domenica 14 agosto 2022

La Temagami finalmente in acqua


Non si può dire sia stato un primo varo dato che parliamo di una canoa con già 14 anni di vita.
E’ stato però un reciproco battesimo: la Temagami si è bagnata per la prima volta nelle acque del Lario, quelle che da ora sono le sue acque di casa mentre per noi è stata la prima volta nella NOSTRA canoa canadese.
E devo dire finalmente! La ricerca è stata lunga e difficile ed ormai la nostra Swift Temagami era arrivata da più di due settimane. Non stavo più nella pelle!

Lunedì Gloria ed io abbiamo fatto giusto un breve giretto. Il primo impatto, arrivando da qualche esperienza con canadesi in polietilene è davvero superlativo: oltre l’aspetto estetico della splendida costruzione in composito (kevlar) con finiture tutte in legno c’è da dire che si carica in spalla con estrema facilità ed il portage è veramente una goduria.

In acqua le dimensioni sono imponenti ma è stato un pomeriggio di calma piatta quindi nessuna difficoltà nonostante Gloria ed io siamo un peso al di sotto del carico minimo richiesto per questa canoa (che è di 190kg)...ma si sa, senza onde e senza vento siamo tutti ottimi marinai e le canoe sono tutte buone!

A bordo si sta bene, i seggiolini sono davvero confortevoli; hanno il legno anteriore concavo ed inclinato in avanti cosa che li rende perfetti sia da seduto che in ginocchio. Questo almeno per quanto riguarda il posteriore. L’anteriore ha la stessa conformazione ma ha in più le guide per la sua regolazione longitudinale, ottima idea per regolare l’assetto della canoa (bisogna fare delle prove a seconda dei pesi in gioco) ma sospetto possa non essere comodo come il posteriore quando in ginocchio ci si avvicina molto al gunwale. Non ho ancora provato a stare davanti per cui sono solo supposizioni, sicuramente troverò qualche amico che ci vorrà fare un giro ed avrò modo di occupare anche questo seggiolino. Comunque poco male, in tandem per rilassanti crociere in compagnia si starà per lo più comodamente seduti. 

Se devo fare un piccolo appunto mi sarei aspettato una velocità di crociera un pelino più brillante rispetto alla NovaCraft Prospector 16 SP3, ma è tutto da vedere… potrebbe essere un’impressione sbagliata a causa dell’imperizia dei pagaiatori alle prime armi con la pala singola e provati dal caldo afoso. Le linee dello scafo suggeriscono delle performance leggermente superiori rispetto al design Prospector e noi non abbiamo ancora sviluppato una discreta capacità e sensibilità nelle canoe aperte.

Prima di sbarcare un brindisi è stato d'obbligo. Giusto perché per la prima uscita almeno una cambusa simbolica era da avere sono saltati fuori da una sacca stagna due spritz pronti, poi siamo andati a recuperare Matteo dai nonni. Speriamo presto di riuscire a portare anche lui con noi, questa canoa è perfetta per le famiglie ed una zavorrina di almeno una decina di kg abbondanti farebbe solo del bene all’assetto della canoa. Beninteso che il ruolo di zavorrina sarà accettato solo per i primi anni, poi pagaietta in mano!
D’altronde la "scimmia" per la canoa canadese è nata proprio con l'idea di portare Matteo sull’acqua il prima possibile; e ci sono buone speranze dato che, durante la grigliata sociale del CK90, abbiamo messo la Swift sul prato e Matteo se ne è subito impossessato, non voleva più uscire!

il capitano ha già trovato la sua postazione

Ieri in agenda c’era una navigazione notturna in kayak con i ragazzi del CK90 approfittando della luna quasi piena, così ho deciso di arrivare nel tardo pomeriggio per fare una prova di navigazione in solo.

