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lunedì 20 dicembre 2021

L'ultimo plenilunio del 2021

 

Quando mi è stato detto che si voleva organizzare una breve uscita in notturna per salutare l'ultima luna piena dell'anno ho subito pensato fosse una meravigliosa idea. Adoro le navigazioni notturne e questa esperienza in pieno inverno mancava proprio al mio curriculum.

alcuni kayak "addobbati"

Sabato ci siamo così imbarcati in 7 dalla sede canneto del CK90 con le ultimissime luci del giorno; non avevamo grandi progetti... l'idea iniziale era addirittura quella di arrivare al Ponte Vecchio e fare li un piccolo aperitivo galleggiante. Poi, strada facendo, abbiamo pensato che potevamo raggiungere Lecco e fermarci di fronte al lungolago addobbato con le luci natalizie.

Mentre eravamo dalle parti del Bione abbiamo assistito al sorgere della luna piena che è spuntata da dietro le guglie più meridionali del Resegone. Il nostro satellite ci ha poi fatto compagnia per tutta la serata.

Proprio di fronte a Piazza Cermenati abbiamo zatterato i 7 kayak e brindato con prosecco ed un'ottima bottiglia di vov fatto in casa da Elisa. 
Qualcuno storcerà il naso ma pare che l'aperitivo a base di vov diventerà di gran tendenza!

E' stata una notturna un po' particolare; più che notturna è stata una navigazione al buio dato che per le 21.00 i kayak erano già all'asciutto sulla rastrelliera ed i canoisti in un pub con le gambe sotto al tavolo e la pinta in mano. D'altronde si sa che le giornate invernali sono molto corte per cui si può pagaiare al buio anche prima di cena.

Non sarà l'ultima pagaiata del 2021 ma a tavola, come si fa sempre negli ultimi giorni dell'anno, si tirano un po' le somme e si discute dei progetti futuri. Tutti i presenti sapevano già che negli ultimi mesi mi è nato un forte interesse (per ora squisitamente teorico) riguardo la canoa canadese turistica; dato che alcuni condividono questa curiosità e che Ado e Felice si sono detti disponibili a darci due dritte si è prospettata la possibilità, per il 2022, di cimentarsi anche con la pagaia a pala singola.


lo zatterone per l'aperitivo



Il centro di Lecco ed il Ponte Vecchio



domenica 25 luglio 2021

Notturna al CK90

Una "Lucia" illuminata

 

 Una pagaiata notturna al Ck90.
In 29 tra Inuit del Lario "anziani", nuove leve del sodalizio e qualche ospite - tra cui graditissima la presenza di Luciano- ci siamo imbarcati con le ultime luci del giorno.
Partenza ufficiale dalla sede Gallavesa lo scopo era pagaiare un paio d'ore effettuando il periplo del lago di Garlate.

ultimi chiarori appena dopo l'imbarco
 

 Allestiti i kayak con i tradizionali starlight colorati e stabilita la numerazione di sicurezza siamo partiti risalendo la costa orientale fino a ponte della SS36 dove abbiamo attraversato sulla sponda opposta.

Enzo nelle tenebre
Qui, appena volto lo sguardo a sud, ci siamo fermati per ammirare il sorgere della luna piena da dietro i monti che separano la provincia di Lecco dalle prime valli bergamasche.

 Abbiamo pagaiato in pieno relax godendoci il fresco della notte che ci ha confortato dopo giorni di caldo torrido.

Rientrati alle rispettive sedi ci siamo poi trovati tutti al canneto dove Gli Enzi, ogranizzatori dell'evento, hanno offerto un rinfresco per festeggiare l'acquisto di un camper che - ne sono certo - si vedrà spesso e volentieri ai raduni di Sottocosta.






 

 

