martedì 1 giugno 2021

restiamo ancora un po' sull'Elba

 


Essendo già sull'isola per la tre giorni all'Elba di Sottocosta, ed avendo il periodo di licenza matrimoniale da sfruttare, abbiamo allungato la vacanza di qualche giorno.
Durante la permanenza mi sono concesso una rapida escursione in kayak, in solitaria.

Giusto una mezza giornata, non potevo certo lasciarmi sfuggire questa occasione più unica che rara: clima praticamente estivo in un luogo davvero fantastico che la pandemia ha reso ancora deserto. Insomma, non credo sia una cosa abituale poter scorrazzare lungo costa tra Portoferraio e l'Enfola in una calda giornata di maggio senza incrociare praticamente nessuno.

Appena imbarcato, verso metà mattina di martedì, sulla spiaggia delle Ghiaie e fatta rotta verso ovest ho visto passare al largo una motovedetta della Guardia di Finanza dopodiché l'unico altro natante che sono stato in grado di avvistare è stata una vela in prossimità dell'Enfola.

Ho pagaiato lentamente ascoltando il rumore del mare ed ammirando gli spruzzi sugli scogli. Le persone presenti sulle spiagge di Capobianco e Sottobomba si contavano sulle dita di una mano.
Cielo azzurro, acqua cristallina, temperatura ideale, nessun rumore "umano" ed il kayak che scivolava senza fatica in un panorama da cartolina. Che bellissima sensazione!

Dopo aver fatto un po' di slalom tra i massi affioranti dalle parti di Punta Acquaviva in un attimo si è sulla spiaggia di Sansone, famosa per i suoi ciottolini bianchi e le falesie a picco. Qui sono sbarcato per una veloce sosta; non sul tratto principale dove vi erano già un paio di persone ma su un pezzettino irraggiungibile da terra. Ho fatto uno spuntino e riempito il gavone anteriore di rifuti tra i quali ho recuperato anche una maschera da sub in ottimo stato.

...ci sarei passato...

Poco oltre vi è un bel faraglione con uno stretto passaggio. Mi sono soffermato molto a valutare il da farsi e, se il cuore diceva "dai che ci passi tranquillamente",  il cervello rispondeva "se righi il kayak di Gloria chiede il divorzio dopo neanche 10 giorni dal matrimonio". Così sono passato oltre evitando il passaggio ed usando, come ulteriore scusante per giustificarmi la privazione di questa gioia, anche il discorso sicurezza in solitaria. 

Raggiunto il promontorio dell'Enfola potevo tranquillamente evitarne il periplo dato che l'avevo percorso solo un paio di giorni prima... ma visto che non era neanche mezzogiorno tanto valeva ripetere questo magnifico tratto di costa.
Oltre il capo con lo scoglio della nave ho trovato un po' di movimento d'acqua e vento, residuo del maltempo del giorno precedente. Una volta sbarcato sulla spiaggia che guarda verso Marciana Marina ho trovato con grande sorpresa Guido Grugnola e Gaudenzio impegnati in una giornata di formazione rivolta alle nuove guide del parco.

Nel viaggio di rientro, dopo aver nuovamente convinto me stesso che era meglio non rischiare il passaggio sotto il faraglione, mi sono nuovamente fermato a Sansone per un pranzo al sacco con successivo pisolino (un vizio, quest'ultimo, che che ci si può concedere solo quando si pagaia soli in luoghi poco affollati).

Prima di sbarcare definitivamente alle Ghiaie ho voluto proseguire poco oltre, fino all'imboccatura della darsena del porto antico di Portoferraio esattamente ai piedi del faro di Forte Stella.

Questo per poter chiudere idealmente il tratto di costa esplorata durante l'intera vacanza compreso tra due fari: Forte Stella - Punta della Madonnina in Portoferraio e quello di Punta Polveraia in Patresi - Marciana.

Durante il resto dei giorni non abbiamo mancato ovviamente di fare qualche breve giretto a piedi, visitare la villa napoleonica dei Mulini (unico museo che abbiamo trovato aperto) ed ovviamente degustare le tipicità locali.
Da questo viaggio torniamo anche con una nuova ed inaspettata conquista: la "schiaccina" elbana!

