martedì 3 ottobre 2023

In solitaria tra Sestri Levante e Deiva Marina

Sestri Levante - Baia del Silenzio

Nei giorni scorsi ho acquistato da Tuilik una pagaia che avevo in mente da tempo: una Werner Shuna. Ho poi avuto modo anche di montare sull’Xceed la bussola della Silva che Gloria mi aveva regalato lo scorso compleanno, ormai quasi un’anno fa.
Ho pensato fosse necessario inaugurare la nuova attrezzatura in acqua salata.
Lo so, è una scusa poco convincente, la verità è che semplicemente avevo voglia di sentire l’odore del mare.

La scorsa settimana avevo ferie, così ne ho approfittato! L’idea iniziale era quella di una navigazione attorno al promontorio di Portofino ma, avendo deciso oggi per domani, non sono riuscito ad organizzarmi né con la  ricerca di un punto di imbarco né nel recuperare una carta (necessaria, specie considerando che c’è di mezzo una AMP di tipo A).

Ho così ripiegato per andare a Riva Trigoso, dove sono sicuro di trovare parcheggio comodo letteralmente sul mare. O almeno così pensavo; per fortuna sono partito alle 5:00 ed alle 8:00 ero in posto, perché il parcheggio direttamente sulla spiaggia della Rena è stato tutto convertito in stalli per moto.
Lungo la strada ci sono 8 posti a disco orario (max 4 ore), una decina scarsi di posti a pagamento (a pagamento fino al 30/9 ed io sono andato - ovviamente- il 29/9) ed -incredibilmente- altri parcheggi per moto. Mi viene il vago sospetto che il Sindaco di Sestri Levante sia un appassionato motociclista.


giardini di roccia - Punta Manara

Mi imbarco con la spiaggia ancora deserta ed i chioschi chiusi, punto ad Ovest. Subito dopo il golfo di Riva Trigoso c’è Punta Manara che, da questo lato, offre costa verticale e splendidi giardini di roccia in cui è piacevole zigzagare.

Proprio sulla punta noto, alta su una roccia che si staglia a picco sul mare, un’edicola votiva e - come vedo una scala a pioli in ferro - decido di volerla raggiungere.
Sbarco direttamente sulla scogliera facendo uno di quegli atterraggi che con “il kayak bello” proprio bisognerebbe evitare. Mi arrampico sulle rocce e raggiungo la scala, il corrimano è completamente divelto e pericolante ma la scala in sé sembra solida e ben ancorata. Faccio una visita lampo, temo l’arrivo improvviso di qualche onda e di vedere il kayak prendere il largo da solo; ho dimenticato di assicurarlo alle rocce.

Sbarco a Punta Manara e la sua edicola votiva

L’edicola ospita un quadretto con il volto della Madonna sovrastata da una targa ad invocarne la protezione:

In mezzo ai pericoli, alle angosce, alle incertezze, alle tentazioni, leva lo sguardo alla stella del mare, invoca Maria in tuo soccorso.

 

Non so a quali tentazioni si riferisca, ma quella di una scaletta a pioli per inerpicarsi su una splendida scogliera per me è stata troppo forte.

Quando è stato il momento di reimbarcarsi sono arrivati 5 minuti di onde grosse causate dal passaggio di navi. Ho dovuto attendere un po’ prima di riuscire a tornare in acqua in sicurezza e senza fracassare il carbonio dell’Xceed.

il mio bellissimo kayak

Singolare il fatto che in tutte le navigazioni con kayak in composito c’è sempre un momento in cui capita di pensare “se avessi qui il mio Prijon…”. E' un pensiero stupido tanto quanto quello del tizio in Ferrari che si lamenta dello scarso bagagliaio, l'Xceed in acqua è davvero fantastico.

Percorso il lato di ponente di Punta Manara si arriva a Sestri, nella Baia del Silenzio; la più suggestiva delle due che caratterizzano la piccola penisola.

