giovedì 24 agosto 2023

CK90 OpenCanoe OpenDay

 


Il “gruppo canoa canadese del CK90” nasce in seguito ad un mio delirio esternato in un PUB, davanti ad una birra, dopo una pagaiata notturna nel dicembre 2021.

Io ero molto desideroso di esplorare la disciplina dell’Open Canoe ed i presenti a quella serata (Felice, Ado, Zardo, Rusco e Luca) al posto di mettere un freno a questa mia nuova fissa hanno ben pensato di darmi corda.

A sancire l'ufficialità della cosa è stato creato ad hoc l'ennesimo gruppo WhatsApp del CK90. 


Fino a quel momento l'unica canadese turistica al CK90 era una canoa in comproprietà tra Felice ed Ado ma lo scorso anno la flotta è cresciuta arrivando a ben 6 esemplari di cui 2 sociali e le restanti private; però ancora nulla si era fatto come attività ufficiale.


Il vero battesimo del “gruppo canoa canadese CK90” è stato lo scorso fine settimana. Il sabato ci siamo ritrovati con i tecnici per un momento di allineamento in cui abbiamo discusso di tecnica ed abbiamo condotto alcune attività di test in acqua.
La domenica invece si è organizzato una sorta di open-day, aperto ai soci, in cui ci mettevamo a disposizione per far provare ai presenti l’esperienza della single blade paddle.


Tra mattina e pomeriggio abbiamo avuto gruppi molto eterogenei formati da esperti kayaker marini e novelli soci freschi freschi di corso base.




Si sono fatte delle prove sia in tandem che in solo, test di traino con varie configurazioni, di salvataggio e le abbiamo utilizzate come piattaforma per far tuttare i bambini di tutte le età.





Davvero un buon inizio per il settore Open Canoe del CK90!






venerdì 18 agosto 2023

Slalom a San Pellegrino

 

Marco Arlati di fronte al Grand Hotel


Ieri pomeriggio con Marco Arlati e Luca siamo andati a San Pellegrino Terme.

Negli ultimi mesi al CK90 mi sto divertendo tantissimo con le canoe da slalom; abbiamo anche provato qualche volta a montare delle paline sotto al ponte di Olginate.


Da tempo progettavamo di fare qualche scorribanda in un campo slalom vero e così ieri, finalmente, siamo riusciti ad esserci tutti e tre!

Per me è stata una fantastica esperienza, la prima volta su un tratto di fiume "vero"; più impegnativo della zona a valle della diga di Olginate.

Lezione di Slalom
Per la prima oretta circa mi sono sentito un incapace; sono riuscito anche a perdere alcune morte e disegnavo delle linee davvero orrende. Poi ho cominciato un po' a prenderci la mano e - sebbene continuassi ad arrivare "lungo"- quantomeno riuscivo sempre a centrare la morta. Oltre allo slalom abbiamo dedicato lunghissimi minuti a giocare su degli spot precisi come buchi ed onde.

Sono state 3 ore davvero intense, ne sono uscito stravolto!

Spero di poter replicare spesso questo tipo di attività; lo slalom mi diverte parecchio ed avere a disposizione le competenze di un allenatore come Marco è davvero un grande privilegio. 

Luca su uno spot interessante


PS: se qualcuno se lo chiedesse la risposta è SI, ho fatto il bagno.

lunedì 17 luglio 2023

Idro e Ledro "attenti a quei due" 2023


Il raduno sui laghi di Idro e Ledro nasce con l’intento di fare festa; festa per i due ravvicinati compleanni di Luciano e Giorgio Nesca.
Purtroppo però quest’anno di voglia di festeggiare proprio non ne avevamo.

Sono salito a Storo accompagnando Luciano, ancora convalescente dall’intervento oculistico che lo ha costretto a rinunciare al Camp. Il venerdì sera, dopo aver montato le tende sotto la pioggia, siamo stati ospiti a casa di Ines e Giorgio per un’ottima trippa (abbiamo prenotato anche per il prossimo anno, meglio portarsi avanti). Durante la cena abbiamo evocato i recenti ricordi del Camp conclusosi  appena una settimana prima.


