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giovedì 7 novembre 2024

Concentrazioneskimokayak 2024


Anche quest'anno si è svolto il Concentrazioneskimokayak, storico incontro autunnale degli amici di Sottocosta sulla sponda veronese del lago di Garda, giunto ormai alla 23^ edizione.

Si trattava di uno dei tanti raduni organizzati negli anni da Luciano, ed è stato questo il primo incontro dopo la sua morte.
Gli Enzi, che non hanno voluto lasciare cadere questa bella tradizione, si sono occupati di dare continuità all'evento prendendosi cura tanto della parte logistica quanto della conduzione delle due navigazioni.

Base dell' evento il solito, ben attrezzato, camping Du Parc in Lazise.


l'invasione del porto vecchio di Lazise

La mattina di sabato 26 ottobre ci siamo presentati all' imbarco in una quindicina circa, sotto un cielo grigio che minacciava pioggia, per il più classico degli itinerari che ormai contraddistingue il concentrazioneskimokayak: Lazise, Bardolino, Garda, Punta San Vigilio e… ricerca del Pal del Vó! Non potevamo proprio rinunciare a questa “caccia al tesoro” tanto cara a Luciano.

al pal del Vò

Unica sosta con sbarco poco a nord di Garda.

La navigazione è stata estremamente tranquilla; lago piatto, neanche una bava di vento, traffico praticamente inesistente, temperatura tutto sommato gradevole e della pioggia che ci aspettavamo si è vista solo qualche sporadica gocciolina.

Punta San Vigilio

Una menzione particolare a Roberta che ha salvato un gabbiano ferito ed intrappolato in una lenza, avvistato dal gruppo penzolare stremato dalla prua di una barca a vela ormeggiata ad una boa.

l'inaspettato passeggero temporaneo

La sera ci siamo ritrovati tutti al ristorante per una cena in compagnia. Occasione sempre gradita di scambiare quattro chiacchiere non solo con i pagaiatori ma anche con gli accompagnatori. A catalizzare l' attenzione generale (specie del dopocena, quando Gli Enzi tirano fuori dal camper la loro vasta riserva di amari) i vari metodi insetticidi e repellenti sperimentati da Riccardo e Marina nei loro molti viaggi.


L' indomani mattina ci siamo ritrovati nuovamente sulla spiaggia esterna al campeggio, un gruppetto leggermente ristretto rispetto al giorno precedente. Questa volta navigazione verso sud con meta Peschiera del Garda. 

Al briefing si è presentato a sorpresa Checcobalanza, anche se impossibilitato a pagaiare. Ha comunque voluto essere presente per ricordare Luciano ed omaggiarci di un adesivo commemorativo.

il ponte di Porta Brescia

Dal campeggio a Peschiera la pagaiata è monotona, senza una buona compagnia di amici con cui parlare sarebbe una vera noia.

Peschiera, al contrario, è una vera perla. Abbiamo navigato tutti e quattro i canali che la attraversano e circondano le sue mura ricche di storia. 

Siamo tornati abbastanza presto, così da riuscire a sistemare e caricare l’attrezzatura ed addirittura fare un rapido aperitivo di chiusura prima di partire in tempo per evitare le immancabili code all' orario di chiusura dei parchi divertimento.

Il meteo è stato anche meglio del giorno precedente con assenza completa di precipitazioni e perfino qualche occhiata di sole.

Piroscafo Zanardelli

Noto sempre, in termini di abbigliamento, che questo è il raduno più vario di tutti.  Alcuni con la stagna, altri con il neoprene da mezza stagione e chi addirittura in calzoncini e giacca d’acqua leggera. Io ero in tuta stagna ed alla fine sono stato contento della scelta, ti rendi conto però di quanto la temperatura sia una percezione personale in quanto io così vestito stavo bene, mentre i turisti tedeschi di tutte le età (dai bambini alle nonnine) erano in costume a fare il bagno già alle 7 di mattina.

