sabato 20 maggio 2023

Tecnico di Base multidisciplina

Corso pratico all'idroscalo


Finalmente, con delibera n° 120/23 , elenco 305 del 16/05/2023 la Federazione Italiana Canoa Kayak mi ha nominato Tecnico di Base multidisciplina.

Il corso è andato via liscio; la formazione teorica on line è di ottimo livello, tenuta per la maggiore dal prof. Rodolfo Vastola (direttore del Centro Studi FICK e docente alla facoltà di Scienze Motorie dell'Università di Salerno). Sulla parte pratica sono usciti un po' i limiti di questa tipologia di corso trasversale a tutte le discipline, accentuati dal gran numero di partecipanti. Una giornata all'idroscalo divisa in due: la mattina con Ezio Caldognetto, Direttore Tecnico della nazionale giovanile di acqua piatte ed al pomeriggio con il nostro Felice Farina che ha portato in questo corso popolato al 90% da agonisti anche la dimensione della canoa turistica parlando di sicurezza in mare e fiume.

Il mio tirocinio poi è stato veramente multidisciplinare dato che si è svolto in kayak da mare ad un raduno di Sottocosta ed al CK90 con il corso di roll in piscina oltre che in affiancamento all'allenatore Marco Arlati durante le uscite della squadra agonistica di discesa e slalom.


Anche la mia futura attività da tecnico sarà multidisciplinare: oltre al Sea Kayak e Touring Kayak nel mondo del turismo non sarebbe male iniziare a ragionare più seriamente attorno alla canoa canadese. Sebbene sia una disciplina codificata dall'EPP (Open Canoe) nulla ancora è stato recepito ed attivato dalla FICK anche se... SPOILER SPOILER SPOILER voci di corridoio... dicono che la bozza del programma Pagaia Azzurra per i primi due livelli di canadese sia già in lavorazione. 

 

Non ho assolutamente nessuna velleità corsaiola; ma già nella scorsa stagione avevo iniziato a seguire l'allenatore Marco Arlati nelle sue uscite con la squadra agonistica giovanile e l'ho trovata un'attività tanto stimolante quanto utile per migliorare come pagaiatore. Così si è pensato di inserire anche queste uscite, che avrei fatto comunque, nel monte ore di tirocinio.
In realtà, più che altro, che mi diverte parecchio è lo slalom. La discesa decisamente meno anche se è l'attività principale del club.
Pur da "non praticante" e da fantoziano esordiente totale continuerò a partecipare agli allenamenti di slalom e discesa in qualità di tecnico dove sicuramente non potrò di certo insegnare qualcosa che non so ma posso forse essere di aiuto nella gestione della sicurezza del gruppo; imparando a mia volta la pratica di queste discipline.


Parlando con gli altri partecipanti all'idroscalo credo di non esagerare nel supporre di essere tra i pochi - forse l'unico di questo corso- ad aver fatto un percorso formativo veramente multidisciplinare inserendo ben 4 specialità diverse (2 turistiche e 2 agonistiche) in tirocinio ed a presentare una relazione firmata da 2 maestri di kayak da mare ed 1 allenatore agonista di acqua bianca.
E questo, che è un regalo prezioso che mi ha fatto il CK90, per me è un gran vanto.



lunedì 17 aprile 2023

Incontro nazionale dei Tecnici Sottocosta ed assemblea 2023




Questo fine settimana si è svolto a Bologna l'incontro annuale dei Tecnici di Sottocosta.
Ho avuto modo di partecipare alla intera due giorni anche se, per essere ufficialmente un tecnico abilitato, mi manca ancora un piccolissimo dettaglio: la valutazione della tesina che ho presentato e - si spera- successiva delibera da parte del Direttivo nazionale della Federazione Italiana Canoa Kayak con la mia nomina quale Tecnico Unico di Base multidisciplina.
D'altra parte il corso si chiudeva ufficialmente proprio sabato 15 aprile, giorno ultimo per terminare la formazione on line e relativi esami, oltre che per inoltrare al Comitato Regionale la propria relazione. 
Comunque ho avuto modo, come lo Zardo che ha fatto il corso con me, di partecipare in qualità di tirocinante.


