domenica 18 giugno 2023

Gargano 2023: anche Matteo partecipa al Camp


 Ieri sera si è ufficialmente aperto il Sottocosta Kayak Camp 2023.

Grandissima emozione dato che si tratta del mio primo Camp da Tecnico ed anche del mio primo Camp da membro del direttivo di Sottocosta.

In questa settimana arriveranno oltre 100 kayaker da tutta Italia, 4 partecipanti anche dall'estero (Svizzera e Francia) mentre in acqua le attività saranno regolate da uno staff di 24 tra tecnici, istruttori, guide e maestri di Sea Kayak.

L'apertura, oltre al consueto discorso del neo presidente Giorgio Racca ed introduzione alle attività da parte dei tecnici, ha avuto anche un momento sorpresa in cui sono stati premiati il canoista più giovane (15 anni) presente all'evento ed il partecipante più giovane: Matteo!

Matteo non ha ancora compiuto i 2 anni ma è già alla seconda partecipazione ad un Camp in qualità di "accompagnatore". Già nel 2021 era presente al Camp sull'Argentario; allora aveva compiuto i 2 mesi di vita il giorno prima dell'apertura dell'evento.

Giorgio Racca ha voluto consegnare ufficialmente a Matteo la sua tessera di socio assieme alla maglietta di Sottocosta.
Ciò che rende questo pensiero ancor più speciale è che la tessera di Matteo è firmata Giorgio Nesca ed è l'ultima che ha fatto prima di chiudere la sua lunga e fruttuosa carriera alla presidenza dell'Associazione. 


Matteo e la mamma alla registrazione

Oggi sono iniziate le attività in acqua, con uscite "di ambientamento" utili alla reciproca conoscenza tra tecnici e partecipanti.
Da domani entreremo nel vivo delle varie opportunità a disposizione in questo fantastico evento!








venerdì 16 giugno 2023

Gargano 2023: un anticipo del CAMP


La prossima settimana ci sarà il Sottocosta Kayak Camp, nella stessa località del 2019.

Dato che avevamo avuto un ottimo ricordo della struttura (oltre che del Gargano in generale) abbiamo deciso di concederci una vacanza più lunga arrivando a Vieste con una settimana di anticipo.


Avevo promesso a Gloria e Matteo 7 giorni di astinenza da attività canoistiche ma non ho resistito. Martedì in tarda mattinata mi sono messo in acqua con l’idea di raggiungere l’arco di San Felice per una breve navigazione senza ulteriori divagazioni…andata e ritorno in un oretta o poco più!

Ma una volta che sei in kayak come puoi negarti un ingresso nella Grotta Sfondata Grande, in quella della Campana, nel tunnel sotto a Testa del Gargano ed in un altro paio di pertugi?


A San Felice mi sono fermato in contemplazione del magnifico arco, un vero e proprio spettacolo della natura con magnifici colori: il bianco della roccia, le sfumature di blu ed azzurro di cielo e mare ed il verde della macchia mediterranea.





L’ho già detto che fatico a resistere alle tentazioni? Sei in acqua, sei a San Felice, vuoi non allungarti un altro pochino? È finita che sono arrivato a Portonuovo per circumnavigarne gli scogli ed ammirare la lingua di roccia bianchissima su cui sorge il centro di Vieste.

Portonuovo - sculture naturali

Avrei optato per un rientro veloce, pagaiando di gran lena e tagliando golfi ed insenature ma qualche divinità ha voluto punirmi per essermi lasciato sedurre dalla bellezza del mare e mi ha mandato un ostinato vento contrario a circa 10kts comparso assieme ad una cella temporalesca nell’entroterra. Tornare dal percorso più breve stando al largo era fuori discussione, occorreva ridossarsi nelle baie; questo imprevisto è diventato un piacere dato che – sottocosta – qualche ulteriore capatina in grotta mi è scappata.


Sono comunque ritornato in tempo per il pranzo; per accorciare le operazioni di alaggio ho lasciato il kayak in spiaggia con l'idea di recuperarlo più tardi.


Dopo pranzo ho fatto il pisolino con Matteo (attività di primaria importanza) ed al risveglio il bimbo piccolo ha optato per il parco giochi del campeggio mentre il bimbo grande, avendo già tutto pronto in spiaggia, si è rimesso in acqua facendo – questa volta – rotta verso Sud.


Come per arrivare a Portonuovo anche da Cala Campi a Pugnochiuso non vi è poi molta strada, poco più di 2nm, ma anche qui ogni centimetro di costa merita di essere assaporato lentamente.
Come mancare un ingresso nella Grotta Sfondata Piccola ed in quella dei Marmi?All’inizio della baia di Pugnochiuso ho fatto dietro-front per rientrare definitivamente in campeggio.