Sabato mattina, mentre raggiungevamo il lago di Ledro, Luciano ha ricevuto una telefonata che mai avremmo voluto ricevere.
Andrea Bresil era impegnato in un trekking nautico in Sardegna. Lui ed i suoi compagni di viaggio erano bloccati ad Abbatoggia a causa di un fortissimo maestrale dal giorno precedente, quella mattina i suoi compagni lo avevano trovato senza vita.

È stato un duro colpo per tutti. Andrea era un caro amico, una di quelle persone di cui chiunque conserva un piacevole ricordo della sua compagnia. Lui e sua moglie Mirella sono stati per me e Gloria un riferimento quando eravamo alle prime partecipazioni ai raduni di Sottocosta.
Lo abbiamo ricordato sia durante il briefing sia durante la cena del sabato.

Il giro del Lago di Ledro, pur essendo breve, è davvero una pagaiata piacevole. Il meteo incerto ci ha anche favorito riducendo il sovraffollamento delle spiagge che ricordavo dalle edizioni precedenti. Comunque non è scesa una goccia d’acqua finchè non siamo sbarcati. A quel punto però ha iniziato a piovere.


La sera, a tavola, ovviamente mancava quella gioia ed euforia tipica di questi avvenimenti; ma lo stare insieme tra amici ci ha forse aiutati a metabolizzare meglio la notizia.


L’indomani mattina -come da programma- ci siamo presentati all’imbarco puntuali e -come di consuetudine- siamo partiti in ritardo. Il lago d’Idro non è grandissimo ma una mezza giornata di navigazione se la prende tutta.




Navigare con dei veri esperti del territorio è sempre molto molto piacevole in quanto all’attività puramente sportiva si affianca anche l’aspetto culturale. Giorgio ed Ines ci hanno raccontato molto riguardo le peculiarità storiche e naturalistiche di questo lago e della sua valle.
Come ci aspettavamo a mezzogiorno è salito un bel vento da sud che ha caratterizzato le ultime miglia prima della pausa pranzo all’estremo sud del lago.
Nel viaggio di ritorno invece abbiamo preso un bell’acquazzone che è arrivato quando avevamo da poco passato Vesta.


Il raduno è stato in generale un po’ sottotono. Le presenze ridotte all’osso (solo 12 partecipanti a cui aggiungere Luciano che ci ha seguiti da terra) in parte a causa  del meteo incerto ed in parte a causa del fatto che molti avevano “prolungato” le vacanze del Camp in Puglia ed erano ancora in viaggio ma come si usa dire: meglio pochi ma buoni!


PS: qualcuno tra i più attenti noterà che nelle foto non c'è la prua di nessuno dei miei kayak... no, non ho rubato le foto agli altri, solo che molti erano curiosi di provare il mio Xceed così entrambi i giorni l'ho prestato. Sabato ho pagaiato il Pace17 (costruzione Nelo) di Giorgio, che mi è sembrato leggermente diverso da quello di Gloria; domenica ho fatto una bella navigazione in un Sardinia rosso fuoco ed ho anche fatto conoscenza con un Kitiwec...
Gran bella barca il Kitiwec!



Link ai post degli anni precedenti:


In ricordo di Andrea (Lago d'Orta - 2021)


giovedì 29 giugno 2023

Sottocosta KayakCamp - Gargano 2023

Nautiraid Nook


Quello appena concluso è stato il Camp dei passaggi di consegna. Primo evento importante con Giorgio Racca alla presidenza di Sottocosta mentre Giorgio Nesca, dopo 12 anni, finalmente si è calato nel ruolo di canoista (lo conosco da 8 anni ed stata solo la seconda volta che lo vedevo pagaiare!).

