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lunedì 22 giugno 2026

SottocostaKayakCamp - Argentario 2026


 Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp.

La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (specie i tecnici) hanno a cuore. L’Argentario, con base al camping Feniglia. Qui molti istruttori hanno preso i loro brevetti. Una località strategica; trovandosi in centro Italia viene favorita la partecipazione di tutti dal Trentino alla Puglia. Non mancano paesaggi mozzafiato lungo le sue scogliere variegate, con la Maremma alle spalle e l’unicità della laguna di Orbetello. E poi c’è il tombolo della Feniglia, con il suo spiaggione di sabbia finissima ed il fondale basso che, esposto al frequente Scirocco, offre una perfetta palestra per lanciare il proprio kayak in magnifiche sessioni di surf.
Qui si era già svolto un Camp. Fu un’edizione un po’ particolare nel 2021 in piena pandemia. Ma io lo ricordo come il primo Camp di Matteo, la prima vacanza in 3.

Non nascondo il fatto che ultimamente il mio morale è un po’ basso. Ad un certo punto, nei mesi scorsi, ho addirittura ghostato per lungo tempo le attività di Sottocosta, compresa l’organizzazione del Camp. L’idea, ad un certo punto, era quella di non partecipare.
La macchina organizzativa è andata ovviamente avanti in maniera più che brillante. Quando tutti sono utili ma nessuno è indispensabile significa che la squadra funziona veramente.
Alla fine sono risalito a bordo anche se con l’intenzione di entrare in modalità “risparmio energetico”.

Alla fine sono arrivato in Feniglia dopo le ultime settimane di messa a punto in videoconferenza con organizzatori e tecnici. Presenti anche Gloria coi bambini e la nonna per ulteriore supporto.


Grotta Azzurra

Punta Avoltore



Come sono andate in generale le attività lo si può leggere sul blog dedicato https://www.sottocostakayakcamp.it/  seguendo la categoria “Argentario 2026”.


Per quanto mi riguarda devo dire di averci messo ben tre giorni per iniziare ad entrare in uno stato mentale che somigliasse anche solo lontanamente alla “modalità camp”. Questo mi ha fatto perdere le giornate con un bello swell, quelle consdizioni che sogno la notte e che spero di trovare ogni volta che mi infilo il kayak in acqua salata.

Martedì sera mi è finalmente apparso il desiderio di andare in acqua. Solitamente sfrutto il Camp per confrontarmi con tecnici che stimo ma che ho rare opportunità di vedere al lavoro.
Ero però perfettamente consapevole di arrivare da due anni di scarsa pratica che mi hanno tolto quella disinvoltura in kayak che tanto vorrei recuperare. Per questo ho preferito giocare in casa, affiancandomi agli Enzi, per due giorni di tranquille attività didattiche a livello SK1 ed SK2. Sentirmi al sicuro con due figure con cui mi trovo molto a mio agio mi ha aiutato a riprendere un minimo di confidenza con il kayak e la pagaia assieme agli iscritti ai workshop.


E così, da un punto di vista canoistico in maniera molto soft, sono passati anche martedì e mercoledì.

Per il giovedì non ho preso impegni. Al Camp c’erano anche Mery e Luca con i figli.
Loro hanno fatto la scelta di iscriversi come tecnici non attivi, anche se poi hanno dato non poco aiuto al team in giornate in cui guide ed istruttori scarseggiavano.
Avevamo portato i kayak da bambino ed abbiamo dedicato l’intera giornata a loro.
Si sono fatti giochi con kayak e pagaie, poi  una breve navigazione a rimorchio nella baia che precede Cala Galera con Margherita e Matteo a rimorchio. Un bel trenino di 3 kayak che serpeggiava curiosando tra i gruppi impegnati ad imparare il roll.

In acqua la mattina, poi pranzo e meritata pausa pisolino, e di nuovo in acqua anche nel tardo pomeriggio.
E’ stata una giornata fantastica!


