martedì 23 giugno 2020

L'alto Sebino bresciano

Marone e la sua chiesa sul lago


Una pagaiata sulla parte settentrionale del lago d'Iseo l'avevamo da tempo nel "cassetto" dei progetti.
Domenica ci siamo ritrovati a Marone con Valentina e Michele, che si sono gentilmente offerti di farci da guida sul loro lago, per un giretto fino a Pisogne.

Imbarcati in tarda mattinata abbiamo fatto rotta nord, costeggiando lungo le sponde di Marone, Vello, Toline ed infine Pisogne dove siamo sbarcati per il pranzo al sacco presso il lido che ospita anche la sede del canoa club "il canneto".

Cielo sereno, vento da sud nella parte più settentrionale associato ad ondina bassa. Nel viaggio di ritorno lungo il tratto intermedio abbiamo navigato contro le pareti rocciose per non disturbare i numerosi kite e windsurf che viaggiavano a velocità davvero impressionanti approfittando del vento teso.





E' stata la seconda uscita di Gloria con il suo nuovo Tiderace ed ha potuto iniziare a prenderci confidenza con il vento e le ondine di lago testando la reattività dello scafo con e senza timone. Come potevamo aspettarci, essendo il Pace 17 pensato per i viaggi ed essendo la versione a più alto volume, resta con la prua troppo fuori dall'acqua quando si incontrano le ondine tipiche di lago basse ma ravvicinate, mentre in acqua totalmente piatta il rocker pronunciato non sembra influire più di quel tanto sulla lunghezza dell'opera viva. Prossimamente faremo delle prove di carico per capire quanto materiale serve per riportare la linea di galleggiamento a livelli più consoni e sfruttare a pieno le performance di quello scafo.
Valentina invece a bordo del suo splendido Resinvetro Iceberg era alle primissime esperienze e non si è fatta scoraggiare da una navigazione abbastanza impegnativa per una neofita... ma con Michele come insegnante sarebbe difficile immaginare il contrario.



sabato 13 giugno 2020

Prima uscita, nuovo kayak e primi roll!






Oggi, finalmente, siamo tornati in kayak dopo la quarantena!




Imbarco verso le 9 dalla sede canneto del CK90 con un bel Tivano; io nel mio caro vecchio Prijon mentre Gloria ha inaugurato il suo nuovo Tiderace Pace 17 tour.
Una pagaiata veloce fino al ponte della ferrovia, giusto per prendere le misure ed iniziare a fare le regolazioni a seggiolino e schienalino così da adattarli perfettamente alla conformazione di Gloria.

Tornati in sede mi sono concesso un breve giro-test anche io, giusto un paio di minuti in cui ho goffamente eseguito un paio di roll (i primi nelle acque del Lario).



martedì 2 giugno 2020

La flotta si espande


SPOILER: si, è un Tiderace Pace 17 G-core


Due cose erano assolutamente imprescindibili riguardo l'acquisto del nuovo kayak:

1- non avrei preso un kayak alla cieca, senza averlo provato possibilmente in situazioni diverse;
2- doveva essere una barca Made in Italy.

E così eccoci qui, oggi, con un Tiderace Pace 17 (costruzione G-core) che ci aspetta nella sede del CK90.  Kayak inglese in cui nè Gloria nè io abbiamo mai avuto modo di infilarci il sedere.
La coerenza con sè stessi prima di tutto.


E' bastata una sera, un post su Instagram di Tuilik che annunciava uno sconto su due kayak in giacenza (di quelli costruiti prima dell'accordo Tiderace - Nelo), per convincermi a mandare all'aria tutti i miei buoni propositi.
Ordinato al volo -ormai tre mesi fa- e ritirato ieri da Felice assieme ai nuovi arrivi del CK90 dato che sono ancora in quarantena.

Le premesse sono ideali. Avendo i nostri cari Prijon Touryak 470LV (che ci teniamo stretti stretti) cercavamo qualcosa di più veloce e più tecnico ma ugualmente sicuro e comodo come pozzetto.
Riguardo le performance sembra evidente che nessuno possa mettere in discussione quelle del Pace17, che è indubbiamente il punto di riferimento per le spedizioni ed i tour veloci pur consentendo una buona agilità.
Sul pozzetto mi sono sentito di rischiare. Le altre due barche di questa casa che ho pagaiato (il Vortex e l' Xplore-M) si sono rivelati molto comodi ed il Pace-17 con i suoi 405l di volume -di cui una generosa porzione a prua- non vedo come possa essere da meno.