Sede dell'evento è stata una struttura di Bologna: città senza dubbio dall'alto valore storico e culturale ma che, come magari qualcuno già sa, non ha il mare e nemmeno un lago degno di nota.
Ho scoperto però essere prassi scegliere località prive di acqua per gli aggiornamenti che prevedono solo parti teoriche in quanto sarebbe poi difficile resistere alla tentazione (chi ce la farebbe a stare due giorni chiuso in aula, per esempio, all'Elba?). 

La giornata di sabato verteva su quattro temi principali: due più di natura tecnica (presentati tra l'altro da Felice e Ale DB, quindi tutto made-in-CK90) e due principalmente comunicativi e di relazione all'interno dell'associazione. 
Devo dire di aver apprezzato molto, più che gli argomenti di perse, l'ambiente dell'aula. Ogni tema aveva  un relatore che assumeva più ruolo di moderatore che di docente.
Ho una discreta esperienza di formazione sia nel mio ramo professionale che nel mondo del volontariato ma devo dire che rarissimamente ho visto un così valido esempio di quella che si chiama "formazione tra pari" ed una così alta interattività della classe.
Prova ne è il fatto che nessuno dei relatori è riuscito a stare nei tempi previsti, non per scarsa capacità di sintesi, ma perché tutti volevano condividere le proprie esperienze, conoscenze, idee e punti di vista.
Oltretutto le mie osservazioni e domande da non ancora tecnico di base venivano accolte e tenute in considerazione tanto quanto quelle dei Maestri di grandissima esperienza presenti.

Conoscendo Sottocosta è superfluo dire che la location è stata scelta non solo valutando gli aspetti logistici ed organizzativi ma anche quelli culinari. La sera cena in trattoria tipica con tagliatelle al ragù, gnocco fritto e crescentine con i tradizionali abbinamenti di salumi, formaggi e creme.

La giornata di domenica è iniziata con Valter Borellini (Trainer, Executive e Business Coach, Career Counselor esperto del settore sportivo) il quale ha guidato un dibattito molto interessante in cui si è parlato di valori.

La seconda parte della mattinata, aperta a tutti i soci, è stata l'assemblea ordinaria con elezione del nuovo direttivo. Non avevo fatto pubblicità della cosa, ma mi ero candidato anche io al direttivo.
Dei 7 consiglieri uscenti solo due hanno dato disponibilità a farsi rieleggere per un nuovo mandato.

Il nuovo direttivo raccoglie persone da tutta Italia: Giacomo Della Gatta dalla Sicilia, Francesco Crisci di Salerno,  Giovanni Sangiorgi romano residente in Sardegna, Piero De Stefano di Roma ed alla fine la triade lombarda Luciano Belloni, Giorgio Racca e Marco Nolberti.
Abbiamo identificato in Giorgio Racca la figura di Presidente mentre gli unici due consiglieri del vecchio mandato che si sono ricandidati hanno mantenuto i loro ruoli di Vicepresidente per Piero e Segretario e tesoriere per Luciano. Questo per mantenere anche una certa continuità nei riguardi dell'operato del precedente direttivo.

la prima foto del nuovo direttivo


Quando, solo 8 anni fa, ho mosso i primi passi nel mondo del kayak non avrei mai immaginato che sarei arrivato ad essere parte del direttivo dell'associazione nazionale di riferimento per il mondo del Sea Kayak.
Sono sia orgoglioso che spaventato; saranno 4 anni impegnativi in cui spero di poter dare il mio piccolo contributo a questo fantastico mondo.


lunedì 10 aprile 2023

Un giorno sul Cusio - 2023

 

Domenica 2 Aprile si è svolto il raduno di Sottocosta sul Lago d’Orta.
Presenti al Lido di Gozzano oltre 50 canoisti; numero cospicuo favorito sia dal meteo ideale sia dal fatto che era prevista, come alternativa al periplo completo di lago ed isola, una più breve navigazione adatta ai principianti.

