercoledì.

Per il giovedì non ho preso impegni. Al Camp c’erano anche Mery e Luca con i figli.
Loro hanno fatto la scelta di iscriversi come tecnici non attivi, anche se poi hanno dato non poco aiuto al team in giornate in cui guide ed istruttori scarseggiavano.
Avevamo portato i kayak da bambino ed abbiamo dedicato l’intera giornata a loro.
Si sono fatti giochi con kayak e pagaie, poi  una breve navigazione a rimorchio nella baia che precede Cala Galera con Margherita e Matteo a rimorchio. Un bel trenino di 3 kayak che serpeggiava curiosando tra i gruppi impegnati ad imparare il roll.

In acqua la mattina, poi pranzo e meritata pausa pisolino, e di nuovo in acqua anche nel tardo pomeriggio.
E’ stata una giornata fantastica!


2 kayak + 2 pagaie = Katamarano

Margherita in modalità istruttrice
con un allievo molto difficle!

Trenino di kayak in navigazione!


Fun!
(foto Mery P.)



Per il venerdì, ultimo giorno di Camp, ho deciso di proporre una navigazione.
Fortunatamente ho convinto Luca Beltrame (detto IlagaLuke) a guidarla con me,  non mi sarei sentito a mio agio a gestirla da solo.

Eravamo in 10, mare calmo. Siamo andati fino a Punta Avoltore e, sulla strada del ritorno, siamo sbarcati su due minuscole spiaggette formate da piccole sfere rocciose di tutti i colori.
8nm in tutto, forse anche qualcosa meno. L’unica navigazione che ho fatto.




A parte le poche attività in acqua a cui ho preso parte sono stato piuttosto defilato. Ho giusto dato una piccola mano a gestire la parte burocratica riguardo la compilazione dei piani di navigazione da mandare in capitaneria.
Non sono stato molto socievole. Sulla strada del ritorno mi sono reso conto del fatto che tra i partecipanti c’erano molti amici che non ho neanche visto.
In compenso però con Gloria ed i bambini abbiamo fatto qualche giretto in bicicletta lungo i bellissimi sentieri interni alla Feniglia, ad Ansedonia ed attorno alla laguna di Levante. Anche alla cena finale, con la scusa di mettere i bimbi a letto, ho abbandonato il gruppo prima del dolce.


Come sempre appena dopo la chiusura del Camp ci si mette in pista per tirare le somme in vista dell’inizio dei lavori per il camp successivo. Da qui al prossimo però ci sarà anche la scadenza di mandato del Consiglio Direttivo e l’assemblea elettiva.
Vedremo quale strada ci riserverà il futuro.

 




Link ai post degli anni precedenti:

-Sottocosta Kayak Camp 2025 - Arzachena

-Sottocosta Kayak Camp 2024 - Maratea

-Sottocosta Kayak Camp 2023 - Gargano

-Sottocosta Kayak Camp 2021 - Argentario

-Sottocosta Kayak Camp 2019 - Gargano

giovedì 21 maggio 2026

Prima discesa dell'Adda con Matteo

 


Era dalla scorsa stagione che desideravo portare Matteo in Adda, a vedere la fioritura delle ninfee e la frega delle carpe alle stoppate di Brivio.

Finalmente questa domenica ci siamo riusciti. 

Ho portato una macchina ad Imbersago e sono risalito fino a Vercurago in bici. Qui mi hanno raggiunto anche Gloria e Matteo, dopo aver portato Federico dai Nonni (troppo iperattivo lui per sopportare un’intera giornata in canoa).
Dal portone della sede ho tirato fuori la mia bellissima Swift Temagami, che non vedeva la luce da oltre un anno, e ci siamo imbarcati in un lago reso un po’ agitato dal Tivano.

Abbiamo attraversato il lago dall’ex campetto slalom fino alla spiaggia di Gueglia sottolineando l’importanza di stare ben lontani dalla diga (la speranza è che, un giorno, il nostro piccolo Teo diventi un canoista autonomo, preparato e consapevole). Una volta sbarcati abbiamo affrontato il primo portage di Matteo.