Sono stato davvero felice nel constatare che qualcuno ha deciso di prendersi l'impegno, non da poco, di portare avanti l'organizzazione di questi incontri. Incontri che sono si occasione per rivedere vecchi amici ma anche, come spesso accade, di fare nuove conoscenze. Grazie ad Enzo e Roberta, agli amici di Sottocosta ed... arrivederci al WISKIE!

Link agli articoli degli anni precedenti:

Concentrazioneskimokayak 2023

Concentrazioneskimokayak 2022

Concentrazioneskimokayak 2019

Concentrazioneskimokayak 2016







mercoledì 1 novembre 2023

Concentrazioneskimokayak 2023


 Cosa dire a proposito del Concentrazioneskimokayak 2023?

Potrei fare le lamentele da umarell, quelle in stile “non ci sono più le cose belle di una volta”.

Di questo storico raduno sul Garda avevo una specie di timore reverenziale, era un evento davvero molto tosto composto da due navigazioni impegnative: quella del sabato tra Torbole e Malcesine (a cui non ho mai preso parte) a lottare con i famosi venti del Benaco e la domenica una lunga pagaiata con la tradizionale ricerca del Pal del Vò ancorato da qualche parte in mezzo al nulla nella parte più ampia del bacino.

Quest’anno non c’è stato nulla di tutto questo. La pagaiata del ramo nord del lago non si fa più da due anni, proprio quando mi ero deciso ad affrontarla anche io, mentre domenica abbiamo navigato sulla classica Lazise – Punta San Vigilio stando sottocosta sia all’andata che al ritorno ed evitando la traversata in mezzo al lago cercando la secca del Vo’.


Organizzatore dell’evento Luciano che, con l’occhio bendato a causa di una ricaduta ad un noto problema all’occhio destro, era presente ma non ha potuto essere in acqua (correva il rischio di essere scambiato per pirata). Presenti, in veste di accompagnatori, anche Matteo e mamma Gloria.


Sirmione
Ritrovo sabato a Porto Bergamini, poco ad ovest del centro storico di Peschiera. Meta della navigazione la fortezza di Sirmione. Dopo il briefing, tenuto da Luciano con in mano la consueta groenlandese, la pagaia è idealmente passata di mano ai tecnici presenti (Fabio Capecchi, Antonella e me). A condurre il gruppo un grande aiuto è arrivato da Franco Soana che conosceva bene l’itinerario da fare ma non ricordava la spiaggia con il bar su cui avremmo dovuto sostare; io e Antonella chiudevamo mentre Fabio stava nel mezzo.


Il tratto di costa che separa Peschiera dalla punta di Sirmione non è poi molto interessante, anzi… è proprio noioso. Fortunatamente la buona compagnia ha reso comunque piacevole l’avvicinamento alla meta; in acqua eravamo 23 kayak  (tra cui due doppi, uno ad uso tandem ed uno con il pozzetto anteriore ad uso cuccia). Si trovano alcuni capanni da caccia all’anatra ed una distesa di palificazioni per la pesca, specie in Punta Grò.

ingresso a Porto Castello

Il Castello Scaligero è davvero un gran bel vedere; ancora meta di barche turistiche nonostante siamo a fine Ottobre. Siamo entrati nel porto del castello dal piccolo accesso sul lato orientale per sbucare dalla parte opposta e riprendere a navigare verso la punta sulla sponda occidentale.

Molto interessante anche la parte più settentrionale della penisola con un basso fondale di rocce piatte davvero molto particolare.


La pausa pranzo è stata sulla spiaggia del Lido delle Bionde. Sospetto il nome derivi dalla massiccia presenza di turiste tedesche in costume da bagno anche a fine ottobre. Da qui al punto di imbarco abbiamo fatto qualche taglio e la navigazione si è conclusa nei tempi previsti.


Il meteo è stato soleggiato, niente vento ed acqua piatta. Avevo dei calzoncini di neoprene leggeri e mi sono anche abbronzato! Praticamente una giornata di fine estate.