L’idea di proporre anche un giro breve, che non superava le 8nm, ha fatto si che potessero partecipare molte facce nuove. Devo fare i complimenti a chi ha proposto questa iniziativa! Ricordo ancora la sofferenza di quando muovevo i primi passi in questo mondo e faticavo davvero molto a tenere il passo nei raduni che rarissimamente prevedevano percorrenze inferiori alle 15nm.
Il giro breve oltretutto ha ingolosito anche alcuni lupi di mare che magari preferivano una pagaiata soft con possibilità di rientro a casa già nel pomeriggio.

Spero che sia volontà di Sottocosta mantenere a calendario alcuni eventi con proposte anche ai neofiti.


Anche io,convalescente da una settimana di influenza, sono partito con l’idea di dedicarmi al giro breve ma una volta li… le idee cambiano.
Riccardo, che era venuto in auto con me, era lanciatissimo verso la navigazione più lunga e Luciano non mi ha lasciato molta possibilità di scelta spingendomi verso il giro completo.


Da Gozzano siamo partiti per il periplo in senso antiorario; fino a Pella abbiamo navigato tutti assieme. Qui ci siamo divisi in due gruppi: chi attraversava sull’isola per poi rientrare seguiva Luciano mentre chi ha ingranato la quarta per raggiungere Omegna era guidato dagli Enzi.

Ad Omegna, in zona canottieri, siamo sbarcati per l’unica sosta con pranzo al sacco.

Il periplo, in realtà, non è stato completo. Abbiamo tagliato l’insenatura con il centro abitato di Omegna e la baia tra Pettenasco e punta Mòvero; questo ci ha consentito di attraversare sull’isola e circumnavigarla mantenendo la percorrenza totale di 16nm.


Il meteo è stato clemente: giusto un po’ di vento contrario si è fatto sentire nel pomeriggio, specie tra Omegna e Punta Crabbia.

Il sole ci ha fatto compagnia fin quasi allo sbarco, una densa formazione di nubi cumuliformi nel pomeriggio è comparsa sulla parte meridionale del lago, a noi non ci ha disturbati minimamente ma gli amici del giro corto ci hanno riferito di aver preso qualche gocciolina d’acqua.


Come di consueto la giornata si è conclusa davanti ad una birra in compagnia.





martedì 21 febbraio 2023

Una tranquilla giornata sul Sebino

 

festeggiamo a modo nostro il carnevale di Marone (BG)

L'unica cosa certa era la data, domenica 19 febbraio.

La prima idea è stata quella di organizzare una discesa in canadese del Ticino da Vigevano a Bereguardo; Piccolo problema: la portata del fiume è stata drasticamente ridotta un paio di settimane fa in vista di un anno che sarà sicuramente ancora caratterizzato da una gravissima siccità. 

Quindi cosa facciamo? Andiamo al mare!

Subito organizzata una bella gita tra Camogli e Portofino; la voglia di acqua salata è sempre presente!

In quattro abbiamo seguito con apprensione l'evoluzione delle previsioni meteo vedendole costantemente peggiorare da lunedì a giovedì. Non c'è stata altra possibilità che mandare a monte tutto.

Io avevo comunque voglia di passare una giornata in canoa, ed ho quindi invitato Riccardo di Brivio sul lago d'Iseo.

Isola di Loreto

Ci siamo imbarcati poco prima delle 10 a Marone con l'idea di navigare nella parte settentrionale del bacino. Ho proposto questo itinerario perché ero davvero curioso di vedere il famoso orrido di Castro; l'unica volta che avevo pagaiato in questa parte di lago ci eravamo limitati al lato bresciano.

