martedì 21 febbraio 2023

Una tranquilla giornata sul Sebino

 

festeggiamo a modo nostro il carnevale di Marone (BG)

L'unica cosa certa era la data, domenica 19 febbraio.

La prima idea è stata quella di organizzare una discesa in canadese del Ticino da Vigevano a Bereguardo; Piccolo problema: la portata del fiume è stata drasticamente ridotta un paio di settimane fa in vista di un anno che sarà sicuramente ancora caratterizzato da una gravissima siccità. 

Quindi cosa facciamo? Andiamo al mare!

Subito organizzata una bella gita tra Camogli e Portofino; la voglia di acqua salata è sempre presente!

In quattro abbiamo seguito con apprensione l'evoluzione delle previsioni meteo vedendole costantemente peggiorare da lunedì a giovedì. Non c'è stata altra possibilità che mandare a monte tutto.

Io avevo comunque voglia di passare una giornata in canoa, ed ho quindi invitato Riccardo di Brivio sul lago d'Iseo.

Isola di Loreto

Ci siamo imbarcati poco prima delle 10 a Marone con l'idea di navigare nella parte settentrionale del bacino. Ho proposto questo itinerario perché ero davvero curioso di vedere il famoso orrido di Castro; l'unica volta che avevo pagaiato in questa parte di lago ci eravamo limitati al lato bresciano.

Inizialmente abbiamo fatto rotta sull'incantevole isola di Loreto prima di attraversare sulla sponda bergamasca che abbiamo raggiunto poco a sud di Riva di Solto (sì, abbiamo fatto un bel taglione dritto).


Di qui, sottocosta, abbiamo sfilato sotto le pareti verticali della baia del Bogn, Punta delle Croci Bergamasche e del golfo che precede Castro.


Sarà stato forse a causa dell'intensa fame che ci ha fatto percorrere un po' di fretta l'ultimo tratto, ma l'orrido proprio non l'abbiamo notato.

sbarco scomodo

Proprio prima dell'abitato di Castro, individuato un approdo - diciamo così -  "creativo" siamo scesi a terra per l’unica sosta. La posizione scelta ha richiesto di alare i kayak su delle rocce affioranti ed issare attrezzatura da cucina e cibo sul un muro verticale di un paio di metri sovrastato da un bel praticello con qualche albero.

Abbiamo cucinato e ci siamo rilassati prima di imbarcarci nel viaggio di ritorno; costeggiati qualche centinaio di metri verso sud nella speranza di vedere il tanto agognato orrido abbiamo poi fatto rotta in sponda bresciana per percorrere dall’acqua la ciclopedonale scavata nella roccia tra Vello e Toline.


Poco prima del punto di arrivo il centro di Marone ci ha offerto un ultimo scorcio caratteristico con la piazza gremita di bambini intenti a festeggiare il carnevale.

Baia del Bogn

In tutta la giornata il meteo è stato più che ottimale. Una leggera foschia si è logicamente accompagnata con la totale assenza di vento;

è stata la prima volta che su questo lago non mi capita di trovare almeno qualche oretta di vento teso. L'acqua sempre piatta come una piscina e leggermente più fredda di quella del nostro Lario.


Decisamente una bella giornata, il non aver trovato l'orrido ci fornisce solo la scusa per poter tornare nuovamente in queste acque. 


lunedì 6 febbraio 2023

Cimento invernale 2023: Memorial Peter



Il cimento invernale 2023 è stato dedicato alla memoria di Peter: un amico che solo l’anno scorso ha pagaiato con noi alla 23esima edizione di questo evento, felice di inaugurare il suo nuovo kayak e che una brutta malattia ci ha portato via nel mese di novembre.

Un’edizione vissuta comunque con allegria perchè, come ha ricordato Felice durante il briefing, Peter era una persona solare. E lo è stato anche durante le ultime fasi della malattia quando con il sorriso ci mandava sulla chat del CK90 le foto dall’ospedale.

trova la capra

Come da tradizione Sottocosta, che con questo storico incontro annualmente apre le attività nazionali, propone una due giorni in alto Lario.

Gloria ed io abbiamo però dovuto saltare la giornata di sabato. Poco male, comunque con il vento che superava gli 80km/h anche chi era presente non è che abbia combinato un gran che.