Anche chi è appena entrato nel mondo della canadese capisce subito che una canoa da 5m e 30cm per 94 cm di larghezza, con un carico ottimale dichiarato tra i 190 ed i 306kg non sia proprio pensata per le pagaiate in solitaria. Oltretutto la conformazione del seggiolino anteriore e - soprattutto -  lo scafo spiccatamente asimmetrico impediscono di usare il trucchetto di invertire punta e coda per adattare una tandem all’utilizzo in solitaria.
A dire il vero poi non sarebbe stato neanche il giorno giusto per questi esperimenti dato che c’era una discreta Breva (vento tipico del Lario che nel pomeriggio soffia da sud).

Facendo qualche prova ho trovato che il traverso posto tra il seggiolino posteriore ed il giogo era il punto idelae dove posizionarsi, quello in cui la canoa prendeva un assetto che a sensazione mi è sembrato corretto e restituiva sensazioni di più facile gestibilità. Tale traverso è un rinforzo strutturale per lo scafo e purtroppo è troppo alto sia per sedersi sia per appoggiare le chiappe stando in ginocchio, ma è sempre meglio di niente.
Ci sarà possibilità in futuro di adattare questa canoa alla crescita di Matteo montando un terzo seggiolino di fronte al giogo (cosa molto intelligente vista la portata) ed anche una barra inclinata alla giusta altezza per l’andatura in solitaria (a meno di preferire l’acquisto di una canoa più adatta al solo, magari attorno ai 15/16’, cosa che sarebbe più sensata rispetto al girare da solo con un transatlantico ma Gloria ha già posto veto anche per gli anni a venire).
Comunque quando la Breva mollava si navigava abbastanza bene; mentre quando rinforzava ero costretto a pagaiare dal lato sottovento. Ho raggiunto il campetto slalom con l’idea di fare qualche manovra  e poi mi sono lasciato aiutare dal vento, questa volta in coda, per la tratta di rientro. Poteva andare meglio ma sinceramente pensavo fosse peggio.

Con il vento contro ho trovato più efficace pagaiare genuflesso, con una postura simile a quella del C1 sprint. Immagino che con il migliorare della tecnica e la pratica possa migliorare parecchio.
Ricordo che all'EKOwintry a cui ho partecipato nel 2017 c'era Lorenzo Molinari con una particolarissima C2 di Alessandrini in cui ha caricato dei massi per tenere la punta in acqua restituendole un assetto idoneo; ammetto che l'idea mi ha sfiorato, e sarebbe probabilmente stata anche una cosa intelligente... ma non avevo neanche un tappetino per evitare di rovinare il tessuto di kevlar interno: accortezze da canoa nuova, al rientro l'ho anche pulita.

Festeggiamenti in corso

Bene, ora la canoa c'è, ha ricevuto il nostro battesimo nel Lario. C'è solo da iniziare a divertirsi!



 


venerdì 22 luglio 2022

La flotta si espande #3: canadian edition!

 


Non è un segreto, da tempo ero alla ricerca di una canadese. Acquistarne una in Italia è però davvero un’impresa. Tolti alcuni modelli in polietilene dal peso mastodontico non si trova quasi nulla.

Da molti mi è stata consigliata la tipologia Prospector, prodotta da praticamente tutti i costruttori (sebbene ogni marchio abbia la sua "interpretazione"); è una categoria di canoa ideata per le spedizioni di più giorni sui fiumi portandosi dietro carichi pesanti. Non proprio l'utilizzo che avevo in mente: principalmente farò uscite di una giornata in acqua piatta.
Cercavo qualcosa tra i 15’ ed i 16’ di lunghezza, adatto più ad acque piatte che al fiume (ma che comunque si trovasse a suo agio in I°, magari con qualche sporadico passaggio di II°), con poca presa al vento, che si adattasse bene sia in tandem sia in solo.

Mi sono innamorato di un modello che -sulla carta- rispecchia perfettamente queste caratteristiche: la Pal di Nova Craft Canoe. Peccato solo che il rivenditore più vicino di questo marchio si trovi in Olanda.

Da qualche mese in Italia c’è un importatore ufficiale del marchio Esquif, casa che però è più votata all’acqua bianca; non ho trovato nel loro catalogo un modello le cui caratteristiche -almeno sulla carta- mi convincessero al 100%.