Inizialmente abbiamo fatto rotta sull'incantevole isola di Loreto prima di attraversare sulla sponda bergamasca che abbiamo raggiunto poco a sud di Riva di Solto (sì, abbiamo fatto un bel taglione dritto).


Di qui, sottocosta, abbiamo sfilato sotto le pareti verticali della baia del Bogn, Punta delle Croci Bergamasche e del golfo che precede Castro.


Sarà stato forse a causa dell'intensa fame che ci ha fatto percorrere un po' di fretta l'ultimo tratto, ma l'orrido proprio non l'abbiamo notato.

sbarco scomodo

Proprio prima dell'abitato di Castro, individuato un approdo - diciamo così -  "creativo" siamo scesi a terra per l’unica sosta. La posizione scelta ha richiesto di alare i kayak su delle rocce affioranti ed issare attrezzatura da cucina e cibo sul un muro verticale di un paio di metri sovrastato da un bel praticello con qualche albero.

Abbiamo cucinato e ci siamo rilassati prima di imbarcarci nel viaggio di ritorno; costeggiati qualche centinaio di metri verso sud nella speranza di vedere il tanto agognato orrido abbiamo poi fatto rotta in sponda bresciana per percorrere dall’acqua la ciclopedonale scavata nella roccia tra Vello e Toline.


Poco prima del punto di arrivo il centro di Marone ci ha offerto un ultimo scorcio caratteristico con la piazza gremita di bambini intenti a festeggiare il carnevale.

Baia del Bogn

In tutta la giornata il meteo è stato più che ottimale. Una leggera foschia si è logicamente accompagnata con la totale assenza di vento;

è stata la prima volta che su questo lago non mi capita di trovare almeno qualche oretta di vento teso. L'acqua sempre piatta come una piscina e leggermente più fredda di quella del nostro Lario.


Decisamente una bella giornata, il non aver trovato l'orrido ci fornisce solo la scusa per poter tornare nuovamente in queste acque. 


lunedì 6 febbraio 2023

Cimento invernale 2023: Memorial Peter



Il cimento invernale 2023 è stato dedicato alla memoria di Peter: un amico che solo l’anno scorso ha pagaiato con noi alla 23esima edizione di questo evento, felice di inaugurare il suo nuovo kayak e che una brutta malattia ci ha portato via nel mese di novembre.

Un’edizione vissuta comunque con allegria perchè, come ha ricordato Felice durante il briefing, Peter era una persona solare. E lo è stato anche durante le ultime fasi della malattia quando con il sorriso ci mandava sulla chat del CK90 le foto dall’ospedale.

trova la capra

Come da tradizione Sottocosta, che con questo storico incontro annualmente apre le attività nazionali, propone una due giorni in alto Lario.

Gloria ed io abbiamo però dovuto saltare la giornata di sabato. Poco male, comunque con il vento che superava gli 80km/h anche chi era presente non è che abbia combinato un gran che.

Per la domenica invece a Gera Lario eravamo in 47 pagaiatori (in 46 canoe data la presenza di un k2) con meteo che prometteva buone temperature ed una leggera brezza in rinforzo nel pomeriggio.



Meta ambita ovviamente il tempietto di San Fedelino.

Il sole splendeva in cielo, la temperatura attorno agli 8°C di prima mattina ed a superare i 10 poco dopo permetteva un più che ottimo acclimatamento con le tute stagne.
L’acqua decisamente freddina come consuetudine in queste zone ma si sa, questo incontro è per chi ama e vuole celebrare l’acqua fredda ed il paesaggio invernale… per tutti gli altri ci si saluta ad ottobre sul Garda e poi ci si rivede a primavera inoltrata dopo molteplici sbeffeggiamenti per essersi persi la stagione più magica per godersi i laghi prealpini.