La sera ho fatto in tempo anche a fare un giretto a piedi per Lazise con Matteo e Gloria, doverosa la sosta al parco giochi prima della consueta cena di gruppo.

la darsena di Lazise
L’indomani mattina ci siamo svegliati sotto una pioggia leggera ma incessante. Cielo grigio con un ceiling basso; non potevamo certo aspettarci le temperature del giorno precedente. Così in meno di una settimana ho fatto il salto di due stagioni: lo scorso fine settimana all’Argentario era praticamente estate, qui il sabato una tiepida giornata autunnale e la domenica praticamente inverno con tuta stagna e cappello nord-ovest. E’ proprio il caso di dirlo: non ci sono più le mezze stagioni!


Trovati sulla spiaggia appena fuori dal campeggio eravamo solo in 11. Durante il briefing Luciano ha detto due parole in memoria di Andrea Bresil; la sera prima a tavola – parlando del più e del meno- avevo ricordato che proprio qui, un anno fa, è stata l’ultima volta che ci siamo visti.

All’imbarco questa volta c’era anche Matteo con la mantellina e gli stivaletti, ha controllato che nel mio kayak fosse tutto a posto e mi ha passato la pagaia in acqua.

Ruoli dei tecnici invertiti, questa volta la conduzione è toccata a me, la prima volta ad un raduno ufficilale. Che onore!

Avvicinamento a S. Vigilio

Abbiamo pagaiato sottococosta, entrando nei porticcioli storici di Lazise e Bardolino. Costeggiato anche il paese di Garda prima di arrivare all’incantevole Punta San Vigilio.

Posto stupendo con il bel tempo ma – devo dire – sotto la pioggia ha un fascino ancora più fiabesco.


Girata la punta, come sospettavamo, ci è arrivato il vento in faccia. Abbiamo così deciso di evitare la sosta nella Baia delle Sirene, dove avremmo solo preso del gran freddo, per tornare nell’insenatura tra San Vigilio e Garda dove avremmo potuto trovare riparo dal vento per pranzare in una situazione di maggiore confort.

Fortuna volle che l’unica mezz’oretta di tregua della pioggia abbia combaciato proprio con la nostra pausa pranzo quindi non è stato neanche necessario montare il tarp che Fabio aveva previdentemente portato.

Prima di ripartire abbiamo voluto fare una foto scherzosa in ricordo dei “vecchi tempi” in cui ognuno indicava con il dito la direzione in cui – secondo lui- si trovava il Pal del Vò. 

"è là, è là" - indicando il palo - foto Fabio Capecchi


Reimbarcati abbiamo tagliato di netto il golfo di Garda e puntato dritto su Bardolino; visto che eravamo addirittura in anticipo sulle previsioni ci siamo concessi nuovamente di rientrare a fotografare i due porticcioli prima di sbarcare al camping per concludere ufficialmente l’evento. 


greenland total black davanti a Villa Bernini - Lazise


Link agli articoli degli anni precedenti:

Concentrazioneskimokayak 2022

Concentrazioneskimokayak 2019

Concentrazioneskimokayak 2016



martedì 1 novembre 2022

Concentrazioneskimokayak 2022

 

Quest’anno volevo proprio partecipare a tutti e due i giorni del Concentrazioneskimokayak; le precedenti edizioni cui avevo preso parte mi avevano visto in canoa solo la domenica mentre per il sabato, quando il gruppo navigava lungo il tratto di costa che va da Torbole a Malcesine, mi godevo da turista la passeggiata tra Lazise e Bardolino.

Ponte dei Voltoni
Avevo già pensato a tutto: sarei sceso in acqua io il sabato per lasciare a Gloria la navigazione di domenica; oppure in alternativa si poteva provare a coinvolgere una nonna che avrebbe dovuto intrattenere Matteo in campeggio mentre mamma e papà scorrazzavano in giro per il Benaco.

Sono rimasto un po’ deluso quando ho visto che dal calendario ufficiale degli eventi di Sottocosta  2022 il tradizionale incontro sul lago di Garda non era previsto.