Per la domenica invece a Gera Lario eravamo in 47 pagaiatori (in 46 canoe data la presenza di un k2) con meteo che prometteva buone temperature ed una leggera brezza in rinforzo nel pomeriggio.



Meta ambita ovviamente il tempietto di San Fedelino.

Il sole splendeva in cielo, la temperatura attorno agli 8°C di prima mattina ed a superare i 10 poco dopo permetteva un più che ottimo acclimatamento con le tute stagne.
L’acqua decisamente freddina come consuetudine in queste zone ma si sa, questo incontro è per chi ama e vuole celebrare l’acqua fredda ed il paesaggio invernale… per tutti gli altri ci si saluta ad ottobre sul Garda e poi ci si rivede a primavera inoltrata dopo molteplici sbeffeggiamenti per essersi persi la stagione più magica per godersi i laghi prealpini.


La navigazione di andata è andata via liscia, senza neanche una bava di vento.
Se la manifestazione si fosse conclusa con la sosta pranzo sarei andato a reclamare all'organizzazione.
“cimento invernale un corno”: un cimento non lo è stato per nulla; una breve pagaiata tra lago e fiume in condizioni da piscina. Invernale? con queste temperature?
“Chiamatela sguazzatina in acqua fredda” sarebbe stata la mia protesta!
E come i pensionati del si stava meglio quando si stava peggio avrei raccontato a tutti le incredibili avventure dell'incontro 2019: con le sponde ghiacciate e le raffiche di vento che sollevavano l’acqua e ti strappavano la pagaia dalla mano. "Quello si che è stato un vero Cimento Invernale!".

Ma la meteorologia generale non conosce l’orografia del Lario; qui la brezza pomeridiana in rinforzo si chiama Breva… e non è un vento con cui ci si può permettere di scherzare.
D'altronde all'imbarco i vecchietti del posto, intenti a bere il bianchino alle 9 di mattina, ci avevano allertati. Uno di loto ci ha anche dato dei matti mentre se ne andava dal porto con fare contrariato.
Anche Gloria se lo aspettava; in questo posto abbiamo molti bellissimi ricordi di giornate passate in acqua, in ogni stagione; ma quasi sempre nel pomeriggio la Breva ci ha fatto visita. E spesso con lei è una lotta dura ed impari.



Tra noi anche un canoista irlandese; zona di Sea kayakers duri e puri, abituati a lunghe navigazione in mari difficili e frugali bivacchi in spiaggia. Chissà cosa avrà pensato di noi canoisti italiani, che pagaiano un paio di orette scarse in un laghetto e se ne stanno in spiaggia a riempirsi di salumi, dolci fatti in casa e liquori tradizionali.
Welcome Irish friend, this is the Italian way!

Ma lo potevamo solo intuire, il bello doveva ancora arrivare;
Dalla spiaggetta di San Fedelino, mentre pranzavamo, il promontorio di Albonico ci riparava ed all'apparenza tutto era ancora più che tranquillo. Solo i più attenti osservatori ed i pagaiatori con maggior esperienza volgevano lo sguardo verso Verceia, intenti a tenere d'occhio l'acqua che in centro lago era già imbiancata dalle cosiddette ochette.

Gloria, che già dalla partenza a Gera aveva sollevato qualche piccolo dubbio sull'evoluzione del meteo, ha iniziato a preoccuparsi.
Fino alla cascata nessuna fatica ma poi, doppiata anche quella punta, la Breva ha iniziato a picchiarci in faccia ad una velocità costantemente superiore ai 16 kts (dati rilevati dalla stazione meteo CML di Gera Lario).

L'ultimo tratto del lago di Mezz'ora, il laghetto di Dascio ed il tratto di Mera che conduce al Lario sono solo stati percorsi decisamente lentamente. Sono zone in cui non fa in tempo a creare onda ed il vento, pur ostinato, era perfettamente frontale quindi quantomeno non richiedeva sforzi in continue correzioni. Si faceva solo il triplo della fatica.        

Da un certo punto di vista si può dire sia stato addirittura utile: le energie richieste in più hanno magari mandato a pari il bilancio calorico dell'escursione tra quanto bruciato pagaiando e quanto ingerito nel solito gozzovigliare a San Fedelino.

