
La MareMarathon delle isole Ponziane era uno di quei sogni che avevo nel cassetto da non poco tempo.
Ogni anno Luciano, quando si avvcinava l’evento, me lo raccomandava fortemente. Ora posso facilmente capire perché.
Sono arrivato a Ponza il giovedì pomeriggio, dopo un lungo viaggio notturno in auto ed una traversata di due ore e mezza con il traghetto; imbarcando direttamente nella stiva della nave il kayak con il carrellino.
Quando il traghetto si avvicina al porto basta lasciar correre lo sguardo lungo la costa dell’isola per capire che si tratta di uno di quei posti destinato a rimanerti nel cuore.
Fabio Carosi organizza questo evento da 24 anni, un evento rodato. Al nostro arrivo sull'isola è già tutto pronto. L’appartamento che ho diviso con Marco, discesista emiliano che non disdegna qualche navigazione in sea kayak e Riccardo da Perugia alle sue prime esperienze.
Le cene prenotate in un ottimo ristorante ed il pranzo al sacco consegnato ogni mattina al punto d’imbarco.
Oltre a questo due barche appoggio necessarie sia per questioni normative (le traversate previste superano quanto ci è concesso dal codice della nautica come distanza dalla costa), sia per fare assistenza ad un gruppo di pagaiatori composto anche da neofiti, sia per permettere agli accompagnatori di seguire i canoisti lungo tutto il percorso.
Venerdì mattina ci siamo trovati sulla spiaggia di S. Antonio, all'interno del porto, per dare il via a tre intensi giorni di navigazione.
Sono stato accolto durante il briefing nel gruppo di tecnici composto, oltre che da Fabio anche da Pietro e Patrizia (assidui frequentatori di questo evento) mentre per Giorgio e Cesare sarebbe stato un’ottima occasione per fare tirocinio dato che sono iscritti al corso per Tecnico di Base.
Siamo usciti dal porto ed abbiamo iniziato a costeggiare l’isola in senso orario, passando proprio davanti alla nave cisterna che trasporta acqua potabile dalla terraferma verso i serbatoi dell’acquedotto isolano (qui non ci sono fonti di acqua dolce). Per fare questo la nave cisterna si ancora fuori dal porto, proprio di fronte alle Grotte di Pilato, cavità scavate dagli antichi romani per allevare le murene.
Subito dietro la prima punta inizia lo spettacolo con i Faraglioni della Madonna. Il primo assaggio di una costa che offre scenari nuovi ed inaspettatamente diversi in continuazione. Grotte con stretti passaggi a tunnel che sbucano nell'insenatura successiva, pareti rocciose che vanno dal bianco candido al nero delle cattedrali in basalto passando per tutte le sfumature di giallo, rosso e verde, archi naturali, giardini di roccia, imponenti faraglioni, acqua cristallina, profumo di macchia ed avvistamenti di fauna selvaggia.
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| P.ta Capobianco |
Abbiamo costeggiato fino a Punta Capobianco dove, con rotta 290° è iniziata la traversata di 4nm verso l’isola di Palmarola.
Il gruppo numeroso, di quasi 50 kayaker ,era molto variegato. Il mare, come da previsioni, era bello frizzantino… e subito nelle prime ore sono emersi i limiti che si porta dietro una flotta non solo così numerosa ma anche di così diversa esperienza.
Alcuni godevano nel giocare con le onde lungo la scogliera e non perdevano occasione di sfiorare ogni sasso od infilarsi in un passaggio stretto nel momento in cui l’onda giusta sommergeva uno scoglio; altri preferivano pagaiare più al largo dove il moto ondoso è più ordinato e meno impetuoso; altri ancora stavano scoprendo che avrebbero dovuto fare i conti con il mal di mare (e con l’abbondante colazione).
Così tra chi tirava dritto tagliando da punta a punta, chi spariva in ogni fessura della roccia e chi necessitava assistenza dopo una scuffia, per il malessere o perchè stanco optava per il farsi caricare in barca appoggio... era un bel casino.
L’avvicinamento a Palmarola offre una spettacolare vista di un’isola aspra e magnifica, caratterizzata da rocce verticali e frastagliate. Il preludio di una circumnavigazione ricca di passaggi mozzafiato e baie selvagge.
Siamo entrati dentro Cala Brigantina: un’immensa parete bianca a forma di mezzaluna che crea un golfo, protetto dallo Scoglio Suvace, una lingua di roccia stretta ma altissima che crea una specie di porto naturale una volta usato come nascondiglio da navi pirata (da qui il nome di Cala Brigantina).
Dopo una breve sosta per il primo bagno, lasciando anche i kayak in acqua in questa sorta di piscina naturale, siamo ritornati a navigare verso la punta a sud dell’isola, facendo un percorso a forma di 8 attorno ed attraverso gli incantevoli Faraglioni di Mezzogiorno.
E poi su, lungo la sponda occidentale dell’isola fino alla spiaggia oltre Punta San Silverio, meta finale di quella giornata.
Abbiamo alato i kayak su questa spiaggia dove c’è un ristorante (già chiuso a Settembre) e l’ingresso di una villa. Uniche costruzioni presenti sull’isola.
Anni fa il gruppo cenava al ristorante e poi dormiva in spiaggia.
Da qualche edizione non è più concesso bivaccare sull’isola per cui abbiamo lasciato li i kayak ed abbiamo atteso l’arrivo di una piccola motonave sulla quale abbiamo fatto aperitivo al tramonto, cena sotto le stelle e che ci ha riportati a Ponza per riposare nelle nostre camere.