Mancava davvero poco alla fine di ottobre quando Luciano, con una visita di persona, mi ha portato la bella notizia: “ho appena mandato una mail; il Concentrazioneskimokayak si fa!”. 

Quando però è arrivato il programma dell’evento ho notato una importante variazione, l’uscita da Torbole era stata sostituita da una più comoda (dal punto di vista logistico) e meno impegnativa (dal punto di vista canoistico) navigazione partendo direttamente dal campeggio e dirigendoci a sud verso Peschiera.


Sono arrivato al camping Du Parc di Lazise venerdì sera, giusto in tempo per una pizzata con chi era già presente. Dato che Gloria aveva impegni lavorativi ero da solo, così mi sono accomodato in un lussuoso bungalow con Luciano e Franco Soana (eh si… ero con le alte sfere!).

Sabato mattina ritrovo in spiaggia per le 9:30 ed imbarco a lungo ritardato aspettando l’arrivo degli ultimi partecipanti imbottigliati nel traffico. Per tutti e due i giorni i briefing sono stati tenuti da Luciano in collaborazione con gli Enzi. Sole, acqua a 17°C, temperatura ancora quasi estiva, una brezza moderata da nord ovest e lago che per la mattinata è rimasto leggermente mosso fino all’ora di pranzo per poi spianare in calma piatta.

In acqua eravamo in 24 tra cui un kayak doppio… anzi, 2 kayak doppi di cui uno ad uso singolo con il pozzetto anteriore convertito in cuccia per un amico a quattro zampe.

Il tratto di costa che separa Lazise da Peschiera è davvero poco interessante; è tutta una spiaggia lungo la quale corre una passeggiata a lago; dietro qualche fila di alberi si notano sullo sfondo le cime delle più alte attrazioni dei parchi divertimento. 

Peschiera del Garda invece è un punto di interesse davvero importante che merita di essere visitato. Non abbiamo in verità raggiunto l’attuale centro abitato ma ci siamo limitati a percorrere i canali che costeggiano la fortezza edificata nell'esatto punto in cui dal lago nasce il Mincio. Questa imponente struttura, già strategica per l’impero romano, è ancor oggi usata nelle sue diramazione acquatiche come porto non solo per piccoli natanti da diporto ma anche per i traghetti e battelli del servizio di navigazione.

Passati attraverso il canale di mezzo sotto al Ponte dei Voltoni siamo poi rientrati nelle acque del Benaco costeggiando le mura occidentali e passando sotto al ponte di Porta Brescia.

Peschiera

Ponte di Porta Brescia


Lo splendore di Lazise al tramonto

Dopo questa piacevole visita abbiamo ripreso la via del ritorno verso Lazise solo per un breve tratto dato che le pance brontolavano e non vedevamo l’ora di aprire i gavoni. La sosta è stata lunga e molto piacevole. Io ho portato la Slinzega, i veneti il formaggio di Asiago, qualcuno le bollicine, dolcetti, frutta secca… La splendida giornata e l’ora solare hanno fatto si che si potesse potesse dilungare parecchio con questa convivialità.

Per finire ho estratto la moka ed ho constatato con stupore che eravamo ben in tre ad esserne dotati.

Al ritorno, con alcuni che non sarebbero stati presenti anche il giorno successivo, abbiamo superato il campeggio per raggiungere il centro di Lazise ed ammirarne le bellezze.

Lazise

La navigazione della domenica è stata invece la classica del Concentrazioneskimokayak, percorsa in senso antiorario. Lazise con il suo castello Scaligero, l’incantevole porticciolo storico su cui si affaccia la piazza centrale; poi Bardolino con un altro porticciolo; l’insenatura di Garda e successivamente l’incantevole Punta San Vigilio con la sua stupenda villa, la chiesetta ed il porticciolo.
Lazise

Pausa pranzo nella baia delle Sirene, qui però con un occhio di riguardo all’orologio perché con il passaggio all’ora legale il sole tramonterà prima ed inoltre il percorso è decisamente più lungo rispetto al giorno precedente. Però se il “pranzo al sacco” del sabato è stato ottimo ed abbondante la domenica ci siamo superati. La tradizionale tartina di benvenuto alla Luciano bagnata con un magnum di brut ha dato il via ad un pasto terminato in assaggini di vari liquori fatti in casa.