Superata punta Sestri ho dato una sbirciata alla Baia delle Favole. Prima di fare dietro front ho osservato verso ovest: il promontorio di Portofino era ben visibile, dopo circa 10nm di costa bassa. Sarà per la prossima volta.

Tornato a Riva Trigoso ho fatto un lungo taglione del golfo per proseguire la navigazione ad est del punto di partenza. Da qui fino a Deiva Marina ho pagaiato lungo la famosa " strada delle gallerie", oggi percorribile in macchina a senso alternato ma un tempo ferrovia, un percorso scavato nella roccia caratterizzato da numerosi tunnel stretti ed alti.

La costa da Riva Trigoso a Moneglia è veramente affascinante; si nota in maniera evidente la stratificazione delle rocce, a tratti è perfettamente verticale e perpendicolare alla linea di costa. La scogliera in questi punti prende a somigliare ad un gigantesco libro che si sta lentamente sfogliando in mare.

costa tra Moneglia e Riva Trigoso

In altri tratti questa specie di millefoglie rocciosa è disposta parallelamente al mare formando delle pareti piane ben uniformi.


Grotta Moneglia

Tra queste stratificazioni verticali si apre una piccola grotta, un tunnel stretto con una luce finale dalla quale si può sbirciare nell’insenatura successiva.

Si resta incantati pensando a quanti milioni di anni ci siano voluti a creare tutto questo. Guardando in acqua ci si accorge poi che il processo geologico è ancora in corso. Si notano sommersi blocchi squadrati di roccia: pezzettini di queste pagine di Pietra cadute in mare a causa dei fenomeni di erosione a cui tutta la Liguria è notoriamente soggetta.

Mi sono fermato per il pranzo al sacco su una spiaggetta di ciottoloni in cui ci eravamo fermati con Gloria mentre giravamo da queste parti nel 2016.
Eravamo due fidanzatini alle nostre prime esperienze in kayak, la primissima al mare se escludiamo il corso Foundation a Lerici. Ricordo con piacere quell'esperienza.

Poco dopo il punto in cui ho sostato vi è Moneglia, incastonata in una lunga insenatura, con spiagge sabbiose protette da barriere frangiflutti.

Muraglioni distrutti

Da qui a Deiva la costa diventa meno interessante; più che falesie rocciose è fatta di terra, ma non per questo smette di essere ripida. Qui sono più che mai evidenti i segni lasciati dal mare quando decide di volersi mangiare la costa. L'uomo tenta di rallentare questo processo, vi sono dei grossi e spessi muraglioni di contenimento in sasso e cemento, sembrano aver subito dei terribili bombardamenti ma sono stati vittima solo della potenza del mare.

Arrivato a Deiva Marina sono sbarcato in spiaggia per godermi un lungo momento di relax, fare un bel bagno ed una piccola merenda prima di riprendere a navigare verso il punto di partenza. 


Il posto da cui sono partito era proprio di fronte allo Scoglio dell’Asseu, il punto di interesse più instagrammato di questo tratto di costa. La mattina c’era una bellissima luce, morbida e calda; perfetta per il classico scatto bucolico. Potevo non fotografarlo?
E infatti non l’ho fatto.
Al pomeriggio - al contrario- il sole era alto sul mare, con una luce forte. A questo punto potevo solo  scegliere se fotografarne la silhouette in controluce oppure optare per un pessimo scatto con la Fincantieri come sfondo. Potevo anche optare per evitare questa fotografia.
Ovviamente ho fatto la scelta peggiore.

Scoglio dell'Asseu - Riva Trigoso (Sestri Levante)

Alle 16:30 ero già in auto, pronto per rientrare a casa.


Ho trovato una giornata fantastica; mare piatto, con una leggerissima e piacevole brezza di terra la mattina e di mare al pomeriggio.

Le spiagge si sono un po’ riempite dopo mezzogiorno ma si vede che la stagione turistica è ormai finita. In acqua pochissimi diportisti (molto tranquilli, probabilmente locali), qualche vela, dei pescherecci e molti canoisti di tutti i tipi (kayak da pesca, kayak da mare, surfski ed anche una canadese).