La navigazione di andata è andata via liscia, senza neanche una bava di vento.
Se la manifestazione si fosse conclusa con la sosta pranzo sarei andato a reclamare all'organizzazione.
“cimento invernale un corno”: un cimento non lo è stato per nulla; una breve pagaiata tra lago e fiume in condizioni da piscina. Invernale? con queste temperature?
“Chiamatela sguazzatina in acqua fredda” sarebbe stata la mia protesta!
E come i pensionati del si stava meglio quando si stava peggio avrei raccontato a tutti le incredibili avventure dell'incontro 2019: con le sponde ghiacciate e le raffiche di vento che sollevavano l’acqua e ti strappavano la pagaia dalla mano. "Quello si che è stato un vero Cimento Invernale!".

Ma la meteorologia generale non conosce l’orografia del Lario; qui la brezza pomeridiana in rinforzo si chiama Breva… e non è un vento con cui ci si può permettere di scherzare.
D'altronde all'imbarco i vecchietti del posto, intenti a bere il bianchino alle 9 di mattina, ci avevano allertati. Uno di loto ci ha anche dato dei matti mentre se ne andava dal porto con fare contrariato.
Anche Gloria se lo aspettava; in questo posto abbiamo molti bellissimi ricordi di giornate passate in acqua, in ogni stagione; ma quasi sempre nel pomeriggio la Breva ci ha fatto visita. E spesso con lei è una lotta dura ed impari.



Tra noi anche un canoista irlandese; zona di Sea kayakers duri e puri, abituati a lunghe navigazione in mari difficili e frugali bivacchi in spiaggia. Chissà cosa avrà pensato di noi canoisti italiani, che pagaiano un paio di orette scarse in un laghetto e se ne stanno in spiaggia a riempirsi di salumi, dolci fatti in casa e liquori tradizionali.
Welcome Irish friend, this is the Italian way!

Ma lo potevamo solo intuire, il bello doveva ancora arrivare;
Dalla spiaggetta di San Fedelino, mentre pranzavamo, il promontorio di Albonico ci riparava ed all'apparenza tutto era ancora più che tranquillo. Solo i più attenti osservatori ed i pagaiatori con maggior esperienza volgevano lo sguardo verso Verceia, intenti a tenere d'occhio l'acqua che in centro lago era già imbiancata dalle cosiddette ochette.

Gloria, che già dalla partenza a Gera aveva sollevato qualche piccolo dubbio sull'evoluzione del meteo, ha iniziato a preoccuparsi.
Fino alla cascata nessuna fatica ma poi, doppiata anche quella punta, la Breva ha iniziato a picchiarci in faccia ad una velocità costantemente superiore ai 16 kts (dati rilevati dalla stazione meteo CML di Gera Lario).

L'ultimo tratto del lago di Mezz'ora, il laghetto di Dascio ed il tratto di Mera che conduce al Lario sono solo stati percorsi decisamente lentamente. Sono zone in cui non fa in tempo a creare onda ed il vento, pur ostinato, era perfettamente frontale quindi quantomeno non richiedeva sforzi in continue correzioni. Si faceva solo il triplo della fatica.        

Da un certo punto di vista si può dire sia stato addirittura utile: le energie richieste in più hanno magari mandato a pari il bilancio calorico dell'escursione tra quanto bruciato pagaiando e quanto ingerito nel solito gozzovigliare a San Fedelino.

La mia splendida moglie nel suo splendido kayak in un posto davvero magico

Però il vero cimento è arrivato in ultimo, verso la foce della Mera ed in quel breve tratto di lago fino al porto di Gera.
Circa un miglio o poco più con la Breva a livelli degni della sua nomea (massima velocità 23,6 kts attorno alle 17, poco dopo il nostro arrivo) e qui certo l'acqua non resta piatta. Col fondale basso a cui siamo ormai abituati da un paio di anni si è creata una bella ondina ripida,  frequente e con alcuni frangenti.
Come non succedeva da parecchio, da prima della gravidanza, Gloria si è lamentata. Del vento, delle onde ed anche del kayak! Il Pace sarà anche più filante, più bello, più tecnico… ma il Prijon decisamente più sicuro.
Lo ammetto, mi mancavano queste lamentele! Oh quanto mi sono mancate!
E come mi sono mancati quegli sguardi fulminanti di quanto ti ritrovi con un sorriso da ebete tra gli spruzzi a saltare sui frangenti e lei ti maledice per non averla lasciata a casa a guardare il derby!