domenica 28 luglio 2019

Lario: questa notturna non s'ha da fare

Ci deve essere qualche strana forza negativa attorno alla classica notturna di Sottocosta sul Lario. Storico evento organizzato da Luciano che regolarmente dal 2016 mi vede tra gli iscritti e che, di fatto, non sono mai riuscito a fare.
Ogni anno è sempre peggio.
Se nel 2016 avevamo fatto un bel giretto - sebbene di molto accorciato rispetto al previsto a causa del vento - arrivando quantomeno sotto a Dervio, nel 2017 ci siamo limitati al periplo in serata del lago di Piona dato che le previsioni annunciavano temporali in tarda serata ed i forti tuoni che udivamo ne erano la più palese conferma.
Lo scorso anno, il 2018, neanche abbiamo scaricato i kayak dalle macchine ma quantomeno eravamo un bel gruppone di amici seduti attorno ad un tavolo; in realtà dopo cena mentre io ero sulla strada del ritorno qualcuno è uscito giusto per bagnare l'attrezzatura.
Quest'anno il disastro. Allerta meteo ai massimi livelli, la Provincia che sui quotidiani on-line dirama avvisi e raccomandazioni riguardo al sostare sotto agli alberi oppure ai pericoli delle bombe d'acqua. 
Unici presenti sono stati Luis (col suo surfski che svettava sul tetto dell'auto) ed, ovviamente, Luciano. Gloria ed io li abbiamo raggiunti per la cena a el Logasch perchè la tradizione così vuole: se non si pagaia bisogna far andare la forchetta.
Così tra pizzoccheri, sciatt e bresaola - anche senza aver portato i kayak - possiamo dire che noi alla notturna c'eravamo!



Link ai post degli anni precedenti:

Anno 2018
Anno 2017
Anno 2016


martedì 2 luglio 2019

Sottocosta KayakCamp - Gargano 2019


Il primo camp non si scorda mai! Il più grande evento nazionale di kayak da mare, organizzato da Sottocosta, si è svolto quest’anno al Gargano con base a Cala Campi in Vieste.
Sono partito con la ferma intenzione di fare molte navigazioni lunghe, di quelle da circa 16nm ( 30km) che impegnano tutta la giornata, lasciando in secondo piano le uscite didattiche. Avevo la sensazione di sprecare un’opportunità impegnando tempo ed energie in un corso che avrei potuto fare a due passi da casa sacrificando e riducendo le attività  “esplorative” di questa splendida costa; ma alla fine non è andata proprio così.
Di navigazione lunga ne abbiamo fatta solo una, tra l’altro l’ultimo giorno quando non erano previste uscite programmate. Una volta in acqua abbiamo sentito subito -la prima mattinata- il fermento nato dal confronto di esperienze con numerosissimi altri pagaiatori e dalla grande disponibiltà degli istruttori intuendo immediatamente che ci sarebbero state ottime possibilità di crescita… e così è stato.



recupero di una rete da pesca con galleggianti e piombi


Arrivati al Gargano sabato in tarda mattinata ci siamo dedicati al riposo, meritato dopo il lunghissimo viaggio, ed a prendere contatti con gli altri partecipanti.
In tutto saremmo stati 93, la regione con più presenze proprio la Lombardia con ben 33 partecipanti. Oltre che da tutta Italia presenze anche da Svizzera e Francia.
La domenica con Gloria abbiamo fatto, da soli, la prima uscita in kayak: giusto il giro della baia. Uscita breve dato che vento ed onda - come di consueto- spazientivano Gloria che sbuffava e si lamentava… mai avrei immaginato il grande cambiamento che ci sarebbe stato di lì a pochissimi giorni. Il pomeriggio l’abbiamo impiegato facendo un rapido giro a Vieste per visitarla e fare un po’ di spesa. In serata apertura ufficiale del Camp con i consueti discorsi, briefing, illustrazione delle attività ed un apericena in pineta tutti assieme. Ogni giorno prevedeva più attività, alcune che impegnavano da mattina a sera, altre solo mezza giornata; ogni uscita aveva un limite massimo di partecipanti variabile ma che comunque non avrebbe mai superato le 15 barche istruttori/guide compresi. Siamo stati anche muniti di sacchetti per raccogliere la spazzatura che avremmo trovato in mare.

 