Stare in mare da solo, in una giornata del genere, è veramente un’esperienza rigenerante. Se devo essere sincero al lago in solitaria non mi sento mai completamente a mio agio; con il mare, pur vivendolo rarissime volte all’anno ed avendone ancora poca esperienza, trovo al contrario una grande sintonia.

Se è vero che in compagnia apprezzo il mare un po’ mosso, per avere quel pizzico di adrenalina di cui si sente la mancanza al lago, è altrettanto vero che in solitaria queste giornate di bonaccia sono un vero e proprio dono.

Dovrei fare più spesso queste piacevoli scorribande.

un altro tratto di costa caratteristico - Moneglia



domenica 3 settembre 2023

Matteo pagaia!


 Ieri - sabato 2 settembre 2023- è stato un grande giorno, una data da ricordare.

Non era certo la prima volta che Matteo si faceva un giretto in canadese ma, fino ad ora, aveva fatto solo da passeggero. Una zavorrina che si impegnava solo a studiare quello che succedeva attorno alla canoa.

Ieri finalmente si è convinto a prendere in mano la pagaietta e si è cimentato nel provare ad aiutare papà nella conduzione della canadese!

Di solito con Matteo non ci fidavamo ad allontanarci dai canneti che circondano la sede del CK90 ma, per l'occasione, abbiamo osato un po' di più.

Siamo arrivati fino al campeggio con Matteo che armeggiava con la pagaia da canadese più piccola in dotazione al CK. Come in tutte le attività che svolge si è impegnato e concentrato molto al punto che non era facile distrarlo neanche quando anatre e cigni ci passavano vicino. Si sporgeva spesso dal bordo per capire come mai la pagaia quando entrava in acqua si muoveva e rischiava di scappargli via dalle mani.

studi idrodinamici in corso

Arrivati al porticciolo del campeggio ci siamo fermati qualche minuto a guardare il nutrito gruppo di kayaker del CK90 intento a svolgere gli esami di certificazione Pagaia Azzurra SK1 e 2. Le loro manovre tra le boe ci sono sembrate un bel balletto.
Abbiamo anche visto ammarare e decollare due idrovolanti prima di fare dietro-front per tornare in sede per un pic-nic; anche se Matteo, entusiasta della situazione, sembrava intenzionato a compiere il giro del lago dato che alla domanda "dove andiamo?" lui rispondeva deciso "LA!" indicando con il ditino la sponda opposta.

Siamo rimasti un'oretta o poco più tra la navigazione di andata e ritorno dal campeggio e qualche zig-zag passando sotto ai ponticelli dei pontili ma Matteo avrebbe proseguito con piacere.
Anche perchè, poco prima dello sbarco, abbiamo trovato dei bimbi che ci guardavano da riva e Matteo (solitamente timidissimo) li salutava tutto fiero della sua bellissima barca e delle sue capacità da piccolo pagaiatore.

Sono veramente felice di questo avvenimento! 

Mini canoisti crescono!

giovedì 24 agosto 2023

CK90 OpenCanoe OpenDay

 


Il “gruppo canoa canadese del CK90” nasce in seguito ad un mio delirio esternato in un PUB, davanti ad una birra, dopo una pagaiata notturna nel dicembre 2021.

Io ero molto desideroso di esplorare la disciplina dell’Open Canoe ed i presenti a quella serata (Felice, Ado, Zardo, Rusco e Luca) al posto di mettere un freno a questa mia nuova fissa hanno ben pensato di darmi corda.

A sancire l'ufficialità della cosa è stato creato ad hoc l'ennesimo gruppo WhatsApp del CK90. 


Fino a quel momento l'unica canadese turistica al CK90 era una canoa in comproprietà tra Felice ed Ado ma lo scorso anno la flotta è cresciuta arrivando a ben 6 esemplari di cui 2 sociali e le restanti private; però ancora nulla si era fatto come attività ufficiale.