2 kayak + 2 pagaie = Katamarano

Margherita in modalità istruttrice
con un allievo molto difficle!

Trenino di kayak in navigazione!


Fun!
(foto Mery P.)



Per il venerdì, ultimo giorno di Camp, ho deciso di proporre una navigazione.
Fortunatamente ho convinto Luca Beltrame (detto IlagaLuke) a guidarla con me,  non mi sarei sentito a mio agio a gestirla da solo.

Eravamo in 10, mare calmo. Siamo andati fino a Punta Avoltore e, sulla strada del ritorno, siamo sbarcati su due minuscole spiaggette formate da piccole sfere rocciose di tutti i colori.
8nm in tutto, forse anche qualcosa meno. L’unica navigazione che ho fatto.




A parte le poche attività in acqua a cui ho preso parte sono stato piuttosto defilato. Ho giusto dato una piccola mano a gestire la parte burocratica riguardo la compilazione dei piani di navigazione da mandare in capitaneria.
Non sono stato molto socievole. Sulla strada del ritorno mi sono reso conto del fatto che tra i partecipanti c’erano molti amici che non ho neanche visto.
In compenso però con Gloria ed i bambini abbiamo fatto qualche giretto in bicicletta lungo i bellissimi sentieri interni alla Feniglia, ad Ansedonia ed attorno alla laguna di Levante. Anche alla cena finale, con la scusa di mettere i bimbi a letto, ho abbandonato il gruppo prima del dolce.


Come sempre appena dopo la chiusura del Camp ci si mette in pista per tirare le somme in vista dell’inizio dei lavori per il camp successivo. Da qui al prossimo però ci sarà anche la scadenza di mandato del Consiglio Direttivo e l’assemblea elettiva.
Vedremo quale strada ci riserverà il futuro.

 




Link ai post degli anni precedenti:

-Sottocosta Kayak Camp 2025 - Arzachena

-Sottocosta Kayak Camp 2024 - Maratea

-Sottocosta Kayak Camp 2023 - Gargano

-Sottocosta Kayak Camp 2021 - Argentario

-Sottocosta Kayak Camp 2019 - Gargano

mercoledì 25 ottobre 2023

mi sono intrufolato all'Argentario


Lo scorso fine settimana si sono svolti, all’Argentario, gli esami del corso istruttori FICK di kayak da mare; organizzato come di consueto da Sottocosta.

L’evento è stato anche occasione di ritrovo con alcuni membri del direttivo e, soprattutto, con i maestri formatori ed altri istruttori. Così ci sono andato anche io, assieme a Giorgio Racca (che gentilmente mi ha dato un passaggio, in settimana ho avuto un piccolo incidente ed ero a piedi).

Non ho seguito gli esami. Non mi sembrava corretto considerando che il prossimo anno vorrei affrontare anche io questo corso, qualora riuscissi a prepararmi adeguatamente prima dell’uscita del bando.

Quindi, mentre tutti erano interessati a fare da pubblico durante le prove, io ero nullafacente.

Passare due lunghe giornate chiuso nel bungalow di un campeggio sarebbe stato noioso, così ho portato con me due diversivi: un libro davvero molto molto interessante ed il kayak.


Il sabato c’era vento di Libeccio e sul tombolo di Feniglia arrivavano onde alte un metro e mezzo. In spiaggia alcuni surfisti locali la mattina ci hanno riferito che per il pomeriggio era previsto vento in diminuzione ed onda in leggero aumento. Il programma era deciso: libro nello zaino e dopo pranzo kayak in acqua!

Sono uscito con il Galbu che, avendo sostenuto tutti gli esami teorici in mattinata, ha voluto concedersi una pagaiata per scaricare un po’ la tensione ed approfittare della situazione di mare 3 e vento 3 per fare un ultimo ripasso delle manovre.  Ne ho approfittato anche io ripetendo con lui appoggi, roll, rienti-e-roll, salvataggi, risalite, rimorchi... 