Ci siamo così divisi il materiale:

-Papà portava la canoa sulle spalle, la sacca con lo storm-cag appesa al pfd, sassola e sacca da lancio appesa alla canoa ed il materassino incastrato sotto ad una panca;

-Mamma portava le pagaie e due grosse sacche stagne con tutta l’attrezzatura, i cambi ed il cibo;

-Teo portava… la sua nuova pistola ad acqua con cui schizzare i genitori nei momenti di noia.

Durante il trasbordo non sono mancati i commenti dei passanti; da queste parti sono tutti piuttosto abituati a vedere canoisti giocare nella corrente a valle della diga, difficilmente però arrivano in misura “secondo anno di asilo”. 

Teo è molto timido; quando siamo sul lago in canoa e qualcuno lo saluta non ha modo di sfuggire allo sguardo, durante il portage ha scoperto che può infilarsi dietro al papà e nascondersi sotto la canoa. Serve solo fare attenzione alle testate!


Lago di Olginate


Ci siamo reimbarcati a valle del ponte; con la diga che rilasciava circa 120 m3/s c’è giusto un piccolo tratto di corrente moderata e si entra subito nelle calme acque del lago di Olginate, riparati anche dal Tivano che ancora soffiava nel bacino più a nord. Qui i primi incontri con famiglie di folaghe coi pulcini, mentre altri erano ancora intenti a covare nei loro nidi a pelo d’acqua. Siamo andati anche a vedere i resti delle antiche trappole dove i pescatori dei decenni e secoli scorsi tendevano le reti per catturare il pesce.

Ci siamo poi buttati nella rapidella del Lavello, il primo assaggio di acqua mossa di Matteo.

Con questo livello si formano solo un paio di  rumorose e spumeggiante raschiere in sponda sinistra, che abbiamo passato a debita distanza in un tratto di fiume tranquillo ma dalla corrente velocissima. Poi passati i ponti in arcata centrale così da restare nel flusso ed evitare turbinii sui confini delle morte che avrebbero impensierito la mamma. Con questa portata da qui in poi ci aspettava una pagaiata in un fiume che somiglia più ad un lago lungo e stretto.

Rogiolada


Abbiamo esplorato il primo laghetto in sponda sinistra e non sono mancati numerosi avvistamenti di aironi, poi nel lato esterno della prima ansa al limite della fitta vegetazione subacquea i primi pescioloni (probabilmente carpe).

Abbiamo imboccato il canale della Rogiolada, a Monte Marenzo, un passaggio stretto reso ancor più spettacolare dagli immensi cumuli di terra e radici sollevate dagli alberi crollati un paio di anni fa a causa di una forte bufera di vento. Passaggio spettacolare perchè in primavera sembra di attraversare una giungla selvaggia, ci si lascia alle spalle la -comunque incantevole- vista dei borghi sui laghi e ci si dimentica quasi di essere all’interno di un’area fortemente antropizzata ed industrializzata tra la Brianza e la Bergamasca.


Appena usciti da questo canale, più a valle, in sponda destra il comune di Airuno ha ben pensato di costruire una piccola area pic-nic con parco giochi che si è rivelata perfetta per la pausa pranzo. Lo sbarco non è dei più comodi, ma non si può avere tutto! Un panino, due giri sullo scivolo, qualche minuto in altalena e poi di nuovo in Adda.

Giusto in questo tratto abbiamo subito un po’ di vento frontale che ci ha costretti a rimettere le giacche d’acqua.

Obiettivo la ricerca di un passaggio segreto per accedere da Nord alle famose “Stoppate” di Brivio. Vera meta di questa giornata.

le Stoppate

le Stoppate



Come sempre ci siamo infilati prima in un canale che credevamo essere quello giusto, ma che non portava da nessuna parte. Poi, come sempre, quando avevamo perso la speranza ed eravamo convinti di averlo superato senza averlo visto ecco un piccolo varco tra la vegetazione ed i canneti. E’ lui!