Alla fine abbiamo avuto tutto. Una pagaiata rilassante in una cornice che lascia sempre a bocca aperta, la gioia del condividere un ricco banchetto ricordando un caro amico ed alla fine abbiamo avuto anche il nostro piccolo cimento.
In quelle ultimissime due miglia c'è chi si è divertito come un bimbo e chi ha sperimentato condizioni fuori dalla propria confort-zone nella massima sicurezza di un gruppo ricco di istruttori e canoisti esperti. Quale miglior modo per festeggiare in acqua i giorni della merla?



Link agli articoli delle edizioni precedenti:

2022

2020

2019

2018




 

sabato 7 gennaio 2023

Pagaiata della Befana 2023

 


Le tradizioni sono rispettate: anche quest'anno, prima di mettersi a tavola per l'ultimo pranzo delle festività, al CK90 si è svolta la tradizionale pagaiata della Befana.


Dalle sedi a Lecco e ritorno con - a chiusura - il roll con la scopa di saggina.
In acqua eravamo in 10 ma al Ponte Vecchio abbiamo trovato tre kayaker dell' Oggiono Kayak Team che - imbarcati a Parè - erano diretti al lago di Olginate.
Una volta tornati di fronte alla sede Gallavesa in tre ci siamo cimentati nel roll rituale. Per me è stata la prima volta!

L'acqua non era proprio freddissima, ed anche la temperatura dell'aria era mitigata dall'assenza di vento e dalla copertura di nubi che ha impedito anche durante la notte di scendere sotto agli 8-10°C.
In acqua, oltre a noi, si potevano vedere solo altri kayaker in allenamento (agonisti di Canottieri Lecco e CK Rivabella) e qualche barca da canottaggio.
In questa stagione il Lario è davvero il nostro giardino dell'Eden!

 



Link ai post degli anni precedenti:

2020

lunedì 5 dicembre 2022

Winter Sea Kayak Italian Event 2022

Cosa dire su questo WISKIE? che nulla è andato come previsto... perché il mare è imprevedibile ed i bambini lo sono ancora di più!

Venerdì pomeriggio siamo partiti con Gloria e Matteo alla volta del Golfo dei Poeti, felici di poter partecipare tutti a questo tradizionale incontro che ogni anno chiude le attività di Sottocosta con due belle navigazioni in mare ed una cena "cerimonale".
Io avevo intenzione di pagaiare solo il sabato mentre Gloria avrebbe fatto la mamma a tempo pieno e non sarebbe mai scesa in acqua; la domenica dovevamo salutare i partecipanti all'imbarco per poi rientrare a casa. Ma del WISKIE ciò che più conta è la cena, momento di incontro con amici di tutta Italia. 

Già da subito purtroppo si intuiva che non tutto sarebbe poi andato secondo i piani: molte le defezioni, la maggior parte a causa del meteo incerto.


Un luogo sempre affascinante

Venerdì sera dopo la pizzata in albergo Matteo non era in forma splendida, ha mangiato poco ed appena saliti in camera non è stato bene. La mattina successiva però sembrava essersi completamente ripreso quindi mi sono presentato all'imbarco speranzoso di poter proseguire secondo i piani.
Il meteo dava scirocco fino a 20Kts, cielo completamente coperto con pioggia, onda attorno al metro. La temperatura del mare superiore rispetto alle medie di questo periodo.