Per uno come me che non si sa trattenere è una prova durissima. Proprio quando il mio cervello, su precisa indicazione della pancia piena, comincia a suggerire un rigenerante pisolino godendo di questo anomalo sole autunnale arriva il momento di reimbarcarsi per il viaggio di ritorno.

Lo confesso, lo spirito è forte (quello della grappa alla liquirizia lo è sicuramente) ma la carne è debole. Amo il kayak… ma in quel momento sarei salito volentieri su un gommone.



Lazise


La tratta di ritorno prevedeva la  tradizionale ricerca del Pal del Vo’. Simpatico gioco che è anche un esercizio di navigazione. La rotta è nota, la bussola indica lo stesso per tutti, il vento manca per cui non c’è scarroccio, non mancano neanche i riferimenti orografici perché è allineato tra Punta San Vigilio e la penisola di Sirmione e neanche la visibilità manca. Tutto molto facile ma finisce sempre che su una trentina di canoisti (di cui alcuni anche dotati di GPS) nell’avvicinamento ci si ritrova con qualcuno che dice di averlo visto un po’ più in qua, chi un po’ più in la, chi dice che “non c’è dubbio, eccolo li!…. Ah no, è l’albero di una barca a vela”.

Raggiunto l’obiettivo foto di rito e via dritti su Bardolino per il rientro nuovamente sottocosta.

Dal punto di vista del meteo credo che oltre all’anomalo caldo per questo periodo dell’anno abbiamo anche trovato un giorno di calma piatta come forse è raro vederne sul Garda. Solo una breve bava di vento nel doppiare Punta San Vigilio e poi null’altro.

Palo del Vo'

La scelta più azzeccata del fine settimana è stata la partenza per il viaggio di ritorno. Ricordo che mi mettevo in macchina dopo lo sbarco ed il viaggio era veramente un inferno. Coda ovunque fino all’autostrada dato che è l’orario di chiusura dei parchi divertimento, coda in autostrada a Desenzano, a Brescia ed infine a Bergamo si tira una monetina per far decidere al fato se si farà coda in tangenziale a Milano o sulla SS342.

Quest’anno mi sono fermato a cena; così ho anche avuto tempo di fare con calma una doccia, salutare tutti come si deve, mettere a posto con cura l’attrezzatura (no, in realtà non l’ho fatto. Ho buttato in macchina tutto alla rinfusa come sempre ma volendo avrei avuto tempo di sistemare tutto). Alle 19:30 gambe sotto al tavolo con chi si fermava in campeggio per una notte in più e chi ha avuto la mia stessa idea. Alle 21:00 partenza con strade completamente libere.

Perfetto!


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2019

2016

lunedì 28 ottobre 2019

Concentrazioneskimokayak 2019



Partecipai a questo raduno -uno dei classici di Sottocosta- soltanto una volta, nel 2016, e devo dire che la ricordo come un'impresa titanica. Anzi, una mezza impresa titanica perchè presi parte solo alla navigazione domenicale saltando a piè pari la più lunga ed impegnativa (a causa del vento) navigazione del sabato; e ricordo perfettamente che arrivai stremato parecchie decine di minuti dopo il grosso del gruppo.

Lazise
Ho quindi deciso per quest'anno, in via del tutto cautelativa, di ripetere l'esperienza solo per il secondo giorno rimandando ulteriormente la pagaiata sulla parte settentrionale del Benaco. Come nel 2016 Gloria è venuta ma non l'ha neanche sfiorata l'idea di portare il kayak.