Anche qui è sempre uno spettacolo arrivare da un passaggio stretto, con la vegetazione che ti arriva in faccia e vedersi aprire improvvisamente le paludi di Brivio, scivolare sulle ninfee e guardare a nord la corona del Resegone e delle Grigne, ad est le impervie colline di Bisone (il terrazzo sull’Adda) e tutt’intorno un’esplosione di vita. Il freddo delle scorse settimane però ha un po’ rallentato la primavera. Pensavamo di vedere le ninfee al loro massimo splendore ma  non erano ancora sbocciate. Abbiamo però visto dei pesci saltare, due splendide morette tabaccate (raro avvistamento), aironi a non finire, folaghe e due rapaci che ci tenevano d’occhio planando ad alta quota mentre invadevamo il loro terreno di caccia.

Ci siamo promessi di ritornare, con un percorso accorciato, tra qualche settimana così da vedere la fioritura al suo apice.

Brivio

Un’ulteriore sosta sul lungofiume di Brivio, invaso da bancarelle di street food. Matteo iniziava a soffrire le ore trascorse in uno spazio confinato sotto al sole. E’ stato una mezz’oretta con l’acqua - ancora fredda- alle ginocchia a giocare con la pistola ad acqua.

L’ultimo tratto, dopo il passaggio sotto al ponte di Brivio offre meno divagazioni.

Fortunatamente gli amici del GEB Brivio ci avevano informato, la sera prima, che il canale del Toffo era libero da ingombri, così abbiamo potuto distrarre Matteo ancora un po’ con lo stretto passaggio sotto la chiusa che lo alimenta e l’avventuroso percorso nel bosco, che sfocia in un altro laghetto segreto separato dall’Adda da un ponte ciclopedonale che abbiamo scoperto essersi parzialmente insabbiato a causa di una recente frana.


Tornati in Adda abbiamo evitato l’esplorazione dei tre isolotti ed abbiamo pagaiato spediti fino alla meta: Imbersago, raggiunta giusto in tempo per ammirare il traghetto di Leonardo attraversare il fiume.

Matteo ha fatto esplicita richiesta di tornare un’altra volta, magari in bici, ed attraversare il fiume su quella strana imbarcazione.


Tornati in sede, come è sua abitudine, Matteo ha dato indicazione di mettere la canoa sul prato e si è diligentemente messo a pulirla con la spugna mentre noi sistemavamo il resto dell’attrezzatura. Così tutto sarà pronto per la prossima avventura!


Video della discesa su YouTube:






lunedì 22 dicembre 2025

WISKIE 2025, una nota a margine

I DIRITTI NATURALI DEI BAMBINI

C'è stato un aspetto di questo WISKIE a cui forse pochi hanno dato peso, ma che per altri è stato fonte di emozione e riflessione.

Sabato abbiamo condiviso l'imbarco (a dir la verità è casa loro, per cui gli abbiamo invaso lo scivolo d'alaggio) con tre bambini che hanno preso il mare su due barchette a vela Bic O'pen.
Il mondo della vela e quello del kayak da mare si incrociano spesso; ci accomuna una visione del mare in cui al centro c'è l'ambiente e non l'uomo.
Vedere due equipaggi in cui il bimbo più grande (ad occhio un dodicenne) spiegava ai più piccoli come gestire la vela ed il timone per uscire dal porto di Le Grazie con il poco vento che c'era mi ha stimolato alcuni pensieri.
Tra le altre cose mi è tornato in mente un fogliettino di carta consegnatoci pochi giorni prima dal Punto Giochi che frequenta Federico, e che ha frequentato Matteo. Un manifesto su cui si è basato il progetto educativo di quest'anno e che riporta - tra le altre cose - il diritto a vivere il selvaggio; ascoltare il rumore del vento o dell'acqua; ammirare l'alba, il tramonto, la luna e le stelle; riconoscere i profumi offerti dalla natura;...
tutte cose banali, scontate e forse poco interessanti per gli adulti, i quali hanno costruito una società che allontana sempre più da questo.

"I diritti naturali dei bimbi" di Gianfranco Zavalloni


Forse da loro dovremmo imparare qualcosa. I bimbi abituati a vivere la natura hanno chiaro in testa un futuro che noi non riusciamo nemmeno ad immaginare. Ho invidiato loro, e soprattutto avrei voluto complimentarmi con i loro genitori.

Alla fine di questi pensieri ho scoperto che la canoa e la vela, sono solo strumenti per rimanere bambini.