Per il lunedì mattina Gloria ed io ci siamo iscritti ad una navigazione breve, di sole 6nm totali, verso Pugnochiuso. Il viaggio di andata è stato lento, con mare piatto e senza vento; neanche a dirlo siamo entrati in ogni grotta ed in ogni pertugio in cui fisicamente ci si potesse infilare in kayak, solo Gloria era restia e per la maggior parte stava fuori, a qualche metro dalla scogliera ad aspettare. Passati oltre Pugnochiuso ci siamo dilungati fino ad esplorare anche l’insenatura successiva - Baia della Pergola - prima di fare dietro front per tornare su una spiaggia a poche centinaia di metri per una veloce merenda al sacco. Il viaggio di ritorno l’abbiamo fatto senza dilungarci in attività esplorative anche perchè siamo stati parecchio rallentati da un ostinato vento contrario (dal quale tentavamo di ripararci allargandoci in ogni golfo al posto che fare i taglioni diretti che avevamo previsto) e dal mare che ha iniziato a creare onda. Ovviamente Gloria non era felice del meteo ma tentava, educatamente, di nascondere il suo stato d'animo.
Rientrati a Cala Campi in ritardo rispetto al previsto abbiamo avuto solo poco più di un’oretta di riposo e ristoro prima di imbarcarci nuovamente per raggiungere la prima baia a sud - Cala della Sanguinara - e dedicare il pomeriggio alla didattica in acqua. Gloria si è aggregata al gruppo di Felice per perfezionare la tecnica dell’appoggio basso mentre io ho conosciuto Pietro - valido istruttore romano - col quale, assieme ad un piccolo gruppo che si sarebbe poi consolidato nei giorni successivi, abbiamo iniziato un intenso addestramento su salvataggi ed autosalvataggi.

Martedì senza kayak: visita organizzata alle isole Tremiti. Autobus fino a Vieste porto, traghetto fino a San Nicola, visita guidata alla parte storica dell’isola, tour in motoscafo con sbarco su San Domino, rientro a San Nicola per l’ultimo traghetto disponibile. Tutto molto bello… specie l’ascoltare il chiaccherio generale sulla via del ritorno riguardo al tornarci in kayak, magari fuori stagione!

Mercoledì nuovamente in acqua. In mattinata navigazione breve (le solite 6nm) verso nord fino a Porto Nuovo, proprio all’inizio del lungo spiaggione che arriva a Vieste città. Vento assente e mare piatto. Anche questa volta all’andata abbiamo scrutato da vicino palmo a palmo ogni apertura ed ogni centimetro di falesia, sosta rigenerante nella Baia di San Felice (proprio prima dell’omonimo e spettacolare arco naturale) e ritorno  dritto, velocissimo. Tanto per far capire quanto era interessante la costa e quanto ci dilungavamo nella sua esplorazione basta pensare che da Cala Campi a Porto Nuovo ci abbiamo impiegato circa 4 ore, per la tratta di rientro siamo stati abbondantemente sotto l’ora.
Nel pomeriggio con Felice nella solita “baietta degli esercizi” didattica di ripasso delle manovre previste nel corso Pagaia Azzurra SK2; anche se non eravamo del tutto convinti di iscriverci all’esame.
La sera spettacolare uscita notturna organizzata da Luciano, unica attività senza limite di partecipanti ed anzi, come ha scritto qualcuno su un bigliettino apparso in bacheca, addirittuara “obbligatoria”. Saremo stati una settantina: con gli strarlight assicurati alle prue dei kayak, il cielo stellato con qualche lievissima velatura, mare piatto ed una luna piena e rossa che è sorta a metà escursione. Abbiamo fatto il giro della baia, il periplo dello scoglio e dell’isolotto di fronte e poi ci siamo allungati verso nord fino al trabucco in Testa del Gargano, infilati nel tunnel naturale che ci passa sotto e sbucati quindi nella baia successiva. Invertita la rotta nel viaggio di ritorno abbiamo esplorato le due grotte maggiori, compresa la splendida Sfondata Grande. Un’esperienza davvero unica e suggestiva.

Giovedì Gloria ed io abbiamo intrapreso strade diverse. Io con Pietro, Yannick e relativo gruppo siamo tornati sulla spiaggia prima del meraviglioso arco di San Felice. Il viaggio l’abbiamo fatto pagaiando in formazione di fila stretta lungocosta ed in riga attraversando gli stretti o i “corridoi” delle motonavi. Nella baia ci siamo scatenati fino quasi a sera con appoggio alto, salvataggio a T, salvataggio di lato, salvataggi tradizionali, eschimo assistito com la prua o la pagaia di un compagno, eschimo col paddle-float, rientro ed eschimo col paddle-float, traini corti ed a contatto durante le operazioni di soccorso ad un kayaker in difficoltà. Gloria invece si è aggregata a Gli Enzi che, anche loro in direzione San Felice, con la scusa del “giretto turistico” sottocosta hanno alternato l’esplorazione delle grotte ad esercizi di acquaticità culminati con il prendere grande confidenza con l’uscita bagnata ed il successivo classico salvataggio a T.
La sera del giovedì è stata anche quella della cena sociale di Sottocosta, seconda per numero ed importanza solo a quella del WiSKIE.