Finite queste esercitazioni improvvisate ci siamo spostati più vicino a riva per giocare con alcuni treni di onde particolarmente alte che iniziavano a frangere già nella zona dei gavitelli rossi che indicano il limite della zona riservata ai bagnanti. Ho avuto modo di provare la pagaia nuova (la Shuna) anche in condizioni di surf, mi sono trovato davvero bene. Non vorrei sembrare come il classico pescatore che cattura una sardina ma poi si vanta di aver preso una balena: ci sono stati un paio di momenti in cui sono arrivati due treni di onde che -a naso- superavano di gran lunga quanto riportato su Windy. Come riferimento avevo un surfer in piedi sul SUP: quando mi trovavo nel cavo dell'onda successiva, spariva completamente.

Una volta sbarcato ero talmente felice che, quasi a voler ringraziare il mare per queste due ore di divertimento, mi ci sono tuffato con addosso tutta l'attrezzatura da kayak ed ho fatto un bel bagno con PFD, paraspruzzi, caschetto e calzari addosso.

Sono uscito dall'acqua con il classico sorriso da ebete che mi si stampa in faccia con il mare in queste condizioni. Rientrato al campeggio chi aveva passato la giornata in aula ad ascoltare tesine, esercizi di carteggio, meteorologia e le altre materie d'esame vedendomi esclamava: "ah, vedo che tu sei andato a divertirti!"


La sera siamo usciti per una cena di gruppo; i pensieri dei corsisti erano tutti ovviamente catalizzati dall'esame e le conversazioni riguardavano solo le interrogazioni di quel giorno ed i timori riguardanti le prove dell'indomani. Mi ha fatto però veramente piacere constatare che, pur provenendo da tutte le parti d'Italia ed avendo molti partecipanti grande differenza di età, il gruppo si sentiva davvero unito e si supportavano a vicenda quasi fossero amici di lunga data impegnati in una sfida comune.



La domenica mattina ho salutato i corsisti all'imbarco sulla spiaggia della Feniglia. Come previsto mare praticamente piatto e assenza di vento.

Mi sono cambiato e sono uscito in solitaria. Superata la baia ed il porto di Cala Galera a debita distanza per non interferire con gli esami, svoltisi in questa insenatura, mi sono avvicinato alla costa ed ho proseguito navigando sempre a poche spanne di distanza dalla scogliera. Dopo il frangiflutti di Porto Ercole la costa si fa subito interessante e quel po' di onda residua era sufficiente per sollevare schizzi d'acqua che spesso e volentieri mi arrivavano dritti in faccia come uno schiaffo. Eravamo partiti da casa con un clima freddo e piovoso, qui c'erano 25 gradi, un bel sole e acqua caldissima.

Non avevo una meta né un programma in termini di tempo. Pagaiavo molto lentamente soffermandomi spesso a studiare la forma sempre diversa che ogni onda prendeva infrangendosi contro una determinata roccia.



Sono arrivato fino ad aver di fronte l'Isolotto (è l'esatto nome del toponimo, evidentemente qui è il posto dove la fantasia dei toscani si è esaurita) ed ho così pensato di raggiungerlo per portare l'Xceed a rivedere lo sperone di roccia contro cui gli ho causato il primo graffio sul gel coat durante il camp del 2021.

L'ho fotografato:


Lo scoglio contro cui avevo graffiato l'Xceed

Una volta lì vuoi non girarci attorno? 

Nonostante sia di fatto poco più di uno scoglio, la sua circumnavigazione ha richiesto un po' di tempo. Nel lato più esposto vi era ancora del residuo di onda dal giorno precedente ed in alcuni punti mi sono fermato lunghi minuti a farmi cullare dal movimento del mare ascoltandone il rumore ed osservando i movimenti degli alti spruzzi. 