Questo post è stato pubblicato "a caldo" sui miei social il giorno dopo la chiusura del WISKIE. Ma ho pensato di riportarlo anche qui... dove possa essere ripreso più facilmente anche in futuro.

domenica 10 agosto 2025

Federico in Canoa!


Finalmente anche Federico ha provato la canoa!

Oggi al CK90 è stata giornata con molti bimbi: i figli di Luca e Mery, i nipotini del Rusco e noi.

Nel tardo pomeriggio abbiamo messo in acqua la NovaCraft Prospector 16, la stessa della prima volta di Matteo.
Ci siamo imbarcati tutti e quattro, con la mamma seduta al contrario per curare Federico.Siamo andati oltre i pontili, dove Margherita (5 anni) giocava in acqua con un unicorno gonfiabile a rimorchio del Valley di suo papà.
Non siamo andati oltre; Matteo aveva solo 10 mesi la prima volta che l’abbiamo portato in canoa, Federico ne ha già 18. Speravo di riuscire a fare qualcosa in più, ed invece si è spazientito dopo pochi minuti. Diciamo che si è rivelato meno interessato di quanto lo era il suo fratellone  durante le sue prime esperienze.
Mamma e Federico sono quindi sbarcati quasi subito, con Matteo invece siamo stati in acqua ancora un po’ a guardare i pesciolini e le folaghe.

Non è stata in realtà una prima assoluta: già durante il Camp di quest’anno Federico aveva provato a stare seduto nel kayak. Però li era stato usato come se fosse un gioco da spiaggia… diciamo un materassino in materiale composito.

Oggi abbiamo fatto i canoisti!

sabato 28 giugno 2025

SottocostaKayakCamp - Arzachena 2025


 La scorsa settimana c'è stato il SottocostaKayakCamp 2025. 

Dopo il “botto” dello scorso anno, con i suoi 170 partecipanti, eravamo ben consci che ritornare ad una versione più classica (più “fatta in casa tra amici”) avrebbe significato raccogliere un numero di adesioni minori. Non è mancata qualche lamentela da parte di qualcuno che avrebbe voluto un “Maratea bis”.

Pochi sanno quanto è costato il Camp di Maratea in termini di tempo dedicatogli dagli organizzatori a partire da ottobre degli anni precedenti. I più attenti invece, dopo aver visionato i bilanci dell’associazione, si saranno accorti di quanto è costato anche in termini economici con grandi esborsi fatti soprattutto sul lato comunicazione.

Il SottocostaKayakCamp 2025 poi è stato in Sardegna, solo da li erano arrivate proposte.

Ed anche questo non ha favorito le partecipazioni, anche se devo dire alla fine che - escluso Maratea- i numeri del Camp si sono sempre assestati tra le 100 e le 120 persone “in continente”, considerando la scelta della Sardegna e della località in costa Smeralda con villaggio a 4 stelle non proprio economicissimo, a mio avviso non ci si può lamentare degli 88 partecipanti.

Come è andato giorno per giorno lo si può leggere sul blog dedicato all’evento, selezionando il tag “ARZACHENA 2025”

Dal mio punto di vista devo dire di non aver concluso molto. Vado, per un motivo o per l’altro, sempre più lontano dal vivere il Camp intensamente come nella mia prima partecipazione del 2019. E questo un po’ mi dispiace. Mi dispiace non poter sfruttare tutte quelle possibilità di crescita che solo il Camp mette a disposizione; così come mi dispiace macinare km ed ore di viaggio per navigare poco lasciando gran parte delle coste nel raggio d’azione delle attività da me inesplorate. Ed in più, come ulteriore aggravante, da laghèe quando mi capita di andare al mare vivo con sofferenza ogni minuto che passo fuori dal kayak con lo sconforto tipico delle occasioni sprecate…


Ma sono tornato a casa con soddisfazioni sotto altri punti di vista.

Matteo è andato per la prima volta in kayak!

Il prossimo mese compirà 4 anni ed è ormai un veterano del SottocostaKayakCamp, con già 3 presenze a curriculum. C’era all’Argentario 2021, aveva compiuto 2 mesi di vita il giorno prima della partenza; poi al Gargano 2023… ma non ha mai voluto usare il kayak, sebbene sia abituato ad uscire sul lago in canoa canadese.