Nelle ricerche tra i più importanti produttori del settore ci si imbatte, tra gli altri, anche nel marchio Swift. Offrono un prodotto di qualità artigianale, con ampie possibilità di personalizzazione ed una cura maniacale per le finiture ed i dettagli. Basta seguire il loro canale Youtube per rendersi conto dei gioiellini che sfornano.
Le linee della loro serie “Prospector” si discostano parecchio da quelle degli altri marchi.
Si può dire che NovaCraft progetta pensando agli amanti delle lunghe spedizioni, Esquif per chi cerca adrenalina in acqua bianca mentre Swift offre elegantissime e lussuosissime barche da crociera.
In un video presentano la loro Prospector 16’ come un progetto ispirato alla Pal della storica Chestnut Canoe Company, azienda leggendaria del passato da cui i moderni costruttori traggono ancora spunto. Una Prospector 16 di Swift sarebbe davvero un sogno… ma che prezzi!

Nelle mie lunghe ricerche sul web tra i vari rivenditori europei, quando ormai mi ero rassegnato ad affrontare il viaggio in Olanda per accaparrarmi una Pal, trovo l’ex importatore di Swift che ha da poco cessato attività. Si trova in Carinzia, vende le canoe ex-demo, lo contatto e mi risponde che gli rimane solo una Temagami con alcuni segni sul gel-coat, costruzione in kevlar ultraleggero, tutte le finiture in legno, di colore rosso (l'immagine di copertina in verde/bianco è quella da catalogo).
Si tratta di una canoa enorme: 17’6” di lunghezza (534cm), per sfruttare le sue caratteristiche idrodinamiche richiede un carico minimo di 420lbs (190kg). 
Nel 2017 questo modello è stato usato per la circumnavigazione dell’Inghilterra, quindi non proprio una canoa da uscita giornaliera con carico leggero.
È molto lontano da quello che cercavo ma non ho resistito alla tentazione: oggi, dopo la notte al lavoro, ho fatto un pisolino e sono partito partito per l'Austria allettato dall'idea di comprare una Rolls-Royce al prezzo di una Panda.

La Temagami è un modello non recentissimo e non più in produzione da qualche tempo; questo esemplare ha già qualche anno sulle spalle. Dal numero di serie risulta prodotta nel 2008. Ha qualche segno sul gelcoat, l'interno mostra il kevlar che sembra perfettamente in ordine; le finiture sono tutte in legno (frassino e ciliegio). Il legno ha forse bisogno di una mano d'olio ma è davvero tutto in ordine. Diciamo che in mano a me in un paio di anni potrebbe subire più danni di quanti ne abbia causati Wolfgang in 14. Approposito del precedente proprietario è davvero una persona squisita; sia lui che la moglie. Organizzano ogni anno in maggio un simposio simile al Camp di Sottocosta con escursioni e corsi... Magari un'idea per delle future vacanze dato che la Carinzia, vista di sfuggita dal finestrino, sembra davvero una regione graziosa.


Ora mi ritrovo con una grande canoa per le uscite in famiglia… magari in futuro troverò una buona occasione anche per qualcosa di più adatto alle uscite in solo.
Chiudo con delle immagini reali del mio esemplare, spero di pubblicare prestissimo foto in acqua!



PS: è passato meno di un  anno da quando, a Settembre 2021, alla grigliata sociale del CK90 mostravo a tutti il mio nuovo Tiderace Xceed. Domani ci sarà la grigliata sociale 2022 e nuovamente avrò una canoa appena ritirata da mostrare!
Penso però che Gloria voglia interrompere questa usanza di acquistare una barca ogni volta che ci si ritrova in sede per una mangiata.

lunedì 11 luglio 2022

Idro e Ledro "attenti a quei due" 2022



Cosa posso dire riguardo l’edizione di quest’anno dell’ “attenti a quei due”?
Innanzitutto che non ho pagaiato. Solo Gloria ha fatto il giro del lago di Ledro in programma per il pomeriggio di sabato 2 luglio mentre Matteo ed io siamo stati comodamente sdraiati in spiaggia, all'ombra di una pianta, a fare un bel pisolino.
La domenica mattina, mentre il gruppo si imbarcava per il periplo del lago d’Idro, noi partivamo già per il viaggio di rientro.