Sono tornato sulla Feniglia poco dopo le 11:00, a cala galera gli esami erano ancora in corso. Ho avuto quindi tempo di fare uno spuntino prima di sistemare l'attrezzatura e fare una doccia.

Nel pomeriggio, ad esami finiti, ho assistito al momento di riscontro ed ai saluti finali.


Chissà se per il prossimo anno riuscirò veramente ad affrontare questo corso anche io.


Per ora non posso che concludere congratulandomi con i neo-istruttori. Quest'anno non si è visto nessun rimandato.

Ecco qui una loro foto fatta da Felice al termine degli esami:


Buon lavoro ragazzi!






mercoledì 22 settembre 2021

Sottocosta KayakCamp - Argentario 2021

Porto Ercole


Il Camp del 2021 è stato davvero molto particolare. Lo è stato per tutti ed a maggior ragione per me.
Innanzitutto la pandemia lo ha reso per forza di cose "diverso" a partire dalla data di svolgimento. Inoltre per rispettare i dovuti distanziamenti sono un po' mancati i momenti di grande aggregazione serale (quelli che oggi chiamiamo "assembramenti"); non si è quindi svolta neanche la cena ufficiale.
Dal mio punto di vista ho vissuto il Camp in una maniera decisamente più moderata rispetto all'edizione 2019 in cui praticamente mancava davvero poco a che mi spuntassero le branchie per quanto tempo passassi in acqua. E' stata la prima vacanza con il piccolo Matteo che, a soli due mesi compiuti il giorno prima della partenza, credo sia il più piccolo partecipante ad un Camp (ho chiesto alla segreteria di fare le opportune verifiche per la successiva convalida del record); per cui mi sono goduto un po' anche l'aria ricca di salsedine in veste di papà mentre Gloria faceva la mamma h24 ed il mare purtroppo si può dire che non l'ha neanche visto.

 


 
Per i primi giorni il meteo è stato fin troppo estivo e l'acqua  di fronte alla Feniglia piatta. Ho effettuato il primo varo del mio nuovo Xceed, primo kayak della nostra flotta a non essere inaugurato in acque brianzole, concentrandomi in brevi sessioni di didattica su alcune tecniche di roll tradizionale. Ho approfittato della pazienza e conoscenza di Alex, istruttore romano, che ha tentato di insegnarmi la il roll continuo in avanti.
Primo contatto con il mare
Praticamente ho il vizio, a questi eventi, di attaccarmi come una sanguisuga a qualche tecnico del centro-sud Italia. Nel 2019 è toccato a Pietro, questa volta ad Alex. Non che disdegni le capacità dei formatori lombardi ma, non solo nel mondo del kayak, ho sempre trovato molto utile vedere come lavorano gli istruttori delle altre parti; perciò, appena capita l'occasione, ne approfitto.

 
 
L'ultima sessione di prove, sia con l'avataq che con la pagaia, si è conclusa indegnamente con un mio KO tecnico dato che proprio non ne potevo più.
Non ero tanto provato a livello fisico ma demoralizzato dal fatto di non riusciere a replicare l'esecuzione di una manovra che -non so proprio spiegarmi come- mi è riuscita al primo tentativo e poi mai più. Forse solo un classico caso di botta di fortuna del principiante.
Abbiamo quindi staccato la spina dirigendoci all'Isolotto per effettuarne il periplo; pur breve ma è stata la prima navigazione dell'Xceed.
 