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(SONO PRESENTI IMMAGINI ANCHE DEI GIORNI PRECEDENTI)

 

sabato 22 maggio 2021

Un raduno davvero speciale - Tre giorni all'Elba




Noi non si vedeva il mare dai tempi del WISKIE 2019.

Nel frattempo, giusto quattro giorni prima di partire, Gloria ed io ci siamo sposati per cui si può dire che questo incontro sia stato una specie di viaggio di nozze parecchio anomalo. Insomma... nemmeno le coppie più affezionate a Sottocosta possono vantare una simile esperienza!

Piccolo dettaglio: Gloria si è portata dietro un pancione di 8 mesi, il che l'ha ovviamente impossibilitata a partecipare alle escursioni in kayak.
Con grande spirito altruistico mi sono occupato personalmente di portare a passeggio il suo Tiderace; il mio amato Touryak non si è ancora risvegliato dal lungo letargo iniziato con la pandemia.

cielo grigio ed acqua scura per la navigazione di venerdì

 

Siamo arrivati sull’isola nel tardo pomeriggio di giovedì ed abbiamo preso subito i contatti con gli altri partecipanti alla “tre giorni all’Elba” che si trovavano con Gaudenzio alla sede della Sea Kayak Italy a Marciana Marina, letteralmente a due passi dall’hotel presso cui alloggiavamo. In tutto eravamo poco più di una ventina di canoisti.
La sera poi vi è stato un piacevole incontro con il direttore dell’ente Parco Nazionale dell'Arcipelago Toscano.
Venerdì è stata la volta della prima navigazione: da Marciana Marina verso ovest. Il grosso del gruppo si è fermato a Sant’Andrea mentre in pochi abbiamo proseguito fino al faro di Punta Polveraia percorrendo l’ultimo tratto con vento a circa 20kts.
Il cielo è sempre stato completamente coperto ed il mare poco mosso ha reso comunque dinamica la pagaiata. Una volta rientrati al porto di Marciana Marina in un paio di irriducibili ci siamo fermati in acqua per qualche roll… finalmente in acqua salata!

La sera Luciano, con un immancabile striscione e le sue doti oratorie, ha voluto festeggiare il nostro matrimonio omaggiandoci anche di un album fotografico da lui stesso rilegato.

Capo d'Enfola


Il sabato le condizioni meteo sono state perfettamente stabili e finalmente abbiamo pagaiato in mezzo alle mille sfumature di azzurro caratteristiche dell’Elba. Niente vento, acqua piatta e temperatura fin troppo estiva. Imbarcati sempre a Marciana Marina questa volta rotta est. Il grosso del gruppo si è fermato sulla Spiaggia del Forno mentre, come il giorno precedente, con il solito manipolo di invasati abbiamo proseguito oltre fino a fare il periplo del promontorio dell’Enfola.

La domenica abbiamo dato bidone! Il programma prevedeva un’escursione a piedi risalendo da Marciana alta fino al santuario della Madonna del Monte. Con Luciano abbiamo preferito rimanere in piano facendo una passeggiata a Marciana Marina osservando il porto, con la torre degli Appiani, e l’incantevole Borgo Cotone.

Alla partenza abbiamo salutato tutti e poi noi due ci siamo trasferiti a Portoferraio per rimanere sull’isola ancora qualche giorno.

 

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(SONO PRESENTI IMMAGINI ANCHE DEI GIORNI SUCCESSIVI)


domenica 2 maggio 2021

Lago d'Orta

 


Sfruttando la fortuna di alcuni di noi, già vaccinati, e la zona gialla sia in Piemonte che Lombardia ci siamo ritrovati in sei al lido di Gozzano per una bella pagaiata nel pieno rispetto dei dovuti distanziamenti.