Con un bambino piccolo non ce la siamo sentita di fare il pernottamento in tenda e così abbiamo trovato un appartamento; siamo arrivati il venerdì sera giusto in tempo per una cena veloce a Baitoni con Luciano e Giorgio Racca.
La cena ufficiale è stata il giorno successivo, dopo il giro del lago di Ledro, con tradizionale grande tavolata. Il menù è stato ampiamente apprezzato anche da Matteo che ha divorato ingenti quantitativi di pasta con persico e zucchine come prima portata e filetto di salmerino come secondo.
A concludere il tutto una grande torta per festeggiare i compleanni di “quei due”: Luciano e Giorgio Nesca (purtroppo assente).


E’ stato un raduno che ci ha visto partecipare con modalità un po’ anomale… cosa che ha comunque avuto i suoi risvolti positivi dato che - a piedi - abbiamo visitato il castello di San Giovanni e la passerella in legno che percorre il biotopo del lago d'Idro. Abbiamo lungamente approfittato della profonda conoscenza che Giorgio ha di  questo territorio per farci raccontare la storia e le tipicità prima che arrivasse il grosso del gruppo.

Concludiamo dicendo che siamo veramente felici di esserci stati tutti e tre presenti a festeggiare le 85 primavere di Luciano.



Di fianco alla canoa di Luciano, Matteo sovrintende alle operazioni di imbarco.


Link ai post degli anni precedenti:
2020

lunedì 20 giugno 2022

Assistenza alla OceanMan del Lago d'Orta 2022



Se escludiamo una facile gara di triathlon amatoriale un paio di anni fa, quella di sabato è stata la mia prima assistenza seria. Una tappa del circuito OceanMan-openwater sul lago d'Orta. In 10 del CK90 abbiamo partecipato dando supporto ai nuotatori (circa 250, provenienti da tutto il mondo) del percorso più lungo con partenza da Omegna ed arrivo al lido di Gozzano, percorrendo tutta la sponda orientale del lago. 14km di nuoto in acque aperte. All'altezza dell'isola agli atleti già in acqua -ed ormai a pochi km dall'arrivo- si è aggiunto un altro gruppo, ben più numeroso del primo, di  nuotatori partiti da Pella che gareggiavano sulla lunghezza di 5,5 km.

La distanza percorsa da noi in canoa non è certamente paragonabile a quella di gara in quanto, nel continuo andare avanti ed indietro per tenere sott'occhio più persone in poco tempo o per intercettare nuotatori finiti fuori percorso, si può tranquillamente pensare che la gara lunga l'abbiamo pagaiata un paio di volte. Questa percorrenza non impensierisce certo un kayak da mare; a creare ansia erano però le tempistiche. Siamo stati 8 ore di fila in kayak senza sbarcare, oltretutto sotto il potentissimo sole che in questi giorni ci ha portato a toccare i 40° e senza una bava di vento a rinfrescare.

Ero con l'Xceed, un kayak che ancora non conosco a fondo, e la mia schiena è notoriamente rigida come un paracarro. Poco dopo l'imbarco mi è venuto un pensiero: forse facevo meglio a portare il Prijon, con il pozzetto più confortevole del divano di casa. Tanto non mi sarebbero servite né velocità né qualità tecniche particolari. Ed invece sono stato benissimo! Comodo ed a mio agio tutto il tempo, senza mai sentire formicolii o indolenzimento. God bless Tiderace cockpits!