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| A giocare sugli scogli di Palmarola con Pietro (foto Patrizia Matticari) |
L’indomani al porto, la stessa barca ci ha riportati a Palmarola, per riprendere da dove avevamo lasciato.
Le previsioni invece non ci avevano azzeccato. Davano calma piatta, invece il mare era addirittura peggio del giorno precedente. E’ stato mosso per tutto il tempo a Palmarola; qualcuno ha deciso di imbarcare direttamente i kayak in barca appoggio alla partenza.
Abbiamo ripreso il periplo verso nord, nell'imponente baia delle cattedrali.
Poi giù fino a Cala Brigantina dove, questa volta rotta 110°, abbiamo nuovamente travesato su Ponza, Punta Capobianco.
Tornati sull'isola principale dell'arcipelago, prima di salire verso nord, abbiamo fatto una piccola deviazione a sud, verso Chiaia di Luna, per una breve sosta bagno. E per visitare una grotta, non la più spettacolare ma sicuramente la più famosa: la Grotta della Maga Circe. Luogo dove, scendo il mito, la famosa maga ed Ulisse…facevano cose…
Fortunatamente su Ponza eravamo dal lato ridossato, e ci siamo goduti, palmo palmo, tutto il versante occidentale fino al breve tratto di mare che separa l’estremità di Ponza dall’isola di Gavi.
Ormai era tardo pomeriggio ed il mare era spianato. Eravamo in ritardo sulla tabella di marcia ed il lato di costa che avevamo di fronte, fino al porto, sarebbe stato percorso anche il giorno successivo quando, una volta raggiunto Gavi, avremmo dovuto traversare su Zannone per effettuarne il periplo.
La decisione è stata quindi quella di fare un unico taglione da Punta del Gaetano fino ai Faraglioni di Santa Maria, dove c’è il fanale verde che segna l’ingresso del porto. Due miglia che, alla velocità di un gruppo constellato di kayaker poco avvezzi a fare queste distanze, sono state interminabili.
Dal punto di vista della gestione del gruppo è stata la giornata più difficile.
Per quanto mi riguarda è stata la più difficile non solo di questi tre giorni ma di tutta la mia (breve, sono solo 3 anni) carriera da tecnico.
Abbiamo fatto salvataggi, rimorchi, assistenza a numerosi recuperi fatti dalle barche appoggio, inseguimenti a kayaker che si infilavano in grotta quando l’indicazione era di tirare dritto ed abbiamo organizzato anche una missione di ricerca in barca per un partecipante che, avendo preso una strada ed iniziative diverse rispetto a quella del gruppo, non si è fatto trovare allo sbarco.
Pietro ed io siamo arrivati a terra quando il grosso del gruppo era già al ristorante per l’aperitivo.
Lui, esausto, è crollato a letto senza neanche cenare, io sono arrivato appena in tempo prima che servissero il primo (tuffandomi sull’ultimo non so cosa fritto rimasto dal giro di antipasti).
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| Il faro della Guardia, le ultime due miglia di tre intensi giorni di navigazione. |
Il terzo giorno, domenica, ci siamo imbarcati in 20; meno della metà rispetto al venerdì.
Un’altra giornata di previsioni errate con uno stato del mare reale che oscillava tra il Douglass 2 e 3, contro la calma piatta prevista dai vari siti meteo.
Usciti dal porto abbiamo costeggiato la sponda orientale dell’isola, esplorando palmo a palmo quel tratto di costa che la sera precedente avevamo intravisto facendo un unico taglione al largo.
Arrivati in prossimità della punta nord-orientale dell’isola, zatterandoci in mezzo al mare, con Fabio e Pietro abbiamo fatto un po’ il punto della situazione.
Eravamo sì ridotti nel numero, ma rimanevamo molto variegati come composizione.
Proseguire secondo i piani sarebbe stato molto divertente con un gruppo almeno di livello sk2; per come eravamo composti invece tutti rimanevano costantemente in allerta: i “lupi di mare” erano impegnati a tenere d’occhio ed assistere i meno esperti, i quali a loro volta erano più impegnati a tentare di domare il kayak piuttosto che ad esplorare la costa.
Nessuno si stava godendo nulla.
La decisione, unanime tra i tecnici e condivisa anche dal gruppo è stata quella di abbandonare l’idea di andare a Zannone. Non saremmo però rientrati, avremmo continuato costeggiando Ponza per effettuare il periplo completo.
Questa decisione è stata un goal sotto tutti i punti di vista:
-Saremmo, dopo poco, girati sul versante ridossato dell’isola avendo garanzia di una navigazione alla portata del divertimento di tutti;
-Se è vero che il periplo dell’isola lo avevamo già fatto per metà venerdì e per l’altra metà sabato quel giorno avremmo navigato in senso opposto rispetto ai precedenti, cambiando il punto di vista;
-Avremmo fatto il giro anche della piccola Isola di Gavi, non prevista dal programma;
-Chi, come me, era alla sua prima volta alle isole Ponziane, sarebbe tornato a casa con la scusa perfetta per ritornare almeno un’altro anno: “mi manca Zannone”!
L’ultima giornata di navigazione ci ha visti quindi impegnati nel periplo completo di Ponza e Gavi in senso antiorario.
Il lunedì, giorno di partenze, è servito per riordinare attrezzatura ed idee. Salutare i partecipanti e -dal traghetto- lanciare un ultimo sguardo a Ponza, bellissima ed impervia, per prometterle di ritornare.




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