Il vero battesimo del “gruppo canoa canadese CK90” è stato lo scorso fine settimana. Il sabato ci siamo ritrovati con i tecnici per un momento di allineamento in cui abbiamo discusso di tecnica ed abbiamo condotto alcune attività di test in acqua.
La domenica invece si è organizzato una sorta di open-day, aperto ai soci, in cui ci mettevamo a disposizione per far provare ai presenti l’esperienza della single blade paddle.


Tra mattina e pomeriggio abbiamo avuto gruppi molto eterogenei formati da esperti kayaker marini e novelli soci freschi freschi di corso base.




Si sono fatte delle prove sia in tandem che in solo, test di traino con varie configurazioni, di salvataggio e le abbiamo utilizzate come piattaforma per far tuttare i bambini di tutte le età.





Davvero un buon inizio per il settore Open Canoe del CK90!






venerdì 18 agosto 2023

Slalom a San Pellegrino

 

Marco Arlati di fronte al Grand Hotel


Ieri pomeriggio con Marco Arlati e Luca siamo andati a San Pellegrino Terme.

Negli ultimi mesi al CK90 mi sto divertendo tantissimo con le canoe da slalom; abbiamo anche provato qualche volta a montare delle paline sotto al ponte di Olginate.


Da tempo progettavamo di fare qualche scorribanda in un campo slalom vero e così ieri, finalmente, siamo riusciti ad esserci tutti e tre!

Per me è stata una fantastica esperienza, la prima volta su un tratto di fiume "vero"; più impegnativo della zona a valle della diga di Olginate.

Lezione di Slalom
Per la prima oretta circa mi sono sentito un incapace; sono riuscito anche a perdere alcune morte e disegnavo delle linee davvero orrende. Poi ho cominciato un po' a prenderci la mano e - sebbene continuassi ad arrivare "lungo"- quantomeno riuscivo sempre a centrare la morta. Oltre allo slalom abbiamo dedicato lunghissimi minuti a giocare su degli spot precisi come buchi ed onde.

Sono state 3 ore davvero intense, ne sono uscito stravolto!

Spero di poter replicare spesso questo tipo di attività; lo slalom mi diverte parecchio ed avere a disposizione le competenze di un allenatore come Marco è davvero un grande privilegio. 

Luca su uno spot interessante


PS: se qualcuno se lo chiedesse la risposta è SI, ho fatto il bagno.

lunedì 17 luglio 2023

Idro e Ledro "attenti a quei due" 2023


Il raduno sui laghi di Idro e Ledro nasce con l’intento di fare festa; festa per i due ravvicinati compleanni di Luciano e Giorgio Nesca.
Purtroppo però quest’anno di voglia di festeggiare proprio non ne avevamo.

Sono salito a Storo accompagnando Luciano, ancora convalescente dall’intervento oculistico che lo ha costretto a rinunciare al Camp. Il venerdì sera, dopo aver montato le tende sotto la pioggia, siamo stati ospiti a casa di Ines e Giorgio per un’ottima trippa (abbiamo prenotato anche per il prossimo anno, meglio portarsi avanti). Durante la cena abbiamo evocato i recenti ricordi del Camp conclusosi  appena una settimana prima.


Sabato mattina, mentre raggiungevamo il lago di Ledro, Luciano ha ricevuto una telefonata che mai avremmo voluto ricevere.
Andrea Bresil era impegnato in un trekking nautico in Sardegna. Lui ed i suoi compagni di viaggio erano bloccati ad Abbatoggia a causa di un fortissimo maestrale dal giorno precedente, quella mattina i suoi compagni lo avevano trovato senza vita.

È stato un duro colpo per tutti. Andrea era un caro amico, una di quelle persone di cui chiunque conserva un piacevole ricordo della sua compagnia. Lui e sua moglie Mirella sono stati per me e Gloria un riferimento quando eravamo alle prime partecipazioni ai raduni di Sottocosta.
Lo abbiamo ricordato sia durante il briefing sia durante la cena del sabato.