Grotta dei Marmi

Grotta Sfondata Piccola


La prossima settimana qui ci sarà una vera e propria invasione di oltre 100 canoisti per l’evento di kayak da mare più importante d’Italia. Sarà sicuramente fantastico ma sono veramente felice di esseremi goduto questa breve giornata da solo.

L’ultima navigazione in solitaria in acqua salata risale all’Elba nel 2021 e, stare in mare solo con il tuo kayak è un’esperienza veramente rigenerante; tutto avviene secondo i propri tempi senza forzature e -quando si è soli- si è più disposti ad ascoltare il respiro del mare, a farsi cullare dalla risacca tra gli scogli, a sentire l’odore di salsedine e di molluschi che si bagnano ad ogni ondata mischiato ai profumi resinosi della macchia mediterranea. Un'esperienza rara e spettacolare per chi, come me, viene da zone di acqua dolce: i nostri laghi sono stupendi ed i nostri fiumi non sono da dimenticare... ma il mare è il mare! e qui al Gargano che Mare!


Pagaiare in compagnia è e sarà sempre bellissimo, specie con gli amici di Sottocosta; ma per immergersi profondamente nell’essenza di un luogo forse serve pagaiarlo in solitaria.





mercoledì 24 maggio 2023

La flotta si espande #4: finalmente il Made in Italy!


La prima volta che ho visto la Portofino di EXO kayak è stato al WISKIE 2017; non era ancora in produzione ufficialmente ma in acqua alcuni ragazzi della EXO e di OutdoorPortofino ne stavano collaudando alcuni esemplari prima di inserire il modello a catalogo. Le sue linee sportive e non troppo alte sull'acqua mi avevano colpito, ben lontane dalle forme dei -pochi- kayak da mare/touring in plastica che siamo abituati a vedere dai produttori italiani ma con un design che strizza l'occhio alla scuola inglese. Questo kayak mi si è piantato fisso in testa ed ho sempre avuto un gran desiderio provarlo.

Non ho mai potuto soddisfare questa possibilità perché purtroppo, nonostante il prezzo competitivo ed il fatto che venga venduto sia direttamente dall'azienda ligure sia da Ozone, non ne ho mai visto in giro uno dalle mie parti.

Un paio di mesi fa, poi, sono stato in EXO a ritirare alcuni Navigator per conto del GEB di Brivio assieme ad altri soci di quel gruppo. Il proprietario della ditta ci ha fatto fare un bel tour nel reparto produzione spiegandoci la storia dell'azienda e le tecniche di stampaggio. Ovviamente il mio sguardo è stato catalizzato dalla Portofino; si è riaccesa la curiosità.

Settimana scorsa ero in ferie tra Langhe e Roero e, vedendo l'annuncio di un Portofino in vendita a Torino vuoi non passare a dargli un occhio? Purtroppo non avevo le barre sul tetto ed ho dovuto lasciarlo lì dov'era… ma lunedì sono tornato a prenderlo!

Finalmente dopo due tedeschi, due inglesi (di cui uno costruito in Thailandia ed uno in Portogallo), ed una canadese purosangue dell'Ontario nella nostra flotta entra una barca progettata e prodotta in Italia!

E devo dire di essere contento sia una EXO; pochi sanno che i nostri primi due kayak dovevano essere di questo marchio, ma poi ci sono stati disguidi con la fornitura che richiedeva tempistiche più dilatate del previsto ed alla fine siamo andati a prendere i Prijon. Ma questa piccola e giovane azienda Ligure, che trasuda passione da ogni mattone della loro sede, mi era piaciuta tanto anche quando l'avevamo visitata nel 2015.

Il kayak è in buone condizioni, la plastica ha mantenuto la sua forma abbastanza bene e non mostra deformità fastidiose. Ha avuto una vita intensa dato che non si trova neanche un centimetro quadrato esente dai graffi tipici dei kayak fluviali stra usati.  Purtroppo non ha lo skeg ma montarlo non dovrebbe essere un problema e manca anche la tasca in neoprene del pocket hatch. Anche il puntapiedi destro è stato sostituito con qualcosa di non perfettamente adatto e sarebbe utile acquistare un ricambio nuovo ad och dato che avere sui piedi due appoggi diversi per superficie ed angolazione non è certo l'ideale; una spesa da mettere in contro al contrario dei quattro tappi kayak sport che sono nuovi di pacca.