Cambio di guardia anche al coordinamento dei tecnici: il mitico Enrico Armanasco  ha ceduto questa cruciale figura ad una vulcanica Roberta Mandelli, la quale ha saputo gestire gli incontri con il suo solito fare allegro e gioioso.
Roberta ed i due presidenti

La regia del tutto invece è rimasta saldamente nelle mani di Luciano che, sebbene assente a causa di un recente intervento oculistico, non ha comunque rinunciato al ruolo di organizzatore che da sempre lo contraddistingue. Praticamente il suo compito lo ha svolto in smart working!

Poco più di 100 le presenze tra i kayaker (più una ventina di accompagnatori) ed anche qui molte le novità. Parecchie facce nuove ed, udite udite, anche giovani! Non ho statistiche alla mano ma – a naso- direi che oltre ad una abbassamento dell’età media vi è stato anche un cospicuo aumento delle quote rosa.

Statistiche ufficiali invece riportano un altro dato: solitamente la regione con il maggior numero di presenze è la Lombardia ma quest’anno tale primato è andato al Lazio. Le malelingue diranno che siano stati facilitati da una partecipazione dei soci del CK90 di Vercurago un po’ sottotono (nooo, non ce la siamo presa…) ma la realtà è che il merito di questo risultato va attribuito a Pietro ed Alex che attorno alla capitale hanno tirato su un gruppo mica male.
Anche i marchigiani si sono presentati in forze, altra regione che nelle ultime stagioni è cresciuta molto ed in cui si sta formando un bel gruppo.

Dell’apertura del Camp ho già parlato in un articolo dedicato scritto praticamente in diretta: un bell’aperitivo in pineta a base di prodotti tipici pugliesi ha fatto seguito ai consueti discorsi.
Poco fuori dalla Grotta Sfondata

Io ho vissuto questo camp in maniera un po’ soft, partecipando ad attività brevi che mi consentissero di passare a mezzogiorno qualche oretta con Matteo e Gloria; ho quindi rinunciato alle belle navigazioni lunghe ed alle giornate di intenso training proposte da Pietro.
Praticamente non sono mai andato più lontano di San Felice, solo 2 miglia scarse dalla Baia di Campi.

La domenica ho fatto due uscite di ambientamento; abbiamo pensato di passare così l’intera giornata (senza proporre attività specifiche) perchè - visto che vi erano molti partecipanti sconosciuti ai tecnici- così avevamo modo di vederci in acqua, osservare le capacità di ognuno oltre che verificare l’attrezzatura.
Le vere e proprie attività sono iniziate il lunedì: in mattinata ho affiancato Emanuele di Sull’acqua mentre teneva una splendida lezione di esercizi a tema equilibrio; nel pomeriggio con Yannik ho seguito un corso di tecniche di pagaiata tradizionale groenlandese.
Grotta dei due occhi


Martedì ho rotto la regola che mi ero autoimposto di non frequentare al Camp tecnici del CK90. Avendo la fortuna di averli a portata di mano a casa, in queste situazioni preferisco di gran lunga seguire quelli che incontro più raramente così da apprendere ed osservare chi ha approcci differenti.  Quel giorno però tutti prevedevano di stare fuori da mattina a sera mentre Gli Enzi avevano due distinte attività brevi la mattina ed il pomeriggio. Ovviamente non mi è dispiaciuto; stare in acqua con Enzo e Roberta è sempre costruttivo e ci siamo focalizzati sul salvataggio a T prima di pranzo mentre abbiamo ripassato alcune manovre del programma SK2 nel pomeriggio.

Mercoledì relax con una brevissima pagaiata mattutina per la baia a curiosare tra un paio di gruppi al lavoro mentre al pomeriggio mi sono dedicato alla nobile arte del pisolino con Matteo.

Giovedì ho seguito un altro corso di tecniche di pagaiata groenlandese con Yannik esplorando una particolare tecnica impiegata dagli inuit controvento.

Venerdì ho fatto il ripetente nel corso di Yannik, nel pomeriggio si è alzata un pochino di onda così mi sono aggregato a Pietro che stava facendo la barba alle scogliere poco a nord di Cala Campi.

Venerdì sera è stata anche la chiusura ufficiale dell’evento con la cena ufficiale.