Mi sono stupito di quanto sia utile una tecnica decente per affrontare questo tipo di eventi. È stato un continuo di spostamenti laterali con abbrivio, 360° veloci, pagaiate indietro per  lunghe decine di metri, richiami e timonate. Mi è stata utile persino la recente esperienza in canadese, la pagaiata a J con la groenlandese viene davvero bene e tornava comoda per avanzare a distanza ravvicinata di un nuotatore senza pagaiare dal suo lato rischiando di colpirlo. Cosa utile quando si va a recuperare un atleta finito in mezzo al lago e lo si vuole reindirizzare verso il percorso di gara marcandolo molto stretto.

Questo tipo di assistenza ti ricorda anche quanto sia utile guardarsi continuamente attorno; qui è fondamentale per tenere sott'occhio gli atleti, individuare le boe segnaposto, monitorare la posizione delle moto d'acqua della Polizia di Stato deputate al recupero dei concorrenti esausti o con malore, delle unità OPSA della Croce Rossa, delle barche dei Vigili del Fuoco e -non in ultimo - dei diportisti intenzionati ad attraversare il campo gara incuranti dell'incolumità altrui. È comunque buona abitudine anche in navigazioni normali avere sempre la percezione di cosa succede attorno a noi e tenere monitorato il traffico a motore. Un altro buon esercizio.

…Insomma, si può dire - in qualche modo- sia stato didattico, quasi una lunga sessione di ripasso ed esercizio SK2.




Una volta conclusa la manifestazione abbiamo passato un po' di tempo al lido di Gozzano in attesa che Felice e Claudio andassero a recuperare furgone e carrello. Dopo aver mangiato, come se non fossimo stati abbastanza tempo in canoa, ho guardato Zardo e gli ho chiesto: "maaaa…tu non ti fai qualche roll?"
Risposta: "si, ma roll strani!".
Dopo un paio di capriole ed appoggi di riscaldamento Zardo si è cimentato con successo nel roll senza pagaia; io ho voluto riprovare la tecnica del roll continuo in avanti,  mia nemesi del Camp all'Argentario.

Incredibilmente il primo mi è venuto davvero preciso, il secondo sono uscito con la testa e ricascato giù (risolto con roll standard), il terzo è venuto ( ma un po' di prepotenza), il quarto come il secondo ed il quinto -ed ultimo - è riuscito anche se in  maniera davvero brutta e sgraziata.
Comunque sono uscito dall' acqua soddisfatto!
Tra le cose nel cassetto dei desideri, dopo il corso di canadese con annessa bivaccata in Ticino, ci sarebbe anche il passare da Roma a salutare Alex ed approfondire un po' alcune tecniche di roll tradizionali.

In conclusione è stata davvero una bella giornata in canoa; anche se decisamente diversa dal solito… merito soprattutto della bella compagnia.

PS: per evitare levatacce e ritardi siamo arrivati sul Cusio venerdì sera. La notte è stata un'esperienza mistica che pochi possono immaginare: sono capitato in  una camera pensata per una famiglia; ho dormito nel letto matrimoniale con Castelletti, mentre Felice stava nel lettino del bambino.
Una famiglia davvero anomala! #anchequestoèCK90


giovedì 2 giugno 2022

Matteo in canoa!


Oggi, all'età di 10 mesi (quasi 11, quindi direi un bimbo quasi grande), abbiamo portato Matteo in canoa.

La canadese è davvero perfetta per le gite in famiglia; abbiamo usato una NovaCraft Prospector 16 e dopo aver fatto indossare a Matteo il suo bellissimo PFD dalle simpaticissime sembianze di pesce pagliaccio ci siamo imbarcati di fronte alla sede canneto del CK90.



Per prima cosa c'era da capire come è fatta una canoa.
Una ciuciatina al giogo è stata quindi d'obbligo. 