Ho già iniziato i lavori di manutenzione: puntapiedi e tappi smontati, lavata generale (era veramente zozzo), rimozione di alcuni adesivi... ma presto finirà in acqua!







sabato 20 maggio 2023

Tecnico di Base multidisciplina

Corso pratico all'idroscalo


Finalmente, con delibera n° 120/23 , elenco 305 del 16/05/2023 la Federazione Italiana Canoa Kayak mi ha nominato Tecnico di Base multidisciplina.

Il corso è andato via liscio; la formazione teorica on line è di ottimo livello, tenuta per la maggiore dal prof. Rodolfo Vastola (direttore del Centro Studi FICK e docente alla facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Salerno). Sulla parte pratica sono usciti un po' i limiti di questa tipologia di corso trasversale a tutte le discipline, accentuati dal gran numero di partecipanti. Una giornata all'idroscalo divisa in due: la mattina con Ezio Caldognetto, Direttore Tecnico della nazionale giovanile di acqua piatte ed al pomeriggio con il nostro Felice Farina che ha portato in questo corso popolato al 90% da agonisti anche la dimensione della canoa turistica parlando di sicurezza in mare e fiume.

Il mio tirocinio poi è stato veramente multidisciplinare dato che si è svolto in kayak da mare ad un raduno di Sottocosta ed al CK90 con il corso di roll in piscina oltre che in affiancamento all'allenatore Marco Arlati durante le uscite della squadra agonistica di discesa e slalom.


Anche la mia futura attività da tecnico sarà multidisciplinare: oltre al Sea Kayak e Touring Kayak nel mondo del turismo non sarebbe male iniziare a ragionare più seriamente attorno alla canoa canadese. Sebbene sia una disciplina codificata dall'EPP (Open Canoe) nulla ancora è stato recepito ed attivato dalla FICK anche se... SPOILER SPOILER SPOILER voci di corridoio... dicono che la bozza del programma Pagaia Azzurra per i primi due livelli di canadese sia già in lavorazione. 

 

Non ho assolutamente nessuna velleità corsaiola; ma già nella scorsa stagione avevo iniziato a seguire l'allenatore Marco Arlati nelle sue uscite con la squadra agonistica giovanile e l'ho trovata un'attività tanto stimolante quanto utile per migliorare come pagaiatore. Così si è pensato di inserire anche queste uscite, che avrei fatto comunque, nel monte ore di tirocinio.
In realtà, più che altro, che mi diverte parecchio è lo slalom. La discesa decisamente meno anche se è l'attività principale del club.
Pur da "non praticante" e da fantoziano esordiente totale continuerò a partecipare agli allenamenti di slalom e discesa in qualità di tecnico dove sicuramente non potrò di certo insegnare qualcosa che non so ma posso forse essere di aiuto nella gestione della sicurezza del gruppo; imparando a mia volta la pratica di queste discipline.


Parlando con gli altri partecipanti all'idroscalo credo di non esagerare nel supporre di essere tra i pochi - forse l'unico di questo corso- ad aver fatto un percorso formativo veramente multidisciplinare inserendo ben 4 specialità diverse (2 turistiche e 2 agonistiche) in tirocinio ed a presentare una relazione firmata da 2 maestri di kayak da mare ed 1 allenatore agonista di acqua bianca.
E questo, che è un regalo prezioso che mi ha fatto il CK90, per me è un gran vanto.



lunedì 17 aprile 2023

Incontro nazionale dei Tecnici Sottocosta ed assemblea 2023




Questo fine settimana si è svolto a Bologna l'incontro annuale dei Tecnici di Sottocosta.
Ho avuto modo di partecipare alla intera due giorni anche se, per essere ufficialmente un tecnico abilitato, mi manca ancora un piccolissimo dettaglio: la valutazione della tesina che ho presentato e - si spera- successiva delibera da parte del Direttivo nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak con la mia nomina quale Tecnico Unico di Base multidisciplina.
D'altra parte il corso si chiudeva ufficialmente proprio sabato 15 aprile, giorno ultimo per terminare la formazione on line e relativi esami, oltre che per inoltrare al Comitato Regionale la propria relazione. 
Comunque ho avuto modo, come lo Zardo che ha fatto il corso con me, di partecipare in qualità di tirocinante.


Sede dell'evento è stata una struttura di Bologna: città senza dubbio dall'alto valore storico e culturale ma che, come magari qualcuno già sa, non ha il mare e nemmeno un lago degno di nota.
Ho scoperto però essere prassi scegliere località prive di acqua per gli aggiornamenti che prevedono solo parti teoriche in quanto sarebbe poi difficile resistere alla tentazione (chi ce la farebbe a stare due giorni chiuso in aula, per esempio, all'Elba?). 