Il sabato siamo arrivati al campeggio in mattinata ed una volta preso posto nel bungalow ci siamo mischiati tra i turisti tedeschi che ancora riempivano Lazise e Bardolino; abbiamo passato la giornata godendo del tepore passeggiando sul lungolago spostandoci di bar in bar degustando degli Hugo. In pausa pranzo ci siamo mossi verso una frazione tra le colline per un memorabile pranzo in una di quelle trattorie di cui ti segni il nome "nel caso che passi di qui".

La sera, finalmente, ci siamo uniti agli altri canoisti per la cena in compagnia.

Il palo del Vò...eccolo!
L'indomani mattina ci siamo presentati all'imbarco alle 9.30, il briefing di Luciano ha illustrato lo stesso percorso svolto nel 2016 ma in senso contrario.

Dopo l'imbarco ci siamo diretti a Lazise dove abbiamo invaso il porto vecchio e successivamente fatto prua 235° per la ricerca del palo posto in mezzo al lago che segna la famosa secca del Vò.
Una volta conclusa la caccia al tesoro la rotta è stata verso la vicina ed incantevole Punta San Virgilio.
La chiesetta di S. Virgilio
Subito li dietro si trova la baia delle sirene, dove siamo sbarcati per la sosta pranzo sotto agli ulivi.
Come sempre dai gavoni è uscito ogni  ben di Dio, dal classico aperitivo di Luciano fino ai dolci e... dove c'è canoista veneto c'è grappa!
Siamo rientrati con calma, costeggiando le sponde di Garda, Bardolino ed in fine nuovamente Lazise dove siamo tornati stranamente in anticipo rispetto al previsto.
Devo dire che è stato molto più facile di quel che mi aspettavo, probabilmente dal 2016 ad oggi devo essere migliorato di molto quantomeno come pagaiata sulle distanze. Mi sono goduto tutta la navigazione e non mi sono stancato neanche più di quel tanto restando sempre al passo del resto del gruppo. Per questa volta non ero nelle retrovie a fermare il gruppo ma anzi stavo nel mezzo e riuscivo poi a riguadagnare la posizione senza sforzo anche quando mi allontanavo dalla riva per fare qualche foto da lontano col teleobiettivo.
Le condizioni sono state ideali: niente vento, lago piatto, acqua ed aria di temperatura gradevole e traffico a motore decisamente scarso. In tutto eravamo circa una trentina di pagaiatori.

nel porto storico di Lazise


Ultimo atto di questo raduno un'aperitivo in compagnia al ristorante del campeggio che ci ha ospitati e poi i saluti.
Prima di rientrare, per evitare le code in uscita da Gardaland, siamo tornati assieme a Luciano ed ai nostri compagni di bungalow Tania e Giovanni nella trattoria in cui avevamo pranzato il giorno prima e così abbiamo anche affrontato un viaggio di rientro senza code e con la pancia piena!






Link ai post degli anni precedenti:
2016

lunedì 31 ottobre 2016

Concentrazioneskimokayak 2016

Lazise sulla via del ritorno



Una cena in compagnia... così è cominciato per me e Gloria il raduno Concentrazioneskimokayak 2016.

Gelato?!
Dopo aver fatto una chiacchierata qualche settimana fa con Luciano Belloni ed aver deciso che la navigazione di sabato sarebbe stata troppo impegnativa (causa distanza percorsa e presenza di forti venti nella zona più settentrionale del Benaco) abbiamo deciso di partecipare solo alla giornata di domenica. Ma non potevamo certo mancare alla cena.
Gloria è venuta ma non ha voluto portare il kayak per paura di non riuscire a tenere il passo. Ovviamente in molti hanno criticato la sua decisione!



Siamo arrivati a Lazise sabato in tarda mattinata mentre il resto del gruppo stava lottando con il vento tra Malcesine a Torbole; abbiamo montato la tenda con calma e fatto una passeggiata in paese approfittando della temperatura mite per gustarci un gigantesco gelato seduti su una panchina di fronte all'incantevole porto vecchio di Lazise.