Venerdì, ultima giornata di attività organizzate. Io sempre nel gruppo di Pietro e Yannick verso San Felice dove ci siamo esercitati dalle 9.30 alle 16.30 con solo una breve pausa per il pranzo al sacco mentre Gloria in mattinata ha ripassato con Felice le tecniche SK2.
Alle 17.00 in poco più di una decina circa abbiamo navigato in fila stretta sino a Cala della Sanguinara per l’esame della Certificaznone Nazionale Pagaia Azzurra SK2. Dopo aver mostrato agli esaminatori tutte le manovre previste ed aver effettuato un salvataggio nel ruolo di vittima, uno nel ruolo di soccorritore ed un autosalvataggio siamo rientrati sempre in formazione stretta stando molto sottocosta, attaccati alle falesie, dimonstrando la capacità di mantere il proprio kayak in rotta ed in andatura anche con il mare che aveva formato un po' di onda che si confondeva tra diretta e riflessa creando una situazione di dinamicità che richiedeva continue correzioni e variazioni di assetto mentre l'istruttore alla testa del gruppo -appositamente- variava in continuazione direzione e velocità. In serata, dopo il debriefing degli esaminatori, ci è stato comunicato l'esito - per noi positivo - e che avremmo potuto quindi procedere con la richiesta del brevetto alla FICK! Abbiamo appreso con gioia questa notizia; fondamentale, oltre al lavoro di questi intensi giorni, è stato anche il corso Foundation che avevamo fatto, ormai qualche anno fa, a Lerici nella splendida Scuola di Mare Santa Teresa. Esperienza che fu breve ma fondamentale per gettare le basi di tutto quello che abbiamo poi imparato sullo stare in kayak negli anni successivi e consolidato durante questi giorni.

Per il sabato - ultimo giorno di questa intensa ed emozionante esperienza - non erano previste attività, a parte una navigazione di 12nm all’alba con partenza alle 3.00 a cui avrei con piacere preso parte se non fossi stato così provato dai due giorni precedenti. Ci siamo quindi accordati con Felice (resosi gentilmente disponibile a farci da balia), i nostri compagni di bungalow (Fabrizia ed Oliver) e Francesco per una navigazione in direzione nord fino alla Baia delle Zagare. Prevista la partenza in tarda mattinata per avere qualche ora di sonno in più e navigazione abbastanza spedita fino a Pugnochiuso dato che fin lì avevamo già passato in rassegna tutto nei giorni precedenti. Ho pagaiato in maniera stanca, rallentando il gruppo fino a Cala della Pergola, convinto di arrivare ad un certo punto, sbarcare su una spiaggia molto prima della meta ed aspettare gli altri sulla rotta di ritrono dato che proprio faticavo nel tentativo di spingere avanti il kayak che mi sembrava avere il freno a mano tirato. Mi sono rinvigorito solo dalle parti di Vignanotica, inebriato dalla bellezza delle grotte di questo tratto di costa per me nuovo e dalla maestosa imponenza delle bianchissime falesie a picco sul mare. Ci siamo fermati per il pranzo al sacco in Cala della Pipa, poco oltre i famosi faraglioni che delimitano a nord la Baia delle Zagare.
Nel viaggio di ritorno, nonostante il mare non proprio piatto - ma neanche eccessivamente mosso da infastidire- abbiamo comunque ripassato tutti i punti e le grotte di maggior interesse fino a Cala Campi...riuscendo anche a scoprire “nuove” grotte che si aprivano dietro a fessure a cui non avevamo dato molto conto.
Ma la cosa più incredibile è stata tornare a pagaiare con Gloria, dato che da tre giorni facevamo attività separate. L’avevo lasciata nelle mani di Felice e Gli Enzi che evitava le grotte, stava sempre ad una certa distanza dagli scogli, si lamentava e preoccupava se il mare non era liscio come l’olio; adesso tra le onde sorrideva, pagaiava spedita a velocità di crociera, era la prima ad entrare in grotta sempre alla testa del gruppo e stava sottocosta a guardare gli scogli e le insenature manovrando con maestria e naturalezza anche quando arrivavano le fastidiose grandi onde causate dai barconi che sfrecciavano facendo la spola carichi di turisti. Un cambiamento radicale ed incredibile!