Esercizi di appoggio alto 


Tra le novità vi è da segnalare un’iniziativa molto apprezzata proposta da Patrizia che, tutte le sere, proponeva una sessione di esercizi di pilates, stretching, yoga e ginnastica posturale. Quarantacinque minuti di puro dolore.
Quando questo sport era quasi esclusivamente maschile dopo una giornata in canoa il rituale di defaticamento consisteva nell’infilarsi nel primo bar a tracannare birra… adesso che le donne hanno preso il sopravvento ti ritrovi su un tappetino a fare addominali, la posizione dell’albero, strane cose con delle palline da tennis,... 

Scherzi a parte, dobbiamo veramente ringraziare di cuore Patrizia per averci messo a disposizione la sua professionalità ed il suo impegno. Sono esercizi molto utili sopratutto a chi, come me, ha grossi problemi di postura e di flessibilità che, oltre a  ripercuotersi sulla vita di tutti i giorni, vanno anche ad ostacolare la tecnica canoistica. Vorrei tanto avere la costanza di praticare questi tipi di ginnastica con continuità perché i benefici si vedono fin dalle prime sedute.

Altra cosa gradita è stata la possibilità di provare il Nook di Nautiraid, kayak nel più puro stile greenland con la costruzione "skin" on frame -ovviamente smontabile- tipica di questo marchio.
Yannik ne sta portando un prototipo in giro per l'Europa.
Io ho evitato di farci un giro; trovo le soluzioni offerte da questa azienda davvero interessanti e si sa che chi ha "la scimmia facile" deve evitare certe tentazioni. Ci vorrebbe il tempo libero di un pensionato e lo stipendio da pilota di Formula1.

Per quanto riguarda il meteo siamo stati fortunati e sfortunati allo stesso tempo. 
Per tutta la settimana è stato bello: senza vento ed acqua piatta praticamente sempre. Chi si è fatto 1000km con la speranza di pagaiare al mare si è ritrovato praticamente in piscina. Solo il primo e l’ultimo giorno si è visto un pizzico di moto ondoso anche se piccolo e scoordinato, effetto diretto dei venti.
La qualità dell’acqua purtroppo ha sofferto dei temporali della settimana precedente e praticamente si è ripulita dai detriti solo l’ultimissimo giorno, dove abbiamo iniziato a vedere quel trasparente cristallino che ricordavamo dal 2019.


In conclusione è stato un bel Camp, anche se organizzato al volo a cavallo di un radicale cambio del direttivo. Una settimana che ha rappresentato a pieno questo storico momento di Sottocosta dove sia la “vecchia” che la “nuova” gestione hanno concorso all’organizzazione ed alla buona riuscita dell’evento.

Come sempre quando un camp si chiude già cominciano a girare idee e proposte per l’anno successivo. Dove saremo per il Camp 2024?

domenica 18 giugno 2023

Gargano 2023: anche Matteo partecipa al Camp


 Ieri sera si è ufficialmente aperto il Sottocosta Kayak Camp 2023.

Grandissima emozione dato che si tratta del mio primo Camp da Tecnico ed anche del mio primo Camp da membro del direttivo di Sottocosta.

In questa settimana arriveranno oltre 100 kayaker da tutta Italia, 4 partecipanti anche dall'estero (Svizzera e Francia) mentre in acqua le attività saranno regolate da uno staff di 24 tra tecnici, istruttori, guide e maestri di Sea Kayak.

L'apertura, oltre al consueto discorso del neo presidente Giorgio Racca ed introduzione alle attività da parte dei tecnici, ha avuto anche un momento sorpresa in cui sono stati premiati il canoista più giovane (15 anni) presente all'evento ed il partecipante più giovane: Matteo!

Matteo non ha ancora compiuto i 2 anni ma è già alla seconda partecipazione ad un Camp in qualità di "accompagnatore". Già nel 2021 era presente al Camp sull'Argentario; allora aveva compiuto i 2 mesi di vita il giorno prima dell'apertura dell'evento.