Questa volta ha voluto uscire dalla confort-zone dello stare sulla stessa barca (canoa canadese) con papà e provare l’esperienza del kayak da mare.

Diciamo che c’è stato bisogno di girarci attorno un po’. Prima di partire l’ho portato a Vercurago con la scusa di caricare il mio kayak; abbiamo contemplato un po’ i kayakkini da bimbo, constatando quanto era bello e del tutto simile a quello di papà. Alla fine ha chiesto lui di caricarlo.

Anche arrivati in Sardegna, la settimana prima del Camp, sono passati giorni prima che chiedesse di metterlo in acqua. Ma una volta fatto il primo passo è stato tutto in discesa.

Il primo approccio è stato in acqua con mamma e papà in piedi di fianco a riva. Un kayak usato a mo' di ciambella.


Al secondo tentativo, dopo qualche giorno, abbiamo osato decisamente di più: il giro della baia con la marina di Isuledda. Sicuramente a molto è anche servito vedere i figli di Giovanni pagaiare con disinvoltura. A rimorchio siamo arrivati alla punta con gli scogli che delimitano la baia, e ci siamo avvicinati a curiosare tra gli scafi di alcune barche a vela ancorate in rada.

Sono arrivati anche alcuni treni di onde causate dal passaggio di barconi turistici, Matteo non ha mostrato il minimo disagio. Tornato in spiaggia ha raccontato il tutto alla mamma con la tipica esagerazione dei vecchi lupi di mare: così quelle ondine sono diventate addirittura GIGANTESCHE!!!

Sono riuscito a fare anche un bel video come ricordo:


Venerdì, ultimo giorno, grande navigazione. Sempre a rimorchio siamo partiti in direzione Cannigione, usciti dalla baia lunga traversata di 300m per raggiungere l’isolotto dei fichi d’india. Ci siamo anche fermati per lasciar passare un battello carico di turisti; agli occhi di Matteo, piccolo nel suo minuscolo kayak da mare, sembrava una grande nave. Raggiunta l’isola ci siamo zatterati lateralmente ed - in silenzio (per quanto possibile con un bimbo euforico)- ne abbiamo effettuato il periplo. Abbiamo ammirato i pulli dei gabbiani intenti nelle prime prove di volo e visto  la famosa scultura moderna dedicata a San Giovanni Battista (patrono di Cannigione), scivolando su un’acqua trasparente che lasciava vedere nel basso fondo dei bellissimi prati di posidonia.

Vista la situazione di assoluta tranquillità e la positività di Matteo, per il rientro sulla costa abbiamo fatto una traversata meno diretta, puntando la spiaggia di La Conia per goderci anche il pezzettino di scogliera che la separava dalla nostra baietta.

Alla fine abbiamo percorso ben 1 miglio nautico. Sembrerà una navigazione banale… ma è stata la più impegnativa ed emozionante spedizione che abbia mai guidato (e pagaiato)!
Rientrati in spiaggia anche Federico ha provato a sedersi nel pozzetto con il kayak in acqua. E' rimasto un po' perplesso... ma tendenzialmente se vede Matteo fare qualcosa, lui lo deve imitare.




Per il resto durante il camp ho preso parte ad una bella uscita di gruppo, con tutti i partecipanti, al primo giorno. Abbiamo deciso di aprire così questa edizione, in maniera un po’ anomala. Le ragioni sono spiegate nel blog del primo giorno.

Nel secondo e terzo giorno ho assistito alcuni istruttori in uscite didattiche di mezza giornata, nelle acque riparate del golfo di Cannigione.

Ho preso parte solo ad una vera navigazione nella giornata di giovedì: verso Capo d’Orso, poi la Maddalena ed infine risalendo il versante nord di Caprera fino a cala Napoletana.  Nel viaggio di rientro sono andato fuori di testa nell’attraversare i giardini di roccia tra Cala Garibaldi ed il ponte. Un ambiente davvero incredibile, accessibile solo in canoa. Il mare diventa una piscina con il fondo bianco da cui escono delle conformazioni di granito rosa che talvolta sembrano piante preistoriche, talvolta animali, talvolta giganteschi mostri marini pietrificati.