La giornata di sabato verteva su quattro temi principali: due più di natura tecnica (presentati tra l'altro da Felice e Ale DB, quindi tutto made-in-CK90) e due principalmente comunicativi e di relazione all'interno dell'associazione. 
Devo dire di aver apprezzato molto, più che gli argomenti di perse, l'ambiente dell'aula. Ogni tema aveva  un relatore che assumeva più ruolo di moderatore che di docente.
Ho una discreta esperienza di formazione sia nel mio ramo professionale che nel mondo del volontariato ma devo dire che rarissimamente ho visto un così valido esempio di quella che si chiama "formazione tra pari" ed una così alta interattività della classe.
Prova ne è il fatto che nessuno dei relatori è riuscito a stare nei tempi previsti, non per scarsa capacità di sintesi, ma perché tutti volevano condividere le proprie esperienze, conoscenze, idee e punti di vista.
Oltretutto le mie osservazioni e domande da non ancora tecnico di base venivano accolte e tenute in considerazione tanto quanto quelle dei Maestri di grandissima esperienza presenti.

Conoscendo Sottocosta è superfluo dire che la location è stata scelta non solo valutando gli aspetti logistici ed organizzativi ma anche quelli culinari. La sera cena in trattoria tipica con tagliatelle al ragù, gnocco fritto e crescentine con i tradizionali abbinamenti di salumi, formaggi e creme.

La giornata di domenica è iniziata con Valter Borellini (Trainer, Executive e Business Coach, Career Counselor esperto del settore sportivo) il quale ha guidato un dibattito molto interessante in cui si è parlato di valori.

La seconda parte della mattinata, aperta a tutti i soci, è stata l'assemblea ordinaria con elezione del nuovo direttivo. Non avevo fatto pubblicità della cosa, ma mi ero candidato anche io al direttivo.
Dei 7 consiglieri uscenti solo due hanno dato disponibilità a farsi rieleggere per un nuovo mandato.

Il nuovo direttivo raccoglie persone da tutta Italia: Giacomo Della Gatta dalla Sicilia, Francesco Crisci di Salerno,  Giovanni Sangiorgi romano residente in Sardegna, Piero De Stefano di Roma ed alla fine la triade lombarda Luciano Belloni, Giorgio Racca e Marco Nolberti.
Abbiamo identificato in Giorgio Racca la figura di Presidente mentre gli unici due consiglieri del vecchio mandato che si sono ricandidati hanno mantenuto i loro ruoli di Vicepresidente per Piero e Segretario e tesoriere per Luciano. Questo per mantenere anche una certa continuità nei riguardi dell'operato del precedente direttivo.

la prima foto del nuovo direttivo


Quando, solo 8 anni fa, ho mosso i primi passi nel mondo del kayak non avrei mai immaginato che sarei arrivato ad essere parte del direttivo dell'associazione nazionale di riferimento per il mondo del Sea Kayak.
Sono sia orgoglioso che spaventato; saranno 4 anni impegnativi in cui spero di poter dare il mio piccolo contributo a questo fantastico mondo.


lunedì 10 aprile 2023

Un giorno sul Cusio - 2023

 

Domenica 2 Aprile si è svolto il raduno di Sottocosta sul Lago d’Orta.
Presenti al Lido di Gozzano oltre 50 canoisti; numero cospicuo favorito sia dal meteo ideale sia dal fatto che era prevista, come alternativa al periplo completo di lago ed isola, una più breve navigazione adatta ai principianti.

L’idea di proporre anche un giro breve, che non superava le 8nm, ha fatto si che potessero partecipare molte facce nuove. Devo fare i complimenti a chi ha proposto questa iniziativa! Ricordo ancora la sofferenza di quando muovevo i primi passi in questo mondo e faticavo davvero molto a tenere il passo nei raduni che rarissimamente prevedevano percorrenze inferiori alle 15nm.
Il giro breve oltretutto ha ingolosito anche alcuni lupi di mare che magari preferivano una pagaiata soft con possibilità di rientro a casa già nel pomeriggio.

Spero che sia volontà di Sottocosta mantenere a calendario alcuni eventi con proposte anche ai neofiti.


Anche io,convalescente da una settimana di influenza, sono partito con l’idea di dedicarmi al giro breve ma una volta li… le idee cambiano.
Riccardo, che era venuto in auto con me, era lanciatissimo verso la navigazione più lunga e Luciano non mi ha lasciato molta possibilità di scelta spingendomi verso il giro completo.