Ad aver potuto scegliere avrei puntato sulla versione S, forse più adatta considerando che il maggior utilizzatore sarà probabilmente Gloria e che verrà impiegato al 99% in uscite di un giorno con carico molto leggero. Ma non ho saputo resistere alla tentazione dell'offerta.
Un kayak veloce, nato col timone ed - a quanto dicono i suoi utilizzatori - anche molto stabile... praticamente Gloria non avrà più scuse per dare bidone ai vari raduni ed escursioni.
Sulla carta, comunque, non vi sembrano essere grandi differenze fra le due taglie che presentano una differenza di volume quantificata in 30l e con minime variazioni di dimensione: la lunghezza dello scafo resta la medesima e la larghezza varia solo di 5mm (53cm contro 52,5). Non saprei se anche in altezza ci sia qualche millimetro di limatura...ma comunque non mi sembra un gran stravolgimento e con la taglia standard si avrebbe solo da guadagnare in spazio per le gambe ed i piedi. Al limite avrà bisogno di un carico extra di materiale per esprimersi al meglio.

L'unica cosa che mi fa rosicare è che ai raduni resterò l'unico col tozzo e cicciottoso plasticone, e dalle retrovie arrancherò come sempre guardando però avanti Gloria, nel gruppo di testa, con un filantissimo kayak da 5 metri e 22. Ecco a cosa serve la cima traino!
Inutile che ve lo dica, conto già di fare qualche incursione nella sede del CK90 ed impossessarmene per qualche mezza giornata!  ...e sono sicuro che entrambi ci troveremo molto, molto bene!

Tra l'altro questo 2020, nonostante i 3 mesi di forzata interruzione delle pagaiate, è stato un anno di grandi cambiamenti dal punto di vista dell'attrezzatura:
Ho preso un nuovo PFD della Kokatat, sempre da Tuilik, dato che il mio comincia a mostrare qualche segno di usura; solo un problema estetico, è ancora tutto perfettamente in ordine (mentre quello di Gloria sembra uscito ieri dal negozio, chissa perchè) ma anche li mi sono fatto attirare da un'offerta su un modello che ha una conformazione della parte posteriore molto alta, il che risulta più comodo con il pozzetto del Touryak che ha una mastra e un poggiaschiena particolarmente ingombranti.

Ho preso al volo anche una pagaia completamente in carbonio della WaveDesign (questa si Made in Italy). E' la versione più grande di quella che ha Gloria e spero che sia il pretesto, finalmente, per imparare ad usare come si deve l'europea.

Adesso cosa ci manca? ah si... tornare finalemente liberi e mettere tutto in acqua!


Gli amici del CK90 ce lo conserveranno ancora impacchettato fino a che potremo pagaiarci, spero prestissimo!!!

lunedì 27 aprile 2020

La pandemia del canoista

Luino - febbraio 2017


Oggiono in inverno
In molti hanno dato consigli su come un canoista potrebbe spendere del tempo durante l’isolamento forzato in casa. Si è parlato di manutenzione all’attrezzatura, letture, studi, visione di documentari, esercizio fisico in salotto, condivisione di esperienze in teleconferenza e pianificazione delle future navigazioni.
Tutte attività interessanti e stimolanti.
Io ne volgio proporre una noiosa, molto noiosa: la sistemazione dell’archivio fotografico.

Era uno dei "doveri" che rimandavo da troppo tempo, più o meno dal 2017. Ho dovuto mettere assieme 4 hard-disk ed un numero non ben precisato di schede SD (credo di averne in giro ancora qualcuna non censita nascosta in qualche zaino)… era una faccenda davvero necessaria.