Abbiamo tirato sera prima di raggiungere gli altri in pizzeria. Non si pensi che la cena sia solo un “atto dovuto” nei raduni di due giorni... la cena è in realtà il vero cuore dell'evento.
Rara occasione per poter scambiare con altri malati di kayak esperienze e consigli. Abbiamo conosciuto nuova gente e ritrovato qualcuno che conoscevamo già... con le solite promesse di andarli a trovare sui “loro laghi” ed invitarli a visitare i “nostri”.

La mattina, dopo una colazione in compagnia, ci prepariamo all'imbarco. Già dal pomeriggio precedente guardavo i kayak sui tetti delle auto sperando di trovarne qualcuno al mio livello. Purtroppo, una volta allineate tutte le 22 barche sulla spiaggia, ho avuto la conferma che io ero il kayak più corto (effettivamente 470cm sono il minimo per poter partecipare alle uscite di Sottocosta) e l'unico in polietilene.
Svettavano dal gruppo filantissimi Tiderace, Rockpool e Cscanoe. Ancora una volta il mio corto e cicciottoso Prijon avrebbe arrancato dietro a quelle belve nate per macinare miglia in mare.

Una nota di colore riguarda l'abbigliamento: io ed altri due avevamo la muta stagna, e guardacaso eravamo i tre più giovani del gruppo, mentre per la maggiore andava il neoprene; i più anziani del gruppo, kayaker dalla venerabile età, erano in giro in pantaloncini e maglietta.

Pal del Vò: trovato!
La navigazione prevedeva la partenza direttamente dal campeggio, poco a sud di Lazise, sfilando poi di fronte al centro storico dove abbiamo letteralmente invaso il piccolo e caratteristico porto storico; poi sempre verso nord costeggiando Bardolino e Garda prima di raggiungere Punta San Virgilio dove anche qui abbiamo invaso la darsena del palazzo di fine 1400 che ora ospita lussuosissimo hotel. Per la pausa pranzo ci siamo spinti ancor più a nord, poco oltre la baia delle sirene. Pausa che ha avuto fine con il tradizionale grappino di Luciano.


Nuovamente in acqua ci siamo dati alla caccia al tesoro ricercando il “pal del Vò” pilone che emerge dalle acque e che segna la cima – sommersa – del monte Vò, punto più alto di una catena montuosa subacquea. La secca si trova più o meno sulla direttrice che unisce la punta di Sirmione con Garda e con la bella giornata che c'è stata il pilone era ben visibile poco dopo Punta San Virgilio.
Fatte le foto di rito attorno al palo abbiamo puntato nuovamente Garda per riprendere da li la navigazione di rientro sottocosta ripassando da Bardolino, dove abbiamo visitato il porticciolo che avevamo quasi ignorato all'andata, per tornare a Lazise ed ammirarla illuminata da una la luce calda che solo il sole autunnale che si avvia verso il tramonto può dare.

Il viaggio di ritorno, dopo pranzo, è stato abbastanza duro e non mi vergogno di ammettere che ho faticato a tenere il passo rimanendo costantemente in fondo al gruppo e raggiungendoli solo quando si fermavano a guardare qualcosa.
Pausa pranzo all'ombra degli ulivi
A fine navigazione la traccia GPS segnava 14nm (26km) reali contro le 10nm previste dal programma. Questa giornata mi ha insegnato a prendere con le pinze le previsioni dei kayaker navigati che non si formalizzano di fronte a qualche miglio in più.

Tornati al campeggio giusto il tempo di caricare il tutto in macchina, fare una doccia veloce e salutare caldamente tutti prima di sottoporsi a quella masochistica pratica moderna che è la coda al casello.

In questa pagaiata ho collaudato la action cam Nilox che mi è stata regalata per il compleanno ed ho avuto modo di provare la pagaia Nunavik di Avatak.