Da Gozzano siamo partiti per il periplo in senso antiorario; fino a Pella abbiamo navigato tutti assieme. Qui ci siamo divisi in due gruppi: chi attraversava sull’isola per poi rientrare seguiva Luciano mentre chi ha ingranato la quarta per raggiungere Omegna era guidato dagli Enzi.

Ad Omegna, in zona canottieri, siamo sbarcati per l’unica sosta con pranzo al sacco.

Il periplo, in realtà, non è stato completo. Abbiamo tagliato l’insenatura con il centro abitato di Omegna e la baia tra Pettenasco e punta Mòvero; questo ci ha consentito di attraversare sull’isola e circumnavigarla mantenendo la percorrenza totale di 16nm.


Il meteo è stato clemente: giusto un po’ di vento contrario si è fatto sentire nel pomeriggio, specie tra Omegna e Punta Crabbia.

Il sole ci ha fatto compagnia fin quasi allo sbarco, una densa formazione di nubi cumuliformi nel pomeriggio è comparsa sulla parte meridionale del lago, a noi non ci ha disturbati minimamente ma gli amici del giro corto ci hanno riferito di aver preso qualche gocciolina d’acqua.


Come di consueto la giornata si è conclusa davanti ad una birra in compagnia.





martedì 21 febbraio 2023

Una tranquilla giornata sul Sebino

 

festeggiamo a modo nostro il carnevale di Marone (BG)

L'unica cosa certa era la data, domenica 19 febbraio.

La prima idea è stata quella di organizzare una discesa in canadese del Ticino da Vigevano a Bereguardo; Piccolo problema: la portata del fiume è stata drasticamente ridotta un paio di settimane fa in vista di un anno che sarà sicuramente ancora caratterizzato da una gravissima siccità. 

Quindi cosa facciamo? Andiamo al mare!

Subito organizzata una bella gita tra Camogli e Portofino; la voglia di acqua salata è sempre presente!

In quattro abbiamo seguito con apprensione l'evoluzione delle previsioni meteo vedendole costantemente peggiorare da lunedì a giovedì. Non c'è stata altra possibilità che mandare a monte tutto.

Io avevo comunque voglia di passare una giornata in canoa, ed ho quindi invitato Riccardo di Brivio sul lago d'Iseo.

Isola di Loreto

Ci siamo imbarcati poco prima delle 10 a Marone con l'idea di navigare nella parte settentrionale del bacino. Ho proposto questo itinerario perché ero davvero curioso di vedere il famoso orrido di Castro; l'unica volta che avevo pagaiato in questa parte di lago ci eravamo limitati al lato bresciano.

Inizialmente abbiamo fatto rotta sull'incantevole isola di Loreto prima di attraversare sulla sponda bergamasca che abbiamo raggiunto poco a sud di Riva di Solto (sì, abbiamo fatto un bel taglione dritto).


Di qui, sottocosta, abbiamo sfilato sotto le pareti verticali della baia del Bogn, Punta delle Croci Bergamasche e del golfo che precede Castro.


Sarà stato forse a causa dell'intensa fame che ci ha fatto percorrere un po' di fretta l'ultimo tratto, ma l'orrido proprio non l'abbiamo notato.

sbarco scomodo

Proprio prima dell'abitato di Castro, individuato un approdo - diciamo così -  "creativo" siamo scesi a terra per l’unica sosta. La posizione scelta ha richiesto di alare i kayak su delle rocce affioranti ed issare attrezzatura da cucina e cibo sul un muro verticale di un paio di metri sovrastato da un bel praticello con qualche albero.

Abbiamo cucinato e ci siamo rilassati prima di imbarcarci nel viaggio di ritorno; costeggiati qualche centinaio di metri verso sud nella speranza di vedere il tanto agognato orrido abbiamo poi fatto rotta in sponda bresciana per percorrere dall’acqua la ciclopedonale scavata nella roccia tra Vello e Toline.


Poco prima del punto di arrivo il centro di Marone ci ha offerto un ultimo scorcio caratteristico con la piazza gremita di bambini intenti a festeggiare il carnevale.

Baia del Bogn

In tutta la giornata il meteo è stato più che ottimale. Una leggera foschia si è logicamente accompagnata con la totale assenza di vento;

è stata la prima volta che su questo lago non mi capita di trovare almeno qualche oretta di vento teso. L'acqua sempre piatta come una piscina e leggermente più fredda di quella del nostro Lario.


Decisamente una bella giornata, il non aver trovato l'orrido ci fornisce solo la scusa per poter tornare nuovamente in queste acque. 


SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...