Vista la provenienza da lunghi periodi di restrizioni eravamo tutti decisamente fuori allenamento per cui abbiamo optato per un giro ad anello in sento orario di 10nm nella parte meridionale del Cusio con apice massimo a Pettenasco. L'andatura è stata lenta e rilassata ed anche il meteo, le cui previsioni non erano proprio rassicuranti, è stato clemente: del vento e della pioggia attesa si è visto ben poco... giusto qualche minuto di goccioloni preceduti da un paio di folate di vento.

Unica tappa, per il pranzo al sacco, nel golfo di Orta dove Luciano ha concluso i riti offrendo grappa alla liquirizia e degli ottimi "brutti ma buoni" presi la mattina in una pasticceria di Borgomanero (per la serie #noifacciamosport ).

Una piacevole giornata; ottima occasione per salutare Andrea finalmente tornato in acqua dopo parecchio tempo!


Andrea di fronta all'Isola di S. Giulio

venerdì 18 dicembre 2020

la fine del secondo lockdown

 

Sono passati più di due mesi da quando sono riuscito a fare l'ultima pagaiata prima che fossimo sopraffatti dalla seconda ondata della pandemia. E quell'ultima uscita non fu neanche degna di nota dato che, in quel pomeriggio di inizio settembre, ho pagaiato gran poco: giusto un'oretta a fare roll e lunghi bagni per testare che tutta l'attrezzatura invernale fosse in ordine. Trovate delle infiltrazioni nella muta stagna (portata a riparare) e poi via, tutto nell'armadio fino ad oggi.

Tornare in canoa è stato davvero piacevole. Mi sono imbarcato a metà mattina ed ho pigramente pagaiato fino a Lecco con un Tivano teso che rendeva l'aria pungente. In Adda la corrente era abbastanza intensa; o forse sono solo io che ho perso l'abitudine di pagaiare ed avevo l'impressione di fare troppa fatica per risalire quel tratto di fiume che separa il lago di Garlate dal bacino principale del Lario. Dalle parti di Pescarenico, mentre ero in sponda sinistra, ho avvistato un martin pescatore che -complice la risalita controvento - si è fatto avvicinare più del solito.  Sebbene l'avifauna sia sempre abbondante e variegata sui nostri laghi l'incontro col "martino" non è poi tanto frequente ed è quindi sempre una gran gioia avvistare un'esemplare di questo variopinto uccellino!

Una veloce puntata alla statua di San Nicolò ed al lungolago di Lecco e poi subito in rientro verso la base di partenza.
Un paio di ore rilassanti... giusto per rimettere il sedere in kayak dopo parecchio tempo ed anche per testare -finalmente- la nuova macchina fotografica che mi ha regalato Gloria per il compleanno: una splendida Olympus TG-6, la mia prima fotocamera stagna!









martedì 13 ottobre 2020

Canoisti al Balbianello

 

entrando in darsena
 Sabato con Gloria ed Elisa abbiamo effettuato un'escursione con partenza dal porto di San Giovanni in  Bellagio. Diretti inizialmente verso sud, poco dopo l'imbarco abbiamo attraversato  sulla sponda opposta avendo come riferimento la penisola di Lavedo. L'idea iniziale era di esplorare il promontorio solo dall'acqua ma ad Elisa è venuta l'idea di sbarcare per fare un tour nei giardini di Villa Balbianello; il bigliettaio ci ha concesso di alare i nostri tre kayak in darsena (che onore!) e così ci siamo goduti un'oretta di visita. Vestiti da kayak di tutto punto con pantaloni in neoprene e giacca d'acqua ci aggiravamo tra i grandi platani e gli spettacolari scorci paesaggistici che si avevano dalla loggia noncuranti degli sguardi interrogativi che ci rivolgevano gli altri avventori in mocassini ed abiti firmati... sono però certo che Guido Monzino, grande esploratore e proprietario della villa fino alla sua morte nel 1988, preferisca accogliere nella sua ultima dimora (si trova seppellito qui nei giardini) dei kayaker nel bel mezzo di un'escursione piuttosto che i turisti arrivati col taxiboat.

Ripresa la navigazione ci siamo diretti alla vicina isola Comacina per effettuarne il periplo e, successivamente, rientrare sulla sponda bellagina dove siamo sbarcati per il pranzo al sacco a Lezzeno. 