La mia splendida moglie nel suo splendido kayak in un posto davvero magico

Però il vero cimento è arrivato in ultimo, verso la foce della Mera ed in quel breve tratto di lago fino al porto di Gera.
Circa un miglio o poco più con la Breva a livelli degni della sua nomea (massima velocità 23,6 kts attorno alle 17, poco dopo il nostro arrivo) e qui certo l'acqua non resta piatta. Col fondale basso a cui siamo ormai abituati da un paio di anni si è creata una bella ondina ripida,  frequente e con alcuni frangenti.
Come non succedeva da parecchio, da prima della gravidanza, Gloria si è lamentata. Del vento, delle onde ed anche del kayak! Il Pace sarà anche più filante, più bello, più tecnico… ma il Prijon decisamente più sicuro.
Lo ammetto, mi mancavano queste lamentele! Oh quanto mi sono mancate!
E come mi sono mancati quegli sguardi fulminanti di quanto ti ritrovi con un sorriso da ebete tra gli spruzzi a saltare sui frangenti e lei ti maledice per non averla lasciata a casa a guardare il derby!


Alla fine abbiamo avuto tutto. Una pagaiata rilassante in una cornice che lascia sempre a bocca aperta, la gioia del condividere un ricco banchetto ricordando un caro amico ed alla fine abbiamo avuto anche il nostro piccolo cimento.
In quelle ultimissime due miglia c'è chi si è divertito come un bimbo e chi ha sperimentato condizioni fuori dalla propria confort-zone nella massima sicurezza di un gruppo ricco di istruttori e canoisti esperti. Quale miglior modo per festeggiare in acqua i giorni della merla?



Link agli articoli delle edizioni precedenti:

2022

2020

2019

2018




 

sabato 7 gennaio 2023

Pagaiata della Befana 2023

 


Le tradizioni sono rispettate: anche quest'anno, prima di mettersi a tavola per l'ultimo pranzo delle festività, al CK90 si è svolta la tradizionale pagaiata della Befana.


Dalle sedi a Lecco e ritorno con - a chiusura - il roll con la scopa di saggina.
In acqua eravamo in 10 ma al Ponte Vecchio abbiamo trovato tre kayaker dell' Oggiono Kayak Team che - imbarcati a Parè - erano diretti al lago di Olginate.
Una volta tornati di fronte alla sede Gallavesa in tre ci siamo cimentati nel roll rituale. Per me è stata la prima volta!

L'acqua non era proprio freddissima, ed anche la temperatura dell'aria era mitigata dall'assenza di vento e dalla copertura di nubi che ha impedito anche durante la notte di scendere sotto agli 8-10°C.
In acqua, oltre a noi, si potevano vedere solo altri kayaker in allenamento (agonisti di Canottieri Lecco e CK Rivabella) e qualche barca da canottaggio.
In questa stagione il Lario è davvero il nostro giardino dell'Eden!

 



Link ai post degli anni precedenti:

2020

lunedì 5 dicembre 2022

Winter Sea Kayak Italian Event 2022

Cosa dire su questo WISKIE? che nulla è andato come previsto... perché il mare è imprevedibile ed i bambini lo sono ancora di più!

Venerdì pomeriggio siamo partiti con Gloria e Matteo alla volta del Golfo dei Poeti, felici di poter partecipare tutti a questo tradizionale incontro che ogni anno chiude le attività di Sottocosta con due belle navigazioni in mare ed una cena "cerimonale".
Io avevo intenzione di pagaiare solo il sabato mentre Gloria avrebbe fatto la mamma a tempo pieno e non sarebbe mai scesa in acqua; la domenica dovevamo salutare i partecipanti all'imbarco per poi rientrare a casa. Ma del WISKIE ciò che più conta è la cena, momento di incontro con amici di tutta Italia. 

Già da subito purtroppo si intuiva che non tutto sarebbe poi andato secondo i piani: molte le defezioni, la maggior parte a causa del meteo incerto.


Un luogo sempre affascinante

Venerdì sera dopo la pizzata in albergo Matteo non era in forma splendida, ha mangiato poco ed appena saliti in camera non è stato bene. La mattina successiva però sembrava essersi completamente ripreso quindi mi sono presentato all'imbarco speranzoso di poter proseguire secondo i piani.
Il meteo dava scirocco fino a 20Kts, cielo completamente coperto con pioggia, onda attorno al metro. La temperatura del mare superiore rispetto alle medie di questo periodo.