Giorgio Racca ha voluto consegnare ufficialmente a Matteo la sua tessera di socio assieme alla maglietta di Sottocosta.
Ciò che rende questo pensiero ancor più speciale è che la tessera di Matteo è firmata Giorgio Nesca ed è l'ultima che ha fatto prima di chiudere la sua lunga e fruttuosa carriera alla presidenza dell'Associazione. 


Matteo e la mamma alla registrazione

Oggi sono iniziate le attività in acqua, con uscite "di ambientamento" utili alla reciproca conoscenza tra tecnici e partecipanti.
Da domani entreremo nel vivo delle varie opportunità a disposizione in questo fantastico evento!








venerdì 16 giugno 2023

Gargano 2023: un anticipo del CAMP


La prossima settimana ci sarà il Sottocosta Kayak Camp, nella stessa località del 2019.

Dato che avevamo avuto un ottimo ricordo della struttura (oltre che del Gargano in generale) abbiamo deciso di concederci una vacanza più lunga arrivando a Vieste con una settimana di anticipo.


Avevo promesso a Gloria e Matteo 7 giorni di astinenza da attività canoistiche ma non ho resistito. Martedì in tarda mattinata mi sono messo in acqua con l’idea di raggiungere l’arco di San Felice per una breve navigazione senza ulteriori divagazioni…andata e ritorno in un oretta o poco più!

Ma una volta che sei in kayak come puoi negarti un ingresso nella Grotta Sfondata Grande, in quella della Campana, nel tunnel sotto a Testa del Gargano ed in un altro paio di pertugi?


A San Felice mi sono fermato in contemplazione del magnifico arco, un vero e proprio spettacolo della natura con magnifici colori: il bianco della roccia, le sfumature di blu ed azzurro di cielo e mare ed il verde della macchia mediterranea.





L’ho già detto che fatico a resistere alle tentazioni? Sei in acqua, sei a San Felice, vuoi non allungarti un altro pochino? È finita che sono arrivato a Portonuovo per circumnavigarne gli scogli ed ammirare la lingua di roccia bianchissima su cui sorge il centro di Vieste.

Portonuovo - sculture naturali

Avrei optato per un rientro veloce, pagaiando di gran lena e tagliando golfi ed insenature ma qualche divinità ha voluto punirmi per essermi lasciato sedurre dalla bellezza del mare e mi ha mandato un ostinato vento contrario a circa 10kts comparso assieme ad una cella temporalesca nell’entroterra. Tornare dal percorso più breve stando al largo era fuori discussione, occorreva ridossarsi nelle baie; questo imprevisto è diventato un piacere dato che – sottocosta – qualche ulteriore capatina in grotta mi è scappata.


Sono comunque ritornato in tempo per il pranzo; per accorciare le operazioni di alaggio ho lasciato il kayak in spiaggia con l'idea di recuperarlo più tardi.


Dopo pranzo ho fatto il pisolino con Matteo (attività di primaria importanza) ed al risveglio il bimbo piccolo ha optato per il parco giochi del campeggio mentre il bimbo grande, avendo già tutto pronto in spiaggia, si è rimesso in acqua facendo – questa volta – rotta verso Sud.


Come per arrivare a Portonuovo anche da Cala Campi a Pugnochiuso non vi è poi molta strada, poco più di 2nm, ma anche qui ogni centimetro di costa merita di essere assaporato lentamente.
Come mancare un ingresso nella Grotta Sfondata Piccola ed in quella dei Marmi?All’inizio della baia di Pugnochiuso ho fatto dietro-front per rientrare definitivamente in campeggio.

Grotta dei Marmi

Grotta Sfondata Piccola


La prossima settimana qui ci sarà una vera e propria invasione di oltre 100 canoisti per l’evento di kayak da mare più importante d’Italia. Sarà sicuramente fantastico ma sono veramente felice di esseremi goduto questa breve giornata da solo.