Il giro del Lago di Ledro, pur essendo breve, è davvero una pagaiata piacevole. Il meteo incerto ci ha anche favorito riducendo il sovraffollamento delle spiagge che ricordavo dalle edizioni precedenti. Comunque non è scesa una goccia d’acqua finchè non siamo sbarcati. A quel punto però ha iniziato a piovere.


La sera, a tavola, ovviamente mancava quella gioia ed euforia tipica di questi avvenimenti; ma lo stare insieme tra amici ci ha forse aiutati a metabolizzare meglio la notizia.


L’indomani mattina -come da programma- ci siamo presentati all’imbarco puntuali e -come di consuetudine- siamo partiti in ritardo. Il lago d’Idro non è grandissimo ma una mezza giornata di navigazione se la prende tutta.




Navigare con dei veri esperti del territorio è sempre molto molto piacevole in quanto all’attività puramente sportiva si affianca anche l’aspetto culturale. Giorgio ed Ines ci hanno raccontato molto riguardo le peculiarità storiche e naturalistiche di questo lago e della sua valle.
Come ci aspettavamo a mezzogiorno è salito un bel vento da sud che ha caratterizzato le ultime miglia prima della pausa pranzo all’estremo sud del lago.
Nel viaggio di ritorno invece abbiamo preso un bell’acquazzone che è arrivato quando avevamo da poco passato Vesta.


Il raduno è stato in generale un po’ sottotono. Le presenze ridotte all’osso (solo 12 partecipanti a cui aggiungere Luciano che ci ha seguiti da terra) in parte a causa  del meteo incerto ed in parte a causa del fatto che molti avevano “prolungato” le vacanze del Camp in Puglia ed erano ancora in viaggio ma come si usa dire: meglio pochi ma buoni!


PS: qualcuno tra i più attenti noterà che nelle foto non c'è la prua di nessuno dei miei kayak... no, non ho rubato le foto agli altri, solo che molti erano curiosi di provare il mio Xceed così entrambi i giorni l'ho prestato. Sabato ho pagaiato il Pace17 (costruzione Nelo) di Giorgio, che mi è sembrato leggermente diverso da quello di Gloria; domenica ho fatto una bella navigazione in un Sardinia rosso fuoco ed ho anche fatto conoscenza con un Kitiwec...
Gran bella barca il Kitiwec!



Link ai post degli anni precedenti:


In ricordo di Andrea (Lago d'Orta - 2021)


giovedì 29 giugno 2023

Sottocosta KayakCamp - Gargano 2023

Nautiraid Nook


Quello appena concluso è stato il Camp dei passaggi di consegna. Primo evento importante con Giorgio Racca alla presidenza di Sottocosta mentre Giorgio Nesca, dopo 12 anni, finalmente si è calato nel ruolo di canoista (lo conosco da 8 anni ed stata solo la seconda volta che lo vedevo pagaiare!).

Cambio di guardia anche al coordinamento dei tecnici: il mitico Enrico Armanasco  ha ceduto questa cruciale figura ad una vulcanica Roberta Mandelli, la quale ha saputo gestire gli incontri con il suo solito fare allegro e gioioso.
Roberta ed i due presidenti

La regia del tutto invece è rimasta saldamente nelle mani di Luciano che, sebbene assente a causa di un recente intervento oculistico, non ha comunque rinunciato al ruolo di organizzatore che da sempre lo contraddistingue. Praticamente il suo compito lo ha svolto in smart working!

Poco più di 100 le presenze tra i kayaker (più una ventina di accompagnatori) ed anche qui molte le novità. Parecchie facce nuove ed, udite udite, anche giovani! Non ho statistiche alla mano ma – a naso- direi che oltre ad una abbassamento dell’età media vi è stato anche un cospicuo aumento delle quote rosa.