 
Poco dopo una sessione di surf
 
 
Nei due giorni successivi vi è stato un brusco cambiamento delle condizioni meteo; con lo scirocco si è formato un bel mare che, diretto proprio sul bassissimo fondale sabbioso della Feniglia, creava un'interessante onda frangente... ed un paio di uscite a fare il matto nel surf non vuoi farle? Il primo giorno, nel tardo pomeriggio, eravamo in acqua solo io ed il Rusco. Imbarcati quando il gruppo della didattica SK2 a tema imbarco e sbarco con onda aveva già liberato la zona di surf praticamente avevamo campo libero lungo tutta la spiaggia.
Sono stato ribaltato da un frangente ma il roll con il mio nuovo kayak è stato davvero facile anche in queste condizioni. L'indomani mattina uscita fotocopia con un gruppetto di romani; anche qui due ribaltamenti seguiti da due roll. Non mi sono mai bagnato le gambe; una grande soddisfazione!
Nel pomeriggio di venerdì, con sommo dispiacere, il mare si è calmato e siamo andati a fare shopping ad Orbetello.
Ultima pagaiata il sabato mattina, una breve navigazione fino alla grotta azzurra in cui non siamo potuti entrare a causa del mare troppo agitato. Rientrato con il primo gruppo con l'idea di approfittare un po' ancora dei frangenti ma il mare era girato verso i quadranti settentrionali quindi - da cala Galera in poi- era calma piatta. Non mi restava che sistemare l'attrezzatura in attesa del giro di saluti con l'arrivederci -si spera- 
al WISKIE!



imbarco dalla Feniglia










mercoledì 7 giugno 2017

la conquista dell'Argentario


A Natale Gloria mi aveva regalato un lungo fine settimana per il ponte del 2 giugno all'Agriturismo Monte Argentario. Nonostante i sei mesi a disposizione in cui ho trovato la mappa e raccolto informazioni su internet siamo partiti venerdì scorso senza avere un'idea precisa sul da farsi: io ero intenzionato a fare il giro completo tra Porto Santo Stefano e Porto Ercole in giornata mentre Gloria su questa cosa aveva fin da subito posto il veto sperando di trovare un punto buono per spezzare la navigazione in due oppure di rinunciare al giro completo ed effettuare due uscite da circa 15km l'una facendo andata e ritorno dai due porti in due giornate distinte sacrificando ovviamente l'esplorazione di una buona fetta di costa.
Partiamo alle 4 di venerdì mattina ma il traffico ci ferma a meno di 10km da casa: tra altri che hanno avuto la nostra stessa idea di partenza “intelligente” e le macchinate che tornano dalle discoteche perdiamo mezz'ora buona causa incidente a Lissone.
l'uscita di una grotta
Arriviamo all'agriturismo in tarda mattinata, scarichiamo li kayak e raccogliamo ulteriori informazioni su parcheggi e spazi direttamente dai proprietari dopodiché torniamo in auto per percorrere il periplo del promontorio lungo la bellissima strada panoramica che raggiunge anche quote ragguardevoli in un breve ma divertente tratto sterrato. Il giro ci consente anche di verificare i punti di imbarco, sbarco e cercare eventuali punti di uscita intermedi confermando il fatto che nel tratto più esposto le cale principali sono raggiungibili dalla strada solo tramite sentieri scoscesi che renderebbero impossibile recuperare i kayak. Nel caso in cui ci si dovesse ritrovare nelle condizioni di non riuscire a raggiungere nessuno dei due porti sarebbe stato necessario abbandonare l'attrezzatura in spiaggia, raggiungere la strada e chiamare un taxi per poi il giorno dopo tornare e completare il giro. Un buon punto per fare questo discorso è Cala Mar Morto dove si può trovare un posto per tentare di nascondere i kayak (o renderli quantomeno poco visibili).

Imbarco a Porto Santo Stefano - Lungomare Navigatori
Il punto di imbarco era deciso: a Porto Santo Stefano si entra verso l'imbarco per i traghetti e si prosegue nella via oltre la Guardia Costiera fino a raggiungere la sede della Misericordia; li inizia una ZTL ma c'è spazio per accostare il tempo che serve per scaricare l'attrezzatura. C'è una spiaggetta con un moletto in costruzione che scende comoda in acqua ed essendo qualche decina di metri oltre l'imboccatura del porto non si ha neanche il pensiero di dover attraversare le rotte di uscita di yacht e traghetti. Volendo parcheggiare sulle strisce blu il costo è esorbitante (2,5 €/ora) per cui conviene trovare un parcheggio a giornata che offrono servizio di rimessaggio dalle 7 alle 20 per 10€.