In acqua eravamo 25, Luciano ci seguiva da terra e ci ha salutati dopo il consueto briefing al porto di Le Grazie.
Viste le condizioni ci siamo diretti verso il porto di Portovenere dove saremmo dovuti ripararci mentre un ristretto gruppo andava in perlustrazione oltre la Palmaria per verificare le reali condizioni in atto.
Il primo problema però si è verificato poco fuori la diga foranea della Spezia, tra la terraferma e l'isola. Un punto delicato dove il vento si incanala tra le alture aumentando di velocità e l'onda si fa confusa con quella principale proveniente dal mare aperto e quelle riflesse dalle coste, nella stessa zona in cui, durante il WISKIE 2019, Gloria aveva avuto un brutto attacco di mal di mare.
Fatto sta che uno si è ribaltato (non si dice chi, ma si tratta di un kayaker di grande esperienza - sottolineando il fatto che capita anche ai migliori); io ero il più vicino e mi sono subito portato in posizione per un salvataggio a T.
Il forte vento rendeva il tutto difficoltoso e, prima di aver svuotato il kayak, l'uomo in mare ha perso la presa ed è rimasto alla deriva mentre io ed il suo kayak ci allontanavamo velocemente spinti dalle incessanti raffiche.
Sono quindi intervenuti altri canoisiti: qualcuno ha dato soccorso al canoista "disperso" mentre Jesse mi ha agganciato con il traino lungo per non farmi scarrocciare ulteriormente mentre io mi occupavo di svuotare e zatterare la canoa vuota. E' arrivato anche Ale DB che si è occupato di fare ulteriore sicurezza a me mentre stabilizzavo il kayak soccorso durante il delicato momento della risalita.
E' stato il mio primo salvataggio in situazioni complesse (almeno per i miei standard) e devo dire che ha richiesto decisamente più tempo e più energie rispetto a quando capita di dover "tirare su" qualche principiante sbadatamente finito a bagno in acque tranquille.

Al riparo a Portovenere

Comunque arrivati al riparo nel porticciolo di Portovenere qualcuno è andato fuori a vedere le condizioni... io nel frattempo ho fatto un paio di roll: l'acqua era ancora abbastanza calda e sotto la muta stagna avevo un pile di troppo e stavo iniziando a soffrire il caldo.

Non ci aspettavamo grosse sorprese, con il vento e lo swell di scirocco il lato ad ovest delle isole doveva giocoforza essere tranquillo, ed effettivamente il mare era piatto.
Ma dove volete si trovasse il centro della bassa pressione che causava la pioggerella? proprio li! Dietro il promontorio di Portovenere il cielo non era più grigio ma nero, ed una simpatica cella temporalesca ha ben pensato di scaricare un forte acquazzone (cosa che non ci ha disturbato) ed un paio di fulmini sul mare sono caduti a pochissima distanza da noi. Difficile stimare quanto fossero lontani ma fulmine e tuono sono stati perfettamente simultanei quindi il messaggio era chiarissimo.
Abbiamo girato i kayak e siamo rientrati a Le Grazie dopo si e no due ore di pagaiata.
Pur se breve è stata comunque una navigazione da ricordare sia perchè ci ha ricordato che durante la gestione degli incidenti non va sempre tutto liscio sia per la variabilità ed incertezza del meteo.
Nel pomeriggio poi il vento è calato ed il temporale svanito... ma eravamo già sbarcati. Comunque la scelta precauzionale di interrompere l'escursione è stata ampiamente condivisa da tutti: meglio stare a terra sognando il mare piuttosto che trovasi in mare pregando di arrivare a terra.

Gli imprevisti non finiscono qui: la sera poi abbiamo dovuto abbandonare la cena durante gli antipasti. Matteo non è stato bene nuovamente e gli è salita la febbre alta. Abbiamo così deciso di fare le valige e metterlo in macchina appena addormentato così da fargli affrontare il viaggio di notte senza che se ne accorgesse. Scelta saggia in quanto l'indomani la temperatura non ha voluto saperne di scendere sotto i 39° neanche con la Tachipirina ed è stato insofferente tutto il giorno. Avrebbe sicuramente penato nel dover affrontare ore di viaggio in quelle condizioni.