Statistiche ufficiali invece riportano un altro dato: solitamente la regione con il maggior numero di presenze è la Lombardia ma quest’anno tale primato è andato al Lazio. Le malelingue diranno che siano stati facilitati da una partecipazione dei soci del CK90 di Vercurago un po’ sottotono (nooo, non ce la siamo presa…) ma la realtà è che il merito di questo risultato va attribuito a Pietro ed Alex che attorno alla capitale hanno tirato su un gruppo mica male.
Anche i marchigiani si sono presentati in forze, altra regione che nelle ultime stagioni è cresciuta molto ed in cui si sta formando un bel gruppo.

Dell’apertura del Camp ho già parlato in un articolo dedicato scritto praticamente in diretta: un bell’aperitivo in pineta a base di prodotti tipici pugliesi ha fatto seguito ai consueti discorsi.
Poco fuori dalla Grotta Sfondata

Io ho vissuto questo camp in maniera un po’ soft, partecipando ad attività brevi che mi consentissero di passare a mezzogiorno qualche oretta con Matteo e Gloria; ho quindi rinunciato alle belle navigazioni lunghe ed alle giornate di intenso training proposte da Pietro.
Praticamente non sono mai andato più lontano di San Felice, solo 2 miglia scarse dalla Baia di Campi.

La domenica ho fatto due uscite di ambientamento; abbiamo pensato di passare così l’intera giornata (senza proporre attività specifiche) perchè - visto che vi erano molti partecipanti sconosciuti ai tecnici- così avevamo modo di vederci in acqua, osservare le capacità di ognuno oltre che verificare l’attrezzatura.
Le vere e proprie attività sono iniziate il lunedì: in mattinata ho affiancato Emanuele di Sull’acqua mentre teneva una splendida lezione di esercizi a tema equilibrio; nel pomeriggio con Yannik ho seguito un corso di tecniche di pagaiata tradizionale groenlandese.
Grotta dei due occhi


Martedì ho rotto la regola che mi ero autoimposto di non frequentare al Camp tecnici del CK90. Avendo la fortuna di averli a portata di mano a casa, in queste situazioni preferisco di gran lunga seguire quelli che incontro più raramente così da apprendere ed osservare chi ha approcci differenti.  Quel giorno però tutti prevedevano di stare fuori da mattina a sera mentre Gli Enzi avevano due distinte attività brevi la mattina ed il pomeriggio. Ovviamente non mi è dispiaciuto; stare in acqua con Enzo e Roberta è sempre costruttivo e ci siamo focalizzati sul salvataggio a T prima di pranzo mentre abbiamo ripassato alcune manovre del programma SK2 nel pomeriggio.

Mercoledì relax con una brevissima pagaiata mattutina per la baia a curiosare tra un paio di gruppi al lavoro mentre al pomeriggio mi sono dedicato alla nobile arte del pisolino con Matteo.

Giovedì ho seguito un altro corso di tecniche di pagaiata groenlandese con Yannik esplorando una particolare tecnica impiegata dagli inuit controvento.

Venerdì ho fatto il ripetente nel corso di Yannik, nel pomeriggio si è alzata un pochino di onda così mi sono aggregato a Pietro che stava facendo la barba alle scogliere poco a nord di Cala Campi.

Venerdì sera è stata anche la chiusura ufficiale dell’evento con la cena ufficiale.


Esercizi di appoggio alto 


Tra le novità vi è da segnalare un’iniziativa molto apprezzata proposta da Patrizia che, tutte le sere, proponeva una sessione di esercizi di pilates, stretching, yoga e ginnastica posturale. Quarantacinque minuti di puro dolore.
Quando questo sport era quasi esclusivamente maschile dopo una giornata in canoa il rituale di defaticamento consisteva nell’infilarsi nel primo bar a tracannare birra… adesso che le donne hanno preso il sopravvento ti ritrovi su un tappetino a fare addominali, la posizione dell’albero, strane cose con delle palline da tennis,... 