L’ultima navigazione in solitaria in acqua salata risale all’Elba nel 2021 e, stare in mare solo con il tuo kayak è un’esperienza veramente rigenerante; tutto avviene secondo i propri tempi senza forzature e -quando si è soli- si è più disposti ad ascoltare il respiro del mare, a farsi cullare dalla risacca tra gli scogli, a sentire l’odore di salsedine e di molluschi che si bagnano ad ogni ondata mischiato ai profumi resinosi della macchia mediterranea. Un'esperienza rara e spettacolare per chi, come me, viene da zone di acqua dolce: i nostri laghi sono stupendi ed i nostri fiumi non sono da dimenticare... ma il mare è il mare! e qui al Gargano che Mare!


Pagaiare in compagnia è e sarà sempre bellissimo, specie con gli amici di Sottocosta; ma per immergersi profondamente nell’essenza di un luogo forse serve pagaiarlo in solitaria.





mercoledì 24 maggio 2023

La flotta si espande #4: finalmente il Made in Italy!


La prima volta che ho visto la Portofino di EXO kayak è stato al WISKIE 2017; non era ancora in produzione ufficialmente ma in acqua alcuni ragazzi della EXO e di OutdoorPortofino ne stavano collaudando alcuni esemplari prima di inserire il modello a catalogo. Le sue linee sportive e non troppo alte sull'acqua mi avevano colpito, ben lontane dalle forme dei -pochi- kayak da mare/touring in plastica che siamo abituati a vedere dai produttori italiani ma con un design che strizza l'occhio alla scuola inglese. Questo kayak mi si è piantato fisso in testa ed ho sempre avuto un gran desiderio provarlo.

Non ho mai potuto soddisfare questa possibilità perché purtroppo, nonostante il prezzo competitivo ed il fatto che venga venduto sia direttamente dall'azienda ligure sia da Ozone, non ne ho mai visto in giro uno dalle mie parti.

Un paio di mesi fa, poi, sono stato in EXO a ritirare alcuni Navigator per conto del GEB di Brivio assieme ad altri soci di quel gruppo. Il proprietario della ditta ci ha fatto fare un bel tour nel reparto produzione spiegandoci la storia dell'azienda e le tecniche di stampaggio. Ovviamente il mio sguardo è stato catalizzato dalla Portofino; si è riaccesa la curiosità.

Settimana scorsa ero in ferie tra Langhe e Roero e, vedendo l'annuncio di un Portofino in vendita a Torino vuoi non passare a dargli un occhio? Purtroppo non avevo le barre sul tetto ed ho dovuto lasciarlo lì dov'era… ma lunedì sono tornato a prenderlo!

Finalmente dopo due tedeschi, due inglesi (di cui uno costruito in Thailandia ed uno in Portogallo), ed una canadese purosangue dell'Ontario nella nostra flotta entra una barca progettata e prodotta in Italia!

E devo dire di essere contento sia una EXO; pochi sanno che i nostri primi due kayak dovevano essere di questo marchio, ma poi ci sono stati disguidi con la fornitura che richiedeva tempistiche più dilatate del previsto ed alla fine siamo andati a prendere i Prijon. Ma questa piccola e giovane azienda Ligure, che trasuda passione da ogni mattone della loro sede, mi era piaciuta tanto anche quando l'avevamo visitata nel 2015.

Il kayak è in buone condizioni, la plastica ha mantenuto la sua forma abbastanza bene e non mostra deformità fastidiose. Ha avuto una vita intensa dato che non si trova neanche un centimetro quadrato esente dai graffi tipici dei kayak fluviali stra usati.  Purtroppo non ha lo skeg ma montarlo non dovrebbe essere un problema e manca anche la tasca in neoprene del pocket hatch. Anche il puntapiedi destro è stato sostituito con qualcosa di non perfettamente adatto e sarebbe utile acquistare un ricambio nuovo ad och dato che avere sui piedi due appoggi diversi per superficie ed angolazione non è certo l'ideale; una spesa da mettere in contro al contrario dei quattro tappi kayak sport che sono nuovi di pacca.

Ho già iniziato i lavori di manutenzione: puntapiedi e tappi smontati, lavata generale (era veramente zozzo), rimozione di alcuni adesivi... ma presto finirà in acqua!







SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...