Come ultimissima attività, mentre il resto del gruppo rientrava, con Felice e Gloria ci siamo fermati in Cala della Sanguinara, infondo a questa insenatura stretta e curva vi è una minuscola spiaggia irraggiungibile da terra ed invisibile dal mare. Abbiamo raccolto quanta più plastica ci era possibile trasportare coi nostri tre kayak.
Avremmo avuto da raccogliere per giorni e da riempire interi containers dato che, esposta al vento che spinge in questo imbuto naturale tutta la plastica che c’è in mare e, per questioni orografiche, ignorata dai turisti (quindi anche dalle attività di pulizia stagionali) era veramente impossibile in mezz’oretta fare qualcosa in grado anche solo di cambiare il colpo d’occhio di questo piccolo angolo di paradiso ridotto ad una discarica; ma ci sembrava romantica e doverosa l’idea di concludere quest’avventura tentando di ridare decoro alla baia che ci aveva che ci aveva ospitati per l’esame e parte dell’addestramento finale SK2.



La plastica raccolta... gavoni pieni ed il resto legato in coperta



LINK CON LE FOTO NELL'ALBUM FLICKR: KAYAK CAMP 2019 GARGANO


lunedì 30 luglio 2018

pagaiata sotto l'eclissi di luna



Da parecchi giorni il web era pieno di notizie riguardanti l'eclissi di luna più lunga del secolo.
Il nostro satellite sarebbe sorto poco dopo il tramonto del sole presentandosi di un colore arancio intenso per poi, lentamente, rivestirsi spicchio dopo spicchio del suo più classico color argento.
L'idea è venuta spontanea; un bel giro in notturna del lago di Pusiano poteva essere una cornice ideale per godere di questo spettacolo. Un'uscita semplice, senza troppi pensieri: anche Gloria si è subito detta entusiasta dell'idea!

All'avventura si sono uniti anche Mery, Luca e Stefano.
Imbarcati a Merone poco dopo le 21 abbiamo cominciato il giro in senso antiorario passando prima per il lido di Casletto e poi dirigendoci verso Bosisio. Il primo avvistamento della luna è stato registrato da Luca mentre ci avvicinavamo alla Comarcia, semi nascosta sia dagli alberi sia dalla foschia ben presente verso Lecco.
Prima ed unica sosta a Pusiano per un gelato e poi di nuovo a bordo per completare la navigazione.
Il maggior spettacolo si è visto quando noi eravamo attorno all'isola, tra alberi morti semisommersi e strani uccelli che si facevano avvicinare molto più del solito la luna era alta in cielo, libera da nubi e foschia e con la faccia che lentamente si illuminava da rosso a bianco.
Siamo poi tornati verso Merone per sbarcare.

Tornati a casa ho scaricato solo il kayak di Gloria. Per il giorno dopo era previsto che partecipassi ad una seconda notturna, la classica di Sottocosta organizzata da Luciano. Quest'anno l'evento era dedicato alla memoria di Henry che è mancato lo scorso anno proprio mentre noi eravamo li a Piona a pagaiare la sera sotto un temporale. Purtroppo non ho conosciuto Henry, canoista scozzese che ha vissuto a Varese, ma tutti lo ricordavano per il suo grande spirito ed amore per la birra.
Non siamo potuti uscire in kayak dato che, nonostante sia partito da casa sotto un sole cocente, all'orario previsto di imbarco è arrivato un violento temporale con forte vento ed un'infinità di fulmini che sembrava intenzionato a rimanere a lungo.
Abbiamo quindi cambiato programma ed allestito prima un aperitivo al volo con i fiumi di birra offerti da un canoista super attrezzato e poi ci siamo messi con le gambe sotto al tavolo per una pizzoccherata durante la quale Luciano ha ricordato Henry e fatto commuovere un po' tutti, specie il figlio venuto dalla Scozia apposta per l'evento.

Sebbene dispiaccia che il meteo si sia rivelato pessimo è stato comunque piacevole incontrare altri canoisti che non vedevo da tempo. Oltretutto l'idea delle due notturne in due giorni mi stuzzicava parecchio...ma ci sarà sicuramente in futuro tempo per recuperare!



martedì 1 agosto 2017

Tentata notturna con Sottocosta


Lo scorso anno c'era vento, acqua mossa ed un gran cielo stellato.
Vento ed onde sono rimaste; ma questa volta accompagnati da nuvoloni cupi, lampi, tuoni e pioggia.