Ho continuato il lavoro secondo un modello logico con cui anni fa avevo iniziato l’archivio e ne sto anche approfittando, visto che il tempo libero non manca, per aprire ogni cartella e fare pazientemente pulizia dei file che – obiettivamente – non ha senso tenere. Attualmente sono a circa metà dell’opera; la mole di immagini a cui sto lavorando in questi giorni non riguarda solo le uscite in kayak ma c’è praticamente di tutto.
Sto così liberando parecchi Gb di spazio, preziosi per chi ha una macchina che permette di avere file RAW, ed al contempo dando all’archivio un ordine che permetterà in futuro di recuperare facilmente le immagini in caso siano necessarie.
Sto anche pensando di acquistare altri hard disk o dello spazio in cloud per avere una seconda copia delle mie foto vista la non completa affidabilità di questi supporti nel lungo tempo.

Tombolo della Giannella visto dall'alto il giorno prima di fare il periplo dell'Argentario




C'è però un risvolto ad allietare questo duro compito. Aprendo le cartelle e facendo una carrellata delle singole immagini per decidere cosa tenere e cosa eliminare non è raro imbattersi in qualcosa che inizialmente non ci aveva colpito e che avevamo messo da parte.

Ecco qui, in questa pagina del blog, qualcuno di quegli scatti… con la speranza di poter tornare presto in acqua!


Avvicinamento a San Vigilio - Garda durante l'ultimo Concentrazioneskimokayak




lunedì 3 febbraio 2020

Cimento invernale 2020




Si parla da anni di SlowFood, SlowWine, SlowSmoke... e da oggi anche di SlowKayak!

Non ci sarebbe modo migliore per definire il 22° Cimento Invernale dell'alto Lario.
Acqua piatta, assenza di vento, temperatura fin troppo mite per i giorni della merla, lago deserto, una bella compagnia di amici, il solito ben di Dio che esce dai gavoni durante le soste  e due navigazioni: la prima caratterizzata da ville e borghi mentre la seconda dalla natura selvaggia della costa ovest del lago di Mezzola, circondati dal panorama mozzafiato della corona di monti che lo sovrastano. Il tutto percorso ad un'andatura lenta, molto lenta.

Villa La Gaeta

Quest'anno è stato per noi il primo cimento di due giorni, come si faceva "una volta".
Sbarco a Varenna
Sabato mattina il ritrovo è stato a Dervio, in 22 ci siamo imbarcati sulla sponda sud, protetti dal Tivano che ci ha fatto compagnia solo per i primi minuti di traversata mentre lasciavamo la sponda lecchese per raggiungere quella comasca ai piedi del castello di Santa Maria Rezzonico. Di li in poi, sebbene il cielo sia stato sempre completamente coperto non abbiamo più visto nè un alito di vento nè il minimo movimento di acqua.
Ci siamo messi a costeggiare in direzione Sud; punto di interesse indubbio di questo tratto di costa la maestosa Villa la Gaeta che merita qualche minuto di contemplazione, poi fino a Menaggio la strada è breve.
Da Menaggio a Varenna la traversata è lunga e noiosa, circa 1,8nm. Però tra un'occhiata a destra per ammirare la punta spartivento di Bellagio ed i Corni di Canzo sullo sfondo ed una chiacchierata tra amici tenendo sempre sotto controllo il traghetto che percorreva più o meno la nostra rotta (unica altra presenza che abbiamo trovato sul lago oltre ad un cabinato che veleggiava pigramente) è passata in fretta ed a Varenna siamo sbarcati poco a sud rispetto all'imbarcadero per la pausa pranzo.
Il rientro a Dervio è andato via liscio come il resto della navigazione.
Percorse in totale 11nm, solo un miglio in più rispetto a quanto previsto dall'organizzatore che questa volta, strano ma vero, ha correttamente misurato il percorso sulla carta.

L'indomani la classica del Cimento: ritrovo al porto di Gera Lario, risalita del Mera e giro in senso antiorario del lago di Mezzola con sosta sulla spiaggia a sud di San Fedelino. Visita al tempietto, di cui Luciano anche quest'anno custodiva la chiave, e poi rientro lungo l'impervia sponda occidentale.
Meteo ottimale con sole, acqua piatta e completa assenza di vento per un percorso di 10nm tonde (incredibile!). In acqua eravamo ben 49!

Sotto la scogliera, al sole. Sullo sfondo il Legnone


Il raduno del cimento, oltre che aprire come sempre le attività dell'anno di Sottocosta è stata anche occasione di iniziare i festeggiamenti dei 30 anni di fondazione del CK90, club che condivide con Luciano l'organizzazione di questo evento.