La sera cena in agriturismo a base di carne della maremma durante la quale siamo giunti ad un accordo riguardo alle intenzioni sul fare il giro completo o meno. Se a mezzogiorno non fossimo stati di fronte ad Isola Rossa saremmo tornati in dietro... altrimenti avanti tutta!
Andiamo a letto stanchi dopo aver dato l'ennesimo sguardo al meteo.


L'indomani alle 7 siamo a Porto Santo Stefano. Giusto il tempo di scaricare la macchina, portarla al parcheggio e tornare a piedi attraversando tutto il porto. Sistemiamo il materiale nei gavoni e ci imbarchiamo alle 7,23 in un mare piatto che pare di essere sul Lago di Pusiano.
Anche il traghetto diretto al Giglio ci sfila di fianco a qualche centinaio di metri senza riuscire a muovere l'acqua.
Ho lasciato la carta nautica a Gloria dato che sul mio ponte anteriore tra pagaia di scorta e valigia stagna con la macchina fotografica non c'era più spazio. Si è rivelata un ottimo navigatore dato che ha costantemente tenuto il punto della situazione di caletta in caletta e sfruttando anche i punti di riferimento sula terra ferma. Anche durante le pause si studiava la mappa facendo il punto della situazione e ripianificando di volta in volta le tappe successive.

Prima di Punta Lividonia
Dalle parti di Cala Grande










L'Argentarola oltre Punta Cala Grande

In circa 20 minuti siamo a Punta Lividonia che, con il suo faro, è il punto più a nord dell'Argentario.
Ci affacciamo così sul lato più esposto, dove ci avevano detto esser più probabile trovare venti e correnti fastidiose ma il mare resta incredibilmente piatto. In zona Cacciarella/Cala del Pane mi infilo in una grotta e mi fermo qualche attimo a guardare i giochi di trasparenze sull'acqua; pochi minuti dopo entriamo in Cala Grande. Nonostante sia un fine-settimana con ponte ed il meteo sia ottimo non ci sono per ora altre barche e l'acqua non frange sugli scogli regalandoci un silenzio irreale spezzato solo dal rumore delle pagaie che ripetutamente entrano in acqua.
Gloria controlla la mappa di fronte all'Argentarola
Superata la punta di Cala Grande (su cui svetta una delle tante torri) siamo in vista dell'isolotto dell'Argentarola. Faccio qualche foto mentre Gloria consulta la mappa: grazie a questo inequivocabile punto di riferimento è felice di constatare che ci trovavamo esattamente dove aveva stimato. È passata poco meno di un'ora e mezza dalla partenza per cui siamo in anticipo sulla tabella di marcia.
Anche se il mare è piatto e -grazie all'orario- la temperatura ancora mite non ci addentriamo in ogni caletta ma spesso tagliamo. Abbiamo sempre il timore di ritrovarci questo pomeriggio nella situazione in cui non si riesce né a concludere il giro né a tornare in dietro. Oltretutto le previsioni meteo, ricontrollate anche prima di uscire dalla stanza, indicavano chiaramente che questa calma piatta non sarebbe stata infinita: dopo mezzogiorno si sarebbe alzato il vento e poco dopo anche il mare avrebbe cominciato ad esser più movimentato. Vista la nostra poca esperienza in mare preferiamo sacrificare l'esplorazione profonda di tutte le calette e risparmiare energie.

Gloria studia la mappa
Prima pausa










La prima sosta la facciamo alle 10,20 in una spiaggetta appartata sotto Torre Maddalena. Abbiamo già avvistato, a meno di 2nm, Isola Rossa: il punto di non ritorno. Siamo ormai tutti e due convinti che tornare in dietro non ne valga la pena.