Scherzi a parte, dobbiamo veramente ringraziare di cuore Patrizia per averci messo a disposizione la sua professionalità ed il suo impegno. Sono esercizi molto utili sopratutto a chi, come me, ha grossi problemi di postura e di flessibilità che, oltre a  ripercuotersi sulla vita di tutti i giorni, vanno anche ad ostacolare la tecnica canoistica. Vorrei tanto avere la costanza di praticare questi tipi di ginnastica con continuità perché i benefici si vedono fin dalle prime sedute.

Altra cosa gradita è stata la possibilità di provare il Nook di Nautiraid, kayak nel più puro stile greenland con la costruzione "skin" on frame -ovviamente smontabile- tipica di questo marchio.
Yannik ne sta portando un prototipo in giro per l'Europa.
Io ho evitato di farci un giro; trovo le soluzioni offerte da questa azienda davvero interessanti e si sa che chi ha "la scimmia facile" deve evitare certe tentazioni. Ci vorrebbe il tempo libero di un pensionato e lo stipendio da pilota di Formula1.

Per quanto riguarda il meteo siamo stati fortunati e sfortunati allo stesso tempo. 
Per tutta la settimana è stato bello: senza vento ed acqua piatta praticamente sempre. Chi si è fatto 1000km con la speranza di pagaiare al mare si è ritrovato praticamente in piscina. Solo il primo e l’ultimo giorno si è visto un pizzico di moto ondoso anche se piccolo e scoordinato, effetto diretto dei venti.
La qualità dell’acqua purtroppo ha sofferto dei temporali della settimana precedente e praticamente si è ripulita dai detriti solo l’ultimissimo giorno, dove abbiamo iniziato a vedere quel trasparente cristallino che ricordavamo dal 2019.


In conclusione è stato un bel Camp, anche se organizzato al volo a cavallo di un radicale cambio del direttivo. Una settimana che ha rappresentato a pieno questo storico momento di Sottocosta dove sia la “vecchia” che la “nuova” gestione hanno concorso all’organizzazione ed alla buona riuscita dell’evento.

Come sempre quando un camp si chiude già cominciano a girare idee e proposte per l’anno successivo. Dove saremo per il Camp 2024?

domenica 18 giugno 2023

Gargano 2023: anche Matteo partecipa al Camp


 Ieri sera si è ufficialmente aperto il Sottocosta Kayak Camp 2023.

Grandissima emozione dato che si tratta del mio primo Camp da Tecnico ed anche del mio primo Camp da membro del direttivo di Sottocosta.

In questa settimana arriveranno oltre 100 kayaker da tutta Italia, 4 partecipanti anche dall'estero (Svizzera e Francia) mentre in acqua le attività saranno regolate da uno staff di 24 tra tecnici, istruttori, guide e maestri di Sea Kayak.

L'apertura, oltre al consueto discorso del neo presidente Giorgio Racca ed introduzione alle attività da parte dei tecnici, ha avuto anche un momento sorpresa in cui sono stati premiati il canoista più giovane (15 anni) presente all'evento ed il partecipante più giovane: Matteo!

Matteo non ha ancora compiuto i 2 anni ma è già alla seconda partecipazione ad un Camp in qualità di "accompagnatore". Già nel 2021 era presente al Camp sull'Argentario; allora aveva compiuto i 2 mesi di vita il giorno prima dell'apertura dell'evento.

Giorgio Racca ha voluto consegnare ufficialmente a Matteo la sua tessera di socio assieme alla maglietta di Sottocosta.
Ciò che rende questo pensiero ancor più speciale è che la tessera di Matteo è firmata Giorgio Nesca ed è l'ultima che ha fatto prima di chiudere la sua lunga e fruttuosa carriera alla presidenza dell'Associazione. 


Matteo e la mamma alla registrazione

Oggi sono iniziate le attività in acqua, con uscite "di ambientamento" utili alla reciproca conoscenza tra tecnici e partecipanti.
Da domani entreremo nel vivo delle varie opportunità a disposizione in questo fantastico evento!








SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

  Ed anche questo anno è passato il SottocostaKayakCamp . La location che abbiamo scelto per il 2026 è un luogo che molti in Sottocosta (spe...