Siamo partiti da casa con il gran dubbio del meteo: io speranzoso di riuscire a fare la notturna; Gloria che non ne aveva la minima intenzione e che si sarebbe riservata di scegliere in base al tempo se partecipare o meno alla Lario in Voga domenica mattina.


Arrivati al campeggio di Piona abbiamo trovato ad aspettarci “vecchi” amici di Sottocosta che è sempre un gran piacere rivedere ed abbiamo fatto conoscenza con altri che non avevamo ancora incontrato.

Una volta scaricati i kayak e montata la tenda ci siamo radunati al bar per chiacchierare davanti ad un caffè temporeggiando oltre l'ora d'imbarco prevista nella speranza di vedere sparire le nuvole.

il capitano
Alle 19.00, dopo aver allineato i kayak sulla spiaggia ed aver controllato l'attrezzatura è stata l'ora del briefing tenuto da Luciano (il suo primo dopo la convalescenza). La decisione sul fare o meno la navigazione notturna sarebbe stata posticipata una volta messo il naso fuori dalla baia di Piona. Ci siamo così imbarcati per cominciare la navigazione col classico giro del laghetto. Gloria, come aveva deciso, era rimasta a terra nonostante i tentativi di convincimento di Mirella e Luciano.
Dopo una ventina di minuti ha cominciato a piovere, ma questo non rappresenta un problema, in fondo pagaiare sotto la pioggia in estate è molto divertente; i lampi e tuoni che sono arrivati poco dopo in zona Legnone però hanno iniziato ad impensierirci.
Ci siamo affrettati a raggiungere la spiaggetta posta a nord dell'imboccatura per sbarcare ad indossare le giacche d'acqua e decidere sul da farsi.

Dopo aver osservato il cielo e ricontrollato i dati meteo sul cellulare in via precauzionale si è deciso di comune accordo di annullare la notturna e rientrare al campeggio.


l'imbarco alle 19.00
Abbiamo pagaiato rapidamente e controvento con la pioggia che ci entrava negli occhi per percorrere quelle poche centinaia di metri che ci separavano dallo scivolo d'alaggio da cui eravamo partiti poco più di un'ora prima. Il percorso è stato di circa 6km (¼ del tragitto previsto per tutta la notturna) ma la sicurezza in acqua è sempre la priorità assoluta.
Messi al riparo i kayak con pochi temerari ci siamo concessi un veloce bagno con ancora addosso giubbetto e paraspruzzi. L'acqua era calda e comunque la pioggia ci aveva già completamente infradiciato.

Se avessimo temporeggiato qualche minuto in più su quella spiaggetta probabilmente sarebbe andata diversamente. Una volta usciti dalla doccia era già tutto passato ma noi eravamo già con le gambe sotto al tavolo e coi bicchieri in mano! E chi rientra più in acqua?

La serata è andata avanti con l'allegria e lo spirito tipico del gruppo tra sciatt, taroz, pizzoccheri, polenta, formaggio e salsicce. Qualche oretta in compagnia che ci ha risollevati dalla delusione della mancata pagaiata notturna. Unica assente Gloria che al rientro stava già dormendo in tenda.


Scampagnata domenicale
Neanche la domenica è andata secondo i piani. Avremmo dovuto partecipare, a Gravedona, alla manifestazione "Lario in Voga" ma durante la ricca colazione dolce e salata tutti abbiamo mostrato intenzioni diverse.
Qualcuno sarebbe subito tornato a casa, altri hanno pianificato rotte diverse.
Siamo scesi in acqua in poco più di 10 tra chi aveva destinazione Gravedona e chi, come noi, voleva fare una semplice escursione verso Gera Lario. Siamo sbarcati per una sosta sulla lunga spiaggia subito dopo la foce del Mera in 6 e per il rientro Gloria ed io ci siamo attardati con Mirella ed Andrea per fare qualche simpatico esercizio di zatteramento, traino lungo e traino a contatto.
La pazienza di Mirella, che si è rivelata un'abile istruttrice, ha convinto anche Gloria a mettersi in gioco e non sono mancati alcuni consigli tecnici. 

Traino a contatto
Durante il tragitto è stato molto simpatico attraversare la foce dell'Adda; una netta linea separava le acque calde di colore blu scuro del lago da quelle gelide di un intenso color verde acqua del fiume.
Anche qui il meteo è stato migliore del previsto. Annunciavano temporali alle 15.00 e per questo motivo abbiamo optato per un'escursione che ci consentisse di essere in capeggio entro le 13.00 ma poi dei nuvoloni non si è vista neanche l'ombra; quantomeno il rientro anticipato è stato utile per schivare le code sulla statale 36.