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lunedì 21 novembre 2022

Ospite a Brivio



 Potrei prendere il vizio di frequentare la zona di Brivio nei prossimi periodi.
Lo scorso sabato sono stato ospite alla sede canoistica del Gruppo Escursionisti Briviesi (che si trova proprio nel castello in riva all'Adda); mi hanno permesso di provare un EXO Navigator. Pochi sanno che proprio quello doveva essere il mio primo kayak ma poi cause di forza maggiore hanno dirottato i miei acquisti verso i Prijon Touryak.
Mi è però sempre rimasta la curiosità di sapere com'era questo Navigator e gli amici del G.E.B. sono stati così gentili da concedermi un lungo giro prova. In quell'occasione i briviesi incontrati hanno manifestato una certa curiosità nei riguardi della canoa canadese... e vuoi non cogliere la palla al balzo?

Ieri con Damiano ed i due Riccardi ci siamo imbarcati su due canadesi dalla sede Canneto del CK90 di Vercurago per la discendere l'Adda fino ad Imbersago.
Ho tentato di spiegare a grandi linee quel poco che ho appreso sulla conduzione di una canoa con pagaia a pala singola ma fortunatamente il gruppetto era composto da kayaker con una buona esperienza per cui è bastato lasciare che "ci prendessero la mano" da soli.

la pace dei laghetti interni

Dopo il trasbordo della diga di Olginate Riccardo G. ed io ci siamo imbarcati con la mia Swift a monte del ponte ed abbiamo così percorso anche la rapida più impegnativa di questo tratto di fiume per poi raggiungere gli altri due, rientrati in acqua più a valle.

Dopo la calma piatta offerta dal lago di Olginate è venuto il momento delle rapide del Lavello; non ci avevo dato troppo peso dato che la siccità dell'ultimo anno ci aveva abituati a non considerarle più di quel tanto; però con i parametri di apertura della diga tornati in regimi normali (attorno ai 150m3/s) anche qui c'è un bel movimento con onde stazionarie, mulinelli e morte insidiose. Sono comunque stati tutti concordi nell'affermare che le canoe canadesi, in questo tipo di acque, si comportano decisamente meglio rispetto ai kayak da touring  e mare solitamente impiegati per le discese turistiche tanto dal CK90 quanto dal GEB di Brivio.

Siamo entrati ad esplorare la zona umida cosiddetta delle "stoppate" subito a sud di Monte Marenzo e da li discesi poi a Brivio dove Damiano mi ha raccontato interessanti aneddoti storici riguardanti la darsena di un vecchio macello in località Cà Rota, l'idrovora costruita negli anni '30 per la bonifica dei campi a nord di Brivio e l'edificio che un tempo faceva da dogana tra la Serenissima (che si estendeva fino a Cisano Bergamasco) e Brivio (territorio del ducato di Milano).


il canale di ingresso delle Stoppate


Sbarcati alla loro sede hanno addirittura insistito per offrirmi un succulento pranzo in un localino frequentato dai canoisti locali e, come ben si sa, non mi tiro mai indietro quando c'è da mangiare!
Tornati in acqua a pancia piena abbiamo mantenuto gli stessi equipaggi a ruoli invertiti così che tutti provassero la conduzione sia in prua che in coda. E' stata un'ottima esperienza anche per me dato che rarissimamente ho avuto modo di occupare il posto anteriore.

Arrivati al traghetto leonardesco di Imbersago c'è stato un raro avvistamento: quatto canadesi si esercitavano in manovre di fronte alla sponda di Villa d'Adda. Ci avviciniamo per fare conoscenza e scopriamo essere soci AICAN (che a quanto ne so dovrebbe essere per i canadesi più o meno quello che è Sottocosta per i kayaker marini) soliti frequentare queste zone.

Per tutta la giornata c'è stato un bel sole, niente vento e l'autunno ci ha regalato dei colori caldi davvero magnifici.
La compagnia poi è stata davvero super! Il GEB è una società sportiva storicamente votata alle camminate ed allo sci; da 5 anni grazie alla passione di alcuni soci, complice poi la posizione strategica su uno splendido tratto di fiume, è stato introdotto anche lo sport di pagaia con alcuni kayak da touring. Settore che mi raccontano essere in forte crescita.