Ci riposiamo, guardiamo la mappa, mangiamo qualcosa ed una volta pronti ci reimbarchiamo ormai entrambi convinti a raggiungere Porto Ercole.
Sfiliamo tra stretti passaggi di rocce affioranti che separano la costa dall'isoletta e, dopo la spiaggia delle Cannelle, sbarco su un masso in mezzo al mare per fare qualche foto. Gloria prosegue spedita dato che da quando ci siamo fermati il vento comincia a farsi sentire ed il mare comincia ad essere un pochino mosso. L'onda naturale è poca roba ma il traffico di lussuosi yacht, motoscafi e motonavi cariche di turisti fanno si che siamo spesso colpiti da brevi ma frequenti serie di onde alte e ravvicinate. Gloria, che ha dimenticato le pastiglie per il mal di mare e ricorda ancora la brutta esperienza di Sestri, non apprezza questo saliscendi e comincia ad essere meno rilassata ma pagaia spedita verso Punta di Torre Ciana all'estremo sud del promontorio dell'Argentario.
All'inizio di Cala Piazzoni individuiamo una piccola ma incantevole spiaggetta incastonata alla base di una parete di diverse decine di metri che si butta a strapiombo nel mare. Assicuriamo i kayak sul bagnasciuga e ci sistemiamo comodi con viveri e succo di frutta su una lingua di roccia che si incunea perpendicolare rispetto alla spiaggia nel mare. Evitiamo accuratamente di sostare sotto la parete di roccia per paura di vederci cadere sassi in testa. In questa pausa, forse la più lunga, ci concediamo un bagno rinfrescante... la temperatura è salita parecchio nell'ultima ora e l'afa inizia ad infastidire. Gloria continua a studiare la cartina, siamo a circa 2/3 del percorso.

Girar tra gli scogli oltre Isola Rossa
Sempre intenta a studiare la mappa











La spiaggietta della seconda sosta
Ripartiti costeggiamo l'interno del golfo di Cala Piazzoni sfilando tra le grosse barche ancorate. Come spesso accade da motoscafi e yacht veniamo ignorati mentre i velisti fanno un cenno di saluto.
Doppiata Punta Avoltore siamo in vista de l'Isolotto: chiaro segno che la meta è vicina. Siamo stanchi, fa caldo e le onde hanno già da un pezzo tolto il sorriso dalle labbra di Gloria.
E' il tratto delle grotte... mi infilo una attimo nella grotta azzurra ad ammirare il blu intenso che ha l'acqua li dentro e poi faccio uno sprint per raggiungere la mia compagna di viaggio che non ne vuole sapere di fermarsi tra le onde.
Arriviamo di fronte all'Isolotto ed optiamo per una ulteriore sosta dato che c'è stato un momento davvero movimentato tra le grosse onde causate dalle navi. Non c'è una spiaggetta bella come le prime due ma ci accontentiamo. Siamo poco prima dell'affollata spiaggia di Le Viste, manca meno di un miglio a Porto Ercole.