Superfluo ringraziare gli amici di Sottocosta. Un ambiente molto bello e pulito capitanato dall'immancabile Luciano i cui “riti” (dall'augurare la buona giornata ad ognuno nome per nome poco dopo l'imbarco al grappino nel gavone passando per tanti piccoli gesti che fanno gruppo) in cui ci si trova subito a proprio agio nonostante sia un principiante con una barca poco marina ed abbia un pochino rallentato il gruppo sulla strada del ritorno.

Marco, col suo lunghissimo Voyager, chiude l'accesso alla darsena di S. Virgilio



La barchetta sul laghetto

martedì 19 aprile 2016

Il Garda da Manerba con Sottocosta

Avvicinamento all'Isola del Garda

Questa domenica abbiamo, per la prima volta, partecipato ad uno dei raduni di Sottocosta.

Stando alla descrizione dell'evento si proponeva come giornata adatta ai principianti.
Imbarco
Il ritrovo è stato a Porto Torchio di Manerba del Garda.
Ci ha rassicurato vedere che non c'erano solo performanti kayak da mare in composito ma anche qualcuno con barche in polietilene sotto ai 5m.
Alla fine si diceva che fossimo in poco meno di 50, una gran bell'ondata di kayak!
Dopo il briefing, tenuto dal mitico Luciano, ci siamo imbarcati e diretti verso l'Isola dei Conigli.
I primi momenti in acqua sono stati di ambientamento: dopo un intenso fine settimana a fare il corso foundation sui Tiderace con la pagaia groenlandese tornare sui nostri Prijon, corti e con una minor stabilità direzionale, è stato un piccolo trauma. Superato questo nuovo primo impatto si è subito notato che il corso ha dato buoni frutti in termini di maggior naturalezza e disinvoltura nella gestione del kayak. Anche la grande maneggevolezza dei nostri Prijon si è rivelata utile in quanto non siamo abituati a pagaiare in un gruppo fitto.
Raggiunta l'isola con i suoi scogli abbiamo puntato a Nord, tagliando il golfo per raggiungere subito Isola del Garda con la sua imponente e spettacolare villa. Dinnanzi a questa struttura ci siamo fermati qualche minuto facendo un gruppo stretto zatterandoci a vicenda per ascoltare le informazioni che ci venivano date da un kayaker-cicerone locale riguardo aspetti storici ed artistici sull'isola e la struttura che ospita.
Abbiamo deciso di circumnavigare l'intera isola in senso orario stando molto vicini alla costa per riuscire a vedere bene le piante fiorite; incredibile il profumo che si sentiva.
La fame cominciava a farsi sentire per cui ci siamo allungati nel golfo di Salò dove siamo sbarcati per il pranzo al sacco... incredibile quello che è uscito dai gavoni!
A quanto pare questa associazione sportiva prende seriamente la pausa pranzo come momento di condivisione ed amicizia; davvero un bel gruppo!
La sosta purtroppo è durata giusto il tempo di mangiare e bere. Una sottile pioggerella ci ha fatto risalire in kayak al volo per cercare di tornare prima di un temporale che era previsto per il tardo pomeriggio. Il rientro da Salò è stato costeggiando nuovamente Portese fino a doppiare punta san Fermo per rientrare poi nel golfo di Manerba che questa volta abbiamo percorso stando sottocosta fino al punto di imbarco.

Il bilancio finale è senza dubbio positivo nonostante il meteo (sempre coperto, e con qualche goccia d'acqua ogni tanto che però non disturbava). E' stata una giornata per noi piena di “prime volte”:
Prima uscita con Sottocosta ASD;
Prima pagaiata in un gruppo decisamente numeroso;
Prima volta sul Benaco;
Prima volta in kayak dopo il corso;
Primo viaggio autostradale coi kayak sul tetto.


Grazie a Luciano Belloni ed alle altre guide ed istruttori che hanno organizzato l'uscita e garantito la sicurezza di tutti, grazie a tutti i partecipanti per la compagnia!



Ponziane MareMarathon 2026

 La MareMarathon delle isole Ponziane era uno di quei sogni che avevo nel cassetto da non poco tempo. Ogni anno Luciano, quando si avvcinava...