Link ai post degli anni precedenti:
2019
2018





Avvicinamento a Varenna


Sosta a sud di San Fedelino



lunedì 6 gennaio 2020

Pagaiata della Befana al CK90




Questa mattina prima pagaiata al CK90, questa volta non da ospite ma da socio!
Una rapida escursione dalla sede fino alla canottieri di Lecco e ritorno che ci ha visto impegnati poco meno di due ore, giusto per riprendere in mano la pagaia dopo i bagordi delle feste.
Prima dello sbarco qualcuno ha eseguito degli eskimo usando la scopa di saggina della befana a mo' di pagaia: una tradizione, forse un rito di questa associazione; un piccolo "cimento" in attesa di quello di Sottocosta all'estremo opposto del Lario.

Dopo essere venuto, nei giorni successivi al raduno nel ramo di Como di agosto, a passare un pomeriggio in questo club giusto per vedere come funziona sono oggi felice di esserne entrato a far parte assieme a Gloria (che però ha bigiato questa prima uscita). Il settore marino del CK90 si fa simpaticamente chiamare "inuit del Lario" ed è noto per essere un terreno fertile per la crescita dei kayaker che lo compongono e per il gruppo particolarmente festoso ed amichevole.


Felice esegue il primo eskimo con la scopa


Piccola nota triste: abbiamo ripescato dalle fredde acque del lago un defibrillatore che qualche vandalo ha ben pensato di lanciare dal lungolago. L'apparecchio, ovviamente inutilizzabile ed irreparabile, è stato consegnato alle forze dell'ordine. Non ci sono parole per descrivere certi comportamenti.

venerdì 6 dicembre 2019

Winter Sea Kayak Italian Event 2019



Questo 2019 è stato per noi un anno particolare dal punto di vista canoistico. Siamo stati presenti a tutte le più importanti "Bellonate" iniziando da un Cimento invernale destinato a diventare leggenda;  per la prima volta abbiamo partecipato al Sottocosta Kayak Camp, esperienza intensa che ci ha portato a fare grandissimi progressi tecnici di cui siamo veramente felici; anche alla tradizionale notturna sull'alto Lario ci siamo guadagnati il bollino di presenza nonostante il meteo estremo abbia annullato l'evento.
Inoltre io ho preso parte anche al raduno sul ramo di Como ed a una navigazione del Concentrazioneskimokayak sul Garda.
Potevamo quindi mancare all'incontro di chiusura di questo 2019?




Siamo partiti venerdì nel pomeriggio coi kayak sull'auto destinazione Golfo dei Poeti. Le previsioni meteo non erano rassicuranti: niente vento ma mare grosso per il sabato ed al contrario per la domenica acqua più tranquilla però con forte vento e temporali dal pomeriggio. Ma del WISKIE ciò che conta è la cena del sabato sera, vera cerimonia in cui si tirano le somme dei 12 mesi precedenti e si spettegola sulle attività dell'anno successivo.
Unica variazione che Gloria ed io ci siamo concessi rispetto all'organizzazione ufficiale riguarda l'alloggio: abbiamo scelto di stare alla Scuola di Mare Santa Teresa di Lerici, luogo per cui ho una cotta adolescenziale, raggiungendo il resto del gruppo all'hotel di riferimento solo per le cene.
Dopo una notte rigenerante in una splendida stanza con vista sul golfo de La Spezia ci siamo trovati con gli altri al porto di Le Grazie. Imbarcati dopo il briefing nella tranquilla baia eravamo consapevoli che la calma piatta era solo grazie alla posizione ridossata; sul lato esposto il mare era tutt'altro che tranquillo.
Usciti dalla diga foranea ed imboccato il canale che separa la Palmaria dalla terraferma riuscivamo già a vedere, in fondo, gli alti spruzzi bianchi delle onde che si frangevano contro le rocce.
Radunati nel porticciolo di Portovenere abbiamo atteso il ritorno di Enrico che era andato in avanscoperta oltre Punta S. Pietro. "Impegnativo ma fattibile per tutti" è stato il suo verdetto, una rapida organizzazione e via nel canale verso il mare aperto. A Gloria non è stata data alternativa nonostante abbia timidamente tentato di trovare una maniera per defilarsi.
Tra la punta di Portovenere e l'estremo della Palmaria vi era un gran da fare a causa della lavatrice creata delle onde di ritorno riflesse dalle due coste; come pianificato siamo usciti dritti verso il mare aperto di qualche centinaio di metri dove l'effetto delle riflesse svaniva e rimaneva solo il su e giù dato da un'onda che da bollettino era di 1,2 metri.
Siamo restati in fondo al gruppo con Mimmo e Luciano a farci da baby sitter e devo dire che i nostri cicciottosi Prijon di cui spesso mi lamento hanno fatto egregiamente il loro lavoro non concedendoci neanche un momento di incertezza!
Raggiunta l'estremità opposta dell'isola abbiamo virato verso il versante riparato dove siamo sbarcati su una spiaggia per la pausa pranzo. Tornati in kayak dopo la sosta nuovamente rotta sul lato esposto, in acqua mossa, per il periplo di Tino e Tinetto. Impressionante vedere le onde che frangevano letteralmente addosso alla caratteristica statua della Madonna. Rispetto alla mattina siamo stati più vicino a costa per cui nonostante l'onda fosse leggermente inferiore in altezza è stata una navigazione maggiormente movimentata in quanto pagaiavamo in pieno effetto anche delle onde riflesse; il che ha fatto tornare un pesante mal di mare a Gloria. Una volta riguadagnate le calme acque interne abbiamo sfruttato qualche minuto di traino da parte di uno dei ragazzi di Portofino fino a che non si è ripresa del tutto ed abbiamo, come al solito, terminato la navigazione nelle retrovie.