Personalmente posso dirmi doppiamente soddisfatto di questa giornata  sia perché è stata una gran bella pagaiata in compagnia sia perché  credo di essere riuscito ad entusiasmare qualcuno nei confronti della canoa canadese; sopratutto considerando la posizione del GEB: su un tratto di fiume dalla grande portata, ancora relativamente vicino ai monti e quindi con acqua pulita e caratterizzato da zone umide esplorabili solo con piccoli natanti dallo scarso pescaggio. Praticamente l'habitat ideale in cui la canoa canadese esprime il massimo delle proprie potenzialità.
Spero quidni di aver trovato nuovi amici, da aggiungere a quelli del CK90, con cui condividere un percorso di crescita nel mondo della "pala singola".
Sarebbe davvero bello se nel castello di Brivio decidessero di affiancare alla loro flotta di EXO Navigator anche un paio di belle canadesi.

Si sta già pensando ad ambiziosi progetti futuri, come la discesa integrale dei tratti per noi navigabili di Adda (passaggi di II° grado massimo) da Lecco al Po. Chissà che non si concretizzi davvero!



PS: quanto è bella la mia Swift? (Foto di Riccardo)




domenica 6 novembre 2022

Proviamo la Lucia (se l'è bèll ul batell)


Vado un fuori dal seminato; off-topic come si suol dire sul web.

Questo è un un blog che ha la parola kayak nel titolo ma si sta andando un po' fuori strada; pare che ultimamente ci si stia instradando più verso la canadese, ma pur sempre di pagaia si parla. Non cambio nome solo perchè "canoeistdestrepa" suona proprio male.


Oggi però andiamo decisamente oltre con una rapida puntata in quella del remo:
E' capitata l'occasione di fare un giro su una Lucia; e vuoi non approfittarne?


Piccola digressione per chi non è della zona:

La Lucia è un'imbarcazione tipica lariana che prende il nome dal famoso personaggio de "i promessi sposi"; nel racconto gli innamorati fuggirono sulle acque del lago a bordo di una barca; negli anni 1960 uscì un film basato sul romanzo del Manzoni nel quale venne impiegato un "batell": barca da pesca e trasporto tradizionale del lago di Como che poi, in seguito al successo mediatico della pellicola, prese appunto il nome di Lucia divenendo oltretutto simbolo distintivo del Lario.

Il batell nacque secoli prima del Manzoni ed era una barca da lavoro a remi su cui si poteva anche armare una vela. Usata originariamente per il trasporto leggero di merci e per la pesca (il "navet" era una barca simile ma con adattamenti specifici per la pesca); in secoli più recenti venne riadattata per il trasporto passeggeri sia in attività puramente diportistiche sia come supporto alle operazioni di imbarco/sbarco dei passeggeri dai piroscafi in località prive di pontili. 

Oggi sebbene le Lucie siano usate solo a scopo ricreativo / commemorativo e siano state snaturate anche nella costruzione (oggi sono spesso in vetroresina e talvolta motorizzate) non perdono nulla del loro fascino riuscendo sempre a catalizzare lo sguardo tanto dei turisti quanto dei locali.

Vi è da aggiungere che la Lucia costituisce anche una categoria di voga in piedi catalogata tra le barche tradizionali dalla Federazione Italiana Canottaggio Sedile Fisso per cui vengono organizzate vere e proprie regate e competizioni tra le varie società delle province di Como e Lecco. 

 



Sabato tramite conoscenze in comune con alcuni canoisti ho avuto il piacere e l'onore di essere ospite -assieme ad un gruppetto di amici- del "Gruppo Manzoniano Lucie" a Rivabella: un'ASD che ha come scopo principale la diffusione della cultura storica del "batell" e di tutte le altre barche tipiche lariane (purtroppo per la maggiore scomparse).

E' stato un pomeriggio ventoso e con il lago pieno di "ochette" per cui la crociera in Lucia ed i nostri tentativi di improvvisarci vogatori sono stati tanto brevi quanto goffi. Comunque tra i soci di questa ASD abbiamo trovato chi ci ha intrattenuto con interessantissimi cenni storici sulle barche e navi che solcavano il Lario in antichità ed in tempi più recenti (grossomodo fino al secondo dopoguerra); due istruttori ci hanno poi accompagnato in acqua nonostante le condizioni non certo facili per dei principianti.

