lunedì 20 giugno 2022

Assistenza alla OceanMan del Lago d'Orta 2022



Se escludiamo una facile gara di triathlon amatoriale un paio di anni fa, quella di sabato è stata la mia prima assistenza seria. Una tappa del circuito OceanMan-openwater sul lago d'Orta. In 10 del CK90 abbiamo partecipato dando supporto ai nuotatori (circa 250, provenienti da tutto il mondo) del percorso più lungo con partenza da Omegna ed arrivo al lido di Gozzano, percorrendo tutta la sponda orientale del lago. 14km di nuoto in acque aperte. All'altezza dell'isola agli atleti già in acqua -ed ormai a pochi km dall'arrivo- si è aggiunto un altro gruppo, ben più numeroso del primo, di  nuotatori partiti da Pella che gareggiavano sulla lunghezza di 5,5 km.

La distanza percorsa da noi in canoa non è certamente paragonabile a quella di gara in quanto, nel continuo andare avanti ed indietro per tenere sott'occhio più persone in poco tempo o per intercettare nuotatori finiti fuori percorso, si può tranquillamente pensare che la gara lunga l'abbiamo pagaiata un paio di volte. Questa percorrenza non impensierisce certo un kayak da mare; a creare ansia erano però le tempistiche. Siamo stati 8 ore di fila in kayak senza sbarcare, oltretutto sotto il potentissimo sole che in questi giorni ci ha portato a toccare i 40° e senza una bava di vento a rinfrescare.

Ero con l'Xceed, un kayak che ancora non conosco a fondo, e la mia schiena è notoriamente rigida come un paracarro. Poco dopo l'imbarco mi è venuto un pensiero: forse facevo meglio a portare il Prijon, con il pozzetto più confortevole del divano di casa. Tanto non mi sarebbero servite né velocità né qualità tecniche particolari. Ed invece sono stato benissimo! Comodo ed a mio agio tutto il tempo, senza mai sentire formicolii o indolenzimento. God bless Tiderace cockpits!

Mi sono stupito di quanto sia utile una tecnica decente per affrontare questo tipo di eventi. È stato un continuo di spostamenti laterali con abbrivio, 360° veloci, pagaiate indietro per  lunghe decine di metri, richiami e timonate. Mi è stata utile persino la recente esperienza in canadese, la pagaiata a J con la groenlandese viene davvero bene e tornava comoda per avanzare a distanza ravvicinata di un nuotatore senza pagaiare dal suo lato rischiando di colpirlo. Cosa utile quando si va a recuperare un atleta finito in mezzo al lago e lo si vuole reindirizzare verso il percorso di gara marcandolo molto stretto.

Questo tipo di assistenza ti ricorda anche quanto sia utile guardarsi continuamente attorno; qui è fondamentale per tenere sott'occhio gli atleti, individuare le boe segnaposto, monitorare la posizione delle moto d'acqua della Polizia di Stato deputate al recupero dei concorrenti esausti o con malore, delle unità OPSA della Croce Rossa, delle barche dei Vigili del Fuoco e -non in ultimo - dei diportisti intenzionati ad attraversare il campo gara incuranti dell'incolumità altrui. È comunque buona abitudine anche in navigazioni normali avere sempre la percezione di cosa succede attorno a noi e tenere monitorato il traffico a motore. Un altro buon esercizio.

…Insomma, si può dire - in qualche modo- sia stato didattico, quasi una lunga sessione di ripasso ed esercizio SK2.




Una volta conclusa la manifestazione abbiamo passato un po' di tempo al lido di Gozzano in attesa che Felice e Claudio andassero a recuperare furgone e carrello. Dopo aver mangiato, come se non fossimo stati abbastanza tempo in canoa, ho guardato Zardo e gli ho chiesto: "maaaa…tu non ti fai qualche roll?"
Risposta: "si, ma roll strani!".
Dopo un paio di capriole ed appoggi di riscaldamento Zardo si è cimentato con successo nel roll senza pagaia; io ho voluto riprovare la tecnica del roll continuo in avanti,  mia nemesi del Camp all'Argentario.

Incredibilmente il primo mi è venuto davvero preciso, il secondo sono uscito con la testa e ricascato giù (risolto con roll standard), il terzo è venuto ( ma un po' di prepotenza), il quarto come il secondo ed il quinto -ed ultimo - è riuscito anche se in  maniera davvero brutta e sgraziata.
Comunque sono uscito dall' acqua soddisfatto!
Tra le cose nel cassetto dei desideri, dopo il corso di canadese con annessa bivaccata in Ticino, ci sarebbe anche il passare da Roma a salutare Alex ed approfondire un po' alcune tecniche di roll tradizionali.

In conclusione è stata davvero una bella giornata in canoa; anche se decisamente diversa dal solito… merito soprattutto della bella compagnia.

PS: per evitare levatacce e ritardi siamo arrivati sul Cusio venerdì sera. La notte è stata un'esperienza mistica che pochi possono immaginare: sono capitato in  una camera pensata per una famiglia; ho dormito nel letto matrimoniale con Castelletti, mentre Felice stava nel lettino del bambino.
Una famiglia davvero anomala! #anchequestoèCK90


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