Siamo stati in acqua poco meno di mezz'ora durante la quale Matteo si è mostrato come sempre molto curioso ed attento a ciò che lo circonda. Ci sono stati anche degli attimi di grande stupore quando con la pagaia il papà sollevava schizzi d'acqua, nel vedere delle folaghe nascondersi tra i canneti ed anche quando siamo passati vicino alle barche ormeggiate ai pontili.
Alla fine, al momento di sbarcare, ha anche voluto prende in mano l'oliva della pagaia. Direi che promette bene!








martedì 3 maggio 2022

mini-trekking a San Fedelino


 Dascio - San Fedelino; San Fedelino - Pozzo di Riva - Dascio. Fa un po’ sorridere chiamare “tekking nautico” una navigazione che si fa solitamente in giornata, senza fretta e prendendosi il tempo di una lunga pausa pranzo. Però avevamo voglia di un bel bivacco libero prima che il lago diventi invivibile a causa dell'invasione di diportisti. Dovevamo essere in quattro ma, complice un rinvio di qualche settimana causa maltempo, alla fine siamo rimasti solo Luca ed io. 

La breve distanza percorsa è stata anche a causa delle tempistiche. Non potevamo partire da Vercurago prima delle 14:30 di sabato. A quell’ora però sono arrivati in sede alcuni amici dotati di prosecco e ci siamo dovuti unire ai festeggiamenti (anche se nessuno ha capito cosa stessimo festeggiando). L'indomani poi volevamo rientrare nel primo pomeriggio, domenica 1° Maggio era una data più che a rischio di mega ingorgo sulla SS36.


Comunque sia una volta raggiunta Dascio le operazioni di stivaggio dell’attrezzatura nei kayak hanno richiesto più tempo di quanto ce ne sia voluto poi per raggiungere la spiaggia di San Fedelino.

Il meteo prevedeva pioggia; quindi la dotazione è stata ancora pienamente invernale con ampia scorta di cambi asciutti. E’ stata la prima volta in cui ho riempito i gavoni dell’Xceed e mentre lo caricavo non ho potuto fare a meno di pensare a quanto siano comodi gli ampi boccaporti del Prijon, più che perfetti in un kayak da turismo tranquillo. Sono però passato ad una barca da mare vera e propria, un purosangue… e quindi ci si deve giocoforza adattare ai tappi in plastica. 

Cena in preparazione
Pagaiare lungo la costa occidentale del Lago di Mezzola è sempre piacevole, questo tratto offre sempre uno spettacolo mozzafiato e merita di essere percorso con calma per gustarsi ogni dettaglio. Lo sbarco è stato sulla  spiaggia che con acqua bassa si forma nell'insenatura nord-ovest del bacino (dove c’è il moletto).
L’orario era precisamente quello dell’aperitivo; occorreva quindi tagliare il salame ed aprire la prima bottiglia di vino della serata.

Sistemati i kayak è stata la volta della cena - di due portate - dopodichè all’imbrunire abbiamo montato il campo con le tende. Mentre mangiavamo abbiamo ricevuto la gradita visita di un beccaccino, un raro avvistamento.


Argomento di conversazione principale della serata sono stati progetti canoistici futuri. Quel giorno -tra l'altro- Felice è andato a ritirare le nuove canadesi in dotazione al CK90 le quali hanno catalizzato un po’ i nostri pensieri.

il campo all'alba

La notte è passata tranquilla. Della pioggia attesa non si è visto nulla. La mattina, alzati all’alba come prevede il galateo del bivacco, abbiamo con estrema calma smontato il campo e fatto colazione. Non poteva certo mancare una visita al tempietto di San Fedelino che abbiamo raggiunto a piedi; siamo scesi anche nel letto del fiume Mera che abbiamo trovato ancora più ritirato rispetto a quando siamo venuti qui, l'ultima volta, per il cimento ad inizio febbraio. Da allora ad oggi non ci sono state precipitazioni degne di nota e quindi non è stata una gran sorpresa. Il fiume si è ridotto ad una larghezza di circa 5 metri e nel punto più profondo l’acqua non superava i 50cm.