In acqua eravamo 25, Luciano ci seguiva da terra e ci ha salutati dopo il consueto briefing al porto di Le Grazie.
Viste le condizioni ci siamo diretti verso il porto di Portovenere dove saremmo dovuti ripararci mentre un ristretto gruppo andava in perlustrazione oltre la Palmaria per verificare le reali condizioni in atto.
Il primo problema però si è verificato poco fuori la diga foranea della Spezia, tra la terraferma e l'isola. Un punto delicato dove il vento si incanala tra le alture aumentando di velocità e l'onda si fa confusa con quella principale proveniente dal mare aperto e quelle riflesse dalle coste, nella stessa zona in cui, durante il WISKIE 2019, Gloria aveva avuto un brutto attacco di mal di mare.
Fatto sta che uno si è ribaltato (non si dice chi, ma si tratta di un kayaker di grande esperienza - sottolineando il fatto che capita anche ai migliori); io ero il più vicino e mi sono subito portato in posizione per un salvataggio a T.
Il forte vento rendeva il tutto difficoltoso e, prima di aver svuotato il kayak, l'uomo in mare ha perso la presa ed è rimasto alla deriva mentre io ed il suo kayak ci allontanavamo velocemente spinti dalle incessanti raffiche.
Sono quindi intervenuti altri canoisiti: qualcuno ha dato soccorso al canoista "disperso" mentre Jesse mi ha agganciato con il traino lungo per non farmi scarrocciare ulteriormente mentre io mi occupavo di svuotare e zatterare la canoa vuota. E' arrivato anche Ale DB che si è occupato di fare ulteriore sicurezza a me mentre stabilizzavo il kayak soccorso durante il delicato momento della risalita.
E' stato il mio primo salvataggio in situazioni complesse (almeno per i miei standard) e devo dire che ha richiesto decisamente più tempo e più energie rispetto a quando capita di dover "tirare su" qualche principiante sbadatamente finito a bagno in acque tranquille.

Al riparo a Portovenere

Comunque arrivati al riparo nel porticciolo di Portovenere qualcuno è andato fuori a vedere le condizioni... io nel frattempo ho fatto un paio di roll: l'acqua era ancora abbastanza calda e sotto la muta stagna avevo un pile di troppo e stavo iniziando a soffrire il caldo.

Non ci aspettavamo grosse sorprese, con il vento e lo swell di scirocco il lato ad ovest delle isole doveva giocoforza essere tranquillo, ed effettivamente il mare era piatto.
Ma dove volete si trovasse il centro della bassa pressione che causava la pioggerella? proprio li! Dietro il promontorio di Portovenere il cielo non era più grigio ma nero, ed una simpatica cella temporalesca ha ben pensato di scaricare un forte acquazzone (cosa che non ci ha disturbato) ed un paio di fulmini sul mare sono caduti a pochissima distanza da noi. Difficile stimare quanto fossero lontani ma fulmine e tuono sono stati perfettamente simultanei quindi il messaggio era chiarissimo.
Abbiamo girato i kayak e siamo rientrati a Le Grazie dopo si e no due ore di pagaiata.
Pur se breve è stata comunque una navigazione da ricordare sia perchè ci ha ricordato che durante la gestione degli incidenti non va sempre tutto liscio sia per la variabilità ed incertezza del meteo.
Nel pomeriggio poi il vento è calato ed il temporale svanito... ma eravamo già sbarcati. Comunque la scelta precauzionale di interrompere l'escursione è stata ampiamente condivisa da tutti: meglio stare a terra sognando il mare piuttosto che trovasi in mare pregando di arrivare a terra.

Gli imprevisti non finiscono qui: la sera poi abbiamo dovuto abbandonare la cena durante gli antipasti. Matteo non è stato bene nuovamente e gli è salita la febbre alta. Abbiamo così deciso di fare le valige e metterlo in macchina appena addormentato così da fargli affrontare il viaggio di notte senza che se ne accorgesse. Scelta saggia in quanto l'indomani la temperatura non ha voluto saperne di scendere sotto i 39° neanche con la Tachipirina ed è stato insofferente tutto il giorno. Avrebbe sicuramente penato nel dover affrontare ore di viaggio in quelle condizioni.







Link ai post degli anni precedenti:

SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...