Ripresa la pagiata in direzione nord in quel tratto di costa selvaggia ed impervia chiamata scogliera dei Grosgalli siamo stati accompagnati da numerosissimi avvistamenti di martin pescatore; di tutta l'avifauna presente sul nostro lago il "martino" è tra gli uccelli più rari ma spettacolari da osservare.

Una volta a San Giovanni Gloria è sbarcata mentre Elisa ed io abbiamo fatto un ultimo allungo fino alla punta spartivento di Bellagio e ritorno.

 

Vista la grande disponibilità e cortesia riservataci dal personale del FAI (ente a cui Guido Monzino ha lasciato in eredità Villa del Balbianello) si potrebbe considerare questa gradevole divagazione non-canoistica da accoppiare alle escursioni che prevedono il passaggio da queste parti.

spiando i kayak dal giardino
sito web di riferimento:

www.fondoambiente.it/luoghi/villa-del-balbianello

Prezzi ed orari (2020):

11€ visita libera, senza limiti di tempo dei giardini

22€ visita libera ai giardini + visita guidata di circa 45' agli interni

aperto dalle 10:00 alle 18:00 (17:00 da novembre a maggio)

chiuso lunedì e mercoledì non festivi



ecco due "cartoline" dal giardino... il Lario è sempre il Lario!





martedì 29 settembre 2020

l'Adda con il CK90


Domenica è stata una bella giornata... sotto tutti i punti di vista!
Anche il meteo ci ha fatto una grossa sorpresa: eravamo tutti pronti ad affrontare pioggia e vento ma inaspettatamente siamo tornati a casa abbronzati.

Con un bel gruppone di 35 canoisti siamo partiti dalle due sedi del CK90 in Vercurago pronti ad esplorare l'Adda.

Prima tappa obbligatoria la spiaggia di Gueglia dove siamo sbarcati per trasbordare a valle della diga di Olginate; trasbordo che mi sono ormai abituato a fare ultimamente dato che, con un gruppetto di altri inuit del Lario, abbiamo preso il vizio di venire qui a divertirci nella corrente tra le arcate del ponte... sempre con il disponibilissimo e pazientissimo Felice a farci da baby sitter.

Disceso questo brevissimo tratto di fiume le sponde si allontanano nuovamente per creare il lago di Olginate, un piccolissimo bacino circondato da canneti che offre un'insolita quanto piacevole vista su Calolziocorte (cittadina poco poetica vista dalla strada ma che da qui appare sotto ad una luce diversa) e sulle valli che lo sovrastano.

Rientrati nuovamente in Adda abbiamo affrontato l'unico tratto impegnativo della giornata: le rapide tra i ponti della ferrovia e della SP74. Corrente bella allegra per un secondo grado che ci ha regalato qualche minuto di adrenalina. In molti erano alla primissima esperienza in fiume ed il racconto delle emozioni è stato un po' come ricordavo la mia prima volta sul Ticino: le inaspettate sensazioni quando si mette la pala in acqua, l'ansia dello sfilare in corrente a tutta velocità a fianco dei mulinelli, lo strano comportamento del kayak quando ci si ritrova senza volerlo su una eddyline ed il rumore assordante di acqua mossa causato da alcune raschiere che, per quanto un suono non possa ribaltare una canoa, contribuisce non poco a creare un certo livello di inquietudine.

Di qui in poi, fino all'arrivo, il fiume è placido e permette una navigazione del tutto spensierata. Siamo entrati in un canale molto stretto che permette di tagliare di netto la prima ansa ed anche nei tratti successivi non abbiamo perso occasione di infilarci in ogni pertugio dove si potevano scoprire nei rami laterali e negli isolotti inaspettati laghetti privi di corrente con micro-paesaggi spettacolari formati da rami semi sommersi, alberi, canneti e folta vegetazione. 

Dalle parti di Monte Marenzo abbiamo fatto rendez-vous con un gruppetto di canoisti del CUS Pavia coi quali ci dovevamo incontrare al Lavello.  Ci hanno raggiunto qui  scendendo rapidissimi nonostante si siano imbarcati in ritardo mentre noi eravamo già avanti sul percorso. Per loro -agonisti in K1 discesa- non è stato difficile raggiungere noi turisti in kayak da mare.