Spero che si instauri un legame saldo e duraturo tra noi canoisti ed i vogatori. I punti in comune non sono pochi: entrambi viviamo il lago in ogni stagione e con mezzi silenziosi, affascinanti e non inquinanti. Il "Gruppo Manzoniano Lucie" poi è più puntato alla crociera rilassata che all'agonismo e come noi turisti della pagaia accompagnano sempre i loro incontri sportivi con momenti di convivialità (cosa c'è di meglio di una merenda o un aperitivo sull'acqua o in riva al lago?).

Per noi canoisti è stato un momento di grande stimolo culturale. Viviamo sul lago con natanti la cui storia è fortemente legata alle tradizioni di antichi popoli d'oltre oceano ma ci siamo scoperti ignoranti nei riguardi della secolare tradizione delle barche di casa che purtroppo stanno scomparendo.

Ci hanno proposto di tornare... ed ovviamente non mancheremo!











martedì 1 novembre 2022

Concentrazioneskimokayak 2022

 

Quest’anno volevo proprio partecipare a tutti e due i giorni del Concentrazioneskimokayak; le precedenti edizioni cui avevo preso parte mi avevano visto in canoa solo la domenica mentre per il sabato, quando il gruppo navigava lungo il tratto di costa che va da Torbole a Malcesine, mi godevo da turista la passeggiata tra Lazise e Bardolino.

Ponte dei Voltoni
Avevo già pensato a tutto: sarei sceso in acqua io il sabato per lasciare a Gloria la navigazione di domenica; oppure in alternativa si poteva provare a coinvolgere una nonna che avrebbe dovuto intrattenere Matteo in campeggio mentre mamma e papà scorrazzavano in giro per il Benaco.

Sono rimasto un po’ deluso quando ho visto che dal calendario ufficiale degli eventi di Sottocosta  2022 il tradizionale incontro sul lago di Garda non era previsto.

Mancava davvero poco alla fine di ottobre quando Luciano, con una visita di persona, mi ha portato la bella notizia: “ho appena mandato una mail; il Concentrazioneskimokayak si fa!”. 

Quando però è arrivato il programma dell’evento ho notato una importante variazione, l’uscita da Torbole era stata sostituita da una più comoda (dal punto di vista logistico) e meno impegnativa (dal punto di vista canoistico) navigazione partendo direttamente dal campeggio e dirigendoci a sud verso Peschiera.


Sono arrivato al camping Du Parc di Lazise venerdì sera, giusto in tempo per una pizzata con chi era già presente. Dato che Gloria aveva impegni lavorativi ero da solo, così mi sono accomodato in un lussuoso bungalow con Luciano e Franco Soana (eh si… ero con le alte sfere!).

Sabato mattina ritrovo in spiaggia per le 9:30 ed imbarco a lungo ritardato aspettando l’arrivo degli ultimi partecipanti imbottigliati nel traffico. Per tutti e due i giorni i briefing sono stati tenuti da Luciano in collaborazione con gli Enzi. Sole, acqua a 17°C, temperatura ancora quasi estiva, una brezza moderata da nord ovest e lago che per la mattinata è rimasto leggermente mosso fino all’ora di pranzo per poi spianare in calma piatta.

In acqua eravamo in 24 tra cui un kayak doppio… anzi, 2 kayak doppi di cui uno ad uso singolo con il pozzetto anteriore convertito in cuccia per un amico a quattro zampe.

Il tratto di costa che separa Lazise da Peschiera è davvero poco interessante; è tutta una spiaggia lungo la quale corre una passeggiata a lago; dietro qualche fila di alberi si notano sullo sfondo le cime delle più alte attrazioni dei parchi divertimento. 

Peschiera del Garda invece è un punto di interesse davvero importante che merita di essere visitato. Non abbiamo in verità raggiunto l’attuale centro abitato ma ci siamo limitati a percorrere i canali che costeggiano la fortezza edificata nell'esatto punto in cui dal lago nasce il Mincio. Questa imponente struttura, già strategica per l’impero romano, è ancor oggi usata nelle sue diramazione acquatiche come porto non solo per piccoli natanti da diporto ma anche per i traghetti e battelli del servizio di navigazione.

Passati attraverso il canale di mezzo sotto al Ponte dei Voltoni siamo poi rientrati nelle acque del Benaco costeggiando le mura occidentali e passando sotto al ponte di Porta Brescia.