In realtà avrei voluto andare con Felice ai Monaci, sono partito da casa convinto di andarci. Al CK90 ne avevamo già parlato e studiato la carta nautica. Sarebbero state più di 21nm; io però non ero in vena di fare così tanta strada, mi sento fuori allenamento a causa del fatto che nell’ultimo anno per me avere la pagaia in mano è purtroppo evento raro. Questa navigazione a Cala Garibaldi, guidata da Attila e Gaudenzio sarebbe stata attorno alle 16nm. E me le sono godute tutte senza troppa fatica.



Il Camp si è concluso con la consueta cena accompagnata dalla classica malinconia che si sperimenta quando qualcosa di molto bello finisce. Il camp è sempre un’occasione speciale, anche solo per potersi incontrare con tanti amici sparsi per tutta Italia con cui si ha raramente possibilità di stare assieme. Sono davvero felice di aver pagaiato con Gaudenzio, Attila, Giovanni, Alex; di aver trovato in acqua Yannick… mi dispiace davvero di non aver potuto seguire Pietro nella sua missione dedicata a Pagaia Azzurra e nella sua tradizionale navigazione all’alba. Speriamo, in un futuro non troppo lontano, di poter recuperare.


Link all'album su Flickr:

ph: Luca Porcheddu - Azen Kayak






martedì 16 luglio 2024

Idro e Ledro "attenti a quei due" 2024

L'incontro sui laghi di Idro e Ledro è ormai diventato un appuntamento consolidato nel calendario di Sottocosta.


Un bel fine settimana a godere della fresca aria del Trentino giusto un paio di settimane dopo esser stati in qualche caldissima località per il Sottocosta Kayak Camp.

Quest'anno sono andato con la famiglia al completo.
Ovviamente non potevo pensare di abbandonare Gloria in spiaggia con i due bambini, per cui non abbiamo preso parte ufficialmente all'evento ma eravamo presenti giusto per la compagnia.

Però il richiamo dell'acqua è forte... ed ho pensato che abbandonare in spiaggia Gloria con solo uno dei due bimbi forse si poteva fare. Perfetto; Federico sarebbe stato con la mamma mentre io e Matteo ci saremmo goduti qualche simpatico giretto in canoa canadese!
Certo, presentarsi ad un raduno di kayak da mare in canadese è coerente come andare ad un track day per supercar con un autoarticolato.
Motivo per cui non abbiamo neanche fatto l'iscrizione all'evento, ma solo prenotato per cena; il vero cuore del raduno.

Siamo arrivati a Ledro con la nostra bellissima Swift sul tetto. Questa canoa è con noi ormai da due anni ed è stato il suo primo viaggio fuori dalle acque di casa da quando sono andato a ritirarla in Carinzia.
Una nota simpatica è stata il giorno prima della partenza; vado a fare rifornimento con la macchina già carica ed al distributore si ferma un tizio, ex canoista, appositamente per guardarla da vicino. Mi racconta della sua vecchia Old Town, poi mi stringe la mano dicendomi "complimenti, è raro in Italia vedere una barca così bella!".
Qualche intenditore dalle mie parti c'è; decenni fa sul Lago di Pusiano vi era una scuola di canoa canadese (si chiamava "il canneto") che ha avuto anche l'onore di ospitare Backy Mason.


Appena arrivati a Ledro una grande sorpresa: Caterina e Marco si sono presentati con un mega regalo per Matteo! Una pagaia per canadese a coda di lontra personalizzata con il nome sull'oliva e disegni di medusa e cavalluccio marino sulla pala.
E' stato il primo regalo ricevuto da Matteo per il suo 3° compleanno, festeggiato la settimana successiva. Chi conosce la storia di questo raduno, e del suo nome, ha ipotizzato che in futuro questo evento sarà forse da rinominare in "attenti a quei 3".

La parte meno bella della giornata è stata il meteo: il cielo era scuro e soffiava un bel vento. Nulla di preoccupante in kayak da mare... ma per una canadese da 17'6" dal bordo libero abbondante non è il massimo, specie se condotta da solo.