Unica sosta a Brivio, poco prima del ponte, per il pranzo al sacco. Da li all'arrivo ad Imbersago - dove c'è il traghetto leonardesco - il fiume concede ancora qualche divagazione che ha ulteriormente appagato la nostra voglia di sentici dei piccoli esploratori. Grandissimo lo stupore nello scoprire dei piccoli scorci di paesaggio ai più sconosciuti seppur così vicini a casa.

Brivio, poco a valle del ponte

Lo sbarco è stato l'operazione più complessa di tutta la giornata.  Imbarsago era ancora piena di turisti attirati dalla bella giornata di inizio autunno. Abbiamo caricato i kayak sui carrelli e sulle auto che avevamo portato qui di prima mattina ma manovrare una quarantina di barche da 5 metri e più tra le innumerevoli auto che fanno manovra per entrare ed uscire dal parcheggio (tutti con una gran fretta come fossero parenti del Bianconiglio) ha creato qualche istante di tensione.

Il bilancio della giornata è stato molto positivo. Da ringraziare lo staff del CK90, come sempre  disponibilissimo, ed in particolare Roberta che è stata la promotrice di questa giornata.


A me ha fatto venire una gran voglia di tornare sul Ticino. Chissà che la presenza del CUS Pavia non sia l'occasione per stabilire ottimi contatti tra le due associazioni e non si possa organizzare una giornata in cui noi laghee ci possiamo portare in massa in trasferta da loro.








lunedì 31 agosto 2020

CanoaRaduno Iseo 2020

 

 Nonostante le previsioni meteo inclementi non potevamo certo mancare al Canoa Raduno di Iseo!

Anche la pandemia ci ha messo del suo per ridimensionare questa edizione; tanti gli assenti tra le "facce note" che solitamente ci fanno compagnia in questa occasione ma fa sempre piacere reincontrare i canoisti indigeni di Iseo e Sarnico.

Questa per noi è stata la quinta presenza. La due giorni sul Sebino è l'unico evento di cui non abbiamo mai saltato un'edizione da quando andiamo in kayak fino ad oggi.

La giornata di sabato ce ne siamo stati ad oziare in campeggio dato che il vento soffiava costante oltre i 40 km/h e le precipitazioni erano particolarmente violente mentre la domenica siamo usciti per un breve giro risalendo fino a Sulzano, attraversata su Peschiera Maraglio, Sensole, Isola di S. Paolo e rientro con toccata e fuga sulla sponda bergamasca dalle parti di Predore.

Dato che si è trattato del primo raduno ufficiale dai tempi del Cimento (tutti gli altri annullati causa COVID o meteo) sarebbe dovuto essere il primo evento pubblico in cui Gloria sfoggiava il suo nuovo kayak ma, purtroppo, qualche problema di digestione durante la notte l'ha messa KO. Così per lei niente pagaiata neanche la domenica. D'altronde alla veneranda età di 30 anni non tutti possono vantare un fisico idoneo a sopportare lo spiedo bresciano con polenta unta caratteristico del sabato sera.

Con grande -anzi grandissimo- spirito altruistico mi sono fatto io carico di portare in acqua il suo Pace 17, lasciando il Prijon a riposare sulle barre dell'auto.

La navigazione è stata caratterizzata da meteo tutto sommato clemente per la prima parte. Il vento si è alzato che avevamo già raggiunto Monte Isola e poi, a raffiche più o meno intense, ci ha accompagnato per tutta l'escursione. Tornati in vista della parte sud-occidentale del bacino il cielo ha ricominciato ad essere nuovamente nero e minaccioso ed anche le raffiche sono aumentate sia in frequenza che in intensità, ma ormai eravamo prossimi allo sbarco.

Con me e Gloria c'era anche Elisa a formare una piccola delegazione del CK90 in visita dagli amici dell'ATLS Iseo.







Link ai post degli anni precedenti:

2019

2018

2017

2016

SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...