Ultima sosta in vista dell'Isolotto





Ormai Gloria e la mappa sono una cosa sola


Dopo esserci riposati ci reimbarchiamo per quello che crediamo essere l'ultimo miglio... scivoliamo sopra un banco di enormi meduse dal bordo blu (dovrebbero essere rhizostoma pulmo) e sbarco all'inizio del grosso molo frangiflutti da dove raggiungo la piazza e scopo che, a causa della festa patronale, è impossibile raggiungere il porto in auto fino a mezzanotte.
Prendiamo fiato ed attraversiamo velocemente l'accesso al porto ed entriamo costeggiandolo sulla destra. Ci avviciniamo a dei diportisti che ci consigliano di sbarcare dopo Cala Galera all'inizio della Feniglia. Li non ci sono limitazioni. Gloria non è per nulla felice di dover allungare ulteriormente la strada di un paio di km, oltretutto sapendo che dovremo fare un altro sprint per attraversare anche l'ingresso del porto di Cala Galera.
Sbarchiamo su una spiaggia in sabbia che si chiama Punta Pertuso che sono le 16,30.
L'impresa era compiuta!Bisogna fare circa 200m per raggiungere il parcheggio (sterrato) ma fortunatamente avevo avuto l'ottima idea di lasciare in macchina i due carrellini, non si sa mai.
Lascio Gloria in spiaggia a prendere il sole e fare da guardia all'attrezzatura mentre io torno a prendere l'auto. Ci sarebbero dei bus che, cambiando ad Orbetello, permettono di tornare a Porto Santo Stefano. Ci avevano avvisati che non era un metodo affidabile di viaggiare – specialmente nei giorni festivi - ma non credevo fino a questo punto. Sono andato a piedi fino a Porto Ercole (avessi comprato prima il biglietto risparmiavo questa camminata dato che c'è una fermata anche a Cala Galera) ma una volta li ho aspettato invano parecchio assieme ad altri turisti. Il Bus delle 17,15 è arrivato alle 19,20 facendomi perdere ogni speranza di riuscire a prendere ad Orbetello l'ultima coincidenza utile per arrivare prima della chiusura del parcheggio alle 20.
Sono sceso a Terra Rossa (prima di prendere la diga che porta ad Orbetello) e da li raggiunto a piedi l'agriturismo dove fortunatamente il proprietario mi ha dato un passaggio che mi ha permesso di arrivare a Porto Santo Stefano giusto in tempo per ritirare l'auto.


Il giorno successivo abbiamo fatto i turisti. Sveglia alle 10 e giretto nei paesi di Porto Santo Stefano (con visita alla Fortezza Spagnola), Orbetello ed al borgo medievale di Porto Ercole. Siamo tornati a Porto Santo Stefano nel pomeriggio per visitare l'acquario e poi la sera per una cena di pesce. Il lunedì abbiamo passato la mattinata a passeggiare sul tombolo della Feniglia (che è una riserva naturale). Abbiamo percorso tutti i 6km circa di lunghezza su un sentiero lungo la laguna ed il ritorno in pineta prima di tornare all'agriturismo per caricare i kayak ed iniziare il viaggio verso casa.



Per noi è un gran risultato essere riusciti a completare il giro dell'Argentario in giornata. Il GPS segnava 28km (poco più di 15nm) nonostante ci siamo dovuti allungare oltre il punto previsto di sbarco abbiamo ridotto la percorrenza grazie alle non poche baie tagliate. È vero che come distanza in senso assoluto non è molto di più rispetto a quella che siamo soliti fare durante le gite al lago; ma al lago siamo a casa, ne conosciamo maggiormente le insidie ed i pericoli e ci sentiamo tutto sommato nel nostro ambiente. Il mare è una cosa a cui non siamo ancora abituati, ed eravamo ben consci del fatto che a causa delle caratteristiche del posto per alcune lunghe tratte sarebbe stato impossibile sbarcare in posti sicuri in caso di problemi. Siamo tornati a casa soddisfatti. All'arrivo a Cala Galera, prima di cimentarmi nella epica impresa che fu il viaggio di ritorno a Porto Santo Stefano, abbiamo copiato l'idea che hanno avuto Tatiana e Mauro durante il viaggio alle Cicladi: dopo aver completato il periplo di un'isola facevano una foto alla cartina con il loro piede sopra. Abbiamo fatto lo stesso perché in relazione alla nostra esperienza quest'avventura è stata una grande impresa perfettamente riuscita e quella foto rappresenta il fatto che assieme abbiamo conquistato l'Argentario... e siamo pronti per altre avventure!




















SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...