Così, mentre gli altri partivano per il periplo del lago, noi siamo rimasti in zona spiaggia. Ci siamo avvicinati alla cascata (artificiale) formata dal torrente Massangla proprio dove si getta nel lago; qui abbiamo ripescato una palla alla deriva e poi siamo subito sbarcati per giocare un po' nell'acqua. Matteo è rimasto a lungo a mollo nonostante il lago freddino ed il vento.
Ecco, se c'è un talento innato in questo bambino è proprio quello di scovare ogni minima opportunità per prendere un bel raffreddore!

La sera cena a base di pesce di lago a Baitoni. Ricordo due anni fà, Matteo aveva appena un anno e mangiò un gran quantitativo di pasta con il persico e filetto di salmerino. Quest'anno solo pasta in bianco.

Non è mancata la torta per gli 87 anni di Luciano a fine serata.

Per la notte siamo stati da Giorgio ed Ines.
Per sdebitarsi dell'ospitalità Matteo si è esibito in un gran concerto di tosse durato dal tramonto all' alba.

L'indomani mattina ritrovo sulla spiaggia di Baitoni, meteo perfetto previsto fino a mezzogiorno.
Tradizionale temporale pomeridiano annunciato dopo pranzo. La nostra idea è comunque quella di mangiare al locale e poi partire subito.
Scelta dell' orario azzeccatissima in quanto sono riuscito a dover caricare la canoa sotto al diluvio universale e ad onorare, anche quest'anno,  un'altra tradizione di questo raduno: ovvero l'oretta fermo in coda per incidente sulla provinciale che percorre la Valsabbia.  Tutti gli anni la stessa storia; non c'è modo di evitarlo.
Ragazzi io ve lo dico, l'anno prossimo o mi portate in elicottero, o io non vengo.

Comunque in acqua siamo stati al seguito del gruppo per il primo tratto della navigazione all'interno del biotopo del lago d'Idro e risalendo la foce del Chiese fino allo stramazzo sotto al ponte pedonale.
Le abbondanti piogge degli ultimi periodi hanno assicurato una discreta correntina con una bella vena d'acqua che correva veloce proprio al centro del canale e due tranquille e molto ampie morte ai lati; abbiamo approfittato per fare un paio di traghetti.
Qui abbiamo salutato il gruppo di kayaker; loro proseguivano mentre noi siamo rientrati per fare un po' di vita da spiaggia.

Andiamo?

Per Matteo è stato un evento importante: la prima volta in canoa fuori dal lago di Garlate. La cornice è stata fantastica; con acqua pulita, una bella compagnia ed un meteo tutto sommato buono.
In Trentino ci sono dei laghetti troppo piccoli per il kayak da mare in cui mi piacerebbe pagaiare con la canadese; quest'anno -tra l'altro- di acqua ne abbiamo in abbondanza per cui sarebbe stata la stagione giusta.
Mi viene in mente che Marco e Caterina vanno anche in canadese, e un paio di altri amici al CK90 potrebbero aggregarsi con piacere... Chissà che questo raduno non possa per un anno diventare multidisciplina.
La canadese, tra i suoi pregi, ha quello di costringere il canoista ad affinare alcune tecniche... Anche il più irriducibile dei lupi di mare ne trarrebbe un grande vantaggio.









domenica 3 settembre 2023

Matteo pagaia!


 Ieri - sabato 2 settembre 2023- è stato un grande giorno, una data da ricordare.

Non era certo la prima volta che Matteo si faceva un giretto in canadese ma, fino ad ora, aveva fatto solo da passeggero. Una zavorrina che si impegnava solo a studiare quello che succedeva attorno alla canoa.

Ieri finalmente si è convinto a prendere in mano la pagaietta e si è cimentato nel provare ad aiutare papà nella conduzione della canadese!

Di solito con Matteo non ci fidavamo ad allontanarci dai canneti che circondano la sede del CK90 ma, per l'occasione, abbiamo osato un po' di più.