Il letto del Mera

Tornati ai kayak ci siamo imbarcati e diretti nel Pozzo di Riva. L’ultimo tratto di canale è stato percorso a fatica con frequenti insabbiamenti però anche questo livello idrico anomalo offre i suoi spettacoli: sotto le nostre chiglie vedevamo girare un gran quantitativo di grosse carpe che percorrevano i labirinti formati dalle radici delle ninfee (crediamo siano state carpe, non siamo pescatori) ed alcuni banchi formati da centinaia di piccoli pesciolini argentati lunghi 2-3cm che saltavano all'unisono fuori dall'acqua. Per qualche minuto è come fossi tornato nel delta del Po.

Il pozzo di Riva ci ha donato un paio di incontri con il martinpescatore ma non sono ovviamente mancati innumerevoli avvistamenti di parecchi esemplari di avifauna più consueta (svassi, folaghe, aironi cenerini e bianchi, cigni …).


Al rientro verso il lago di Mezzola abbiamo fatto qualche metro uscendo dai kayak e trainandoli nell'acqua alta 5cm perché non riuscivamo a trovare il passaggio che avevamo sfruttato all'andata; passaggio che comunque non superava i 15cm di profondità.

Il rientro è stato sempre costeggiando la maestosa scogliera ovest, siamo passati indisturbati di fianco ad un becco che si faceva i fatti suoi in riva al lago.  Alla cascata siamo scesi per il pranzo ed alle 14 eravamo già in auto sulla via del ritorno.

Nella sede Canneto del CK90 ho approfittato del sole e del vento per stendere la tenda ad asciugare dall'umidità della notte; mentre aspettavo è arrivato Felice che ha fatto il primo varo della NovaCraft Prospector 15 in SP3… chissà che la prossima bivaccata non sia in canadese!


Altre immagini nell'album FLICKR: BIVACCATA 1 MAGGIO 2022





domenica 13 febbraio 2022

Avvicinamento alla canadese

Luca ed io tra i moli in zona Canneto

 


Chi mi conosce lo sa, quando mi "parte la scimmia" poi è impossibile fermarmi. Ormai è da qualche mese che sono fissato con la canoa canadese.


L'arrivo di Matteo ha fatto si che mi interessassi ad un qualche tipo di canoa con cui potessi portare un bambino piccolo.
Inizialmente ho guardato cosa offre il mercato dei sit-on-top da due posti ma poi ho pensato che non me la sarei mai sentita di andare in giro con qualcosa di simile; sarei finito solo a spendere soldi per un ingombrante pezzo di plastica buono solo ad occupare spazio in garage.
La canoa canadese a pala singola è una barca che ha un grande fascino sia storico che culturale forse addirittura maggiore rispetto al kayak ed ha il pregio di essere adatta alle gite di famiglia. Ho quindi iniziato ad approfondire l'argomento ed a documentarmi.


Al CK90 c'è qualche praticante di canadese agonistica (slalom e discesa) ma non è certo il target che avevo come riferimento; Felice e Corrado invece hanno qualche esperienza nel settore turistico ed ho cominciato a stressarli. Nel frattempo ho fatto proseliti trovando e fomentando altri Inuit del Lario con la stessa curiosità.

Ieri con Luca abbiamo preso in prestito la canoa di Felice ad Ado (una Exo Augh 460) per fare i primi esperimenti con la pagaia a pala singola e devo dire che entrambi siamo rimasti piacevolmente colpiti.
Si temeva che una volta a bordo avessimo la sensazione di non essere sul tipo di natante che facesse per noi ma in breve tempo ci siamo fatti ulteriormente stregare dal fascino di questo tipo di canoe ed una volta sbarcati eravamo più che mai convinti di voler proseguire su questa strada immaginando fantastiche gite sui laghetti minori con bimbi a seguito.

Abbiamo provato principalmente l'andatura in tandem invertendoci di posto per vedere come andava sia in punta che in coda; qualche esperimento lo abbiamo fatto anche in singolo... dove -come era immaginabile- abbiamo trovato i problemi maggiori.

Ma non ci facciamo certo scoraggiare. Questo è stato solo il primo, piccolissimo, passo!

dei due chi se l'è cavata meglio in solo è sicuramente Luca







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