La cena è stata caratterizzata dagli abituali riti e discorsi. Gradevolissima sorpresa è stata la consegna ad ogni partecipante di un libricino con la storia del WISKIE, mentre Gloria ha ricevuto da Luciano e Mimmo una rosa - forse anche questa una piccola tradizione per le ragazze che affrontano per la prima volta il mare grosso ad un raduno.

L'indomani era il giorno della tratta Marinella di Sarzana - Tellaro e ritorno.
All'imbarco eravamo pochi (circa 20 contro i 53 del giorno precedente) ed anche Gloria ha rinunciato. Visto il meteo si è optato per un giro veloce che si concludesse entro 3-4 ore senza nessuna pausa.
Tagliato il golfo -poco interessante fino a Punta Bianca- e di li navigazione sottocosta in direzione Tellaro fino a che ad un certo punto, vedendo il vento rinforzare, abbiamo fatto dietro-front.
Lentamente con sia vento che mare contro abbiamo fatto ritorno al punto di partenza dove lo sbarco è stato in una divertente zona di surf. Vista la mia agilità da ippopotamo ho optato per stappare ed estrarre le gambe a qualche metro da riva così' da potermi ritrovare in piedi col kayak ancora perpendicolare alla riva prima che l'arrivo del frangente successivo tentasse di centrifugare canoa e canoista.
L'unica foto, all'interno di Le Grazie

Il bilancio è a mio avviso assolutamente positivo. Della pizzata "pre raduno" di venerdì e dalla cena ufficiale di sabato si può solo parlar bene dato che è sempre piacevole sedersi ad un tavolo con altri canoisti che arrivano da tutta Italia, dalla Svizzera o dalla Francia. Durante l'escursione di sabato mi sono divertito davvero molto tra le onde (sospetto che su questo punto Gloria non sia d'accordo) ed anche la domenica quantomeno siamo riusciti, seppur brevemente, a fare un giretto in acqua. Gloria è andata, con la fidanzata di Michele, a fare un giro a Portovenere lasciandoci senza auto, senza cellulare, abbandonati su una spiaggia con la muta stagna. Sono tornate poco prima che chiamassimo il telefono azzurro dal bar della spiaggia, giusto in tempo per andare in trattoria con gli amici del CK90 per un veloce pranzo prima del viaggio di rientro. Ed infine sono stato veramente felice di tornare alla Scuola di Mare Santa Teresa, luogo che da solo varrebbe tutto il viaggio.

PS: non ho fatto foto per ovvi motivi. O impugnavo la pagaia o spippolavo la reflex. Bisogna meditare ad una acquisto adatto a finire sott'acqua.

Link ai post degli anni precedenti:
2017








SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...