Siamo arrivati fino al campeggio con Matteo che armeggiava con la pagaia da canadese più piccola in dotazione al CK. Come in tutte le attività che svolge si è impegnato e concentrato molto al punto che non era facile distrarlo neanche quando anatre e cigni ci passavano vicino. Si sporgeva spesso dal bordo per capire come mai la pagaia quando entrava in acqua si muoveva e rischiava di scappargli via dalle mani.

studi idrodinamici in corso

Arrivati al porticciolo del campeggio ci siamo fermati qualche minuto a guardare il nutrito gruppo di kayaker del CK90 intento a svolgere gli esami di certificazione Pagaia Azzurra SK1 e 2. Le loro manovre tra le boe ci sono sembrate un bel balletto.
Abbiamo anche visto ammarare e decollare due idrovolanti prima di fare dietro-front per tornare in sede per un pic-nic; anche se Matteo, entusiasta della situazione, sembrava intenzionato a compiere il giro del lago dato che alla domanda "dove andiamo?" lui rispondeva deciso "LA!" indicando con il ditino la sponda opposta.

Siamo rimasti un'oretta o poco più tra la navigazione di andata e ritorno dal campeggio e qualche zig-zag passando sotto ai ponticelli dei pontili ma Matteo avrebbe proseguito con piacere.
Anche perchè, poco prima dello sbarco, abbiamo trovato dei bimbi che ci guardavano da riva e Matteo (solitamente timidissimo) li salutava tutto fiero della sua bellissima barca e delle sue capacità da piccolo pagaiatore.

Sono veramente felice di questo avvenimento! 

Mini canoisti crescono!

domenica 18 giugno 2023

Gargano 2023: anche Matteo partecipa al Camp


 Ieri sera si è ufficialmente aperto il Sottocosta Kayak Camp 2023.

Grandissima emozione dato che si tratta del mio primo Camp da Tecnico ed anche del mio primo Camp da membro del direttivo di Sottocosta.

In questa settimana arriveranno oltre 100 kayaker da tutta Italia, 4 partecipanti anche dall'estero (Svizzera e Francia) mentre in acqua le attività saranno regolate da uno staff di 24 tra tecnici, istruttori, guide e maestri di Sea Kayak.

L'apertura, oltre al consueto discorso del neo presidente Giorgio Racca ed introduzione alle attività da parte dei tecnici, ha avuto anche un momento sorpresa in cui sono stati premiati il canoista più giovane (15 anni) presente all'evento ed il partecipante più giovane: Matteo!

Matteo non ha ancora compiuto i 2 anni ma è già alla seconda partecipazione ad un Camp in qualità di "accompagnatore". Già nel 2021 era presente al Camp sull'Argentario; allora aveva compiuto i 2 mesi di vita il giorno prima dell'apertura dell'evento.

Giorgio Racca ha voluto consegnare ufficialmente a Matteo la sua tessera di socio assieme alla maglietta di Sottocosta.
Ciò che rende questo pensiero ancor più speciale è che la tessera di Matteo è firmata Giorgio Nesca ed è l'ultima che ha fatto prima di chiudere la sua lunga e fruttuosa carriera alla presidenza dell'Associazione. 


Matteo e la mamma alla registrazione

Oggi sono iniziate le attività in acqua, con uscite "di ambientamento" utili alla reciproca conoscenza tra tecnici e partecipanti.
Da domani entreremo nel vivo delle varie opportunità a disposizione in questo fantastico evento!








giovedì 2 giugno 2022

Matteo in canoa!


Oggi, all'età di 10 mesi (quasi 11, quindi direi un bimbo quasi grande), abbiamo portato Matteo in canoa.

La canadese è davvero perfetta per le gite in famiglia; abbiamo usato una NovaCraft Prospector 16 e dopo aver fatto indossare a Matteo il suo bellissimo PFD dalle simpaticissime sembianze di pesce pagliaccio ci siamo imbarcati di fronte alla sede canneto del CK90.



Per prima cosa c'era da capire come è fatta una canoa.
Una ciuciatina al giogo è stata quindi d'obbligo. 


Siamo stati in acqua poco meno di mezz'ora durante la quale Matteo si è mostrato come sempre molto curioso ed attento a ciò che lo circonda. Ci sono stati anche degli attimi di grande stupore quando con la pagaia il papà sollevava schizzi d'acqua, nel vedere delle folaghe nascondersi tra i canneti ed anche quando siamo passati vicino alle barche ormeggiate ai pontili.
Alla fine, al momento di sbarcare, ha anche voluto prende in mano l'oliva della pagaia. Direi che promette bene!








SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...