Peschiera

Ponte di Porta Brescia


Lo splendore di Lazise al tramonto

Dopo questa piacevole visita abbiamo ripreso la via del ritorno verso Lazise solo per un breve tratto dato che le pance brontolavano e non vedevamo l’ora di aprire i gavoni. La sosta è stata lunga e molto piacevole. Io ho portato la Slinzega, i veneti il formaggio di Asiago, qualcuno le bollicine, dolcetti, frutta secca… La splendida giornata e l’ora solare hanno fatto si che si potesse potesse dilungare parecchio con questa convivialità.

Per finire ho estratto la moka ed ho constatato con stupore che eravamo ben in tre ad esserne dotati.

Al ritorno, con alcuni che non sarebbero stati presenti anche il giorno successivo, abbiamo superato il campeggio per raggiungere il centro di Lazise ed ammirarne le bellezze.

Lazise

La navigazione della domenica è stata invece la classica del Concentrazioneskimokayak, percorsa in senso antiorario. Lazise con il suo castello Scaligero, l’incantevole porticciolo storico su cui si affaccia la piazza centrale; poi Bardolino con un altro porticciolo; l’insenatura di Garda e successivamente l’incantevole Punta San Vigilio con la sua stupenda villa, la chiesetta ed il porticciolo.
Lazise

Pausa pranzo nella baia delle Sirene, qui però con un occhio di riguardo all’orologio perché con il passaggio all’ora legale il sole tramonterà prima ed inoltre il percorso è decisamente più lungo rispetto al giorno precedente. Però se il “pranzo al sacco” del sabato è stato ottimo ed abbondante la domenica ci siamo superati. La tradizionale tartina di benvenuto alla Luciano bagnata con un magnum di brut ha dato il via ad un pasto terminato in assaggini di vari liquori fatti in casa.

Per uno come me che non si sa trattenere è una prova durissima. Proprio quando il mio cervello, su precisa indicazione della pancia piena, comincia a suggerire un rigenerante pisolino godendo di questo anomalo sole autunnale arriva il momento di reimbarcarsi per il viaggio di ritorno.

Lo confesso, lo spirito è forte (quello della grappa alla liquirizia lo è sicuramente) ma la carne è debole. Amo il kayak… ma in quel momento sarei salito volentieri su un gommone.



Lazise


La tratta di ritorno prevedeva la  tradizionale ricerca del Pal del Vo’. Simpatico gioco che è anche un esercizio di navigazione. La rotta è nota, la bussola indica lo stesso per tutti, il vento manca per cui non c’è scarroccio, non mancano neanche i riferimenti orografici perché è allineato tra Punta San Vigilio e la penisola di Sirmione e neanche la visibilità manca. Tutto molto facile ma finisce sempre che su una trentina di canoisti (di cui alcuni anche dotati di GPS) nell’avvicinamento ci si ritrova con qualcuno che dice di averlo visto un po’ più in qua, chi un po’ più in la, chi dice che “non c’è dubbio, eccolo li!…. Ah no, è l’albero di una barca a vela”.

Raggiunto l’obiettivo foto di rito e via dritti su Bardolino per il rientro nuovamente sottocosta.

Dal punto di vista del meteo credo che oltre all’anomalo caldo per questo periodo dell’anno abbiamo anche trovato un giorno di calma piatta come forse è raro vederne sul Garda. Solo una breve bava di vento nel doppiare Punta San Vigilio e poi null’altro.

Palo del Vo'

La scelta più azzeccata del fine settimana è stata la partenza per il viaggio di ritorno. Ricordo che mi mettevo in macchina dopo lo sbarco ed il viaggio era veramente un inferno. Coda ovunque fino all’autostrada dato che è l’orario di chiusura dei parchi divertimento, coda in autostrada a Desenzano, a Brescia ed infine a Bergamo si tira una monetina per far decidere al fato se si farà coda in tangenziale a Milano o sulla SS342.

Quest’anno mi sono fermato a cena; così ho anche avuto tempo di fare con calma una doccia, salutare tutti come si deve, mettere a posto con cura l’attrezzatura (no, in realtà non l’ho fatto. Ho buttato in macchina tutto alla rinfusa come sempre ma volendo avrei avuto tempo di sistemare tutto). Alle 19:30 gambe sotto al tavolo con chi si fermava in campeggio per una notte in più e chi ha avuto la mia stessa idea. Alle 21:00 partenza con strade completamente libere.

Perfetto!


Link ai post degli anni precedenti:

2019

2016

SottocostaKayakCamp - Argentario 2026

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