Tornati a Piona Mirella mi ha concesso un giro-prova su Ginevra (il suo kayak che è un Resinvetro Sinik).
Traino lungo con zatteramento
L'ho trovato molto diverso dal nostro Prion: più filante, meno soggetto a cambiare repentinamente direzione sulle ondine del lago e molto maneggevole.
Unico problema è stato uscire da quel piccolo pozzetto: cosa che mi ha causato una scuffia con conseguente bagno perchè, sinceramente, non avrei saputo in quale altro modo tirare fuori di li le mie ginocchia senza fracassare la prua di Ginevra sui sassi a riva.
Avremo occasione di andare a trovare Mirella ed Andrea sul lago Maggiore e sicuramente chiederò di farmi riprovare dato che mi tornerà sicuramente utile imparare ad utilizzare kayak più marini e quindi con pozzetti meno comodi nelle manovre di ingresso ed uscita.




Appoggio basso???










Link al post dello scorso anno:
Notturna Sottocosta 2016

lunedì 1 agosto 2016

...e quindi uscimmo a riveder le stelle!

tramonto sul Lario

Abbiamo visto la luce e l'oscurità, una stella cadente e qualche fuoco d'artificio, le nuvole coi lampi ed il cielo stellato; abbiamo pagaiato e chiacchierato.
Pagaiare sotto le stelle è una splendida esperienza, serata resa ancor più con la bella dalla compagnia di Sottocosta.

preparativi pre-imbarco
Arrivato al camping di Piona nel pomeriggio di sabato ho scaricato il mio kayak un po' preoccupato per il cielo nero, il forte vento e per il fatto che tutti gli altri kayak erano delle lunghe e performanti barche da mare in composito. Sarei stato l'unico tozzo k in polietilene.
A mettermi subito a mio agio è arrivato Giorgio, che ha attirato l'attenzione attorno al suo camper quando ha aperto il frigorifero ed allestito un aperitivo al volo.


Fatta conoscenza con gli altri partecipanti e preparata l'attrezzatura ci siamo persi in chiacchiere fino a quando è venuto il momento del briefing tenuto da Luciano. Purtroppo Giorgio, dopo aver minuziosamente preparato l'attrezzatura ha deciso di non venire perchè il vento non accennava a calare.
Lightstick!
Ci siamo imbarcati verso le 18.30 sotto un cielo ancora completamente coperto e con il vento che non accennava a calare. In acqua eravamo in 11. Dopo aver fatto il giro del laghetto di Piona siamo usciti ed abbiamo pagaiato verso sud. Il sole è tramontato che noi eravamo a Dorio; dopo il piccolo centro abitato siamo sbarcati su una spiaggetta per la cena al sacco e per aspettare che scendesse l'oscurità. Ci siamo ancora persi in chiacchere prima di allestire i kayak con lightstik ed altre lucine.
Nel frattempo le nuvole erano completamente sparite, da nord forti raffiche di vento caldo ci hanno accompagnato per tutta la navigazione.
Ci siamo diretti verso Dervio prima di invertire la rotta per tornare verso il campeggio. Pagaiare sotto le stelle è veramente piacevole. Ci si incanta ad ammirare il cielo stellato, le luci dei paesi rivieraschi, ad immaginare l'effetto delle onde che si intravedono nell'oscurità; ci si lascia cullare dal movimento dell'acqua mentre si cercano le costellazioni o mentre si guardano le luci dei paesi sulla riva opposta.
La costa, dal nostro lato è in questo tratto disabitata e quindi completamente buia; questo ha contribuito molto nel farci apprezzare la volta celeste.
Fortuna che al buio non si vedeva il sorriso da ebete che avevo stampato in faccia.
Sulla via del ritorno abbiamo visto anche una stella cadente, il cielo era magnifico ed in fondo si vedeva il bagliore dei lampi in Valtellina.
Avrei voluto che quella pagaiata non finisse così presto.

Purtroppo per altri impegni non mi sono potuto fermare per la notte in camping e per partecipare alla pagaiata della domenica; così questo bel raduno per me è finito dopo il rientro dalla notturna.

Ringrazio Luciano per l'organizzazione e tutti i partecipanti per la bellissima compagnia.

A quando la prossima notturna?

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